Genitori che non lo amano e situazione familiare complicata

Inviata da Vitto45 · 24 feb 2022 Terapia familiare

Buonasera a tutti. Sono una ragazza di 21 anni al secondo anno di università, fuorisede a Bologna ma comunque vicina a casa. Sono fidanzata da tre anni con il mio attuale ragazzo, ha la stessa mia etá è siamo amici prima che fidanzati, una spalla l’uno per l’altro.
Da tempo però ho con lui una situazione di profondo malessere, che col tempo va solo ad accentuarsi. Passo momenti in cui lo odio profondamente, e questo sentimento mi fa stare tanto male, perché non riesco a trattenerlo.
Lui é figlio unico, ha una famiglia davvero molto ricca, carente però di affetti e di abitudini sane. Il padre è la madre sono praticamente separati in casa, si odiano e quando sono lá si insultano davanti ai miei occhi, senza farsi problemi. La madre è costantemente con il mio ragazzo, richiede la sua presenza per andare a fare la spesa, per stare in casa, per ogni cosa. Non lo lascia uscire se non quando vuole lei ed a volte gli nasconde le chiavi della macchina, tengo a precisare che lui abita in piena campagna. Tempo fa gli controllava anche il cellulare ed i messaggi ( a 20 anni ), e la sera non può uscire praticamente mai. Il padre é una persona molto severa, spesso lo insulta, pretende che lui gli faccia compagnia mentre mangia (torna tardi la sera per via del suo lavoro) e i momenti in cui sono insieme devono essere sacri, il mio ragazzo non può mai dire di no, neanche se ha un suo impegno. A volte mi sembra la venerazione di un Dio. Non lo lasciano quasi mai venire nella città dove studiamo, nonostante lui abbia una casa lì. Io rimango lì da sola.
Quando sono a casa loro le cose sono uguali, non si fanno di certo problemi a mostrarsi per come sono: spesso trattano male anche me. Una volta suo padre mi ha ‘accompagnato’ a casa e mi ha lasciato a 20 minuti a piedi da casa, con le valigie, il pc e la spesa, di notte. Altre volte mi ha lanciato velate minacce, un’altra mi ha accusato di essere una approfittatrice.
Non so più cosa fare. Gliel’ho detto tante volte che soffro ma lui dice di non poterci fare nulla: sono i suoi genitori e gli vuole comunque bene. Io lo amo e so che è una brava persona, succube di due genitori che sostanzialmente non lo amano.
Vorrei aggiungere che il padre è anche il mio medico (prima ne avevo un altro, il mio ragazzo mi ha consigliato di cambiarlo sennò il padre si sarebbe offeso a morte)
Cosa devo fare? C’è possibilità di un cambiamento oppure è destinato a non cambiare mai? Dice che sta facendo sforzi ed anche solo il poter uscire due volte a settimana é una grande conquista. Ma a me non basta.. chiedo troppo?
Scusate lo sfogo, e grazie

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Miglior risposta 25 FEB 2022

Salve Vitto, immagino la sua difficoltà. Ma credo che l'unica cosa che possa fare è quella di essere autentica con il suo ragazzo e fare capire i suoi bisogni sia nella coppia che nella famiglia allargata. Per il resto penso che lei faccia già tanta fatica e ci faccio carico di tutto ciò che circonda di emotivo la famiglia del suo ragazzo. Ne parli con il suo ragazzo, poi successivamente può decidere cosa fare.
A disposizione
Le auguro il meglio
Dott.ssa Fabiana Marra

Dott.ssa Fabiana Marra Psicologo a Lecce

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21 MAR 2022

Cara vitto43, grazie per aver condiviso la propria esperienza. Noto che il vostro rapporto è molto a rischio, ma sento di dovermi soffermare sulla situazione del suo ragazzo.
Quella che sta vivendo il suo ragazzo è una relazione tossica con i suoi genitori dov’è vittima anche di violenze psicologiche. Consiglierei al più presto il sostegno di uno specialista per far si che gli vengano forniti tutti gli strumenti necessari per allontanarsi dai propri genitori (che oltretutto sono dipendenti da lui) e per autodeterminarsi.
Quanto a lei, le consiglio di iniziare per prima a mettere dei paletti, come cambiare medico e non partecipare alle cene di famiglia.
Per ulteriori consigli resto a disposizione.

Dott.ssa Consuelo Manfreda Psicologo a Trieste

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25 FEB 2022

Salve, da quello che scrive sembrerebbe essere di fronte ad una situazione in cui entrambi i genitori hanno personalità con tratti narcisistici e paranoidi. Se questa situazione fosse davvero così in gioco non c'è solo il suo benessere e quello della coppia, ma la salute mentale stessa del suo ragazzo. Gli abusi psicologici che descrive possono avere effetti patogenetici su chi li subisce, oltre che rendere la vita letteralmente impossibile. Nella migliore delle ipotesi il suo ragazzo riuscirà a preservare l'integrità psicologica, rimanendo però invischiato in una relazione di co-dipendenza e di inversione di ruolo con i suoi genitori, senza avere mai la possibilità di emanciparsi dalla famiglia e intraprendere un proprio percorso di vita. I genitori del suo ragazzo, pur trattandolo molto male, sono assolutamente dipendenti da lui psicologicamente, al tempo stesso gli impediscono di essere indipendente con i ricatti psicologici e le pressioni che ci ha descritto.
Ciò che può fare è tentare di far capire al suo ragazzo che prima ancora di amare i suoi genitori, deve amare se stesso. Nonostante tutto il bene che può volere loro, deve fare un grande atto d'amore verso se stesso separandosi psicologicamente e fisicamente da loro. Rendersi autonomo anche economicamente, seppur a costo di grandi sacrifici. Solo così potrà costruire il proprio percorso di vita con lei a fianco o meno.

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

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25 FEB 2022

Buongiorno,
mi dispiace per la situazione che sta vivendo. La invito a riflettere su questo: quanto è disposta a continuare a stare con una persona che non vuole trovare un modo per cambiare le cose, dal momento in cui lei le manifesta un bisogno di sofferenza? A volte ci si accorge che non si può fare granché per aiutare gli altri, allora forse è il caso di aiutare se stessi a stare meglio, anche se questo implica allontanarsi.
Non conosco la sua storia, ma se vuole un supporto per affrontare questa situazione resto a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Pallottini

Dott.ssa Martina Pallottini Psicologo a Fermo

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25 FEB 2022

Salve Vitto, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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