Forse il mio problema non è l’orientamento sessuale.

Inviata da Scarpastretta · 9 set 2020

La mia situazione è molto più complicata di quanto possa sembrare.
Sono un uomo ormai adulto, che ha dietro di se un passato molto tempestoso.
Già dalla scuola materna, dove c’era la classe mista, mi sono trovato a disagio nei confronti di una mentalità che metteva al centro dell’attenzione il matrimonio e la necessità di procreare, e quindi insegnava ai bambini non solo come bisogna socializzare in generale, ma insegnava a socializzare con le donne, sia quando dovevamo avere la nostra compagna di banco necessariamente di sesso opposto al nostro, sia quando dovevamo fare un ballo, che doveva essere necessariamente di coppia maschio-femmina e non diversamente. Quando passai dalla scuola materna alla scuola elementare, fui collocato, invece, in una classe maschile con un maestro severo, ma sempre maschio. Per tutta la durata di quei cinque anni, ebbi un compagno di banco di sesso maschile. Si viveva, si studiava e si ragionava tra maschi e la nostra educazione era del tutto diversa da quella delle femminucce, dalle quali eravamo completamente separati. Furono cinque anni davvero meravigliosi, durante i quali io non sentii nessun problema nei confronti dell’orientamento sessuale e non sapevo nemmeno cosa significasse la parola omosessualità. Alla prima Comunione, infatti, che allora si faceva in seconda elementare, il nostro Parroco ci faceva studiare, come insegnamento Morale, il Catechismo di San Pio X, il quale non approfondiva tanto il concetto dell’omosessualità, ma ne parlava soltanto in una unica occasione, cioè quando elencava i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio:
1) Omicidio volontario;
2) Peccato impuro contro natura;
3) Oppressione dei poveri;
4) Defraudare la mercede agli operai.
Per quanto riguarda il peccato contro natura, siccome io ero bambino, nessuno volle sbilanciarsi a scandalizzarmi e a spiegarmi di che cosa si trattasse.
Di conseguenza, io rimasi con la convinzione che peccare contro natura significasse danneggiare la natura sia uccidendo gli animali, sia calpestando e rovinando le piante, sia inquinando l’ambiente.
Quando un cacciatore sparava agli uccelli, quando qualcuno schiacciava sotto i piedi una cavalletta, un ragno, una lucertola o una rana, quando un ragazzaccio spezzava il ramo di un cespuglio, quando un boscaiolo tagliava un albero della foresta, quando qualcuno provocava un incendio, quando qualcun altro gettava del petrolio nelle acque del mare o dei fiumi, io dicevo che questa persona stava commettendo un peccato contro natura.
Io rimasi con questa convinzione per tutti e cinque gli anni delle scuole elementari, ed anche più avanti, fino alla seconda media.
Alle elementari io godevo del rispetto di tutti i miei compagni di classe. Quando poi passai dalla scuola elementare alle medie, continuai ad essere sempre collocato in una classe maschile, ma i compagni cambiarono, ed i nuovi compagni non erano verso di me così rispettosi come lo erano stati i vecchi compagni delle elementari. Però, nei riguardi dell’orientamento sessuale continuai a non sentire nessun problema, e continuai ancora a non sapere che cosa significasse la parola omosessualità.
Nel mese di luglio tra la seconda e la terza media, nelle vacanze al mare, non so perché, mi fu proibito di fare il bagno nell'acqua del mare e di nuotare, e per impedirmi di buttarmi in acqua, mi fu persino proibito di andare in spiaggia, e fui rinchiuso a chiave nella casa della villeggiatura per tutti gli ultimi venti giorni di vacanza al mare.
Nel successivo mese di agosto, io raggiunsi la pubertà, e cominciai ad avere la prima eiaculazione notturna. Ero in montagna, dove avrei trascorso le mie vacanze per i successivi diciotto anni, in alternativa al mare che non avrei mai più visto. Sfruttavamo infatti la pensione che mio padre utilizzava per soggiornare nella città di montagna dove egli era stato assunto per lavorare. Come reazione a questa privazione del mare, che io ritenni insensata, io presi il vizio di leggere le riviste pornografiche che il compagno di stanza di mio padre aveva nascosto sotto il materasso dei letti della stanza della pensione. C’erano anche giornaletti pornografici gay, dove uomini muscolosi erano dotati di un foltissimo cespuglio di peli neri sul pube, simile alla vagina pelosa di una donna, con peli talmente folti da coprire interamente il membro maschile, nascondendolo.
