GESTIONE PERSONALE

Inviata da LARA FIORETTU il 31 mag 2019 Disturbo ossessivo compulsivo

ANONIMO.

Buonasera
Mi permetto di dettagliare il mio vissuto, perché a seguito di un'approfondita riflessione, credo di avere un problema che in autonomia non penso di riuscire a risolvere.
Sono una donna di 29 anni, con una vita relativamente normale, lavorativamente parlando ambiziosa, ho perseguito obbiettivi importanti fin dalla giovane età che mi hanno portato alla "responsabilizzazione" sin dai 20 anni, eccellendo sugli altri, che hanno raggiunto tali risultati con un decennio abbondante di differenza.
Professionalmente parlando non recrimino nulla, personalmente al contrario credo di avere delle lacune, e non poche.
Con la giusta autocritica ed obbiettività credo di essere carismatica, intelligente e piacente, sulla carta nulla manca, o almeno così pare.
Non ho mai avuto un compagno che mi amasse, sono cresciuta sostanzialmente sola, sono figlia unica (genitori presenti) ma mi resi autonoma sin da subito per dimostrare ed avvalere il mio valore, continuamente svilito ed umiliato da un genitore con uno storico simile al mio che non riuscì a tempo debito a somatizzare, scaricando la frustrazione sul figlio.
Da piccola non sono mai stata particolarmente apprezzata, non mancava occasione per sminuirmi ed umiliarmi, e causa queste "violenze" ho deciso di eccellere dimostrando il più possibile di potermi salvare.
Non sono felice.
In base a svariati confronti con il prossimo penso di soffrire di qualche dis-equilibrio psichico, sono sempre in costante ricerca dell'apprezzamento altrui, sia a livello lavorativo che personale, ne sento un estremo bisogno, non penso di avere, in realtà il baricentro realmente fissato su di me. Non sono realmente il centro del mio mondo.
D'altro canto deduco di avere delle tendenze al narcisismo, mi è capitato più volte di pensare di essere, per una serie di caratteristiche e qualità, migliore di altre persone, pur cercandone sempre il benestare.
Sono stata sempre accantonata, e se c'è un'aspetto che più mi turba e mi fa soffrire è questo, e ne ho piena coscienza.
Sia del fatto del non stare bene a riguardo, sia relativamente alla consapevolezza assoluta che con una certa continuità l'abbandono accada.
L'idea di non essere mai stata scelta, ed essere sempre stata scartata mi fa soffrie a livelli inimmaginabili, tanto da voler mascherare il tutto attivando una costante di giudizi, nei miei stessi confronti e in quelli del mio prossimo.
Pareri nitidi, rigidi e soprattutto molto severi.
Mi porto avanti queste lacune da troppo tempo, devo rivoluzionare, ho il terrore di essere tralasciata che, nonostante posso dire di avere svariati pretendenti, i pochi che scelgo ( sono ossessionata da una sorta di must-have che devono provarmi di avere, caratteristiche che io ricerco) mi lasciano.
Tendo a far trasparire una sorte di perfezione del mio individuo, plasmandomi in aggiunta in quello che l'altra persona desidererebbe avere, elogiando mie qualità che magari in realtà possiedo ma caricandole a dismisura, per evitare eventuali accantonamenti che sistematicamente avvengono.
Divengo la persona che io sceglierei, assorbendo le informazioni dal mio prossimo, in aggiunta, plasmandomi.
Non ho ben chiaro cosa in realtà voglio, ci ho riflettuto e non poco, sono single da tempo, ho cercato di sfruttarlo per valutare, pensare e soprattutto crescere. Seppur in solitaria.
Nonostante questi tipi di scarti ricevuti con una certa costante, sono molto selezionatrice nei miei potenziali partner, mi sono auto convinta di essere una sorta di "buon partito" ( bella, con una posizone lavorativa ambita, intelligente, amorevole, benestante), i quali vengono sottoposti a miriadi di domande e "test" che quasi mai vengono superati con successo.
Non trovo quello che voglio, probabilmente irrealizzabile. Ma quello che voglio realmente mi sceglierebbe?
Ho paura di non essere in grado di amare se continuo così, non utilizzo il cuore a meno che non vengano rispettati i parametri da me stessa imposti, mi sono innamorata in passato sì, ma di persone che ho idealizzato su quello che io e la mia anima avrebbe voluto incontrare. Cedendo al bisogno naturale per ogni individuo di Amore.
Sentimenti fasulli, fantasiosi, non realizzati.
Credo di essermi persa, e non so da dove iniziare.
Non penso di aver una vera e propria identità, fondamentalmente non so chi sono e cosa voglio e, aspetto ancor più allarmante, non ho idea di come capirlo. Sono stata talmente occupata in questi anni a provare di essere di valore e degna di rispetto e ammirazione, che mi sono persa il contenuto, focalizzandomi su un poco importante contorno ed involucro.
Scoperta mancata del vero Io.
La mia anima, non so che sapore ha. Inodore, incolore, insapore.
Per la maggior parte del tempo mi sento sola, penso - causa questo trascorso vissuto - di aver sofferto a dismisura rispetto ad altri. Cerco di fornirmi attenzioni ma raramente è sufficiente, non credo di essere mai stata felice con qualche d'uno e questo mi manca, è la lacuna più grossa, e non capisco il perchè.
Ho paura.
Ho ben chiaro che in tutti i rapporti il dare/avere è necessario e deve essere ben equilibrato, non sono una persona arida che pretende e basta anzi, avendo ricevuto più e più volte porte in faccia ho ben chiaro in testa cosa sia la gratitudine e la riconoscenza, nulla è dovuto.
Questo mi ha però permesso, d'altro canto da quello che una patologia narcisista potrebbe non permettere, di sviluppare una sorta di empatia e sensibilità nei confronti del prossimo e una buona capacita di ascolto e problem solving.
Sono cresciuta e mi sono responsabilizzata presto, subito dopo l'adolescenza, avendo già vissuto alcune esperienze ed essendomi rapportata da quando ero "in fasce" con adulti competitivi ed ambiziosi, credo di aver sviluppato una sorta di dote e premura nello stimolare e nel far crescere il prossimo, prendendolo e supportandolo nell'evolversi ( azione che quotidianamente porto avanti gestendo un team di persone)
Ma, attualmente, sono scarica.
Fatico ad aiutare, mi sento vuota e non realmente dove dovrei essere, non riesco a dare soprattutto in ambito amicale e familiare.
Noto persone che, nonostante reputi piu basiche e poco affabili, hanno ottenuto quello che io da tempo premo per avere, e continuo a non comprendere la reale motivazione.
Verificando su alcuni portali psichiatrici, ho analizzato alcuni articoli sulla patologia (seppur valutando e ammettendo che alcuni aspetti non corrispondano alla mia personalità ) mi ci ritrovo.
Di seguito, elenco:
* Idee grandiose di sé riassunte nella convinzione di meritare un trattamento speciale, di avere particolari poteri, talenti unici o di essere brillanti o attraenti, di dover frequentare persone altrettanto speciali o di status elevato
* Fantasie di successo illimitato, potere, fascino, bellezza o amore ideale
* Godere nel fallimento degli altri in ambito amoroso (campo nel quale sono più lacunosa in generale/ invidia)
* Ritenere di non essere sufficientemente apprezzati e riconosciuti nel valore
* Senso di vuoto e apatia nonostante eventuali successi
* Richiesta eccessiva di ammirazione per le loro qualità speciali
* Tendenza allo sfruttamento degli altri (nei limiti, sempre mantenendo un rapporto rispettoso ed educato)
* Sentimenti di disprezzo, vergogna o invidia e atteggiamenti arroganti e presuntuosi
Sono smarrita e soprattutto del tutto infelice, penso che a questo punto della mia vita di necessitare di un supporto.
Voglio diventare la versione migliore di me stessa, necessito di un cambiamento.
Ho un problema.
Ed ho paura.

