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Ho bisogno di aiuto ma ho paura della terapia

Inviata da sandro il 19 ott 2013 Orientamento professionale

vi devo chiedere scusa. nella mia domanda precedente non ho detto esattamente le cose come stanno. cercherò di essere il più conciso possibile.da un po' di tempo ho contattato un servizio telefonico regionale a numero verde che si occupa di disagio (prevenzione al suicidio) e altri servizi.è gestito da psicologhe e io, per puro caso un giorno, dopo averne scoperto l' esistenza in rete, ho chiamato e ho iniziato a parlare esternando la mia storia, ad un a psicologa. per paura che mi cancellassero dal servizio ho sempre detto di abitare in quella regione (che non dico qual è per privacy). poi, quando la psicologa mi ha detto che per continuare il rapporto con lei, o meglio la relazione che si stava creando, avrei dovuto darle il telefono e le generalità (dimostrando che ero disposto a fidarmi di lei), non ce l' ho più fatta a mentire e le ho detto che chiamavo da un'altra regione. Sul momento la psicologa ci è rimasta molto male, ma poi, pur essendo un caso eccezionale, ha voluto parlare col direttore di quel centro chiedendo che potesse per me fare un' eccezione.E in effetti erano disposti a farla, e seppur quel servizio era ad esclusivo utilizzo dei regionali, in virtù della relazione che si era creata con quella psicologa, si sono dimostrati propensi e disponibili a continuare il rapporto con me.la psicologa poi, sapendo che questo è un mio punto debole (cioè la riservatezza OSSESSIVA)ha premuto affinché io dessi le mie generalità anche per FARE UN PASSO , coraggioso verso le mie solite paure e di dimostrazione di fiducia nei suoi riguardi. ma io non ce l' ho fatta. HOIL TERRORE di farmi scoprire, ho il terrore che lei, sapendo oramai molto della mia vita, sappia chi sono io realmente, mi sento NUDO, SCOPERTO, INDIFESO, PERSEGUITATO...finchè resto nell' anonimato allora mi apro, ma quando devo scoprire la mia persona e sapere che ci sono persone che sanno la vita che svolgo, mi sento attanagliato dalla paura. quello che vi ho detto nella lettera precedente riguardo a questa psicologa è abbastanza vero(nel senso che è una senza peli sulla lingua e piuttosto diretta)ma è anche vero che con lei a volte mi trovo bene, anche se mi parla senza giri di parole e mi mette di fronte alla realtà. Sento che mi dice cose importanti e probabilmente è sincera e ci tiene a me. e devo dire che questa sensazione nella mia vita l' ho avuta con poche persone.vorrei tanto chiamarla e dirle le mie generalità e continuare il lavoro che stavamo facendo, ma me la faccio sotto poiché dopo ho il terrore di quello che accadrà tra me e me, con le fantasie di terrore che mi verranno a trovare, capite ciò che voglio dire ?
questa psicologa tra l'altro si occupa anche di cose molto serie (credo aiuti i pazienti oncologici), e a volte mi sento tremare di paura per espormi con lei cosi in primo piano. ma lei è stata chiara, per ragioni di servizio e SOPRATTUTTO perché ritiene che sia per me un passo importante, si continuerà solo ed esclusivamente se darò i miei dati, è ora di fare un passo ulteriore da parte mia.
che devo fare ?
vi prego aiutatemi, grazie. questo servizio per me era importante, perché pur essendo telefonico mi stava dando degli imput e poi è gratuito, e per uno senza lavoro è ottimale.

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Caro Sandro,
affinchè la fiducia verso un altro si consolidi è necessaria una relazione ma questo significa attraversarla con tutte le sue paure. Questa psicologa si è prodigata e lei l'ha sentito; questo è importante. Ma allo stesso tempo, professionalmente parlando credo che nel suo caso sia importante intraprendere un percorso di psicoterapia. Può darsi che la psicologa in questione lo sia. Tuttavia se per lei può essere rassicurante potrebbe valutare la possibilità di informarsi in modo più approfondito sulla sua professionalità. Può essere un ulteriore passo. Visto che il problema è la privacy ritengo doveroso da parte sua chiederle quanto e come la sua privacy verrebbe tutelata.

