Gravidanza: prime reazioni negative

Inviata da Rebecca · 12 mag 2015 Psicologia sociale e legale

Buonasera,
Vi scrivo perché mi trovo in una situazione del tutto inaspettata. Ho 33 anni e mi sono sposata 2 anni fa, dopo 5 anni di fidanzamento. Sino ad un anno fa ho sempre avuto una forte ripugnanza per la gravidanza, senza saperne realmente il motivo. Poi, da un anno a questa parte, qualcosa è cambiato. Mi spiego meglio: non ho smesso di provare sensazioni sgradevoli riguardo la gravidanza, ma iniziando a pensare a ciò che viene dopo quei 9 mesi, ho avuto l'impressione di voler un figlio. Tanto che ho smesso addirittura di prendere la pillola e con mio marito abbiamo deciso di tentare, pensando che intanto ci sarebbero voluti anni viste le mie ovaie micropolicistiche e i dubbi sul fatto che avessi ovulazione. E invece. Ho scoperto ieri di essere incinta di 4 settimane e non riesco ad essere felice. È come se fossi tornata ai miei pensieri originali circa il fatto di non volere figli e tutto quello che è venuto dopo non fosse mai esistito. Non so come sia possibile tutto questo: intendo decidere di provare a fare un figlio, avere paura di essere sterile, e poi quando succede andare nel panico, non sentire felicità, ma solo paura. Tra l'altro, visto che mia madre purtroppo non si è mai presa cura di me e questo ha pesato molto sulla mia crescita emotiva, ora mi chiedo se ripeterò la storia con questo mio bambino/bambina. E allora mi sento una persona tremenda, perché ho sempre giurato a me stessa che non avrei ripetuto gli errori di mia madre, mentre ora sono qui che me lo chiedo. Non ho preso in considerazione l'idea di abortire, ma allo stesso tempo sono molto triste, confusa, impaurita. Avrei bisogno di qualche parola. Grazie

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Miglior risposta 13 MAG 2015

Cara Rebecca,
non abbia timore di quello che prova.
Purtroppo viviamo in una società che ha sempre visto le donne, e le madri, come volte al sacrificio amorevole, devote alla famiglia e ai figli senza troppe altre aspirazioni o ambizioni.
Questa cultura ha influenzato il mondo femminile e materno al punto che non sentiamo sia possibile che una madre possa aver desiderio di un suo spazio personale e di una sua realizzazione, che possa sentirsi a volte frustrata, o impaurita, o nervosa, non sempre paziente e magari disposta ad accettare tutto il tempo che un figlio richiede senza risentirne, in maniera del tutto incondizionata.
Beh, io sono dell’idea che l’amore per un figlio non si esprima necessariamente annullando tutto il resto, anzi. Consapevole di questo, sono qui a dirle che è normale anche poter avere dei dubbi, delle perplessità, delle paure. Ciò significa aver coscienza di essere umana, donna oltre che madre.
Non tutte poi reagiscono allo stesso modo alla notizia che, pur desiderandolo, stia per cambiare completamente la propria vita. Anzi, credo sia una reazione comprensibile e legittima quella di sentirsi confuse e spaventate.
Non deve sentirsi una persona tremenda, tantomeno in colpa.
Interrogarsi e far venire fuori questi aspetti fin da adesso la renderà più consapevole e nel tempo le permetterà di prestare tanta attenzione a questi aspetti (di cui si fa semplicemente fatica a parlare, non perché non esistano) da diventare brava ad affrontarla e poter essere la madre migliore che potrà. E questa è la cosa più importante.

Un caro saluto,
Michela Vespa

Dott.ssa Michela Vespa Psicologo a Roma

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19 MAG 2015

Gentile Rebecca, la gravidanza rappresenta un momento critico e cruciale nella vita di una donna, portando con se' una serie di cambiamenti dal punto di vista individuale e relazionale che richiedono un tempo di adattamento. E' normale che durante questo periodo la donna recuperi ricordi riguardanti la propria infanzia e soprattutto il rapporto con la propria madre, per tale motivo sono comprensibili i suoi timori. Tuttavia, lei ora e' una donna adulta, autonoma e capace di prendersi cura di se' e degli altri. Questi sono degli indicatori importanti rispetto alla sua capacita' genitoriale. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico al fine di comprendere e rielaborare i suoi timori in modo da vivere al meglio questo periodo speciale e unico e prepararsi alla futura maternità',libera dalle ombre del passato.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Bottosso

Dott.ssa Eleonora Bottosso Psicologo a Guastalla

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13 MAG 2015

Gentile Rebecca,
le sue parole trasmettono il timore e la paura di donna e moglie che si trova ad affrontare un cambiamento così delicato e importante come quello della maternità.
Le emozioni contrastanti che prova si alimentano anche dei vissuti che ha provato in rapporto alla relazione di accudimento della quale è stata protagonista insieme a sua madre.
Mi sento di rassicurarla e di consigliarle di trovare uno spazio e un tempo per far emergere tutti questi suoi sentimenti in totale accettazione e senza giudizio.
Sarebbe interessante un percorso di accompagnamento alla maternità attraverso la tecnica della mindfulness, che la metterebbe a contatto con il bagaglio esperenziale del qui ed ora e con le modificazioni fisiche e emotive che vivrà nei prossimi mesi.
Le auguro Buona maternità!
Cordialmente,
Dr.ssa Daniela Zacchi

