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Gelosie fra fratelli: sono risolvibili?

Inviata da Marica il 14 lug 2015 Terapia familiare

Salve mi chiamo Marica e sono una sorella maggiore di tre. Siamo sempre state la grande (quella intelligente) la piccola ( con questo basta è piccola) la simpatica (quella di mezzo). Questo ha generato gelosie e invidie da tutte le parti aggravate dal fatto che siamo 3 donne, competizione a palla per natura, certo mio padre non è che ci ha dato una mano... non essendoci mia madre non so come sarebbe andata se ci fosse stata anche lei, ma mio padre ha sempre trattato la piccola come una deficiente a cui far trovare sempre la pappa pronta per non prendersi la briga di educarla, le ha concesso qualsiasi capriccio, sino ai professori privati perché non le piaceva andare a scuola, (bocciata a scuola più volte) invece di educarla la sovraprotegge. La seconda invece è perfetta, è quella che gli somiglia, se la cava in tutto e secondo mio padre è una gran conquista che si sia trovata un marito, così lui non se ne deve preoccupare. E poi ci sono io "la grande" quella che mio padre definisce rigida, fissata, troppo ordinata; però anche quella che non aiuta perché sa fare da sola mentre le altre hanno bisogno di lui o di un marito, quella a cui diceva "la tua intelligenza è innata, sarai l'unica che vedrò laureata e sistemata con le sue forze".
Ovvviamente questi confronti suonano come giudizi, a me sembra sempre che nessuno se ne freghi nulla se sto bene o male "tanto lei è brava" e di non avere affetto gratis perché non somiglio in nulla a mio padre, anzi sono quella più ribelle, che vive a Milano, che si è sposata un ragazzo non cattolico, che fa la manager, che non ha una famiglia... A mia sorella il fatto che sia stata fatta gran festa per la mia laurea ha fatto dire cose del tipo "ti mettono sempre su un piedistallo" e ovviamente alla piccola che ha problemi a studiare tutti i miei successi suonano come un confronto insopportabile. Io ho studiato in un università prestigiosa lei è finita in una da 2 soldi. Spesso mi sembra che mi odino perché sono "quella brava" mentre io ci sono giorni che vorrei essere quella simpatica che mio padre adora gratis, senza necessità di prendere 30 a ogni esame, o vorrei essere la piccola che viene viziata.
Insomma, ormai sono tanti anni che va avanti così... almeno io ho capito che sono orgogliosa di me stessa, del fatto di aver studiato, essere andata a vivere dove volevo, aver sposato un ragazzo fantastico. Ho fatto del mio meglio? Si! Mi misuro sul mio metro non sul confronto con le sorelle , mi basta essere felice io, di come mi vede mio padre sinceramente me ne frega ben poco, anche perché non è il mio modello nella vita. Mi piacerebbe sapere, dati questi disastri nelle relazioni, da dove inizio a sbrogliare la matassa? A me infondo dispiace che ci siano queste competizioni stupide...

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Cara Marica,
complimenti per quello che sei riuscita a costruire nella vita, assecondando le tue abilità e i tuoi interessi.
Sei una donna disposta a investire molte energie per raggiungere i tuoi obiettivi e lo hai fatto con successo.

Ti piacerebbe, tuttavia, che l'affetto di tuo padre ti fosse stato dato con più generosità, senza doverlo guadagnare attraverso buone prestazioni. E' un pò come se non fosse mancato nulla eppure qualcosa è mancato.

L'amore di vostro padre si è manifestato nel suo tentativo di vedere ognuna di voi in modo diverso. Non ha dato gli esiti che, forse, desiderava perchè tra voi sorelle il suo comportamento ha creato conflitto.

Ognuna di voi, in qualche modo, paga le conseguenze delle scelte di vostro padre (ad esempio la mancanza di autonomia o le aspettative elevate) e ognuna di voi porta con sè una parte di privilegi dati da vostro padre (la protezione, l'essere la figlia che gli somiglia, l'essere la figlia stimata).