Così io presi il vizio di masturbarmi guardando, dai giornaletti gay, questi maschi nudi, che, con il loro cespuglio peloso nero che nascondeva l’organo genitale maschile, avevano il potere di farmi eccitare ed eiaculare. Dopo la comparsa del mio primo sperma, mi masturbai pensando ai miei compagni di banco, ma il problema dell’orientamento sessuale, che a dodici anni si era ormai calcificato per sempre in quel senso, ancora non si poneva e non sentivo nessun disagio, poiché continuavo a trovarmi sempre in una classe maschile. Continuavo ancora ad essere ignorante nei riguardi della parola omosessualità.
Quando invece, per uno sbaglio dei miei educatori, fui collocato, alle superiori, di nuovo in una classe mista come alla scuola materna, la presenza delle donne non fu per me taumaturgica e guaritrice come avevano sperato i miei educatori, poiché la guarigione in presenza di donne sarebbe potuta avvenire soltanto in caso di omosessualità occasionale, cioè passeggera.
Ma la mia non era omosessualità occasionale, era omosessualità genuina, cioè permanente che dura per tutta la vita.
Venne a crearsi, allora, un disagio davvero drammatico, e fu allora che io presi coscienza di cosa significasse la parola omosessualità.
Cercai di correggere il problema ingaggiando una battaglia di raddrizzamento dell’orientamento sessuale usando il mezzo, sbagliato, della masturbazione con fantasie sessuali rivolte verso le donne, metodo che fu da me usato per tutta la durata dei cinque anni del liceo. Ma tale metodo non funzionò affatto, poiché il mio orientamento sessuale, che a dodici anni si era ormai calcificato per sempre in senso omosessuale, rimaneva sempre rigido ed immutabile a dispetto di tutte le mie masturbazioni eterosessuali.
Lo stesso paradosso avviene anche in coloro che contraggono matrimonio ed hanno normali rapporti con la moglie credendo che così facendo guariranno dalla propria omosessualità. Il loro orientamento rimarrà sempre rigido ed immutabile come lo era a dodici anni, a dispetto di tutte le loro realizzazioni di infinite relazioni eterosessuali, che non significheranno affatto la guarigione dalla loro omosessualità. Il disagio sarà dimostrato da una vita matrimoniale agitata, di continuo litigio tra i due coniugi, e problemi ancora peggiori di tutti quelli che si possano descrivere.
Per questo motivo non bisogna mai commettere il gravissimo errore di sposarsi, quando si è a conoscenza di avere una omosessualità genuina, cioè permanente.
Come avrei potuto risolvere, a tal punto, questo gravissimo problema in cui mi trovavo?
Dal primo anno di liceo quando fui collocato in classe mista cominciai a combattere questa inutile battaglia contro il mio orientamento sessuale ormai calcificatosi rigidamente a dodici anni, e da quel momento portai un odio terribile verso il mio orientamento sessuale. La mia era quindi da classificare come omosessualità ego distonica, cioè non accettata dal soggetto, che non mi metteva affatto in sintonia con me stesso ed aveva quindi bisogno di un supporto psicologico.
Il mio medico curante, molto bravo, però, con il suo carattere dolce e molto educato, mi aiutò ad accettare la mia omosessualità, trasformandola, così, da ego distonica ad ego sintonica, cioè in sintonia con me stesso. Una volta accettata la mia omosessualità, io non ebbi mai più bisogno di un aiuto psicologico, però il problema si trasferì dal campo psicologico al campo sociale.
Io ormai avevo accettato il mio orientamento omosessuale, e lo avevano accettato anche i miei genitori, che hanno una mentalità molto aperta ed elastica ed hanno una grande istruzione.
