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Ho bisogno di aiuto: sono stato incastrato con un figlio che non volevo

Inviata da Guglielma · 12 mar 2015 Psicologia sociale e legale

La mia ragazza mi ha fatto una cosa orribile, ha smesso di prendere la pillola senza dirmi nulla. Adesso è incinta al 4º mese e a parte il fatto che non posso più convincerla a interrompere la gravidanza, mi ha letteralmente incastrato, minaccia di perseguitarmi per vie legali se non riconoscerò il bambino. Ma una famiglia non è una cosa che si dovrebbe estorcere! Lei era un pezzo che mi tartassava "perchè non ci sposiamo?" "Voglio una famiglia" "posso lasciare gli studi e stare a casa, basta il tuo stipendio, io posso occuparmi dei bambini..." E adesso... io volevo ancora fare dei viaggi, sono giovane, ho 28 anni e ci ho messo una vita di sacrifici a diventare ingegniere e a guadagnarmi questo posto di lavoro... Sono distrutto! Se lo dico agli amici mi dicono che lo amerò appena lo vedrò.... non è questo il punto: non posso scegliere, sono senza via di uscita e devo anche sentirmi uno schifo solo perchè rivoglio indietro la mia vita. Sto cercando uno psicologo che non mi giudichi e che mi aiuti ad affrontare questa situazione! AIUTOOOOOOOO

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Miglior risposta 17 MAR 2015

Gentile Giusuppe,

premetto che lo psicologo ha il dovere di non giudicare le persone; ha il compito di ascoltarle e aiutarle a trovare le risorse per superare e affrontare le difficoltà, compresa quella a cui accenna. Credo che qui i problemi siano principalmente due: uno riguarda il rapporto con la sua ragazza alla luce di quello che è successo ("mi ha fatto una cosa orribile" "mi ha letteralmente incastrato"), l'altro l'assunzione del ruolo genitoriale che probabilmente sta avvenendo in anticipo rispetto ai suoi tempi di maturazione. Ha ragione, non può scegliere di non diventare papà ma altre decisioni inerenti questo cambiamento della sua vita può ancora farle: può decidere se sposarsi o no, può decidere se stare ancora con questa ragazza o no, può decidere di farsi aiutare (come ha iniziato a fare con queste righe) o subire passivamente il tutto stando male. Diventare papà è un grande cambiamento, è vero, ma questo non vuol dire che lei debba rinunciare totalmente ai suoi progetti di vita e annullarsi: potrà prendersi cura di lui e nello stesso tempo pensare anche a sè; dovrà imparare a trovare il giusto equilibrio.

I migliori auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Annalisa De Filippo - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Sesto San Giovanni

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19 MAR 2015

il compito dello Psicoterapeuta non è quello di giudicare ma quello di aiutare il paziente ad uscire dal tunnel di conflitti ed atteggiamenti castranti che limitano in modo involontario la propria vita e quella degli altri.
io credo che debba lavorare sul perchè sia arrivato a questo, sul perchè non si sia fermato prima e sulla possibile soluzione odierna!
sicuramente questo è frutto di una acquisizione disfunzionale passata. lavorare su questo potrebbe aiutarla a risolvere il problema attuale e soprattutto ad evitare di ripetere lo stesso errore.
spero di esserle stata utile
Dott.ssa Verusca Gorello

Dott.ssa Verusca Gorello Psicologo a Roma

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18 MAR 2015

Gentile Giuseppe, parto dicendo che il compito dello psicologo non è giudicare ma sostenere e comprendere il disagio per poi capire insieme come affrontarlo. Sicuramente il senso di non controllo della situazione ha provocato in di una reazione emotiva forte ma già chiedendo aiuto ad uno psicologo si mette in una posizione di utilizzo delle proprie risorse, auguri

Dott.ssa Elena Tamarri Psicologo a Bologna

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18 MAR 2015

Signor Giuseppe, non si scoraggi e affronti una cosa alla volta. Prima la paternità poi il resto. Non si incastra nessuno, Ci sono dei problemi e si cercano le soluzioni. In seguito si occuperà del rapporto con la sua ragazza.

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18 MAR 2015

Signor Giuseppe, certamente la tua ragazza ha preso una decisione importante da sola, mentre andava fatto insieme. Forse lei signor Giuseppe, non si sente pronto epr tutti questi cambiamenti contemporaneamente. si prenda tempo e gestisca una cosa all volta. Prima di tutto la paternità, anche se non si rassegna può accettarla e rendersi responsabile verso il bimbo. Poi, valuterà come proseguire la relazione e con il resto della sua vita. Sicuramente le viene richiesto molto coraggio, ma nessuno può incastrare nessuno, mi creda. Non è una trappola è l'imprevedibilità della vita!