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Gentile Signora Fiorettu,
ho letto con attenzione la Sua lettera. Come spesso accade nei colloqui con lo psicoterapeuta ( mi sembra che Lei esprima una richiesta di aiuto che ovviamente, per essere seri, non può avvenire attraverso generici suggerimenti in questa sede, ma solo di persona con uno specialista ) la risposta più probabile alle sofferenze della persona che chiede aiuto, si può " leggere" proprio all'inizio della spiegazione dei propri problemi, diciamo così.
Lei dice: " Da piccola non sono mai stata particolarmente apprezzata, non mancava occasione per sminuirmi ed umiliarmi ".
Come pensa che possa reagire una bimba a questo trattamento se non con un senso di vuoto, di sofferenza, di abbandono, e, conseguentemente, dolore e rabbia.
Ora Lei, che indubbiamente possiede notevoli risorse interiori di reazione, ha cercato di compensare con l'impegno professionale, tenace e con gran consumo di energie.
Ma quel bisogno di approvazione, di affetto, di sostegno di " essere vista " , rimane ancora oggi.
Lei dice:
-sono sempre in costante ricerca dell'apprezzamento altrui, sia a livello lavorativo che personale, ne sento un estremo bisogno
- Sono stata sempre accantonata
-consapevolezza assoluta che con una certa continuità l'abbandono accada
-ho il terrore di essere tralasciata
-Ritenere di non essere sufficientemente apprezzati e riconosciuti nel valore * Senso di vuoto e apatia nonostante eventuali successi * Richiesta eccessiva di ammirazione per le loro qualità speciali *.
Vede ?
Ora credo che comprenda che la Sua sofferenza ha radici e cause molto antiche.
Però può essere superata con un impegnativo lavoro psicoterapeutico che Le permetta di rielaborare EMOTIVAMENTE quelle vicende passate e superarle disattivando la carica di dolore che ancora oggi si esprime nelle Sue emozioni, sentimenti, relazioni con se stessa e con gli altri.
Freud diceva: " chi non ha superato il proprio passato è costretto a ripeterlo". Precisiamo: in modo mascherato, rivivendo quei dolori nelle relazioni con gli altri e con se stessa.
Mi creda, gentile Signora, la psicoterapia psicodinamica ( una volta si chiamava psicoanalisi ) funziona, e può cambiare tutta la Sua vita, nel senso del benessere, della felicità di vivere, naturalmente.
Un caro saluto e mi consideri, se lo desidera , a Sua disposizione.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Gent.ma….complimenti per la sua visione razionale del problema.
IL "Disturbo Narcisistico di Personalita'", i cui criteri ha elencato, non e' detto che sia il suo problema, anche se alcuni punti coincidono.
Sicuramente avra' qualche tratto narcisistico, che in genere e' proprio la conseguenza di uno stile genitoriale del tipo che ha descritto.
Come avra' compreso, in parole povere il bambino, che ha bisogno di essere accettato, e che si sente rifiutato perche' "incapace", si convincera' che per essere amati bisogna essere super - dotato, e questa convinzione se la portera' da adulto.
Le occorre una psicoterapia (del genere di quelle efficaci, si informi in merito):
se ne esce, in specie grazie alla Sua costanza. Coraggio.

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Gentile Lara,
il suo scritto è denso di fatica e ricerca di valore, apprezzamento, e mi sembra che tutto ciò la porti a non essere serena. Credo le sarebbe utile un aiuto psicoterapeutico per considerare, rivedere e appropriarsi della sua vera identità e della possibilità di godere del suo valore interiore.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia Milano

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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