Tutti gli altri, invece, inclusi parenti, cugini, compagni di lavoro, presunti amici che in realtà si sono comportati da veri nemici, e tutti i cittadini della mia città e di tutta la mia nazione e dintorni ed anche più lontano, non hanno affatto accettato il mio orientamento sessuale e dimostrano chiaramente che non lo accetteranno mai.
L’omofobia esiste, e purtroppo è spaventosa !!!
Il mio problema non è l’orientamento sessuale, ma l’odio inveterato che hanno tutte le persone che mi stanno attorno nei miei confronti, esclusi quelli di casa.
Essi dapprima nascondono la loro omofobia sotto la forma di una eteronormatività obbligatoria a cui vogliono costringermi spingendomi a tutti i costi a contrarre matrimonio, proibendomi persino di perseguire Valori morali Santi come la Castità, la Verginità, il Celibato e l’Aspirazione a diventare Sacerdote o Monaco di Clausura.
In un secondo momento smascherano la loro omofobia aggredendomi verbalmente e se possibile anche fisicamente, minacciandomi persino di uccidermi, o di ricoverarmi in un manicomio o in un istituto per handicappati, mettendomi allo stesso livello dei malati della Sindrome di Down, credendo erroneamente che la omosessualità sia genetica. Gli omosessuali, invece, geneticamente sono normali e non hanno affatto deficienze di testosterone, come si crede erroneamente. Anzi, se viene loro somministrato del testosterone, succede che il loro desiderio sessuale verso i maschi si risveglia ancora di più, ed aumenta a tal punto che essi non possono più reprimerlo.
La guarigione dal proprio orientamento omosessuale la si può ottenere soltanto con la castrazione chimica, poco importa se eserciti l’effetto collaterale di farti ingrassare: io, tutto sommato, sono ingrassato ugualmente, anche senza aver fatto uso della castrazione chimica. Alternativamente si potrebbe praticare la Castità, che fa assopire le tendenze omosessuali e le rende di nuovo latenti come lo erano negli anni prepuberali, cioè negli anni delle scuole elementari. Purtroppo la legge non consente la vendita di sostanze che frenino il desiderio sessuale, poiché le considera droghe, e le droghe sono severamente proibite, nel mio paese. Tutti gli alimenti che noi assumiamo, comprati dai supermercati e da altre fonti, contengono invece sostanze che hanno lo stesso effetto del viagra, per cui tutti noi subiamo involontariamente una continua stimolazione dei nostri desideri sessuali, che vengono così continuamente risvegliati, anche dalle dilaganti mode indecenti e dai cartelloni pubblicitari che continuamente attizzano la nostra sfera sessuale. Quale effetto esercita il viagra sugli omosessuali? Lo stesso effetto della somministrazione di testosterone: il loro desiderio sessuale verso i maschi si risveglia ancora di più, ed aumenta a tal punto che essi non possono più reprimerlo. Infatti, a me, è successa proprio questa cosa. Avevo cercato di fare il voto di Verginità, e ci sono riuscito soltanto per un breve periodo di anni, dopodiché tutte queste stimolazioni esterne della pubblicità, delle mode indecenti, degli alimenti in vendita che hanno lo stesso effetto del viagra, dell’obbligo insindacabile di trascorrere tutte le ore di lavoro in compagnia di donne, hanno risvegliato in me il desiderio sessuale verso i maschi a tal punto che io non sono stato più capace di reprimerlo.
Tutti questi nemici che mi sono attorno, non vogliono assolutamente permettermi questo lusso e questa comodità di praticare il Celibato e la Verginità, e mi proibiscono persino di perseguire Valori morali Santi come la Castità, la Verginità, il Celibato e l’Aspirazione a diventare Sacerdote o Monaco di Clausura, perché, in opposizione al loro sadismo, sarebbe troppo bello!
Vogliono invece farmi soffrire in tutte le maniere a loro possibili, prolungando la mia sofferenza durante questa mia vita sulla terra e vogliono prolungare la mia sofferenza anche dopo la mia morte, condannandomi all’Inferno per tutta l’Eternità. Quindi la mia sofferenza non terminerà mai !!! Come sarà possibile che il Padre Eterno, che è Perfettamente Giusto, permetterà tutto questo?