Condividete le fatiche e le gioie dei ruoli che vostro padre vi ha attribuito e non abbiate timore di manifestare le vostre emozioni e le vostre debolezze.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Gentile Marica,
si sente spesso dire che un genitore dovrebbe trattare i figli tutti allo stesso modo perchè i figli sono tutti uguali!.
In realtà penso che questa cosa, con tutta la buona volontà, sia impossibile da fare perchè i figli sono inevitabilmente diversi tra di loro e ognuno di loro crea col genitore un rapporto particolare e diverso dagli altri e, di conseguenza, ciò comporta che il genitore non può avere lo stesso tipo di comportamento con tutti loro.
Ciò può dare origine a rivalità e gelosie tra fratelli che lo stesso genitore dovrebbe moderare e tenere sotto controllo agevolando un dialogo costruttivo con possibilità di far prevalere i sentimenti positivi all'interno di ambivalenze probabilmente inevitabili.
Come dire che il mestiere del genitore non è facile!...
Se lei tiene molto a sbrogliare la matassa, si faccia seguire da uno psicoterapeuta nell'iniziare a fare passi di avvicinamento verso suo padre e verso le sue sorelle.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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La matassa si sbroglia solo parlando. Fra fratelli non ci dovrebbe essere competizione, eppure c'è. La cosa è molto frequente. A volte i genitori sbagliano nel comportarsi, ma lo fanno in buona fede, difficilmente quelle che sembrano preferenze sono volute. In realtà sono il frutto di un comportamento a volte un po' troppo superficiale, fatto con leggerezza e senza riflettere. Invece di rivaleggiare tra loro i fratelli dovrebbero parlare di più e creare una confidenza basata sull'amore che sicuramente c'è anche se magari in certi momenti può sembrare di no. L'amore fra fratelli ci sarà sempre, perché qualsiasi cosa accada non potrete mai smettere di essere fratelli. Parlare , confidarsi, aprirsi. Un fratello non è un amico è qualcosa di più. Quindi non bisogna aver paura di parlare e di rivelare i propri sentimenti, anche quelli di gelosia, perché no?

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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Cara Marica, questa matassa è davvero ingarbugliata!
La situazione è talmente disordinata che credo sia lei, prima di tutto, a dover fare ordine nei suoi pensieri e sentimenti.
Prima afferma di essere orgogliosa di avercela fatta senza l'approvazione della sua famiglia, poi però fa confronti con quanto hanno raggiunto e ottenuto le sue sorelle; prima le critica e poi le vorrebbe più vicine.
Io percepisco astio e gelosia nei loro confronti. Probabilmente questi sentimenti sono inconsci, ben motivati, ma non possono essere negati.
Avrebbe pertanto bisogno di confrontarsi prima con le sue emozioni, accettarle e riconoscerle come sue, poi il passo ulteriore potrebbe essere un riavvicinamento a suo padre e alle sue sorelle.

Si prenda del tempo per conoscersi a fondo, per rielaborare il passato, per perdonare e perdonarsi errori commessi.
Se non ci riuscisse da sola, chieda il sostegno di uno psicologo che la accompagni in questa ricerca a ritroso delle relazioni e dei ruoli assunti in famiglia.

Può anche scegliere tra un percorso individuale per se stessa, uno familiare da fare con i suoi cari o entrambi.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Annalisa Iovane

Dott.ssa Annalisa Iovane Psicologo a Roma

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Buongiorno Marica,
la sento veramente molto arrabbiata ma anche un po’ dolorante per la situazione che ha vissuto per molti anni.
Tuttavia penso che lei sia stata veramente un portento, è riuscita a fare tutto grazie a sé stessa ma anche grazie alla fiducia che ha avuto suo padre per lei e le sue doti. Da quello che leggo lei mi sembra la preferita di suo padre, anche se lei è talmente arrabbiata che non ci vede nulla di buono. Pensi se fosse stata “la simpatica” non farebbe il lavoro che le piace, non abiterebbe a Milano e magari non si sarebbe sposata un uomo favoloso. Quindi cerchi di vedere il buono della situazione.
Se il suo rapporto con le sue sorelle non è dei migliori cerchi di capire anche loro come si sentono ad essere sempre paragonate a lei da vostro padre.
Tuttavia non avendo abbastanza informazioni e non essendo neppure nel luogo più adatto se sente il bisogno di sbrogliare la matassa potrebbe contattare uno psicologo della sua zona così da poter affrontare la situazione insieme ad un esperto che la possa accompagnare nello svelamento del nodo che si trova dentro di lei.
Un saluto
Valentina Milena Anna Falanga

Dott.ssa Valentina Milena Anna Falanga Psicologo a Firenze

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