Forse ho sbagliato scelta universitaria

Inviata da Alice il 5 nov 2018 Orientamento scolastico

buonasera, sono una ragazza di 19 anni e quest'anno frequento il primo anno di università, in particolare studio Filosofia. Ho scelto questo corso di laurea dopo tre anni di grossi dubbi che mi hanno condotta a crisi talvolta depressive intorno alla mia carriera negli studi dopo il diploma di liceo classico. Ho passato i primi due anni del liceo a credere di voler studiare medicina all'università, probabilmente più perché mi pareva quella più interessante fra le lauree "utili per il lavoro" e anche per essere coerente con il mio andamento scolastico che è sempre stato molto buono. Eppure, al terzo anno, mi sono venuti dubbi serissimi sulla mia effettiva passione intorno a questa scienza che si sono inaspriti quando ho cominciato a studiare per il test, non trovando motivazione in quello che facevo, né volendo far spendere denaro ai miei genitori per qualcosa in cui in fondo non credevo, avendo amato io da sempre le materie umanistiche. Così ho passato il quinto anno a pensare con infinita titubanza di iscrivermi a Giurisprudenza, fino a quando, dopo vari colloqui con orientatori e psicologi per cercare di mettere fine a quest'ansia da esigenza di scegliere in fretta, non mi sono decisa a studiare ciò che credevo amare di più ossia la filosofia, chiudendo un occhio sul futuro lavorativo, in quanto credevo che la chiave del successo fosse quella di fare le cose con passione e quindi bene.. Eppure, dopo la prima settimana di università sono entrata nuovamente in crisi, sono continuamente invidiosa dei miei ex compagni di liceo che studiano in università che gli consentiranno di trovare lavoro con molta più facilità, pur essendosi impegnati sempre meno di me negli studi. Sento un peso immenso nel paragone con gli altri, specie con i miei amici ed il mio ragazzo: mi sento inferiore a loro, non più loro pari, a causa degli studi che sto affrontando, anche se so che può sembrare (e probabilmente è) una sciocchezza. Io fra l'altro non ho il desiderio di insegnare, anzi mi sembra una prospettiva molto triste e frustrante, mi vedrei forse maggiormente a lavorare nell'editoria o nel giornalismo, meglio in ambito accademico, o in qualche archivio, tutte prospettive che mi sembrano assolutamente utopistiche in questo paese. Io amo la filosofia, ma talvolta la odio, proprio per la sua mancanza di praticità, perché tutti credono di poterla fare e perché mi sta inducendo ad un senso d'inferiorità verso gli altri immenso. Sento anche di deludere i miei genitori, anche se essi mi stanno appoggiando in tutte le mie scelte, perché forse si aspettavano da me una carriera brillante. Ma dico fandonie, perché in realtà sono io che avevo delle prospettive troppo alte verso me stessa e che ne sto pagando le conseguenze emotive

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Buongiorno Alice, a me sembra invece che lei abbia fatto la scelta giusta. E' sacrosanto assecondare e rispettare le proprie attitudini e le proprie aspirazioni. Ha fatto, a mio avviso, molto bene a scegliere di non iscriversi alla facoltà di medicina se non ne era convinta. Mi spiega quali garanzie di opportunità lavorativa forniscono al giorno d'oggi le altre facoltà universitarie? Credo nessuna; tanto vale studiare ciò che ci piace e crederci fermamente. Soltanto se si crede fermamente in ciò che facciamo si ottengono dei risultati. Avere dei dubbi alla sua età è normale ed anche molto sano, aggiungerei! Frequenti il suo corso di studi con gioia e determinazione! La sua ottima formazione umanistica le permetterà in seguito di indirizzarsi verso il percorso professionale e lavorativo adeguato e più rispondente alle sue aspettative. Le faccio tantissimi auguri.

Dottoressa Noccioli Daniela Psicologo a Cascina

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Carissima, capisco la sua titubbanza quando si è così giovani si hanno tante strade davanti, ma si ha paura di non fare quella giusta. Di intraprendere un cammino sbagliato. La scelta della facoltà universitaria è difficile per tutti. D'altronde non si tratta di una scelta facile, l'Università richiede sacrificio, impegno. Non si può fare una scelta del genere senza consapevolezza di ciò. Inoltre, questa scelta coincide oramai, con la "scelta" del proprio futuro. Come se la scelta della facoltà ci da subito un ruolo nella società. Ma è veramente cosi? Una studentessa di filosofia deve fare per forza l'insegnante? Perché non può fare altro o per lo meno, provare a fare altro? Perché in Italia....e perché non all'estero? Il futuro non ha certezze per nessuno, benché meno per i suoi colleghi di medicina.. Io conosco psicologi, medici, avvocati ed insegnanti disoccupati, così come ne conosco altri che si arrabbattano e altri ancora che lavorano e gli conoscerà anche lei. Il punto è meglio una vita rincorrendo il lavoro o seguendo il proprio talento? Perché sprecare il proprio talento per un lavoro qualsiasi, quando si può fare del proprio talento un lavoro?
Dunque, quale pensa sia il SUO talento? Cosa le dice il suo cuore e non le strategie probabilistiche per il lavoro? Chi vorrebbe essere un domani? In cosa sente di riuscire ad impegnarsi seriamente?
Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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Gentile Alice,
personalmente penso che la scelta migliore sia quella di studiare la materia che più piace e appassiona ma penso anche che se c'è sufficiente autostima e determinazione nel voler raggiungere l'obbiettivo si può studiare con successo qualsiasi materia.
Il fatto stesso che lei, apparentemente solo per aver scelto filosofia, si sente inferiore ai suoi amici rivela un basso livello di autostima e una certa rigidità di pensiero.
Per tale motivo è consigliabile un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Alice, leggendo la risposta data dalla Collega penso che tutto sommato abbia ragione. Tuttavia vorrei aggiungere qualcosa. Probabilmente ha fatto bene a lasciar perdere Medicina, perché richiede veramente una grossa vocazione. Gli anni di studio sono stressanti sia fisicamente che mentalmente. Deve piacere veramente, insomma. Però mi è venuto in questo momento un flash. Potrebbe studiare naturopatia, ci ha pensato? Si tratta grosso modo di un impegno corrispondente ad uno o due anni di università. In questo modo potrebbe capire anche se ama le materie biologiche senza troppo dispendio di energie. Oggi il settore è in forte crescita. Il problema è che sono pochissime le Scuole serie in Italia, privatamente potrei darle qualche indicazione. Se invece mentalmente mi ha già risposto di no, forse fa bene a continuare FIlosofia. Con una integrazione, però. Le consiglio vivamente di impegnarsi in qualche lavoretto pratico che le piace e che potrebbe essere attinente alla scrittura. Credo che se pensa solo all'Università, rimandando le questioni lavorative e pratiche al termine della stessa, rischia di avere una grossa crisi, come è successo a me. Agisca per tempo! Io ho studiato Psicologia e, nel corso di essa, naturopatia. Mi è utile ogni giorno. Cordialmente

dr. Leopoldo Tacchini. Psicologo clinico, naturopatia, disturbi dell'apprendimento, metodo Tomatis

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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