Grande dubbio sulla gravidanza

Inviata da sara · 19 gen 2015 Psicologia sociale e legale

salve....sono in attesa alla 7 settimana,sono gia madre di 2 bambini(14 anni,15 mesi)e mi trovo difronte ad una scelta....se interrompere o meno questa gravidanza...il mio compagno un altro non lo vuole proprio,il piccolino ci da molto da fare e poi economicamente è un disastro...io sono ormai 2 settimane che faccio avanti e indietro per gli ospedali...cercando di avere il coraggio di interrompere la gravidanza con la pillola abortiva.....sono però assalita da 10.000 paure..morirò..avrò la forza di superare il lutto?entro domani dovro decidere se assumere quella pillola..se no poi potro fare l intervento,ma anche li..paura dell anestesia...non so cosa fare.Certo se il mio compagno mi dicesse di tenere il bambino,affronterei la cosa .un altra gravidanza...altra stanchezza,ma cosi non so che fare??

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Miglior risposta 20 GEN 2015

Ciao Sara, non so la mia risposta sarà pubblicata in tempo per aiutarti nella tua scelta...
Mi sembra di comprendere che tu stia attraversando un periodo difficile:
-il tuo compagno non vuole un altro bambino;
-il più piccolo vi da molto da fare;
-la situazione economica non è delle migliori;
-hai molte paure riguardo a come affronterai l'aborto.
Tuttavia, se il tuo compagno ti supportasse nella scelta di non interrompere la gravidanza allora non abortiresti.

Il problema è un altro: TU LA DESIDERI QUESTA GRAVIDANZA?

Pensa...

Senza reagire precipitatamente: hai 12 settimane per fare un’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza).

Non importano le ragioni che ti spingono a scegliere di abortire: nessuno ti deve giudicare.
Se ti senti pronta, parlane con il tuo compagno o con i tuoi cari.
Se decidi di interrompere una gravidanza, è sempre bene comunque farlo nelle prime otto settimane dal concepimento: solo in questo caso i rischi sono praticamente azzerati, o comunque inferiori a quelli di un eventuale parto.

Per quanto riguarda la difficoltà o meno di superare l'evento dipende proprio da te, dalle motivazioni che ti spingono a fare tale scelta, dal supporto del tuo compagno o dei tuoi cari e se avrai bisogno potrai chiedere l'aiuto di un terapeuta per "accompagnarti" in questo percorso.

Ricorda che mettere fina ad una gravidanze è una scelta importante, da fare con coscienza e dopo lunghe riflessioni sui motivi per cui si è scelto di interromperla.

Dott.ssa Antonia Titta

Dott.ssa Antonia Titta Psicologo a San Benedetto

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5 SET 2015

Gentile Sara,
il quesito posto è davvero difficile. Premetto che nessuna donna dovrebbe trovarsi in una situazione simile perchè in genere una gravidanza è voluta ( a volte addirittura inconsciamente! ). E' risaputo poi che esistono diversi metodi anticonceziionali proprio per evitare in seguito di dover ricorrere alla interruzione di gravidanza ed è abbastanza difficile (anche se possibile) che una donna rimanga incinta quando non ha intenzione di avere un figlio.
Detto ciò, a cose fatte, lei è stata presa da dubbi e ripensamenti, anche per l'atteggiamento ostile ( e ugualmente non molto responsabile) del suo compagno di cui lei sembra un pò succube e con cui dice di non avere un buon rapporto.
Penso che in una situazione come la sua, per prendere una decisione occorre scindere il ruolo di madre da quello di donna e valutare quale dei due è più importante.
Siccome sembra evidente che lei non può contare sul supporto del suo compagno ed è prevedibile che il rapporto sarà a rischio, mi auguro che alla data odierna lei sia in psicoterapia (individuale o di coppia), qualunque sia stata la decisione che nel frattempo avrà dovuto prendere in merito alla gravidanza.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 LUG 2015

Cara Sara, le sue paure e le sue riflessioni meritano tempo e rispetto, ma il tempo er prendere una decisione è poco, in quanto l'ideale sarebbe decidere entro l'ottava settimana dal concepimento. Dovrebbe chiedersi sinceramente se desidera un figlio.
Inoltre se la coppia è sana il figlio dovrebbe essere una decisione di coppia, non una scelta autonoma, è importante che condivida con il suo compagno quello che sente.
Le motivazione che ci porta, per cui risulta "sconveniente" avere un figlio sono più che legittime.
Ricordi che sia continuare la gravidanza, che interromperla sono entrambe scelte importanti, da cui non può esimersi, pertanto le suggerisco di valutare in parte razionalmente, scrivendo su un foglio i pro e i contro e dall'altro emotivamente, sentendo cosa ha dentro il suo cuore.
Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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24 APR 2015

