Ghosting - Un anno dopo

Inviata da Sissi428 · 5 giu 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Nella mia vita sono stata vittima di ghosting 3 volte. Le prime due volte durante l'adolescenza: la prima da un amico, la seconda da una parente che poi rividi solo dopo 15 anni.

La terza un anno fa, a quasi 31 anni, in questo caso il ghoster è stato una persona con cui avevo cominciato una frequentazione.

Ha fatto male tutte e 3 le volte, ma quest'ultima fa tuttora malissimo, nonostante le emozioni si siano evolute nel corso dei mesi. Ciononostante, ancora oggi mi ritrovo a fare pensieri deleteri su me stessa, con ripercussioni sulla mia autostima, sul fallimento in quanto donna, sulla mia incapacità di far stare bene un uomo, di farmi voler bene dall'uomo che desideravo, pensieri che finora non avevano mai sfiorato la mia mente.
A volte penso di stare meglio, in realtà la mia mente mi riporta all'abbandono e all'angoscis derivante da quell'esperienza ciclicamente, provocandomi un malessere che ora temo diventare perpetuo, alla nostalgia degli abbracci di quella persona, agli sguardi, alla tentazione di riscrivergli per l'ennesima volta per chiedergli di parlare.

Ho chiesto aiuto a 3 psicoterapeuti, sono in psicoterapia praticamente da quando è successo, ma credo che l'argomento non sia mai stato sviscerato veramente, e che il fardello che mi porto dentro faccia ancora male, così male, da voler gridare aiuto.

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Miglior risposta 6 GIU 2020

Buongiorno Sissi. Il gosting di cui lei parla colpisce profondamente il senso di sicurezza di ogni essere umano che ha costruito una relazione significativa con la persona che sparisce senza dare spiegazioni.
Quando ci leghiamo affettivamente a qualcuno, quel legame ci dà il senso di chi siamo ed ecco perché un taglio emotivo (una fuga senza spiegazioni) colpisce il senso del nostro sé più profondo.
Abbandono, angoscia e vuoto emotivo accompagnano la traumatica ed immotivata disconnessione.
E' stata saggia quando ha deciso di farsi aiutare in terapia concedendosi, in questo momento così delicato, di comprendere ed approfondire i suoi vissuti facendosi sostenere.
LA separazione è un processo graduale, la separazione per "gosting" (dove il senso sembra non esserci) ha bisogno di tempo per essere elaborata. Si conceda questo tempo con calma e fiducia, nel rispetto della sua persona.
Resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Moira D'ISidori

Moira D'Isidori Psicologo a Pescara

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12 GIU 2020

Buonasera Sissi,
purtroppo l’abbandono da parte di una persona per la quale si prova affetto provoca del dolore. È bene dunque per il proprio benessere cercare di superarlo. Lei in un rapporto può fare solo il suo 50%, il resto lo fa l’altro. Un percorso psicologico può aiutarla nel momento in cui lei rielabora il suo vissuto con l’aiuto di un professionista. Non c è un tempo prestabilito per la cura. Ciascun soggetto con la propria storia intraprende il suo percorso verso la guarigione scegliendo il proprio terapeuta con il quale si dovrà instaurare un buon transfert per far sì che la terapia funzioni.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto.
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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12 GIU 2020

Salve Sissi428, da quello che racconta sembra emergere un senso di abbandono con un bisogno di attaccamento che mi sembra Le provochi malessere e voglia di liberarsene. Il ghosting determina proprio questo e diventa così una minaccia alla propria autostima. Potrebbe ripartire da questo, dalla ricostruzione di sè, delle proprie risorse e potenzialità che le sono state annientate da queste persone. La scelta di una psicoterapia è da considerarsi valida in questo senso, allo stesso tempo se sente che non sia stato del tutto trattato o non sia stato trattato come vorrebbe lo faccia presente al professionista che la segue in modo da arrivare prima ad una situazione di benessere e consapevolezza.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Valentina Mosca

Dott.ssa Valentina Mosca Psicologo a Latina

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12 GIU 2020

Carissima Sissi428, credo che sia arrivato il momento di parlarne con il tuo terapeuta. A volte noi terapeuti aspettiamo i tempi della persona per parlare di fatti dolori per non " spingere troppo" e creare maggiori sofferenze. Quindi ti consiglio nella prossima seduta di iniziare a parlare sui temi che vuoi trattare.
Dr.ssa Bove Romina

