Ho bisogno di aiuto io o mio figlio?

Inviata da Luce · 31 gen 2017 Psicologia sociale e legale

Buongiorno,
ho un bambino di quasi 4 anni, figlio unico, che ha avuto un ritardo del linguaggio che abbiamo affrontato con un percorso logopedico che in questo momento è stato sospeso dalla stessa logopedista in quanto non ritiene ci siano fattori che impediscano nel corso del tempo i progressi da lei stessa apprezzati nelle varie sedute. Lo rivaluterà comunque in primavera.
Il problema è a scuola..mi si continua a dire che è in ritardo rispetto agli altri bambini, che non si relazione benissimo con i coetanei, che ha bisogno di più autonomia e che dobbiamo trattarlo da grande, perché a loro detta lo trattiamo ancora da bambino piccolo. Devo sottolineare che mio figlio è un bambino di una sensibilità disarmante, tanto che quando lo andavo a riprendere a scuola appena mi vedeva scoppiava in lacrime e questo lo fa anche quando non si aspetta di vedere i nonni (per esempio di ritorno da un viaggio), o con gli zii, se li trova in un posto che non pensava; insomma spesso la sua gioia si manifesta attraverso le lacrime. Beh le maestre hanno fatto in modo che non piangesse più quando lo andavo a prendere, la prima volta che c'è riuscito si è fatto la pipi addosso pur di non piangere e poi piano piano ha imparato a trattenersi ma grida "MAMMA" ogni volta che mi vede sulla porta; ma anche questo per loro non è accettabile, tanto che di nuovo oggi è scoppiato in lacrime silenziose appena mi ha visto perché la maestra lo aveva ammonito di non urlare quando usciva dalla porta.
Quando ho chiesto come mai stesse piangendo alla maestra, il piccolo ha voluto che gli asciugassi gli occhi, si è rivolto a lei e le ha detto: "ho asciugato gli occhi" come a dire non dirmi niente non piango più... questa cosa mi ha fatto veramente male! Non credo sia giusto che non possa manifestare le proprie emozioni, credo che andrebbe aiutato a gestirle non a nasconderle, ma credo anche che né io né loro abbiamo capacità idonee per aiutarlo in questo.
Il problema in tutto ciò è che nonostante non si facciano mai scappare il modo di sottolinearmi che rispetto ad altri bambini della sua età è più immaturo, nell'esprimersi nel linguaggio, nelle relazioni con i coetanei, nello stesso inserimento all'asilo (e questo lo capisco anche io), non riesco a rendermi conto se sono loro che lo hanno etichettato con il discorso del ritardo del linguaggio e a causa dei disagi di inserimento manifestati lo scorso anno (era anticipatario in una classe mista e ha pianto e rifiutato chiunque per quasi tutto l'anno) o se sono io che non capisco che ha veramente bisogno di essere aiutato e valutato da un esperto (cosa che in famiglia tutti vedono come una cosa inconcepibile, tranne me..).
Poi mi dico:
- La logopedista ha sospeso le sedute...
- il pediatra che lo ha visitato l'ultima volta per altre ragione mediche lo ha ritenuto nella norma dell’età...
Di contro però ogni volta a scuola ho come la sensazione che mi facciano intendere che c'è qualcosa che non va, e io non mi sento più sicura di niente.
Mi chiedo? possibile sia diventata così cieca da non rendermi conto che sto danneggiando mio figlio?
Possibile che a scuola notino sempre solo gli aspetti negativi e non tutti i progressi che in famiglia e la logopedista abbiamo riscontrato?
Ma sono matta io o ho incontrato persone che non hanno trovato i giusti strumenti per affrontare un caso un po' fuori dalla normalità… anche se non considero mio figlio fuori dalla norma benché comprenda che abbia qualche difficoltà in più! ( o forse mi sbaglio anche in questo?).
Insomma io ho perso ogni capacità di vedere la realtà obiettivamente perché i dubbi mi assalgono di continuo e allora mi dico forse sono io che ho bisogno di sostegno per portare avanti le mie ragioni, o forse ho bisogno di essere aiutata a vedere ciò che mi rifiuto di vedere. Io tento in tutti modi di analizzare la situazione lucidamente in tutte le prospettive ed è proprio qui che i dubbi mi assalgono e non capisco più se sono o meno sulla giusta via o veramente mi rifiuto di vedere ciò che le insegnanti mi dicono! Che devo fare?

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Miglior risposta 1 FEB 2017

Gentile Luce anch'io condivido con la collega il fatto che un incontro con una psicologa dell'infanzia possa esserle utile per chiarire i suoi dubbi. Potrebbe anche aiutarla nel mettere insieme i diversi punti di vista dei professionisti. Saluti
Dott.ssa Serena Costa psicologa dell'infanzia Trentino

Anonimo-154581 Psicologo a Pergine Valsugana

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31 GEN 2017

Cara Luce,
i suoi dubbi rappresentano ai miei occhi una grande capacità di mettersi in discussione e un'enorme opportunità per lei e suo figlio.
Penso che rivolgersi ad un terapeuta potrebbe rappresentare una buona occasione per fare un po' di chiarezza, comprendere meglio le dinamiche in gioco ed, eventualmente, i possibili obbiettivi per aiutare lei e suo figlio a vivere con minor disagio la scuola e gli affetti.
Per quanto concerne la posizione delle maestre sarebbe utile capire la lettura che danno loro ai comportamenti di suo figlio e il senso e l'utilità che hanno ai loro occhi le richieste che provengono dalla scuola.
Rivolgersi ad uno psicologo non significa che ci sia qualcosa che esula dalla "normalità", può anche solo rappresentare l'occasione di un miglioramento.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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