Grande disagio esistenziale e problemi di coppia, sono bloccata

Inviata da giovanna · 17 mar 2015 Terapia di coppia

salve,
ho 51 anni e ho sempre vissuto una dimensione affettivamente difficile ed interiormente tormentata, pue essendo una persona molto socievole e comunicativa. Sono anche una prosona molto fattiva, abituata fin da piccola a risolvere i problemi, con molti interessi. Ho avuto un'infanzia dolorosa vissuta per anni in un clima drammatico per una grave malattia paterna, nonostante io fossi per natura una bambina allegra e solare fin da piccola ho dovuto imparare a reprimermi e ad accontentarmi, comportamento che poi ho ripetuto più volte nell'arco della vita salvo mantenere poi "a latere" una sorta di atteggiamento ribelle, disomologato ed a volte provocatorio. Faccio con serietà e diligenza un lavoto che non amo e che penso di lasciare tra un paio di anni minimo per non buttare i contributi) per aver fatto studi diversi da quella che era la mia passione, ho scelto spesso per desiderio di "normalità" quando probabilmente dovevo invece accrescere e valorizzare la mia originalità e diversità. Ho tentato in età giovanile con diversi psicologi / terapeuti senza avere pazienza e sicuramente non avendo trovato la persona giusta. Ho sempre provato insofferenza al pensiero di riprovare , ho avuto risultati positivi tanti anni fa con tecnica di ipnosi. Senza raccontare la mia vita, mi trovo da qualche anno in una situazione di particolare sofferenza, ci sono diverse cose che dovrei cambiare o comunque affrontare costruttivamente e non ci riesco, anche situazioni patrimoniali da risolvere ad es.con mia sorella , ma il disagio aumenta sempre di più e le energie diminuiscono, in questi ultimi anni in maniera particolare si stanno aggravando i contrasti con mio marito. Sono sposata senza figli (altro capitolo della vita) da 16 anni con un uomo che anche lui ha avuto per motivi diversi un infanzia difficile e con poco affetto; siamo molto simili per certi aspetti, siamo due persone sensibili ed oneste, siamo stati molto legati e ci vogliamo (credo) ancora bene.Nella nostra vita matrimoniale i litigi non sono mai mancati, da qualche anno però soprattutto a causa della malattia di mia suocera (demenza senile) che viene gestita malissimo da mio marito e da suo fratello ci sono grossi problemi, sistematicamente si ripetono situazioni che non si vogliono risolvere , che io non accetto più perché mi privano della mia (poca) libertà, fine settimana e periodi di vacanza sono diventati ormai un incubo; anche se cerco di adeguarmi, tacendo e dicendomi che va bene lo stesso, periodicamente e inevitabilmente si ripetono liti anche molto violente, nelle quali io perdo il controllo urlando la mia disperazione, lanciando oggetti ecc., che mi lasciano esausta e senza forze oltre che con disprezzo di me stessa. Mio marito è sempre stato legato in maniera secondo me non corretta a sua madre (persona anaffettiva)e ora non riesce a capire che una corretta organizzazione della sua assistenza (a domicilio e non in una casa di riposo) dato che tutti lavoriamo non significa mancanza di affetto , anzi. Suo fratello è inoltre un grande egoista e pur abitando in teoria con la madre , spesso va via sabato e domeniche oppure per gite di piacere senza nemmeno avvertire e siccome non vogliono una persona fissa che garantisce la assistenza bisogna correre nella città vicina (30 km) e mandare all'aria eventuali programmi o impegni. A corredo di questo mio marito ha attacchi di oanico e di ansia perché invece di rilassarsi o riposarsi deve correre all'improvviso da sua madre dato che io mi rifiuto di andarci non essendone stata avvertita prima. Il nostro matrimonio è sempre stato un pò conflittuale per diversi motivi ma si riusciva a superare questo aspetto, si manteneva la comunicazione e si poteva staccare con qualche fine settimana o in vacanza. Negli ultimi anni è successo diverse volte che durante o dopo queste liti gli abbia chiesto di andarsene (la casa è mia) e lui abbia fatto anche il bagaglio, senza però mai andarsene nemmeno per un periodo temporaneo. In queste occasioni si mette a piangere disperatamente oppure si sente male e io non riesco a sopportare di vederlo così. Passata la lite e la nottata tutto sembra non essere accaduto, lui fa finta di nulla fino alla prossima volta quando si riparte da zero, come se mai nulla fosse stato detto. Non so cosa devo fare , vorrei farlo ragionare, non vorrei tagliare il nostro legame oppure vorrei avere la capacità di farlo nella maniera giusta se proprio necessario... sto vivendo un incubo e non mi occupo più della mia vita...poi leggendo alcune cose sulla violenza psicologica non so se sono vittima o carnefice perché a volte divento davvero molto cattiva, lo denigro e dò a lui la colpa di tutti i miei disagi , non l'ho picchiato ma vorrei farlo per la sofferenza che mi provoca.... insomma una grande confusione. Ora penso davvero che da sola non ce la posso fare , non so quale è l'approccio di terapia più giusto vorrei evitare quello psicoanalitico puro, per orientarmi nella scelta di qualcuno che mi aiuti. Se mi darete qualche indicazione ve ne sarò grata, abito vicino a Pistoia e lavoro a Prato. Cordiali saluti