Bove Romina Psicologo a Modena

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7 GIU 2020

Mentre leggo il suo racconto immagino la voce soffocata nel tentativo di voler gridare aiuto, il desiderio di tirare fuori il dolore che la fa stare malissimo, questo fardello carico di angoscia e malessere che la appesantisce. Immagino lo sguardo rivolto verso il passato e la nostalgia che sperimenta pensando agli abbracci e agli sguardi della persona frequentata, uno sguardo in cui le aspettative, i sogni e i progetti futuri sembrano non appartenergli. Fa risalire le prime due volte alla fase adolescenziale e mi chiedo cosa sia successo in quegli anni, quelli immediatamente successivi agli episodi citati, prima che questo schema si replicasse ( parla di esperienza che si ripete ciclicamente). Mi chiedo se ha sperimentato abbracci e sguardi, momenti di condivisione, se sono nate e si sono consolidate altre relazioni e se e in che modo le due esperienze hanno influito sulle sue relazioni affettive.
Nel corso del tempo ha seguito tre percorsi di psicoterapia. Si affidi al suo terapeuta, che saprà fornirle gli strumenti per rafforzare la sua autostima e la fiducia nelle relazioni.
Dr.ssa Grazia Muscogiuri

Grazia Muscogiuri Psicologo a Alba

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7 GIU 2020

Cara Sissi,
la tua sofferenza arriva dirompente. E l'anno appena passato non è sufficiente per abbandonare il dolore provato. Non dimentichiamoci che hai avuto altre esperienze precedenti che già avevano minato il tuo livello di autostima. Il tuo attuale terapeuta ti avrà sicuramente informato sulla difficoltà di queste persone a prendersi delle responsabilità e che nulla ha a vedere con la tua persona, ma sul vostro rapporto che più positivo é, e più probabilità che lui attuasse tale automatismo c'è. Rivolgi espressamente al tuo terapeuta l'esigenza che hai espresso nel tuo scritto, in modo da poter decidere insieme come potrebbe accompagnarti in questo viaggio dell'angoscia che questa esperienza ti richiama, tenendo presente il concetto di darti tempo per cercare di superare il tutto.

Cari saluti
Dott.ssa Alessandra Xaxa

Anonimo-162687 Psicologo a Vittoria

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6 GIU 2020

Gentile Sissi,
Purtroppo nella nostra società siamo di fronte ad una crescente intolleranza alla frustrazione e tutti i fenomeni di evitamento collegati a questo aspetto stanno diventando sempre più frequenti, anche il ghosting.
Capisco il senso di insicurezza che lasciano alle spalle alla persona che subisce questo abuso... Per natura dello stesso, spesso si comprende solo col tempo ed i tantativi di contatto che la persona "si è data alla macchia" nei nostri confronti... Sappi che chi pratica questo sistema per chiudere le relazioni ha grosse difficoltà, ma capisco che questo non aiuti...
La vittima ha serie difficoltà a comprendere i motivi dell'abbandono e spesso si addossa la maggior parte della responsabilità con conseguente contraccolpo sulla propria autostima...
Vai già da un terapeuta (e altri due li hai già cambiati), consiglio di far presente al collega che non senti che la terapia si stia focalizzando sui temi per te importanti. Forse lui avrà dei motivi per cui non sta centrando la terapia su questo problema, ma tu hai il diritto di saperli e/o di insistere che vengano trattati... Generalmente all'inizio delle terapie l'alleanza terapeutica prevede una unione di intenti verso un obiettivo... Assicurati che il collega ricordi quale sia.
Resto disponibile per ulteriori chiarimenti,
Dott. Marco Tagliagambe
Psicologo-psicoterapeuta

Dott. Marco Tagliagambe Psicologo a Empoli

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6 GIU 2020

Buongiorno Sissi,
il suo grido di aiuto è arrivato. Lei cita 3 psicoterapeuti consultati, molti di più attraverso questa piattaforma. Sembra che il suo grido debba essere urlato al mondo intero ed è comprensibile ma occorre che lei si concentri e ci lavori con il suo attuale terapeuta. Se ha la sensazione che ancora molto ci sia da sviscerare non esiti a parlarne in seduta. Occorre pazienza e costanza per comprendere fino in fondo la natura e l'origine della nostra sofferenza e le dinamiche che ci conducono a rivivere situazioni analoghe. Non desista, l'ostinazione nel lavorare su di sè paga sempre.
Buon lavoro!
Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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6 GIU 2020

Ha ragione Sissi è certamente un argomento nuovo e meno noto come tutti i fenomeni che riguardano il comportamento dell’essere umano da quando la tecnologia è entrata in modo così invasivo nella vita delle persone condizionandone modi di agire, modi di pensare, capacità di gestire le situazioni in termini di responsabilità e di rispetto. Fatta questa premessa la psicoterapia dispone di strumenti in grado di accompagnare i pazienti ad affrontare qualsiasi tipo di evento che abbia segnato dal profondo la persona. Ha altresì lo scopo di percorrere un cammino con il paziente alla ricerca del perché sia possibile che determinati eventi spiacevoli si moltiplichino; insomma l’ottica di un lavoro terapeutico è quella di partire dai fatti che hanno fatto soffrire per comprenderne il senso e affrontarli per elaborarne gli aspetti che sono risultati più traumatico e dolorosi. È per questo che le suggerisco di non mollare nella psicoterapia valutando chi possa meglio essere adatta ad aiutarla. Resto a disposizione per chiarimenti o per entrare in contatto con lei. Cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta

Dott.ssa Daniela La Porta Psicologo a Roma

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