Ho bisogno di aiuto, non riesco a far durare una relazione

Inviata da bernardini.g · 6 ago 2014 Terapia di coppia

Buongiorno, sono un uomo di 45 anni gay. Ho un lavoro che mi porta ad avere molta visibilità, ma questo ad oggi non mi ha comportato problemi. Il mio problema sta nella costruzione dei rapporti. Ho avuto diverse esperienze di rapporti di coppia, la prima 4 anni, la seconda finita circa un anno fa di 6 anni (convivenza). Quella di sei anni di convivenza è terminata in quanto, dopo numerosi tradimenti il mio compagno mi ha lasciato per rifarsi una vita con un altro. Ora dopo vari tentativi "leggeri" avevo finalmente incontrato una persona con cui speravo di riuscire a costruire un futuro.... ma proprio ieri tutto il mio castello di carta è crollato per l'ennesima volta dopo appena un mese di frequentazione. Premetto che ho amici sinceri, ho soddisfazioni sul lavoro e sono amato dalla mia famiglia (che non sa della mia vita privata.... o almeno non ufficialmente). La chiusura di quest'ultima storia mi sta gettando in una sorta di depressione costante. Va detto che era una mia "ex-fiamma" di 12 anni fa, ci siamo rivisti per caso ad una festa dopo tanti anni e lui mi ha iniziato a corteggiare. Inizialmente ero titubante, in quanto avevo timore che potessi rimanere "scottato", in quanto questo ragazzo mi piace davvero. Alla fine ho "desistito" e abbiamo tentato, siamo stati molto chiari entrambi fin dall'inizio nel senso che eravamo ancora "sensibili" alle nostre esperienze passate (io come dicevo ho chiuso una storia di convivenza di 6 anni e lui un rapporto di 10 anni). Ora lui aveva detto fin da subito che gli succedeva che quando tentava un rapporto dopo un po' quando la cosa si faceva importante "scappava" per evitare di far soffrire l'altro in quanto, pensa di essere ancora innamorato dell'ex (nulla osta che il loro rapporto è concluso da 3 anni e che il suo ex ha un altro rapporto). Tuttavia ogni qualvolta che il suo ex si ripresenta (telefonata) lui va nel pallone. Io, ed anche lui per quanto riguarda la mia situazione, abbiamo accettato di "lanciarci" e provare. Sembrava andare per il meglio, tanto che mi ha introdotto in tutti i suoi rapporti (amici, conoscenti e mi ha persino presentato a sua madre, in questo caso ovviamente non come suo ragazzo ma come amico). Poi negli ultimi dieci giorni ho iniziato a notare un po' di distanza... o più che distanza una sorta di barriera protettiva che aveva costruito attorno a se. Fin quando ieri abbiamo parlato e Lui mi ha detto "scaricato" dicendo che non si sente onesto a stare con me ed essere "innamorato di un altro", (ovviamente l'altro lo ha chiamato in questi ultimi giorni per andare a trovare il loro cane.... strano proprio la settimana di ferragosto). Io gli ho detto certo che non accetterei di stare con un uomo che ama un altra persona.... ben diverso se sei innamorato di quello che avevi e con lui hai perso.... per quello è cosa diversa... vale anche per me. In fin dei conti rispetto alle premesse iniziali nulla era cambiato. Ha anche detto che lui lo fa per me perché gli piaccio molto ma molto in tutti i sensi, fisicamente, di testa, nei comportamenti, intimamente e come persona in generale... sarei la persona "per lui" ... ma non se la sente di prendermi in giro. Io ho risposto che non avevo bisogno di essere adulato e che a 45 anni era altro che volevo e non attestati di stima/bellezza che apprezzavo le sue parole e la sua chiarezza ma che non comprendevo l'interruzione del rapporto ora.. non essendo variate le condizioni di partenza. E' qui che mi ha detto della telefonata dell'ex e che voleva vedere il cane. Premetto che mi aveva già detto che ogni volta che lo chiamava andava in palla.... va detto e questa è una mia illazione, che dai suoi racconti, l'ex gli dice o gli fa sapere che la persona con cui sta non lo apprezza molto (usando degli aggettivi poco carini, mai insulti o volgari, ma cosa che non diresti del tuo ragazzo) in questo modo a mio parere non fa che alimentare quell'"attesa" che ri-succeda qualcosa tra di loro. Inoltre la telefonata è arrivata stranamente, sempre a mio avviso, quando l'ex ha saputo che aveva iniziato un rapporto con me. Lui ha detto che non vuole assolutamente perdermi ma io gli ho risposto che devo prima di tutto proteggere me stesso e non potrei frequentarlo come amico. Ora fatta questa enorme premessa arriviamo alla mia depressione un po' legata alla delusione e alla "convinzione" che a 45 anni non riuscirò più a costruire un rapporto che duri nel tempo, l'altra parte dal fatto che incredibilmente anche se solo di un mese mi sono molto legato a lui. Ne ho parlato con due mie amiche che mi sostengono e che dicono che non ho sbagliato in "nulla", ma questo non mi aiuta.... continuo a stare male ad avere uno sconforto e un senso di vuoto enorme. Informazioni aggiuntive: lui ha 9 anni meno di me, ha moltissimi amici, e gli amici più intimi mi apprezzano molto, anzi avrebbero avuto piacere che la storia andasse avanti, fino al punto che il giorno stesso gli hanno chiesto se era sicuro di quello che stava facendo (e lui ha risposto di no).

