Gestione dell'aggressività

Inviata da Alice · 18 ago 2019 Aggressività

Salve,
mi chiamo Alice e ho 23 anni. Sto da molti anni con il mio ragazzo di cui sono molto innamorata. Mi capita però di sfogare la mia rabbia e il mio nervosismo su di lui, spesso in maniera verbalmente aggressiva (urlando e insultandolo), non solo quando stiamo litigando per qualcosa di reale ma anche semplicemente perché sono nervosa io in quel momento. Solitamente sono una persona equilibrata e mi sembra di saper gestire le emozioni, comprese quelle negative. Negli altri rapporti non mi permetterei mai di comportarmi così. Purtroppo nella mia relazione amorosa invece faccio molta fatica a controllarmi: è come se mostrare il mio lato violento mi facesse sentire più vicina alla persona che amo. Subito dopo aver urlato cose senza senso mi sento molto meglio. Il mio ragazzo dall'altro lato solitamente fa fatica a mostrare la sua rabbia e quando si trova in queste situazioni diventa freddo ed esprime molto poco le sue emozioni, cosa che mi innervosisce ancora di più. Mi sembra di aver davanti un muro. Non appena riesce a controbattere qualcosa, esasperato dal mio comportamento, mi calmo subito e anzi provo un profondo senso di sollievo, nonchè di completa vicinanza al mio ragazzo. A quel punto ritorno la persona che sono di solito e riesco a comunicare i miei bisogni in maniera diretta. Senza la prima parte aggressiva però non riesco ad arrivare alla seconda in cui comunico normalmente quello che mi infastidisce o mi preoccupa. È come se avessi uno stato di tensione che può scomparire solo se buttato su qualcun'altro. È una cosa molto spiacevole perché mancare di rispetto in questo modo alla persona di cui sono innamorata mi fa sentire in colpa e incapace a gestirmi. Dall'altro lato la mancanza di una reazione esplicitamente rabbiosa da parte del mio ragazzo continua a infastidirmi. Mio padre è una persona aggressiva e sicuramente questa modalità mi è stata trasmessa fin da piccola. Quello che tanto mi ha fatto soffrire e ho disprezzato di lui lo sto riproducendo nella mia relazione. Mi sembra di capire il suo stato di tensione e di sollievo quando poi finalmente finisce. Capisco il motivo per cui si è comportato e si comporta così con mia madre o con me: è lo stesso mio motivo. Ovviamente comprendere non significa giustificare. Vorrei riuscire a spezzare questo circolo, vorrei riuscire a gestire meglio queste emozioni negative senza aggredire qualcun'altro. Ne ho parlato molto con il mio ragazzo, con lui ho un rapporto di fiducia e sostegno reciproco. Siamo giunti alla conclusione che il suo è un atteggiamento aggressivo passivo e il mio è aggressivo e basta. Stiamo provando a lavorarci insieme, ma penso che la maggior parte della responsabilità in questa dinamica sia mia. Sicuramente dovrò intraprendere un percorso psicologico, ma nel frattempo se qualcuno potesse darmi qualche dritta su come poter gestire la rabbia sul momento mi darebbe un grande aiuto.
Grazie!

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Miglior risposta 18 AGO 2019

Gentile Alice,
la lettura dell'origine della tua aggressività verbale nei confronti del tuo ragazzo è corretta ed è molto importante riuscire a spezzare questa catena di trasmissione intergenerazionale di incompetenza emotiva e di impulsività anche perchè il rischio è che nel tempo può portare a deterioramento della relazione se non alla rottura.
Tuttavia, imparare a gestire la rabbia e l'impulsività non è una cosa facile da fare in modo autonomo ma richiede necessariamente un adeguato percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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20 AGO 2019

Buongiorno,
la rabbia è un emozione potente, è un modo forte per raggiungere l'altro quando questo sembra irraggiungibile, inafferrabile. In realtà la rabbia è un grido d'amore, che nasconde dietro la sua violenza il desidero di arrivare all'altro, di farsi vedere. Eppure però la rabbia non ci permette di vedere l'altro, il suo desiderio, diventando a nostra volta irraggiungibili perché l'altro si spaventa e si allontana, quindi diventa un'arma a doppio taglio.
Come lei riferisce, sembra che questo strumento lo abbia a appreso in famiglia e ne sia stata lei stessa vittima. Come si sentiva quando era lei quella aggredita, come la faceva sentire? Credo che ad un certo punto si apprendono le armi del nemico per farsi un po' forti, dopo essere stati per tanto tempo deboli.
Purtroppo, gestire la rabbia non è qualcosa che si può imparare a fare da soli, fare un percorso terapeutico la aiuterebbe a capire come nasce questa rabbia e che sentimento nasconde, potendo imparare a dire cosa prova senza rendersi irraggiungibile all'altro.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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