Cara mamma,
la sua richiesta di aiuto è carica di una profonda angoscia che ritengo stia ostacolando la sua capacità di giungere ad una decisione difficile. Le responsabilità che comporta la genitorialità le ha già sperimentate due volte, la ristrutturazione dell'equilibrio familare e dei ruoli e tutte le difficoltà che comporta spesso attivano un comportamento di allerta che ci induce alla fuga piuttosto che ad affrontare la situazione. Quello su cui vorrei invitarla a riflettere è se si sente pronta a rinunciare a ciò che l'ha resa felice dell'essere genitore e a mettersi in gioco in questo nuovo viaggio in cui una nuova vita ha bisogno proprio di lei. Una comunicazione aperta e spontanea con il suo compagno è necessaria per maturare una decisione tanto complessa!
In bocca al lupo

Dott.ssa Angela Niro Psicologo a Foggia

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27 GEN 2015

Buongiorno Sara,
la sua situazione non è facile, combattuta forse fra due desideri diversi e fra due doveri diversi (tenere o non tenere il bambino).
Forse potrebbe esserle utile interrogarsi su cosa accadrebbe in entrambi gli scenari e quali significati emotivi si evidenzierebbero.
Potrebbe esserle utile dividere questo peso con qualcuno, in primis con suo marito e poi forse con un professionista che la accompagni in questa scelta.
A presto
dott.ssa Claudia Giangregorio

Dott.ssa Claudia Giangregorio Psicologo a Milano

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21 GEN 2015

Buongiorno Sara mi sembra che lei abbia tutte le risposte e che il problema sia su altri piani: giudizio degli altri, considerazione di sé stessa... Bonizzoni

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21 GEN 2015

Buongiorno Sara, la sua posizione ambivalente mi fa pensare che questo dubbio nasconda qualcosa di più profondo come per esempio il timore per il giudizio degli altri ( genitori, amici, ecc...) . Bonizzoni Paolo

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20 GEN 2015

Cara Sara, comprendo le sue paure. Dovrebbe chiedersi sinceramente, se vuole un figlio. Non posso esimermi dal dirle che un figlio è un dono prezioso e come tale andrebbe trattato, penso anche che ai genitori coraggiosi, che pur nella difficoltà accolgono una gravidanza, il figlio porti con sè una buona stella che aiuterà la famiglia a far fronte alle necessità. Certamente dovrebbe parlare con il suo compagno cercando di analizzare le possibili conseguenze di un aborto anche sul vostro rapporto non solo sulla sua psiche. Potrebbe trovarsi nella spiacevole situazione di non perdonarsi e non perdonare il suo compagno la scelta fatta. Si prenda tutto il tempo che ha a disposizione, anche se mi rendo conto che è poco.Le auguro di fare la scelta migliore per lei e la sua famiglia.
Cordialmente
Dott.ssa Russo

Dr.ssa Antonella Russo Psicologo a Roma

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20 GEN 2015

Rispondere a questa domanda è difficile, cosa fare non può dipendere da cosa sia GIUSTO fare. In questi casi nulla ci può guidare nel definire cosa sia la cosa giusta da fare in assoluto perchè non esiste. I motivi che potrebbero portarti verso un'interruzione sono molteplici e tutti validi, evidentemente ce ne sono molti altri che ti fanno dubitare della scelta.Difficile consigliare leggendo un post, ma penso che sia doveroso risponderti dato che il periodo che attraversi sarà sicuramente difficile e molto doloroso, soprattutto perchè sei già mamma.
Posso dire solo che come professionista comprendo il dolore e la difficoltà della scelta, punterei la tua attenzione sull'ultima frase: se il mio compagno volesse affronterei tutto. Potresti provare a riflettere su questa frase e condividere con lui il tuo pensiero. Insieme potreste provare a vagliare le alternative e il modo di superare gli ostacoli. Eventualmente condividendo dubbi e perplessità con professionisti. Il fine sarebbe quello di arrivare ad una scelta consapevole, che rimarrà ad ogni modo difficile e emotivamente pregnante.