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Miglior risposta 7 AGO 2014

Salve gb,
ho letto la sua lunga lettera e nel farlo ho colto il malessere che deriva dal brusco finale della sua relazione. Si chiede come mai lei non riesca a costruire legami lunghi attribuendosi delle responsabilità, ma in quello che scrive emergono alcuni punti che possono chiarire alcuni aspetti della sua attuale situazione.
In primo luogo c'è il suo vissuto personale: sente il bisogno di un legame sincero e duraturo e la mancanza di questo le causa una notevole frustrazione. E' probabile che molta di questa frustrazione si trasformi in ansia ed iperinvestimento nei rapporti. Questo atteggiamento può crearle il vissuto di vuoto e di tristezza che adesso sta vivendo: è probabile che lei associ q più a sue caratteristiche soggettive che a fattori contingenti.
Da questa premessa passo al secondo punto: la reciprocità nei rapporti è fondamentale per fare in modo che questi siano duraturi e felici. Lei stesso scrive che il suo partner è ancora coinvolto emotivamente con il suo ex, per cui è inevitabile che su di lei possa fare solo un investimento affettivo ambivalente che, purtroppo, la ferisce.
Una ultima considerazione riguarda la sua prospettiva di non avere più molte possibilità di costruire rapporti duraturi. Le consiglio vivamente di rivedere questa convinzione che potrebbe rappresentare un serio ostacolo per la realizzazione del suo desiderio in quanto potrebbe creare ansia non utile (che accennavo sopra).
Non è l'età che crea rapporti lunghi, nè tantomento persone perfette ed in grado di affascinare e piacere. Questo crea rapporti asimmetrici.
Lei ha probabilmente bisogno di un partner che sia sulla sua lunghezza d'onda, che provi gli stessi sentimenti che lei prova per lui e che sia in grado di construire insieme a lei una prospettiva condivisa.
Il contesto in cui si è sviluppata la sua recente relazione è un pò incerto su questi aspetti e credo che possano aver causato la crisi.
Spero di averla aiutato a fare alcune riflessioni che possano portarle un pò di chiarezza in più.
In bocca al lupo.

Dr. Alessandro Montenero - Rimini.

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11 AGO 2014

Non so se è questo il modo giusto per rispondere ai professionisti che hanno avuto la pazienza di darmi dei consigli. Ma ci provo.
Dott. Alessandro Montenero, la ringrazio della sua analisi, è riuscito a leggere anche tra le mie righe di cose dette e non dette. Riguardo al coinvolgimento con il suo ex c'è da chiarire una cosa, anche io uscivo da una relazione molto importante e che mi ha segnato profondamente, situazione che non riuscivo a dimenticare, cosa che ho condiviso anche con lui e gli ho detto di essere arrivato ad una conclusione che ero INNAMORATO di quello che avevo perso e costruito in tanti anni...e non più del mio ex, e questa mia affermazione a spinto Lui a dire forse è così anche per me, ma non so dirlo ora.....

Dott.ssa Carla Panno
La ringrazio della sua analisi anche lei ha centrato il mio stato d'animo e d'ansia.. Riguardo al partner che stavo frequentando non direi che ha un'instabilità emotiva, anzi di tante persone che ho conosciuto credo che sia una delle più stabili. Quello che mi spiace è che quella sua situazione non gli consente di "mettersi in gioco" fino in fondo.... ma qui andremmo ad analizzare lui e non me e non sarebbe giusto né corretto. Riguardo il frequentarlo come "amico".. Lui stesso mi ha detto che non voleva assolutamente perdermi in quanto teneva molto a me ed ero la persona giusta... sono io che ho risposto che ora dovevo "Proteggere me stesso"... io sono una di quelle persone che non riesce a vedere il partner come "amico" se ho un trasporto sentimentale forte. Ogni gesto affettuoso lo leggerei come una apertura poi puntualmente disattesa.

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11 AGO 2014

Non so se è questo il modo giusto per rispondere ai professionisti che hanno avuto la pazienza di darmi dei consigli. Ma ci provo.
Dott. Alessandro Montenero, la ringrazio della sua analisi, è riuscito a leggere anche tra le mie righe di cose dette e non dette. Riguardo al coinvolgimento con il suo ex c'è da chiarire una cosa, anche io uscivo da una relazione molto importante e che mi ha segnato profondamente, situazione che non riuscivo a dimenticare, cosa che ho condiviso anche con lui e gli ho detto di essere arrivato ad una conclusione che ero INNAMORATO di quello che avevo perso e costruito in tanti anni...e non più del mio ex, e questa mia affermazione a spinto Lui a dire forse è così anche per me, ma non so dirlo ora.....