Io credo che lo psicologo dovrebbe essere anche un buon sociologo.
Io ho usato tutti i mezzi a mia disposizione per cambiare il mio comportamento, ed a livello psicologico ci sono riuscito.
Adesso si dovrebbe agire in campo sociale, cioè si dovrebbe correggere il comportamento aggressivo e micidiale della società omofoba, che si è messa in testa di sterminare come parassiti fastidiosi, anche se si presenta un solo sospetto, tutte le persone come me.
A dispetto della terribile omofobia esistente nella Chiesa, mi sono appropriato dello stesso voto di Celibato e di Verginità che hanno fatto i preti ed i monaci, ma non godo della stessa protezione, che hanno questi ultimi, contro le violenze sessuali e le molestie sessuali.
E’ vero, esiste una legge contro la violenza sessuale e contro le molestie sessuali, ma questa legge difende soltanto le donne non consenzienti che vengono molestate contro la loro volontà, e difende soltanto i bambini al disotto di una certa età da possibili comunicazioni con sconosciuti nei social network. Inoltre difende anche gli escort, che altro non sono che prostitute di sesso maschile, da proposte fatte loro dai sacerdoti, i quali però non vengono avvertiti prima del crimine. Anzi, questi escort si mostrano consenzienti finché il crimine viene consumato. Solo dopo la consumazione, questi escort vanno a denunziare, l’ignaro Sacerdote, alla Santa Sede, riducendolo allo stato laicale.
In conclusione, questa legge contro la violenza sessuale e contro le molestie sessuali difende solo le donne, i bambini e le prostitute di sesso maschile, cioè gli escort, i quali sono molto furbi e denunciano il Sacerdote, senza avvertimento, solo all’alba, trascorsa la notte, quando hanno ormai consumato il rapporto sessuale notturno, a cui si erano falsamente ed ingannevolmente dimostrati consenzienti, tendendo così una trappola all’ignaro Sacerdote.
Questa legge non verrà mai a difendere me da tutte le persone che mi vogliono sottoporre ad un matrimonio costretto, perché queste persone sono ignoranti e non capiscono che l’omosessuale genuino, cioè colui la cui omosessualità è di tipo permanente o maligno, che dura tutta la vita e persiste anche dopo il matrimonio, non deve assolutamente sposarsi, altrimenti commetterebbe l’errore più madornale di tutta la storia dell’Umanità, con drammatici problemi per tutta la sua vita matrimoniale.
Purtroppo molti omosessuali genuini cedono a queste pressioni della società e contraggono ugualmente matrimonio, nonostante l’Enciclopedia Medica Edizione del 1972 anno in cui l’omosessualità era ancora considerata una malattia, proibisca chiaramente di spingere un omosessuale genuino al matrimonio, ed alla fine, in questo clima di spaventosa ignoranza, potrà accadere che cederò anche io alle fortissime ed energumene pressioni, contraendo un matrimonio sotto costrizione.
A questo punto, questa presunta legge contro le violenze sessuali, non verrà mai a difendere me, dalla violenza domestica che mi farà mia moglie quando mi rifiuterò di concedere a lei i rapporti sessuali che pretenderà, dato che io ho contratto questo matrimonio contro la mia volontà, quando invece, i miei progetti erano il Voto di verginità, di Celibato e il progetto di diventare Sacerdote o Monaco, il progetto di vivere la Spiritualità Indiana e Tibetana, che attua l’astinenza dal sesso e la ritenzione del proprio liquido seminale per poter fare le esperienze con l’anima fuori dal corpo, cioè le Proiezioni Astrali, tutte cose che la società occidentale in cui mi trovo, non conosce, e circa le quali non accetta assolutamente di essere informata, perché non ci crede.