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Caro Sandro,
è evidente quanto la paura di essere "NUDO,SCOPERTO, INDIFESO E PERSEGUITATO" la blocchi in una gabbia dove non ci sono troppe opportunità di esporsi. Tutto ciò però le impedisce anche di stare in una relazione di fiducia, sperimentarla, ascoltare e scoprirne i lati positivi. Un grosso rischio potrebbe essere quello di Imparare a conoscersi come altro da ciò che in questo momento prova. Potrebbe disorientare? Mi viene in mente che se da un lato è terrorizzato da questo rapporto, da un altro forse ha paura anche di non poterne approfittare nemmeno questa volta e di ritornare a pensare e provare di sé stesso e degli altri sempre le stesse cose. Forse ascoltare le proprie paure non è del tutto funzionale allo stare bene?! Se, attraverso un portale come questo, ha deciso di chiedere sostegno per prendere una decisione, forse dentro di sé prova anche molta paura all'idea di rinunciare a questo rapporto e forse dentro di sé conosce già quale perdita avrebbe nel rinunciarci.
Si ricordi che il segreto professionale al quale ci atteniamo non è una formalità. Non riesco ad immaginare come qualcuno del settore possa infrangerlo, e continuare al contempo a lavorare per aumentare gli strumenti in proprio possesso per aiutare chi ci chiede sostegno. Credo invece che sia stato fortunato a contattare una collega alla quale affidarsi, nonostante la gabbia. E' vero infatti che ogni psicoterapeuta abbia formazioni ed esperienze di tutto rispetto, ma il rapporto terapeuta paziente è anche fatto di materiale umano e ciò a volte preclude alcune possibilità.
In bocca al lupo!!!
Dott.ssa Stefania Granai

Dott.ssa Stefania Granai Psicologo a Poggibonsi

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Gentile Sandro, probabilmente questo passo prima o poi lo deve fare. Cosa potrebbe succedere di così catastrofico nel darle i suoi dati? L'aspettativa più negativa che possa immaginare? E se confronta quella con il pentirsi un domani di non avere fatto questo passo importante come si sente?
Le auguro di trovare la forza di cui ha bisogno, cordiali saluti dott.ssa Elena Lugato

Dott.ssa Elena Lugato Psicologo a Vigonza

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Gentile Sandro, potrebbe provare a concordare con la sua psicologa di fornire i dati che servono a piccoli passi, cioè un po' per volta, cominciando da quello che le sembra la faccia sentire meno invaso e perseguitato. Magari poi potrebbe riflettere con la sua psicologa anche su quali emozioni e stati d'animo le susciti il cominciare a svelarsi. Potrebbe scoprire nuove cose su di sè.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Giovanna Stecca

Dott.ssa Giovanna Stecca, Psicologa Psicologo a San Donà di Piave

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Gentile Sandro,
il rapporto che lei ha instaurato con la psicologa del servizio regionale è un'importante opportunità di miglioramento del suo disagio. Capisco che per lei dare le sue generalità può essere difficile, ma vale la pena compiere uno sforzo sia per il bene della fiducia nel rapporto terapeutico sia perché, così facendo compirà un piccolo passo in direzione di una maggiore apertura. Proprio questi due elementi (fiducia e apertura) sono indispensabili nell'ambito di un percorso terapeutico. Inoltre il segreto professionale vincola il terapeuta nell'utilizzo dei dati.
La sua fiducia sarà certamente ricompensata e farà esperienza del fatto che "affidare" delle parti di sé a qualcun altro può avere effetti benefici.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Di Luca- Collaboratrice Es Psicologia

Es Psicologia Psicologo a Teramo

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Gentile Sandro,
la relazione positiva che è riuscito a instaurare con la psicologa del numero verde è davvero preziosa, tanto che per salvaguardare questa relazione il servizio stesso ha fatto un'eccezione. E' vero che fornire i propri dati la fa sentire "nelle mani" di qualcun altro, senza la barriera protettiva dell'anonimato, ma le permette anche di ricevere quell'aiuto di cui ha bisogno, permettendo alla psicologa di conoscerla un po' di più e permettendo a lei di iniziare a sperimentare un margine di fiducia che non verrà tradita. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Caro Sandro,
non aver paura di ricontattare la sua psicologa con cui si è trovato bene. lei è una profesionalista come l'ha descrita e sarà in grado di meterla nel suo aggio cosi come ha sempre fatto. Altronde ormai lavoriamo anche on-line è nè sarò lieta di aiutarla. Mi dispiace che lei aveva interotto un bellissimo raporto con la colegha. Si dia da fare e reccuperi questo raporto, soltanto cosi sarà in grado di uscire dalla situazione che la perseguita.
in boca a lupo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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Gentile Utente,
mi sembra che lei abbia instaurato un buon rapporto e una buona alleanza terapeutica con la Collega, quindi mi sembra opportuno continuare in quella direzione seguendo le indicazioni della stessa.
Le ricordo, anche se credo che questo le sia già stato detto, che ogni psicologo è tenuto al segreto professionale proprio come previsto dal codice deontologico degli psicologi italiani, che rimane la condicio sine qua non di ogni intervento e trattamento psicologico/psicoterapico.
Lo psicologo, anche se non è un medico, è comunque una figura sanitaria che sta al servizio dell'utente/paziente e svolge la sua professione nel pieno rispetto di quest'ultimo, cercando semplicemente di favorire il benessere e migliorare lo stato della persona che chiede aiuto.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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