Genitori e figli...

Inviata da Angela il 7 mar 2015 Terapia familiare

Eccomi qui a chiedere di nuovo aiuto... Vi avevo scritto qualche tempo fa... Mi chiamo Angela e stasera ho di nuovo avuto una crisi... Lo so che posso contare sull'appoggio del mio ragazzo ma preferisco un vostro parere diretto. Come ogni venerdì e martedì me ne torno a casa. Parlo con mia mamma o ci provo ma non mi ascolta, è come se non esistessi... Io pongo un problema del lavoro e lei subito a rispondermi che i capi sono capi e che sono mi va bene mi devo licenziare. Mio fratello le pone un problema simile e con lui ne parla come se fosse orgogliosa di avere un figlio come lui... Mi capita di ripetere discorsi di ore per più volte, mi capita che decida di festeggiare con me qualche evento, mi organizzo e il giorno prima manda tutto all'aria perché è stanca, non si è lavata o semplicemente non ha voglia.
Frequento un ragazzo e sto fuori molto di casa e al momento del rientro mi tira in faccia che ormai la uso come albergo e lavanderia.
Resisto qualche giorno a queste situazioni poi crollo e come stanotte mi metto a piangere finché mi addormento all'estremo delle forze.
Mi ripetono tutti di tenere conto delle cose più serie, ma per me non riuscire ad ascoltare la propria figlia è un problema serio.
Attendo qualche risposta di aiuto... Sono ormai sfinita di piangere e stare male, ho passato 10 anni della mia vita in questo modo...
Grazie a tutti e scusate il disturbo!
Angela

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Gentile Angela,
come ci dice non è la prima volta che scrive sul portale, ma è complicato rintracciare la sua richiesta precedente, inoltre tenga presnte che questi consulti orientativi non sostituiscono una visita diretta. Il suggerimento che posso darle è quello di intraprendere dei colloqui psicologici de visu, presso consultorio pubblico e/o sportello ascolto studenti (se ancora studia) in quanto la problematica che riporta se rimane tale nel tempo può crearle dei blocchi nelle attività. Se non riesce a comunicare con sua madre, non si sente ascoltata, se si sente sminuita, per una figlia femmina diventa difficile emanciparsi e arrivare a sorvolare concentrandosi sulla proria vita.
Le faccio tanti auguri
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Buon giorno Angela,
da quanto racconta e da come lo racconta si può sentire il dolore e la sofferenza che questo rapporto madre - figlia le crea. Credo che sia necessario dare ascolto e valore a questo dolore affinchè lei possa sentirsi libera di vivere la propria vita e non di subirla. Tutto ciò avviene attraverso un percorso terapeutico.
Mi sembra di cogliere in lei il desiderio di confidarsi con qualcuno per dare un senso e una comprensione a questo vissuto ma penso anche che lei ne è anche un pò spaventata perchè forse crede che il suo dolore non possa essere accolto e ascoltato.
Sperando di esserle stata utile le porgo i miei saluti.
Dott.ssa Monica Giaretta
Psicologa Psicoterapeuta in Mantova

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Cara Angela,
immagino il dolore, la tristezza e la rabbia che prova per il complicato rapporto che ha con sua madre e concordo con i colleghi nel suggerirle di considerare seriamente di intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Nel frattempo, resasi conto che il tempo trascorre e che magicamente la situazione non cambia, invece di "insistere" con sua madre ricadendo sempre nelle stesse dinamiche che le procurano sempre le stesse sofferenze, potrebbe confrontarsi con suo fratello e/o anche con suo padre chiedendo loro cosa "vedono", cosa "vivono", cosa "pensano", qual è il loro parere se, ovviamente si son resi conto dell'esistenza di questo "problema" e della sua sofferenza.
A volte l'idea che abbiamo di noi stessi e dei nostri rapporti non coincide con l'idea che hanno gli altri su di noi.
In bocca al lupo!