Dottoressa Daniela Zacchi Psicologo a Garlasco

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13 MAG 2015

Buongiorno Rebecca, quanto di più sconvolgente l'esperienza della maternità! Ora lei è assalita da un ritorno dei suoi vissuti e sta riflettendo su di essi. Lei parla di un rapporto difficile con sua madre e il suo nuovo stato la mette a confrontarsi proprio con quella figura materna che volente o nolente le ha fatto da modello. Lei ribadisce che se ne vuole discostare e a mio avviso lo sta già facendo parlandone qui e riflettendo su di sé. La gravidanza e l'inizio della maternità sono esperienze emotivamente forti, per questo motivo le consiglio di iniziare dei colloqui di sostegno, uno spazio in cui lei possa rielaborare i suoi vissuti emotivi. Penso che una buona madre sia una mamma che si pone delle domande sempre...e lei mi pare già così!
Buona gravidanza!
Dott.ssa Daniela Barone

Dott.ssa Daniela Barone Psicologo a Padova

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13 MAG 2015

Gentile Rebecca,
Credo che la sua comunicazione racchiuda un'apertura autentica e sincera da parte sua che, contemporaneamente esprime una grande capacità auto riflessiva. Sicuramente i suoi timori di oggi rispetto alla sua gravidanza e le valutazioni negative essa che ha sempre mantenuto derivano dal rapporto disturbato che ha vissuto con sua madre. Probabilmente, dentro di sé, ha deciso di non voler avere figli per non recare nessun tipo di sofferenza che lei ha vissuto per prima. Invece si è sposata e ritengo che una nuova relazione sana, vera, costante, regolare come suppongo sia quella che vive con suo marito, le permette di affrontare i fantasmi del passato e abbandonarli. Oggi lei è incinta e ciò implica che, da qualche altra parte dentro di sé, in una parte meno sofferente, lei ha capito che può essere diversa da sua madre e donare a questa creatura in arrivo tutto l'amore che merita. Comprendo i suoi timori e le consiglio, per affrontare al meglio i suoi 9 mesi di gestazione, di rivolgersi ad un o ad una collega psicoterapeuta affinché un percorso di terapia le permetta di capire e dare un senso alle sue paure per affrontarle una volta e per tutte.
Le auguro ogni bene.
Dott.ssa Anna Gallucci

Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Vicenza

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13 MAG 2015

Salve Rebecca,
ha fatto bene a parlarne e a chiedere una parola, credo che già molti di noi abbiano preso a cuore la sua situazione. Cerchi di considerare che un po' di paura una gravidanza la mette sempre, nel suo caso forse questa paura è diventata più intensa e le ha dato l'impressione che sia scomparsa anche la gioia.
Il futuro si costruisce un giorno per volta, perciò potrebbe portare avanti la sua gravidanza ed essere una madre migliore di quella che ha avuto.
Le consiglierei di contattare un collega della sua zona e di farsi accompagnare in questo percorso, non c'è niente di male, non sarebbe un fallimento.
Le auguro di affrontare con successo questo momento. Se lo ritenesse opportuno esponga pure i suoi dubbi.
Saluti.

Dr. Alessandro Montenero
Rimini

Dr Alessandro Montenero Psicologo a Rimini

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12 MAG 2015

Rebecca,
pochi dubbi sull'origine dei suoi timori: lei con grande lucidità ci racconta di una madre che l'ha trascurata e che le trasmesso il timore di non essere, a sua volta, una madre sufficientemente buona. Ora, io non sono nella posizione (e nessuno lo è!) di convincerla a tenere un figlio, quindi non voglio discutere di aborto sì o aborto no. Il messaggio che le voglio trasmettere è che sì, io credo che lei possa essere una madre migliore di quella che ha avuto e sa perché? Perché è qua a scrivere delle sue paure, dei suoi timori, a condividere delle insicurezze e a mettersi in gioco come persone e quindi come mamma e, francamente, non credo che ai suoi tempi sua madre abbia fatto lo stesso.
Mi basta solo questo per credere che lei possa essere una madre sufficientemente buona che è un modo un po' barocco che noi psicologi usiamo per dire una BRAVA MAMMA.

un caro saluto
Dott. Alessandro pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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12 MAG 2015

Gentile Rebecca,
sento un forte timore nelle sue parole, del periodo della gravidanza e, probabilmente anche di quello che avverrà dopo. Nonostante la sua paura iniziale della gravidanza, però, la decisione di provare ad avere un figlio mi fa pensare alla presenza di un forte conflitto in lei tra il timore di quello che è stato per lei essere figlia e il desiderio quasi nascosto di riscatto verso quello che potrà dare di diverso in quanto genitore. Il fatto che non riesce a gioire di questa gravidanza non la rende una cattiva madre o una brutta persona, la rende umana, con tutti i timori e le paure che questo percorso (la gravidanza e la genitorialità) comporta. Quello che mi sento di consigliarne è di parlarne con un terapeuta che possa aiutarla a comprendere ed affrontare le sue paure e i suoi timori e ad aprirle la strada della consapevolezza, vedrà che, una volta detti ad alta voce, una volte reali, questi timori, questa tristezza che prova, questa confusione potranno diventare addirittura un opportunità di crescita.
Cordialmente
Dottssa Martina Fabbrizzi

Dott.ssa Martina Fabbrizzi Psicologo a Empoli

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