Eureka Psicologia Psicologo a Calabritto

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20 GEN 2015

Cara Sara
non hai sbagliato tutto nella vita, infatti hai comunque due figli bellissimi.
Tuttavia il tuo attuale compagno deve essere proprio un "brutto tipo" da come lo descrivi nella tua seconda missiva; egoista e tutto il resto.
Certo che per lui è facile torturarti col dire: "quando abortisci" ? Come se lui non c'entrasse niente...che viltà.
Dal momento che tu dici di volerlo mandare a quel paese... (casomai dopo che hai interrotto la gravidanza, riflessione tua) ...io fossi in te, e visto il suo attuale comportamento, mi sentirei libera, fin da subito e deciderei proprio in libertà se tenere o meno il bambino.
Una cosa è certa, questa situazione ti ha aperto gli occhi su come è lui e su quanto ti considera.
Fai la tua scelta.
Ti auguro uno buonissima vita futura.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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20 GEN 2015

Cara Sara in questa situazione difficile l'unica cosa che posso consigliarle è di seguire il suo cuore che la porterà a fare la scelta giusta per lei. Ne parli ancora con il suo compagno e spieghi anche a lui le sue paure. Cercate di comunicare il più possibile l'uno con l'altra e di valutare tutti gli aspetti, ma usate il cuore
Saluti
Dr.ssa Melania Del Vecchio

Dott.ssa Melania Del Vecchio Psicologo a Pavia

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20 GEN 2015

Salve Sara!
Mi sembra di capire che la sua attuale situazione , non sia proprio idilliaca per dedicasi ad una nuova gravidanza e una nuova nascita.
Un aborto, un intervento si affrontano e si superano se pur con grande dolore e difficoltà, ovviamente con l'adeguato sostegno indispensabile, che se non trova in famiglia, può cercare in un centro specialistico come il consultorio familiare o la Salute mentale dell'Asl , se non può permettersi un sostegno privato.
Un figlio come lei ben sa, ha bisogno di serenità ed amore, condivisione e spensieratezza per crescere "sano" e se lei crede che questo il suo compagno non sia interessato a darglielo, pensi anche che potrebbe trovarsi sola, con un figlio adolescente che ha tanto bisogno di lei e due neonati che dipendono completamente da lei, se non ha un aiuto da parte di nonni, zii etc..
Decisione dura e importante da prendere. Mi sento solo di dirle di riflettere ed investire su quello che già ha piuttosto che "fantasticare" su quello che potrebbe avere, di cui non si ha mota garanzia.
Spesso i figli capitano, ma pensiamo bene , che dovrebbero essere cercati, PENSATI e desiderati, perché le emozioni che noi proviamo , sentiamo e tal volta nascondiamo e neghiamo, si proiettano inevitabilmente sul modo in cui agiamo e quindi sul messaggio che passiamo quando ci prendiamo cura dei nostri figli!
Non mi resta che farle l'in bocca al lupo per la scelta migliore da fare.
Cordialmente
Dott.ssa Ilaria Raia
Psicologa Psicoterapeuta Psicodinamica
Cecina (LI)

Dott.ssa Ilaria Raia Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Cecina

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20 GEN 2015

Salve Sara, ho letto il tuo nuovo messaggio...
Il problema, mi sembra di comprendere e non vorrei che derivi dalla stato di confusione in cui ti trovi, non è solo se interrompere o meno la gravidanza ma anche dalle (mancate) certezze che il tuo compagno ti da.
Lui dice che non andate d'accordo.... Tu lo definisci l'uomo più egoista del pianeta...
Cosa sta accadendo?
Avere un figlio è un esperienza...un momento meraviglioso se condiviso, ma può esserlo altrettanto se sei certa di sapere quello che tu vuoi!
Mi appare in un primo momento che tu non sappia neppure chi tu abbia al tuo fianco...
Sei confusa...
Cerca di guardarti dentro, di esplorarti!
E se da sola non dovessi riuscirci allora contatta un professionista che può aiutarti ed accompagnarti in questo momento della tua vita importante ma tanto delicato dove sei fragile e sola.
Con affetto ti saluto.
Dott.ssa Antonia Titta