Dott.ssa Carla Panno
La ringrazio della sua analisi anche lei ha centrato il mio stato d'animo e d'ansia... Riguardo al partner che stavo frequentando non direi che ha un'instabilità emotiva, anzi di tante persone che ho conosciuto credo che sia una delle più stabili. Quello che mi spiace è che quella sua situazione non gli consente di "mettersi in gioco" fino in fondo.... ma qui andremmo ad analizzare lui e non me e non sarebbe giusto né corretto. Riguardo il frequentarlo come "amico", lui stesso mi ha detto che non voleva assolutamente perdermi in quanto teneva molto a me ed ero la persona giusta... sono io che ho risposto che ora dovevo "Proteggere me stesso"... io sono una di quelle persone che non riesce a vedere il partner come "amico" se ho un trasporto sentimentale forte. Ogni gesto affettuoso lo leggerei come un’apertura poi puntualmente disattesa.

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7 AGO 2014

Comprendo pienamente il Suo sgomento, le pene d'amore sono maggiori di qualunque sofferenza, e aggiungo che non c'è medicina migliore del cambiamento! Gestire la propria vita è possibile ma richiede impegno e costanza. Credo di avere gli stumenti giusti per poterLa aiutare. Mi contatti per un primo incontro, le fornirò da subito informazioni su cosa fare.
Cordiali saluti
Dr. Cristian Sardelli

Cristian Sardelli Psicologo a Firenze

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7 AGO 2014

Caro GB,
i rapporti inerpersonali quando sono ben gestiti e godono di rispetto e comprensione reciproca, ci fanno stare bene e ci danno una soddisfazione di completezza e crescita personale. Quando però sono compromessi da uno o altro fattore qualsiasi sia, noi ci sentiamo persi nello stesso mondo di appartenenza, perchè vi tutti sono felici e apprezzati , tutti godono di un rispetto meritato trane noi. Quindi che cosa si deve fare per avere la dignità che meritiamo?
Le consiglio di cominciare un percorso di terapia psicologica, dove col aiuto di uno specialista possa ottenere dei risultati migliori riguardo il suo benessere e cosi potrà scoprire perchè non goda allo stesso rispetto come gli altri.
Io lavoro anche on-line se è interessato mi farebbe piacere aiutarla.
In bocca al lupo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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7 AGO 2014

Buongiorno gb,
dispiace sentire che una persona quale sei tu debba soffrire soltanto perché nelle relazioni intime cerca di stabilire un rapporto autentico. Apparentemente non hai nulla da rimproverarti, però non è detto che tu, inconsciamente, al di là della scelta iniziale, non commetta degli errori di percorso (se ne potrebbe parlare in seguito, se credi).
Ovviamente, nessuno di noi, quando crede di aver trovato la persona che corrisponde ai propri desideri, in senso lato, può prevedere come le cose potranno andare, però la tua attuale reazione depressiva richiede particolare attenzione. Hai fatto bene cercare aiuto in un contesto professionale come questo, e se finora non lo hai fatto contattando un/a professionista di persona, è giunto il momento giusto.Sento che hai bisogno estremo di fare chiarezza e pertanto, puoi approfittare della disponibilità di questo portale, scegliendo
tra noi chi preferisci in base alle risposte. A 45 anni, secondo un prospettiva dinamicamente equilibrata, è il momento migliore per fare un 'bilancio' per riprendere il cammino seguendo il giusto 'sentiero'. Da anni mi occupo, tra altre in generale, di problematiche relative alla comunicazione tra persone dello stesso genere e posso confermare che coloro che come te, sia uomini che donne , nella unicità della propria personalità, rivelano un enorme bisogno di dare solidità al rapporto di coppia ma spesso vanno incontro a delle delusioni. Venendo esclusivamente a te, mi viene da pensare che il ragazzo che hai ripreso a frequentare non sia la persona sulla quale tu possa fare affidamento, data la sua 'cronica' instabilità; puoi sempre frequentarlo come 'amico' ma non investendo affettivamente ed infatti, lui stesso esprime una certa angoscia che lo fa 'fuggire' quando si sente intrappolato in una storia seria. Tu hai bisogno di incontrare ex novo chi è sulla tua stessa lunghezza d'onda però dovresti preventivamente capire e sentire, dove e quando , con la persona che più ti interessa, rendi la comunicazione inadeguata , spezzando qualche equilibrio. Mi sto accorgendo che sto 'parlando da sola' perché non sono monitorata dalle tue reazioni immediate e pertanto concludo con la disponibilità a continuare il discorso con te tramite questo portale. Resta comunque in evidenza il tuo bisogno di essere aiutato da una figura professionale. Un caro saluto.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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7 AGO 2014

Caro Gb, vivere una relazione non è' semplice, ma forse nel suo caso molti aspetti personali le rendono particolarmente complesso questo "compito", per questo un percorso psicoterapeutici può esserle d'aiuto a comprendere come i suoi affetti non sono sufficienti a mantenere viva una relazione.
Spero di esserle stato d'aiuto,
Dott.Dario Grigoli
Pinerolo

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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