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Miglior risposta 26 MAR 2015

Gentile utente,

piuttosto che chiedersi quale approccio psicoterapico possa essere più indicato, potrebbe iniziare a domandarsi se è quello che vuole veramente: è pronta ad affrontare un percorso complesso e, spesso, doloroso? E' disposta a mettersi in discussione, a ritornare su episodi e vissuti del suo passato?

Dal suo racconto, emerge tanta insoddisfazione, come se la sua felicità dipendesse sempre da quello che non ha, da qualche cambiamento che desidera ma che non si verifica, ecc., ma ritengo che per ora sia più utile che inizi ad occuparsi di sè con amore e con impegno.

Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo Napoli - Pompei - San Giuseppe Vesuviano (NA)

Dott.ssa Valentina Nappo Psicologo a San Giuseppe Vesuviano

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18 MAR 2015

Grazie di cuore a tutti per le risposte che mi avete gentilmente e velocemente mandato, già questo mi rende un po' di speranza e di coraggio , proseguo nella ricerca di aiuto anche secondo le indicazioni che mi avete dato; sono tanti anni che non vivo pienamente la mia vita sia per accadimenti e circostanze che forse per mio atteggiamento, ora ho bisogno di pensare che posso stare meglio ....Grazie ancora a tutti.
Giovanna

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18 MAR 2015

Cara Giovanna, da come lei ha esposto le sue problematiche, mi sembra più opportuno un intervento terapeutico di tipo sistemico relazionale, in quanto si concentra molto sui vissuti relazionali, analizzando i problemi in un'ottica sistemica. Cari auguri

Dott.ssa Maria Concetta Culcasi Psicologo a Trapani

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18 MAR 2015

Gentile Giovanna, come lei stessa ha avuto modo di constatare l'aiuto di un professionista è una scelta molto soggettiva e personale. Sicuramente il grido di aiuto che lei lancia fa presupporre che possa essere arrivato il momento giusto per decidere di riprendersi in mano la sua vita. La mia impressione è che una psicoterapia di coppia possa essere la strada giusta per far fronte alle problematiche da lei evidenziate, e un approccio sistemico-relazionale risulta sicuramente funzionale. Provi ad informarsi sulla presenza di tali professionisti sul suo territorio. Un caro saluto, dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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17 MAR 2015

Cara Giovanna,
l'indirizzo terapeutico é molto personale ed é difficile consigliarglielo su internet, senza conoscerla . Le consiglio di leggere articoli di diversi orientamenti per farsi un'idea più precisa dell'orientamento a lei più congeniale.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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17 MAR 2015

Gentile signora,
non sarebbe corretto indicarle dei nomi; su internet può trovare informazioni sulla "scelta della psicoterapia" con articoli di colleghi.
Qualunque psicoterapeuta dovrebbe aiutarla a migliorare la comunicazione e la comprensione reciproca; le segnalo comunque che la psicoterapia della Gestalt dovrebbe essere molto efficace per i problemi relazionali.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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