Questa legge contro le molestie sessuali, inoltre, non verrà mai a difendere me dalle continue molestie che subisco io ogni qualvolta, in primavera, estate ed autunno, esco per strada e mi trovo circondato, da tutti i punti cardinali, da sciami di cavallette femminili che seguono le mode indecenti mettendo in mostra gambe e cosce nude, e che addirittura progettano, in futuro, di mettere allo scoperto anche la loro parte genitale, senza essere punite, che molto spesso vengono a strusciarsi contro di me, che anche se chiudessi gli occhi, non posso assolutamente scansarle e non posso assolutamente sottrarmi alla loro continua molestia, né posso assolutamente denunciarle.
E’ una legge che funziona a favore loro, ma assolutamente non funziona a mio favore.
Funziona soltanto a favore dei bambini, per difendere i quali ha ingaggiato una esagerata campagna in tutti i social network che per questo motivo violano letteralmente la privacy di tutti gli iscritti, chiedendo loro obbligatoriamente il numero del telefonino, che io non darei mai a nessuno, chiedendo loro obbligatoriamente la foto reale del viso, che si mette soltanto sopra la propria Carta di Identità, e se questi requisiti obbligatori non li osserverai, incapperai ben presto in utenti furbissimi, addestrati e minacciosi, disposti immediatamente a segnalarti, denunciarti, bannarti e bloccare il tuo profilo. Se non riveli quale è la tua Carta di Identità, cioè se non metti la stessa fotografia che metti in quel tuo Documento Ufficiale e Privato, in breve tempo troverai il tuo profilo irreversibilmente bloccato e non potrai mai più accedere alle tue credenziali. Tutto questo serve per difendere i bambini da possibili molestie sessuali da parte di pedofili nascosti, ho capito, ma perché non difendono anche me dalle continue molestie e violenze sessuali che io subisco giornalmente? Non ho, io, gli stessi diritti di loro, oppure i miei diritti sono stati cancellati ed aboliti? Sono io un essere inferiore a tutti gli altri?
Come conseguenza di tutto ciò, sono costretto ad assistere al terribile paradosso che tutti i miei conoscenti e parenti, continuano tranquillamente a fare lunghe conversazioni su tutti questi social network senza mai essere né segnalati, né denunziati, né bannati e né bloccati, mentre io, a qualunque Social Network tento di iscrivermi, dato che non voglio rivelare quale è la mia Carta di Identità, cioè non voglio mettere la stessa fotografia che metto in quel mio Documento Ufficiale e Privato, in breve tempo troverò il mio profilo irreversibilmente bloccato e non potrò più accedere alle mie credenziali.
Devo rinunciare all’uso dei Social Network, mentre vedo ben chiaramente che tutti gli altri non rinunciano, e li usano tranquillamente.
Guarda un po’ che vita devo condurre io, separato per sempre da tutto il resto del mondo sia reale che virtuale, e privato della possibilità di fare qualsiasi conversazione !!!!
Il problema quindi non è di natura psicologica ma è di natura sociale, e sono convinto che lo psicologo dovrebbe essere anche un buon sociologo per poter fare il suo lavoro in maniera perfetta e completa.
Voi mi direte: queste conversazioni, valle a fare con uno psicologo personale, a pagamento. Ma io non voglio che lo psicologo conosca la mia identità, altrimenti succederà come nel film: L’arancia meccanica, in cui quel ragazzo protagonista, rivelò alla psicologa il fatto che non sopportava l’ascolto della Nona Sinfonia di Beethoven. Quale ne fu la conseguenza? Ne conseguì che la stessa psicologa, dispettosa per carattere, sottopose questo ragazzo ad un elettroshock in cui, contro la sua volontà, lo costringeva ad ascoltare la Nona Sinfonia di Beethoven che per lui era terribilmente fastidiosa, tanto che il ragazzo tentò il suicidio gettandosi dalla finestra.
Se la società è così sadica come nel film: L’arancia meccanica, allora vuol dire che mi conviene tenere la bocca chiusa e non fare alcuna conversazione con nessuno.
Se, invece, mi è possibile avere ancora dei collaboratori, nei quali ormai non speravo più, posso conservare ancora un po’ di fiducia, e in tal caso sono contento di aver avuto l’inaspettata opportunità di fare questa conversazione con Voi, e ben venga la Vostra Risposta.

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