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Ha preferito il fumo a me

Inviata da Arianna il 15 set 2015 Terapia di coppia

Il mio ragazzo è un fumatore, io assolutamente contraria a qualsiasi cosa crei dipendenza. Prima di mettersi con me fumava anche 10 sigarette al giorno se non di più, quando si è messo con me subito ho dettato legge "odio il fumo,non voglio che fumi" allora lui mi diceva che cercherà di smettere, ha ridotto sempre di più fino ad arrivare a mezza sigaretta al giorno ma adesso si sente comandato. Dice che vuole essere libero di fare quello che vuole, se vuole fumare non vuole,diciamo,trattenersi perché io voglio così. Allora ci siamo lasciati perché nessuno dei due ha intenzione di cedere. Gli ho chiesto di andare in un centro dove aiutano ragazzi a smettere di fumare (consigliato da una psicologa di questo sito) ma ha rifiutato. Secondo voi sono io troppo drastica? Volevo sottolineare che non ho nessuna intenzione di cedere ma non perché preferisco perderlo ma perché so di avere ragione e farlo fumare oltre a fare male a lui mi da terribilmente fastidio a me, non riuscirei a stare vicino a lui mentre fuma ma neanche a vederlo fumare.

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Cara Arianna
partiamo dalla sua domanda finale :"Secondo voi sono io troppo drastica?" Bèh secondo me sì!. E' drastico il suo modo di vedere le cose, testimone anche il suo titolo alla lettera dove non è che le cose stanno andando proprio così ... ma così è lei a vederle.
Anche il modo di porre questo divieto al suo ragazzo è stato drastico e presuntoso in qualche modo.
Entrambe le cose però non denotano sicurezza ma, ahimè, un insicurezza interiore compensata dal bisogno di prevalere e di riportare delle "vittorie" che confermino il suo valore oltre che l'istinto di crocerossina (che non è il massimo).
Il suo ragazzo ha valutato la sua richiesta e mostrato buona volontà. Ora credo che sia quella "mezza sigaretta" a fare da baluardo alla sua dignità. Penso che lui voglia abbandonare definitivamente questo vizio ma voglia compiere l'atto finale da se stesso, come è giusto che sia non certo sotto la pressione e il "ricatto" che lei pone a condizione.
D'altro canto se lei davvero fosse una ragazza sicura di sé, avendo tanto in odio il fumo, un fumatore non lo avrebbe nemmeno preso in considerazione sin dall'inizio come fidanzato.
Riveda un pochino se stessa perché queste modalità che mette in atto non sono vincenti e nemmeno amorevoli in una relazione.
Cordiali saluti Dott.ssa Silvana ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Mi pare di dover sottolineare una cosa: il fatto che il suo ragazzo fumasse, quando lo ha conosciuto, mi fa pensare che lei abbia iniziato la storia con lui certa di imporgli i suoi desideri o, detto in altre parole, di cambiarlo. Quindi la sua è una vera e propria prova di forza e non un atto d'amore come si e ci racconta nascondendola sotto i "pericoli" che il fumo comporta. Mi viene da chiedermi se è la prima volta che mette in atto questa modalità di relazione oppure le è già accaduto in passato perché in caso affermativo sarebbe forse necessario che lei si fermasse a riflettere sulle motivazioni che la inducono a vivere in questo modo una relazione amorosa.
Dott.ssa Maria Pichi - Psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Maria Pichi Psicologo a Roma

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Gentile Arianna,
mi verrebbe da chiederle perchè, se odia tanto il fumo, ha accettato di fidanzarsi con un fumatore e perchè quando lui le ha promesso che avrebbe smesso, non gli ha chiesto di ritornare a disassuefazione avvenuta, qualora lei fosse stata ancora libera e disponibile.
Evidentemente lei aveva dei buoni motivi per accettarlo sub-condizione e, d'altra parte, lui si è impegnato e ha ridotto fino a mezza sigaretta al giorno.
Poi cosa è successo? Ha ripreso di nuovo a fumare 10 sigarette al giorno?.
E' probabile che siano nati nuovi problemi e/o incomprensioni che avranno fatto concludere al suo ragazzo che non valeva più la pena di fare questo sacrificio e questa rinuncia.
Orbene è proprio su questi presumibili nuovi impliciti o espliciti motivi di conflittualità che entrambi dovreste riflettere, da soli o con l'aiuto di uno psicologo, per trovare un punto di incontro, senza impuntarvi a fare il braccio di ferro sul fumo e nascondere una fase critica della relazione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Arianna,
le faccio solo una domanda, ma ci pensi bene prima di rispondere: è meglio avere ragione o avere il fidanzato?
Non sia cosi rigida, altrimenti il suo ragazzo si sentirà in prigione, e... mi creda, non c'è amore senza libertà.
La saluto cordialmente
Dr.ssa Anna Agresti Psicologa psicoterapeuta Prato

Dr.ssa Anna Agresti Psicologo a Prato

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Cara Arianna, capisco la tua richiesta... e la tua preoccupazione... ma voglio porgerti una domanda... come ti sentiresti tu se volessi fare qualcosa e lui te la vietasse?
Inoltre il corpo di chi è?
Va bene dare un consiglio, forse obbligare qualcuno ad una scelta in mancanza di motivazione, si corre il rischio che poi perdi una persona a cui vuoi bene.. forse facendogli capire le tue ragioni, magari potresti iniziare a chiedergli di fumare una sigaretta in meno al giorno, fino a ridurre il consumo....

