Genitori anaffettivi ma iperprotettivi

Inviata da Ale. 12 giu 2018 2 Risposte  · Terapia familiare

Salve, sono una ragazza di 20 anni che frequenta l'università, fidanzata da 4 anni con uno splendido ragazzo. Sono (o almeno penso di essere) una ragazza molto buona, molto sensibile e con una bassissima autostima. E qui veniamo al punto. I miei genitori non mi hanno mai trasmesso un briciolo di affetto, da quando ho memoria almeno. Mai una carezza, mai un bacio, mai un abbraccio, mai una parola di conforto. Quando tento di parlargli di cose che mi accadono, che mi turbano e che non mi stanno bene, non mi ascoltano, cambiano stanza e fanno finta che io non stia parlando, etichettandomi come una persona pesante, aggressiva e permalosa. Gli unici argomenti di conversazione che sono ammessi, sono legate a cose frivolissime come l'abbigliamento e i gossip. Solo con questo riesco ad attirare la loro attenzione. Non mi è mai stato chiesto come mi sento, cosa mi succede, come va la mia vita e come sta procedendo l'università. Non si interessano minimamente del mio ragazzo, semplicemente perché non abbiamo la stessa disponibilità economica, quindi lo vedono e vedono anche i suoi genitori come una banda di falliti. Non è mai venuto a casa mia, solamente nelle festività per fare gli auguri, e i miei genitori non pronunciano neanche il suo nome (lo chiamano "quello"). Così tutte le estati io preferisco, giustamente, non andare in vacanza con loro ma rimanere a casa, in modo da stare col mio ragazzo e cercare di divertirmi almeno. Anche se io preferirei di gran lunga andare in vacanza con lui, ma non me lo permettono. Non sono molto piccola, so badare a me stessa, ma loro questa cosa non riescono proprio a concepirla. Mi sento come se stessi chiedendo la luna, quando è semplicemente una cosa normalissima, che fanno tutte le ragazze della mia età. E proprio per questo, io mi sento una disadattata, una persona anormale. Nell'ultimo periodo mi sono chiusa tantissimo in me stessa, ho allontanato tutte le mie amiche e sono praticamente sola, a parte il mio ragazzo che mi sta sempre accanto, per fortuna. Ultimamente poi mi sta capitando una cosa bruttissima: sono invidiosa di mio fratello. Lui ha 16 anni e fa praticamente tutto quello che avrei voluto/vorrei fare io. Lui viene preso sempre in considerazione e penso che loro lo reputino anche più maturo di me. La situazione sta degenerando, tutti i giorni mi sento pervasa da un peso nel petto come se fosse un buco nero che si ciba di me dall'interno. Sono disperata e sto malissimo, non so come risolvere questa situazione che va avanti da anni di cui solo ora ho consapevolezza più che mai. Sono settimane che penso di volermi rivolgere ad uno psicologo ma non dispongo di possibilità economica per poterlo fare, tanto meno vorrei spiegare a loro questo mio problema, perché sono sicura che non mi ascolterebbero ne mi prenderebbero seriamente. Ho disperatamente bisogno di aiuto.

Miglior risposta

Gentile Ale,
sarebbe interessante sapere se anche a tuo fratello (com'è probabile) i genitori abbiano fatto mancare gesti di affetto e parole di conforto nei momenti di difficoltà.
Se è così dovresti almeno avere chiarezza che l'invidia nei suoi confronti è dovuta solo al fatto che a lui viene concessa maggiore libertà e magari è tenuto in maggiore considerazione ma ugualmente non gli è stato trasmesso calore emotivo-affettivo.
Pertanto anzichè coltivare un atteggiamento di invidia e quindi di distacco, potresti confrontarti con lui su questo delicato tema per avere un suo feedback.
Ti suggerisco poi di coltivare il sentimento positivo che hai per il tuo ragazzo, non isolarti completamente dalle tue amicizie e provare a chiedere un sostegno psicologico presso la tua ASL tramite richiesta del medico di base.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Ciao Ale, dalle tue parole si evince il periodo duro e faticoso che stai affrontando in questo periodo della tua vita. Visto le grandi tematiche di cui scrivi, quello che posso suggerirti è sicuramente rivolgerti ad un terapeuta per intraprendere una terapia individuale che ti permetterebbe di approfondire i tuoi dolori e iniziare a prendersene cura.
Nonostante tu sottolinei la tua difficoltà economica nell'intraprendere un percorso privato, ti suggerisco di cercare specialisti o centri che possano applicare tariffe a prezzi calmierati oppure rivolgerti a servizi territoriali gratuiti.
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Bracchi

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13 GIU 2018

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