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Genitori che credono di essere figli

Inviata da Alessia · 6 mar 2015 Terapia familiare

Gentili dottori,
sono una ragazza di 30 anni. Da qualche anno sono invischiata in situazioni famigliari che stanno togliendo molto tempo alla mia vita. Mio padre pare soffra di disturbo bipolare con tutto quello che ne consegue, investimenti sbagliati, cambi di umore repentini, capricci, periodi di iperattività. Mia madre è malata di tumore. Noi figli siamo rimbalzati dall'uno all'altra tra continui tradimenti di mio padre e profonda sofferenza di mia madre che sembra distruggersi nel vero senso della parola. Ci utilizzano spesso da intermediari vivendo in casa con loro. Non c'è altro discorso durante la giornata che non siano i loro problemi, di continuo, asfissiante. Noi a volte siamo costretti a fare i genitori, a dispensare consigli all'uno e all'altra per vederli più tranquilli. Ma tante volte siamo noi che vorremmo avere due figure genitoriali di riferimento. Mia madre ci ha sempre "tirati" dalla sua parte essendo stata colei che ha passato gran parte del tempo con noi fin da bambini, mio padre sempre distante per lavoro e il cattivo di casa perché da che ho memoria è sempre stato additato da tutti i famigliari come traditore, come irascibile, nervoso, persona dal caratteraccio. Le mie relazioni con gli uomini? Disastrose! Sono adulta ormai, ma mi sento bloccata, non ho il coraggio di andarmene di casa, per paura forse, proprio non so. Forse ho paura a lasciarli da soli con le loro problematiche. So solo che mi sento molto insicura ad andare via di casa però le loro dinamiche stanno davvero distruggendo anche noi figli. Tutto questo dopo aver studiato per anni lontana da casa. Cosa mi succede ora che devo prendermi la responsabilità della mia vita in mano?
Grazie di cuore
Alessia

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Miglior risposta 7 MAR 2015

Gentile Alessia, dalla sua lettera emerge tutta la sensibilità e la consapevolezza di una situazione così difficile da condizionare pesantemente la sua serenità. Questi elementi sono delle risorse fondamentali da cui partire per riprendersi in mano la sua vita. La sua problematica familiare indica quasi uno sfasamento temporale: non dovrebbe ancora essere tempo in cui i figli devono diventare genitori dei propri genitori, fase della vita familiare che di solito coincide con il loro diventare anziani, e che permette in maniera naturale questa inversione dei ruoli. Nel suo caso, invece, le difficoltà dei suoi genitori rischiano di invadere la vita dei figli condizionandone pesantemente l'evoluzione. L'affetto che nutre per la sua famiglia la rende capace di contenere i suoi bisogni e di dedicarsi ad essa con impegno e amore, ma si ricordi che perdendo se stessa corre il rischio anche di non poter aiutare più nessuno. Quindi con coraggio rivolga quell'amore vero se stessa, si dia la possibilità di riprendersi in mano la sua vita, diventi genitore di se stessa questa volta, perché solo così potrà riprendere quel cammino che anche i suoi genitori vorrebbero che lei facesse, pur non riuscendo ad accompagnarla. E se tutto questo è difficile si faccia supportare, è pronta per farlo. Un grosso in bocca al lupo, dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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9 MAR 2015

Cara Alessia la tua storia e il tuo vissuto hanno focalizzato la mia attenzione!! Prima di tutto vorrei dirti che anche dai momenti più bui , se lo desideriamo profondamente, ne possiamo uscire.. e tu puoi farcela! Sicuramente il contesto familiare , come tu già hai compreso , ostacola il percorso della Tua Vita..In questo momento di maggiore consapevolezza e di maggiore stanchezza fisica e mentale ( il corpo ti manda dei messaggi ! ) devi essere più determinata nel " farti aiutare "..Sei tu che hai bisogno di comprendere il Tuo valore e le tue potenzialità che sicuramente hai sviluppato in un contesto così 'Difficile'..Devi solo avere il coraggio ( come hai dimostrato scrivendo ) di parlare della tua sofferenza e di quella delle persone che ami perché attraverso la condivisione e la richiesta d' aiuto è possibile trovare l'energia e il supporto necessario per poter 'spiccare il volo ' e permettere anche a chi si vuole bene di iniziare a muoversi verso un cambiamento ... per ' cambiare gli altri devi prima di tutto PERMETTERE a Te Stessa di cambiare.. Forza affidati ad una persona esperta che ti possa illuminare e guidare nel tuo processo di consapevolezza e cambiamento... Buon lavoro!!!

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9 MAR 2015

Alessia
nonostante la situazione sia molto difficile tra i suoi genitori, lei e i suoi fratelli avete la vita davanti da vivere e non è il caso di lasciarsi distruggere.
Il vostro compito in famiglia (di mediatori, psicologi, assistenti sociali e badanti dei vostri genitori) non porterà, nonostante questi eroici e meritevoli sforzi da parte vostra, a nulla!
Il fatto che voi possiate pensare alla vostra vita in termini costruttivi e progettuali è fondamentale, lo dovete a voi stessi e, in definitiva, forse è la cosa più utile che possiate fare anche per loro.
La mia sensazione è che davvero troppo siete stati "usati" (inconsciamente certo..) dai vostri genitori che però, oltre ai meccanismi inconsci, soffrono anche un poco di semplice egoismo.
Ogni persona ha diritto a tentare di vivere la sua vita in modo sereno e nemmeno genitori problematici dovrebbero essere ostacolo a questo fondamentale diritto umano.
Coraggio e avanti nella vostra vita.
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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9 MAR 2015