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17 MAR 2015

Gentile Giuseppe,

può stare tranquillo rispetto al fatto che lo psicoterapeuta che sceglierà non la giudicherà; al contrario, la aiuterà e le offrirà uno spazio di comprensione e di ascolto in un momento così delicato.
Può fare riferimento a questo portale o anche al suo medico curante per individuarne uno: l'importante è che sia uno psicoterapeuta, non semplicemente uno psicologo.

Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo Napoli Soccavo - Pompei - San Giuseppe Vesuviano (NA)

Dott.ssa Valentina Nappo Psicologo a Napoli

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17 MAR 2015

Buongiorno Giuseppe,
sicuramente la situazione che sta vivendo è complessa e da quello che scrive mi sembra che lei sia arrabbiato e spaventato. Credo che un sostegno in questo momento potrebbe aiutarla a sentirsi meno solo davanti a questi grandi cambiamenti, è vero che lei ha la percezione di non avere via d'uscita e per alcune cose forse è vero: il bambino nascerà e lei sarà il padre. Questo non lo può evitare ma può decidere come relazionarsi in futuro con la sua ragazza, potrà scegliere che ruolo avrà nella sua vita futura.
Mi sembra importante che lei abbia pensato di chiedere aiuto, denota coraggio e senso di responsabilità.
Spero trovi un modo per gestire questa situazione e uno psicologo con il quale si trovi bene e che la sostenga.
Dott.ssa Marta Colarusso

Dott.ssa Marta Colarusso Psicologo a Roma

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17 MAR 2015

Salve, è una cosa bellissima. I figli non vengono a caso se lo ricordi. Le cambiera' la vita è sarà' felice. I suoi viaggi potrà ancora farli.. Un figlio e' una ricchezza non impoverimento. Guardi le gioie che questo figlio le regalerà primo tra tutti quello di essere padre. Inizi un percorso di terapia che l'aiuto a diventare padre. E poi un figlio si fa sempre in due. Guardi che anche con la pilota si rimane incinta. Io le auguro felicità!

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17 MAR 2015

Ciao Giuseppe,
avere un figlio è una scelta molto importante, che dona tantissime emozioni e allo stesso tempo molto faticoso e impegnativo. La scelta è importante venga condivisa; immagino in questo momento il terremoto di emozioni che stai vivendo; rabbia, senso di colpa, tristezza, senso di responsabilità. E' normale per te voler ritornare indietro e sentire la voglia di riavere la tua vecchia vita.
Ritengo che possa essere molto utile un sostegno psicologico che ti possa portare a vivere questa situazione al meglio e sviluppare una capacità genitoriale.
Credo che sia importante elaborare tutte le emozioni collegate al rapporto con la tua ragazza.
SE vuoi puoi scrivermi o contattarmi quando vuoi.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Eleonora Sellitto- Roma

Dott.ssa Eleonora Sellitto Psicologo a Roma

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16 MAR 2015

Gentile Signor Giuseppe,
Immagino non sia un momento facile come non è facile fare una scelta. In questo caso, lo psicologo può aiutarla attraverso un percorso di sostegno che le sarà utile per capire le proprie emozioni, valutare diverse alternative e fare delle scelte consapevoli. Uno spazio di ascolto le darà la possibilità di diminuire la confusione che può avere in questo periodo delicato.

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15 MAR 2015

Buongiorno
è così raro vedere una persona che riconosca di avere bisogno di aiuto. Effettivamente sta vivendo un terremoto di emozioni.
Dott Piantanida

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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15 MAR 2015

Caro Giuseppe,
Ciò che sta vivendo è veramente un incubo per lei, si sente raggirato, strumentalizzato, costretto a fare ciò non vorrebbe. Sono emozioni devastanti che sicuramente non le danno la serenità per scegliere la cosa migliore da fare sia verso la sua ragazza e sia verso la sua paternità. Credo, come lei stesso intende fare, che abbia bisogno di elaborare questa tempesta con un bravo psicologo, cominciando come prima cosa con l’accettazione dell’accaduto.
Le auguro che questa esperienza si possa rivelare per lei una fonte di crescita e maturazione.
Dott.ssa Danila Giuranno, Gallipoli-Lecce