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Cara Angela
è certo che le dinamiche madre-figlia sono assai complesse mettendo in gioco emozioni e vissuti profondi e profonde "rivalità" (incredibile ma vero!).
Ovviamente, nel suo caso, come dicono i colleghi, bisognerebbe comprendere meglio cosa ha portato a tutto questo.
Comunque sia io penso che lei dovrebbe lavorare su se stessa per potersi "sganciare" emotivamente dalla mamma e dal bisogno interno di ricevere approvazione e sostegno.
Sua mamma sembra incapace di poterlai supportare nel modo giusto e pertanto è bene che cessi di lottare per ottenere qualcosa che lei non riesce a darle.
Penso che sua mamma sia molto lontana dal voler intraprendere una psicoterapia e mettersi in discussione; meglio sia lei a cercare autonomia.
Purtroppo si riconferma la vecchia regola per cui in una famiglia il soggetto che si reca dallo psicologo è spesso il più sano...in quanto la persona più malata non è in grado di farlo (in questo caso più malata è sua mamma!).
Le auguro di ritrovare serenità e uscire da questa infruttuosa ricerca di affetto.
Impari ad amare se stessa tantissimo e a sostenersi sempre!
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buonasera Angela,
dev'essere difficile per lei rapportarsi con una figura materna percepita come distante ed a tratti ostile: questo vissuto mina la qualità della sua vita e la percezione di essere una persona degna di attenzione e supporto. Mi sembra che sia positivo l'avere un compagno a cui potersi temporaneamente "appoggiare" nel bisogno ma, come già suggerito dai colleghi, Le consiglio una psicoterapia individuale per sostenerla e comprendere con il terapeuta le origini del suo legame con sua madre ed analizzarne insieme punti di forza e limiti.
Cordialmente,

Dott.ssa Daniela Bonfini
Psicoterapeuta - Teramo

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Gentile Angela,
Nell'essere genitori entra in gioco il modo in cui ciascuno è stato figlio. È comprensibile il suo desiderio di essere accolta e ascoltata da sua madre e il suo senso di frustrazione che la rende ancora più bisognosa dello sguardo di sua madre su di lei. Tuttavia lei può arginare questa dinamica che le crea sofferenza, ragionare sulla sua storia e su quella di sua madre come figlia e magari alla fine perdonarla, o comunque recuperare la giusta posizione rispetto a questo dolore, attraverso l'elaborazione di questa frustrazione e sofferenza. È anzi consigliabile farlo, il rischio è che la sua autostima sia toccata da queste esperienze di non ascolto e di figlia di 'serie b'. Buon lavoro.

Dr.ssa Mara Gallo - Psicologa Psicologo a Torino

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Cara Angela, purtroppo è sempre più complicato essere figli e ancora di più, genitori. Quando diventiamo genitori cerchiamo di fare il meglio per i figli, ma ogni tanto si cade. Cerchiamo di 'sentire' il proprio figlio e non di 'ascoltarlo'. Sicuramente bisogna capire meglio la relazione che ha stabilito con la mamma e capire come poter cambiare e modificare quella relazione, per non perdere la nostra 'consistenza'. Cerchi di non camminare da sola in questo momento, ma di affidarsi a qualcuno che la possa aiutare. In bocca al lupo!

Dott.ssa Silvia Belcaro Psicologo a Milano

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Gentile Angela,

occorrerebbe approfondire meglio queste dinamiche di interazione familiare. A livello "ultra macro", ravviso l'urgenza di trovare una figura supportante (costruttivamente supportante) in grado di sintonizzarsi sui suoi vissuti emotivi quando si trova a fare delle esperienze impegnative o difficili, senza andare a sua volta in ansia o irritarsi in risposta alle sue preoccupazioni, e quindi dandole "riposte" che ancor piu' la fanno sentire sola nel gestire la sua vita. Le consiglio quindi di rivolgersi a uno psicoterapeuta con cui senta di poter costruire una buona, autentica alleanza basata sulla fiducia. Diversamente, mi pare possa soffrirne la sua spinta all'indipendenza (prenda tutto col beneficio del dubbio perché so così poco di lei). Se il messaggio che percepisce provenire da chi vorrebbe la supportasse è qualcosa tipo: "devi sbrigartela da sola" o "ci fai a pezzi con tutte le tue richieste" allora non la sta certo aiutando ma sta acutizzando il problema, in quanto non riconosce che c'è un problema ma le comunica che il problema è lei.

CORDIALMENTE

Dott. Franco Fusi Psicologo a Milano

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Gentile Angela,

il suo malessere è comprensibile: tutti vorremmo essere ascoltati, compresi, accettati dalle proprie famiglie.
Il suggerimento che posso darle è di parlarne apertamente con sua madre, di raccontarle di lei, del suo disagio e delle sue esigenze con la stessa chiarezza e onestà con le quali si è raccontata attraverso questo portale.


Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo Napoli
Napoli Soccavo - San Giuseppe Vesuviano - Pompei

Dott.ssa Valentina Nappo Psicologo a Napoli

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Gentile Angela,
non credo che il suo problema sia risolvibile con un semplice consulto on line e di fatti torna a scriverci. Occorre che lei vada da una psicoterapeuta che tra l'altro deve valutare se sia necessario (ma presumo di no) sentire anche il genitore. In ogni caso il consulto di persona è di rigore perché solo con esso possono essere presi in considerazione tutti i fattori che incidono sulla relazione. Può rivolgersi anche al SSN
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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