Dott.ssa Antonia Titta Psicologo a San Benedetto

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20 GEN 2015

Cara Sara, una gravidanza inaspettata può creare maggiori paure e maggiore insicurezze rispetto alle altre gravidanze. Le suggerisco di farsi supportare da un professionista, qualunque sia la scelta, in quanto potrebbe portare con sè delle difficoltà. L'elaborazione di un lutto è difficile e faticosa ma non impossibile se efficiamente sostenuta. Portare a termine la gravidanza, d'altra parte, potrà essere faticoso dal punto di vista finanziario e personale vista anche la posizione del suo compagno. Ascolti la sua pancia, con coscienza e lucidità, ascolti se vi è il desiderio di tenere questo bambino. È lì che troverà la risposta. La invito caldamente a confrontarsi col suo compagno in quanto, qualunque scelta verrà fatta, è importante supportarvi l'un l'altro e scambiarvi paure, pensieri, emozioni.

Dr. Laura Verzola Psicologo a Milano

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20 GEN 2015

Sono sempre io Sara,volevo inoltre precisare che il primo figlio di 14 anni ,l'ho avuto con un altro compagno....quindi lui non sta molto in casa con noi.preferisce stare con il padre ,visto che con il mio attuale compagno non c'è dialogo,essendo quest'ultimo musone,taciturno,prepotente...inoltre il mio attuale compagno dice di non volerne un altro.proprio perche dice che io e lui non andiamo d'accordo.Nella sua testa vorrebbe essere nuovamente libero...abituato fino all'età di 40 anni a vivere solo con la mamma,ad avere tutto per lui...viaggi,donne...ho trovato l'uomo piu egoista del pianeta...tutti i giorni appena si alza...le sue parole sono queste:abortisci...semmai dovessi trovare il coraggio di interrompere questa gravidanza.la prima cosa che farò.sarà mandarlo a quel paese....ho sbagliato tutto nella mia vita...scusate lo sfogo!!!

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20 GEN 2015

Buongiorno gentile Sara,
noi da qui possiamo solo orientare e comprenderà che la decisione, per di più urgente, la deve prendere solo lei. Richieda una visita dalla psicologa in ospedale, per poter vagliare tutte le opportunità e fare chiarezza sui timori riguardo le pratiche. Avrà lo spazio adatto per esprimersi, sfogarsi, affrontare comunque la sofferenza qualsiasi sarà la sua decisione. Parli apertamente con suo marito, lo esorti a comprendere che per lei è un trauma la decisione di interrompere la gravidanza, può essere che lui sentendola addolorata si farà più vicino a lei e potreste ritrovare insieme la forza necessaria per decidere di comune accordo.
Si faccia coraggio e chieda aiuto al più presto

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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20 GEN 2015

Cara Mamma,
ogni volta che accade qualche cosa di nuovo nella nostra vita ci blocchiama o pensiamo al peggo. Noi esseri umani siamo progettati per pensare solo alle cose brutte.
Se ha un figlio di 14 anni, il tempo che il piccolo, fra panni, cullette e giochi prestati andrà a scuola e dovrà realmente cacciare soldi avrà 20 anni e sarà un adulto.
Per il resto sembrerebbe che lei voglia abortire solo per evitare di affrontare una discussione con il suo compagno.
Crede sia la cosa giusta?

Dott. Adriano Raffaele Principe - Psicologo Benevento Adolescenti Psicologo a Benevento

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19 GEN 2015

Gentile Sara,
quando avverrebbe la nuova nascita, il suo secondo figlio avrebbe due anni che è una buona distanza di tempo dal punto di vista psicologico, per l'educazione dei figli. Certamente l'impegno della madre potrebbe essere notevole se il secondogenito non andasse all'asilo, ma se riesce a mandarlo una mezza giornata l'aggravio sarebbe minore.
Tenga anche presente che il terzo figlio sarebbe una grande compagnia per il secondo e lei si risparmierebbe l'enorme fatica di allevare due figli unici. I bambini infatti soprattutto dopo i 3 anni cercano molto la compagnia dei coetanei e in genere soffrono di essere figli unici, con sofferenze che possono anche essere di discreto rilievo e influire sulla vita adulta, sui rapporti sociali e sentimentali.
A tutto ciò unisca il possibile trauma dell'aborto. I padri potrebbero essere meno sensibili, ma dovrebbero rispettare la decisione della donna e si è chiesta se il suo compagno non sarebbe un domani contento della nuova nascita? Un figlio è di tutti e due.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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