Buongiorno Alessia,
credo che per lei prendere una decisione in questo momento sia veramente difficile in quanto la sento molto invischiata nella situazione, ma essendo una figlia che convive con i genitori non potrebbe essere che così.
Cosa accadrebbe se lei prendesse la situazione in mano?
Sicuramente non sarebbe facile, nè per lei nè per i suoi genitori.
Ma io le rivolgerei un'altra domanda: riesce ad aiutare i suoi genitori e se stessa in questa situazione?
Purtroppo delle volte il distacco è l'unica soluzione, non è semplice, però se lei si facesse supportare riuscirebbe a vedere anche le cose sotto una prospettiva diversa. Vivendo da così vicino la situazione non è facile capire cosa fare, ma per chiunque.
Io le consiglierei di trovare delle associazioni che si occupano di malati psichici e dei loro familiari offrendo a questi ultimi un supporto, un esempio nella città dove lavoro (Torino) è la Di.A.Psi. Piemonte. Se non trova associazioni simili può sempre rivolgersi ad un collega privatamente che saprà con lei analizzare la situazione per aiutarla.
Per qualsiasi cosa a sua disposizione
Dott.ssa Anna Mura

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

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7 MAR 2015

Cara Alessia,
hai semplicemente paura. Paura assolutamente giustificata perché non hai avuto figure genitoriali emancipativi che ti hanno dato sicurezza e sostegno. Fin quando eri "piccola" potevi contare o affidarti alle cure d'intermediari. Ora hai trentanni sei consapevole che sei tu responsabile della tua vita e ti mancano le risorse per affrontare questo cambiamento. Ti consiglio caldamente di rivolgerti ad uno psicologo per aiutarti a trovare un percorso utile alla tuo distacco familiare.
Dott.sa Paola Madesani

Dott.sa Paola Madesani Psicologo a Brescia

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7 MAR 2015

Buongiorno, vi consiglio caldamente una consulenza familiare. Fatevi aiutare a portare il carico delle vostre sofferenze familiari e a gestire le pesanti dinamiche relazionali. ER

Dr. Enrico Roda Psicologo a Pontevico

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6 MAR 2015

Salve Alessia,
quello di cui lei parla è proprio molto doloroso: una vita invasa dai problemi genitoriali hce probabilmente hanno lasciato poco ossigeno, spazio e tempo per i bisogni personali. Purtroppo capita quando i genitori, come giustamento visto da lei stessa, non si comportano da tali, ma delegano la funzione genitoiale ai figli, bloccandoli nella loro fase di separazione e individuazione, ovvero il coraggio e l'energia per pensare prima di tutto alla propria vita. I figli, vittima di questa "inversione genitoriale"si trovano bloccati, sebbene razionalmente si possa capire tutto ed avere le carte in regola per vivere fuori dalla famiglia, tuttavia non si riesce, per paura o sensi di colpa. Visto che questo è un momento delicato in cui si può decidere molto della sua vita le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta, con il quale poter affrontare questo tema, dove poter trovare un po' di coraggio e supporto per iniziare a vivere soprattutto per se stessa.
Buon "percorso"!
Dott.ssa Alice Parri
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Alice Parri Psicologo a Firenze

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6 MAR 2015

Gentile Alessia,
presumo che economicamente possa permettersi di vivere autonomamente, quindi potrebbe provare ad allontanarsi e vedere come va. La situazione potrebbe anche migliorare. La strada più sicura comunque consisterebbe nel consultare preventivamente uno psicologo che potrà mettere in campo le sue risorse per migliorare la comunicazione e i rapporti familiari e successivamente meglio valutare il da farsi.
cordiali saluti
Le segnalo la psicoterapia della Gestalt

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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6 MAR 2015

Carissima Alessia,
la tua lettera così garbata ed equilibrata nell’esporre fatti così gravi ed emotivamente dolorosi, dimostra la tua capacità di vivere fino in fondo tali difficoltà senza perderti, anzi con la lucidità di centrare il problema. Dentro di te c’è il dolore e l’insicurezza di aver avuto genitori limitati nel loro compito, c’è il peso della responsabilità che ti sei preso da figlia di far da genitore ai tuoi genitori, c’è la consapevolezza di essere stata strumentalizzata nella loro guerra, c’è anche il tuo affetto verso di loro che ti fa temere per loro se tu li dovessi lasciare.

Constati che il tuo rapporto con gli uomini finora è stato disastroso e giustamente lo metti implicitamente in relazione con ciò che hai vissuto in famiglia.

Credo che finora tu hai fatto tutto quello che hai potuto, per necessità, per amore e con speranza, pagando un prezzo altissimo, che ti ha tolto molte energie, distogliendole dalla tua vita personale e dal tuo progetto.
E’ chiaro che un cambiamento di rotta in questa situazione, benchè razionalmente necessario, ti colga impreparata, e, quanto meno ambivalente. Prenditi il tempo di raccogliere le forze per sciogliere la simbiosi che, se un tempo per te era l’unico modo per sopravvivere, ora è diventata distruttiva e letale, non solo per te e i tuoi fratelli, ma anche, credo, per i tuoi genitori. Ognuno ha la sua vita, e ognuno quando è tempo, deve assumersene fino in fondo e da solo la responsabilità. Questo vale per te, ma anche per i tuoi, non credi?

Tu hai già dimostrato di sapere stare lontano da casa coltivando un tuo progetto di studio, certamente nel tuo cuore e nella tua mente, altri progetti attendono di essere scoperti e realizzati. Fidati di te. Ma fatti anche aiutare a scoprire le tue risorse e a utilizzarle per te, curando le ferite e modificando modi di vivere del passato che ora non ti servono più. Per gli altri dovrai imparare a coltivare un altro tipo di amore, imprescindibile da un tipo di amore, che forse ancora non conosci, l’amore sano per te stessa.
AUGURI!

Dott.ssa Danila Giuranno Psicologo a Lecce

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