Genitori opprimenti: Cosa fare se provo un rifiuto nei loro confronti?

Inviata da Lily il 4 nov 2017 Terapia familiare

Sono una ragazza di 23 anni, da ben 4 anni studio fuori paese, e devo dire che la mia vita sta, pian piano. prendendo una certa piega. Mi son creata la mia indipendenza mentale e fisica(anche se non economica ancora), ma ho ancora grossi problemi di autostima a causa loro, per via della loro scarsa fiducia nei miei confronti, ma io direi piu' paura di cosa potrebbe succedermi "in giro per il mondo". Mia madre è la classifica donna molto debole, ansiosa per ogni cosa ma soprattutto per me, non riesce a non sentirmi per giorni( cosa che io farei) e sta male giorno dopo giorno( pur essendo già passati 4 anni) nel starmi lontana. Mio padre è il classico padre-padrone per certi versi, vuole che si faccia come dice lui e quando lo vuole, molto attaccato ai soldi. Entrambi formano un duo del tutto negativo nei miei confronti, entrambi vogliono avermi per sè(forse anche perchè son figlia unica), vogliono che faccia ogni singola cosa con loro sia quando stavo sempre con loro(prima di diplomarmi) sia ogni volta che scendo per le feste. Mi hanno sempre proibito di viaggiare, di uscire con gli amici fino mezzanotte, l'una, cosa che fanno anche adesso a distanza, dicendomi di star attenta in giro. Cosa pressochè inutile, sia perchè ho 23 anni e non piu' 15, sia perchè non ho mai dato loro problemi di nessuna natura. Questo ha causato in me, come ho già detto prima, problemi di autostima, paranoie ed ansie ma soprattutto problemi a relazionarmi con gli altri,che ora sto cercando di migliorarmi su quest'ultimo aspetto, ma per il resto è rimasto tutto uguale, paranoie ed ansie annesse. Provo un certo rifiuto, da un'anno a questa parte, nei loro confronti, non mi andrebbe piu' di affrontarli inutilmente perchè non capirebbero piu', cosa mi turba, ma soprattutto cosa hanno creato dentro di me, per loro è tutto nella norma, basta che ci sono io con loro, nel nucleo familiare. Vorrei tanto star lontana da loro per un anno intero o piu', sentendoli ma non vedendoli fisicamente, ma so che ciò porterà solamente a creare altri problemi su problemi, ma sono in un momento di frustrazione, so che loro mi pagano gli studi( non si sono mai lamentati, pur dicendo io stessa che volevo e vorrei tutt'ora trovarmi un lavoro per un'indipendenza totale), ma vorrei tanto staccarmi totalmente da loro per un periodo, e poi trovare le forze di sopportarli o trovare una soluzione?! Non so rispondermi io stessa a tutto ciò....

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Gentile Lily,
le relazioni con le figure genitoriali sono spesso complicate, sia da stili relazionali con cui si entra in conflitto, sia perché alcune tappe della vita richiedono con insistenza un grande bisogno di autonomia.
Sua madre ha mantenuto un legame simbiotico nei suoi confronti, mentre suo padre appare molto direttivo
Non può operare grandi cambiamenti su di loro, ma certamente su stessa. Valuti la possibilità di un percorso , magari tramite un consultorio.
Un supporto psicologico esterno alla famiglia, può migliorare la sua autostima ed attivare quelle strategie che le permettono sia di affrontare autonomamente la sua vita, sia di gestire in maniera meno conflittuale il rapporto con i suoi genitori.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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Buongiorno Lily,
intanto complimenti perchè in un contesto che non facilita l'uscita e l'allontanamento lei è riuscita comunque a ritagliarsi la propria indipendenza mentale e iniziare un corso di studi lontano da casa e soprattutto a tenere duro.
Credo che la parola indipendenza possa essere la chiave di volta. Lei è riuscita a creare l'indipendenza da un punto di vista razionale e cognitivo, sente però che le sue emozioni sono ancora ingabbiate e imprigionate nelle dinamiche familiari di una volta.
Sà anche lei che non vederli per un tempo molto lungo non è la soluzione del problema, infatti le emozioni "purtroppo" superano gli oceani. Penso però che possa imparare a disattivare dentro di sè i meccanismi che la portano a stare male quando entra in contatto con i suoi genitori: loro non possono cambiare la propria mentalità e comunque si percepisce che anche se in modo soffocante, è il loro modo di volerle bene. Le suggerirei un percorso di sostegno che le permetta di mettere a fuoco le sue risorse e l'origine del malessere soprattutto legato all'autostima. Questo le consentirà di rinforzare il suo senso di auto efficacia e porsi nei confronti degli altri con meno timore e meno paure ( anche di dire di no ai suoi genitori). Un grandissimo in bocca al lupo
Dott.ssa Paola Gambini

Dott.ssa Paola Gambini Psicologo a Cadoneghe

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Buongiorno Lily, il problema che presenti è complesso e di difficile discussione attraverso un breve messaggio, inizierò raccontandoti quello che mi diceva una mia docente della scuola di specializzazione ossia: "quello che butti fuori malamente dalla finestra, prima o poi rientra dalla porta...". Questa semplificazione per dire che il rapporto che abbiamo instaurato con i genitori o con le persone che ci hanno accudito (legame di attaccamento), è tra i mattoni base della costruzione del nostro sè, di come ci rapportiamo al mondo e alle relazioni. Mantenere un rapporto così conflittuale con i tuoi non ti aiuterà a stare meglio e continuerà a farti male. Quello che puoi fare e che in parte stai già facendo, è incrementare la tua indipendenza ( importante anche quella economica), sicuramente questo dovrebbe aiutarti ad avere piano piano più fiducia nelle tue capacità/risorse e aumentare la tua autostima. Quando te la sentirai infine, ti consiglio di iniziare un percoso psicoterapeutico proprio per comprendere meglio come il rapporto con i tuoi ha influenzato il tuo "modo di stare al mondo" e per provare a ridurre la conflittualità con loro, che fa stare male anche te. Mi scuso per la brevità della risposta che sicuramente non risulterà esaustiva, resto a disposizione per altri chiarimenti o domande.
Buona giornata
Antonella Grioni

Dr.ssa Antonella Grioni Psicologo a Cremona

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