Dott.ssa Danila Giuranno Psicologo a Lecce

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14 MAR 2015

Caro Giuseppe,
purtroppo, pur essendo nell'era del futuro (che speravamo essere migliore!) ci sono ancora queste cose.
Molto difficile recuperare un rapporto sapendo che si è stati ingannati e raggirati.
Viene anche da chiedere se lei fosse stato un poco disattento nel non cogliere per nulla i segnali che le avrebbero fatto comprendere quello che succedeva e invece....
Questo dimostra anche che la contraccezione è relegata alla donna ma bisognerebbe che anche l'uomo sia attento comunque.
Insomma, andate come sono andate le cose, ora il bambino è lì ed è suo figlio.
Al di là dei ricatti e le minacce il bimbo è suo.
Sicuro di non vedere davvero nulla di bello in questo?
Potrebbe essere bello per lei oltre a riconoscere il piccolo, provare ad amarlo e a dedicarsi a lui, come potrà e saprà.
Per quanto riguarda la relazione con la mamma, si può provare ad essere sereni e collaborativi.
Accogliendo questo grande impegno di essere genitori certamente entrambi potreste crescere molto.
Trovate una chiarezza e una bontà che non faccia pesare sul piccolo le conseguenze di una "macchinazione" fatta dalla donna e una ingenuità fatta dal babbo.
Si faccia supportare da uno psicoterapeuta e cerchi un lampo di gioia in questa difficilissima situazione.
Un caro e sincero augurio
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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14 MAR 2015

gentile Giuseppe,
lei si trova in una situazione delicata in cui si trovano coinvolte anche altre persone e probabilmente in un futuro un bambino che sarà l'individuo più innocente dell'accaduto. La dinamica degli eventi inoltre quasi sicuramente compromette anche la qualità del rapporto con la partner, il che è un'ulteriore complicazione. Capisce bene che dare tutte le responsabilità alla partner sarebbe tuttavia un po' ingiusto, anche lei, seppure si è fidato, ha in certo modo rischiato. Penso che se da una parte non le resta che prendere atto della realtà delle cose, dall'altra è urgente un chiarimento con la partner che faciliti il ritrovamento di un'armonia di cui sia la futura madre che il bambino hanno sicuramente bisogno. Uno psicologo dovrebbe saperle indicare le giuste "mosse" e comportamenti per conseguire questo scopo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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13 MAR 2015

Buongiorno Giuseppe, capisco che la situazione in cui lei si trova è molto difficile perchè comporta un cambiamento importante nella sua vita, che, tra l'altro, non era programmato. Lei ha il diritto di non riconoscere suo figlio ma potrebbe avere l'obbligo di fare comunque il genitore. Il punto però non è solo questo, ma è come la scelta che lei farà si ripercuoterà su di lei e su suo figlio. Essere aiutato a fare una scelta consapevole può sicuramente favorire delle conseguenze positive. In questo momento non vede possibilità di scelta ma invece le scelte su cui lavorare possono essere tante. Sono una terapeuta familiare, se lei vive a Roma sono disponibile ad incontrarla. Saluti.
Dott.ssa Carmen Capria

Dott.ssa Carmen Capria Psicologo a Roma

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13 MAR 2015

Buongiorno Giuseppe, la regola di base della professione dello psicologo e' proprio quella che lei chiede, cioe' di non essere giudicato. Tutte le emozioni sono legittime e, nel suo caso mi sembra positivo il fatto di riuscire ad esprimere il disagio nel sentirsi incastrato, per usare le sue stesse parole. Penso che le sara' utile una consulenza con un collega che possa aiutarla a capire a fondo il tema che propone, in modo che le scelte che fara', saranno consapevoli. A mio parere, sceglierei un collega uomo. Per il momento le auguro buona giornata

Lia Cama Psicologo a Forlì

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12 MAR 2015

Salve Giuseppe, penso che nessuno psicologo la giudicherà negativamente se esterna le sue emozioni di smarrimento, angoscia e rabbia, derivanti dalla situazione che vive come imposta e non desiderata. Ognuno di noi ha i suoi scopi e progetti e non é scritto da nessuna parte che ci debba essere il desiderio primario di formare famiglia e avere dei figli. Credo che anche tra i suoi amici e confidenti ci sia chi adotterà questa visione e potrebbe supportarla e darle una valvola di sfogo, non si precluda di aprirsi con chi ha vicino. In ogni caso, consultare un terapeuta della sua zona potrebbe esserle utile per capire come gestire al meglio questa situazione e le sue emozioni, e prendere decisioni coerenti con i suoi valori e desideri, senza ledere il benessere di un futuro bambino, ma senza nemmeno cedere incondizionatamente alle richieste della sua compagna. Per alcune cose ci vorrà accettazione, per altre possono esserci più alternative di quante ora ne vede.
Un caro saluto,
dott.sss Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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