Dott.ssa Ambu Carla Psicologo a Sanluri

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Cara Arianna, comprendo bene il tuo stato d'animo ed immagino che tu sia molto contrariata in questo momento. Da ciò che scrivi emerge che il tuo ragazzo già fumava prima di conoscerti e, per amore tuo, ha diminuito drasticamente il suo uso abituale. A volte, se si desidera stare insieme a qualcuno è necessario discutere in maniera calma e civile dei propri rispettivi bisogni e delle proprie esigenze. Mi sento di suggerirti che, se ci tieni ancora a questo ragazzo, prova a spiegargli cosa provi quando lui fuma, e che tipo di fastidio ti genera; cercando, però di comprendere anche le sue esigenze di fumatore. Provare a trovare un compromesso, secondo la mia opinione, sarebbe la strada migliore. Mi auguro possiate chiarirvi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gabriella Ruggeri (Messina)

Dott.ssa Gabriella Ruggeri Psicologo a Messina

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Gentile Arianna,
per quanto nobile sia la sua causa di aiutare il suo ragazzo a smettere di fumare credo che le modalità che ha scelto nel farlo non siano funzionali per raggiungere l'obbiettivo. Provi a mettersi nei panni del suo ragazzo e immagini come si sentirebbe se la persona che le sta a fianco le imponesse, in modo categorico e critico, di smettere nel praticare un'azione quotidiana che per lei è automatica e fonte di gratificazione. C'è da sapere inoltre che il fumo rappresenta una forte forma di dipendenza, sopratutto psicologica, pertanto é davvero complicato riuscire a smettere anche se la motivazione per riuscirci é tanta. Quindi se vuole un consiglio provi a usare maggiore comprensione e sensibilità nei confronti del suo ragazzo e provi realmente a capire come mai é cosi legato alla sigaretta. Probabilmente lo aiuterebbe di più dimostrando il suo affetto che non cedendo!
Dott.ssa Anna Gallucci

Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Vicenza

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Cara Arianna, aggiungo qualcosa rispetto alle buone indicazioni della collega che ti ha già risposto. Sei troppo drastica? Sì. Ne hai il diritto naturalmente ma sei troppo drastica. Un rapporto segnato da imposizioni non ha le gambe lunghe. Se quello che vi unisce non è maturato a sufficienza basterà questo conflitto o anche tanti altri inevitabili a mettere in crisi il rapporto. Il consiglio è duplice: analizzare apertamente ciò che unisce e avvicina per trarne forza; sul fumo se il tuo auspicabile desiderio non potrà realizzarsi si possono trovare situazioni di compromesso soddisfacenti. ad esempio è importante condividere la regola del non fumare in casa, ma sul balcone o dalla finestra. Io stesso che non fumo ed ho una moglie fumatrice ci siamo accordati così. Se tuttavia il tuo essere drastica, (e lo si vede dalla affermazione che sei contro tutto ciò che può dare dipendenza, ma allora dovresti contrastare anche il cibo!), ti causerà problemi e sofferenze, allora può essere utile un consulto con uno psicologo che ti aiuti a fare chiarezza su questo lato della tua personalità, per gestirlo al meglio. Buon cammino

Dr. Paolo Ciotti Psicologo a Carate Brianza

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Credo che sia importante che Lei non si fermi alla lettura più semplice, quella di "ha preferito il fumo a me". E' difficile che sia andata in questo modo, anche perché, da quello che dice, non era una persona che aveva una forte dipendenza (es. 2, 3 pacchetti al giorno).

E' molto più probabile che abbia avuto paura di non essere rispettato, accettato ed amato per quello che è, dal momento che c'erano delle imposizioni, delle "leggi" come le ha descritte Lei stessa.
Forse ha pensato che il fumo poteva essere la prima questione, ma che questo suo modo di fare, di imporsi, poteva in futuro estendersi anche ad altre scelte. E ha avuto paura.

E' chiaro che il fumo fa male, ma è l'atteggiamento perentorio che spaventa.
Anzi, spesso nelle dipendenze diventa un boomerang.

Fa bene a farsi delle domande sul vero perché del vostro allontanamento.
Può usare questa esperienza per conoscersi meglio e capire come i suoi comportamenti possono avere degli effetti sull'altra persona, magari cercando di mettersi nei panni dell'altro per capirlo.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Psicologa, Roma.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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Cara Arianna,
è ammirevole la tua volontà di proteggere la salute del tuo ragazzo, nonostante questo causi conflitti e vi abbia portato ad allontanarvi.

Sebbene il fumo faccia male, esso è una sostanza che può causare dipendenza. Il tuo ragazzo è stato molto bravo a ridurre per amore tuo il numero di sigarette, ma forse lo ha fatto troppo rapidamente e ora sente la mancanza del fumo e anche del rituale del fumatore.

Inoltre, se si fa qualcosa senza esserne motivati "da dentro", ma seguendo direttive dall'esterno, è più difficile arrivare fino in fondo e si incappa proprio nella sensazione di essere comandati.

Il mio suggerimento è di essere più paziente e di utilizzare un piccolo trucco: lui potrà fumare, anche in tua presenza e tu gli assicuri il tuo rispetto, ma dopo ogni sigaretta lui dovrò rispettare te, che non tolleri il fumo e il suo odore e non potrà godere del tuo abbraccio e del contatto fisico.

In questo modo non dovrai accettare vicinanza intima dopo il fumo lui si rispettato e al contempo imparerà a rispettare i tuoi bisogni. Chissà che questo possa aiutarlo a ridurre e poi smettere di fumare.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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