Fissazione per un mio professore.

Inviata da Marco il 2 ago 2017 3 Risposte

Salve a tutti. Premetto che potrei dilungarmi parecchio su questo episodio, quindi vi ringrazio in anticipo per la vostra pazienza. Sostanzialmente ho appena finito il quinto liceo... Quest'anno abbiamo cambiato il nostro professore di matematica; il nuovo arrivato si è presentato come il classico "bonaccione" di turno: faccia simpatica, di corporatura robusta... Quasi buffo. Il classico professore che, con mio grande dispiacere, viene molte volte snobbato o sottovalutato dagli elementi della classe. Inizialmente non do molto peso alla cosa... È un professore come un altro. C'è da dire che ho sempre trovato affascinante il rapporto con questa figura professionale... Non sfociando mai,tuttavia, in quello che da noi viene definito "lecchinaggio". Ho sempre amato imparare e approfondire (almeno professionalmente) il rapporto con queste persone senza mai andare oltre, in quanto molto poco professionale dal mio punto di vista. Insomma... Inizialmente, tutto nella norma. Col passare del tempo (NON SO PER QUALE STRANO MOTIVO) inizio a provare nei suoi confronti una certa empatia. Ci capiamo al volo, abbiamo lo stesso tipo di umorismo, cerca spesso la mia attenzione durante le sue lezioni (forse perché ero uno dei pochi a seguirlo)... In sostanza, credo di stargli simpatico. Scopro casualmente che abita nel mio stesso paese (la nostra scuola è collocata in uno adiacente) e che siamo quindi "vicini di casa". Inizio, con il passare del tempo, ad aspettare quelle quattro ore a settimana per poterlo vedere... Perché con quella sua faccia da "simpaticone" mi fa sentire bene, anzi benissimo. Questa persona mi ha trasmesso una serenità che non provavo da tempo semplicemente con il suo sorriso e i suoi modi di fare. Ed è da qui che parte il declino. Inizio a pensarlo in ogni momento della giornata... La sua figura inizia ad ossessionarmi. Inizio quasi a spaventarmi di questo mio comportamento: con i professori sono sempre stato estremamente cordiale e "professionale", portando avanti gli studi per mia etica e non per rendere contenti loro o i miei genitori... Cosa che ha funzionato, visto che sono uscito con 100. Con lui è diverso: sento il bisogno di renderlo fiero di me, quasi a ringraziarlo per tutti gli aiuti che mi ha dato nella sua materia. Divento geloso perfino dei suoi atteggiamenti "carini" nei confronti di alcuni miei compagni, oltre che dei suoi figli (immaginandoli come ESTREMAMENTE FORTUNATI nell'avere un padre così amorevole). Con mio padre non ho mai avuto problemi di sorta, ma è sempre stata una persona dedita al duro lavoro e molto distaccata per carattere. Con lui ho un rapporto "silenzioso": non ci confidiamo mai su nulla, ma è sempre presente nel momento del bisogno. Il tempo passa... Arriviamo all'ultimo giorno di scuola. Un mio amico lo abbraccia, io non ci riesco... Va contro ogni mio principio. Ma la cosa non può finire qui: lo contatto la sera stessa per email, chiedendogli il numero di cellulare. Lui acconsente, io gli invio un messaggio dove esprimo (circa) la mia stima per lui (che lui ha ricambiato) e dove propongo di continuare a vederci al di fuori della scuola. Accetta. Ed effettivamente tutto ciò accade... Ci siamo visti quattro volte quest'estate. Ma ancora non sono soddisfatto: non sono sicuro che voglia continuare a vedermi. Non vorrei stesse solo soddisfando il capriccio di un ragazzo che, in lui, ha trovato una persona amabile e degna del mio rispetto. Sono sempre io a doverlo contattare; mai una volta che lui faccia il contrario. Alla fine di questi appunti, lui dice "un abbraccio e in bocca al lupo per futuro", come se non dovessimo più vederci. Non voglio essere invadente e non so COME E SOPRATTUTTO SE portare avanti questa "amicizia". Non ha scopo, ma per me ha senso... Per lui è come se fosse una presa in giro. Ho paura che qualche altro studente possa prendere il mio posto nel suo cuore... Che lui non veda in me niente di speciale (come invece vorrei che fosse). Ha distrutto ogni mia certezza caratteriale. Pensavo di essere "un duro"... Ora mi sono "invaghito" di lui (non fisicamente, sono etero) e non so come fare. Per quanto tempo dovrò portare avanti tutto questo? Ne vale la pena? Lo disturbo? Ogni rapporto è nato per spezzarsi? Spero di no. Non vedo perché separarmi dal mio maestro. Lo penso quasi tutti i giorni... Un incubo... Sento il bisogno di renderlo partecipe della mia vita... In lui vedo aspetti che io ho perso. Che ne pensate?
Grazie mille e scusate il papiro

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Gentile Marco,

Ho notato che non ha parlato della sua vita sentimentale, ma solo di questa "amicizia" che Lei vorrebbe fosse qualcosa di esterno all'ambito scolastico.

E' difficile avere una visione chiara del significato che Lei ha attribuito a questa relazione, non potendo parlarle di persona, tuttavia penso che sia la risposta ad un bisogno personale specifico.

Credo che Lei abbia bisogno di una relazione importante. Forse anche la "scelta" di investire emotivamente su una persona "impossibile" potrebbe avere un motivo.

Le consiglio di chiarirsi questi punti, anche con l'aiuto online di uno psicologo, per capire come gestire la cosa e da quale bisogno è nata.

Il rapporto che sta cercando potrebbe essere facilmente frainteso dal suo professore.

Le consiglio di chiarire Lei per primo cosa cerca e perché e, successivamente, potrà coinvolgere o meno l'altra persona, offrendogli una relazione chiara e con confini definiti.

Cordialmente,

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino

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Caro Marco,
In età giovanile gli insegnanti rappresentano spesso delle importanti figure di riferimento.
D'altra parte lei racconta di un padre caratterialmente distaccato, anche se presente. Forse con questa persona lei ritrova qualcosa che le e' mancato emotivamente, soddisfa dei bisogni inespressi.
Viva il presente, le relazioni implicano delle fasi, non sono necessariamente eterne. Non investa troppo in termini emotivi.
Provi a chiarirsi il significato della relazione se ne ha l'opportunità anche con l'aiuto di una psicologa.
Cordialmente
Dott.ssa Costa

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3 AGO 2017

Logo Dr.ssa Donatella Costa Dr.ssa Donatella Costa

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Caro Marco,
penso che questo "amabile" e " simpatico" professore possa rappresentare per Lei una figura di ruolo importante, non distaccata come le altre, un'autorità umana che non considera solamente i profitti e il Suo rendimento. Va da sè che ciò porti gratificazione a livello relazionale, che forse é un Suo bisogno. Rifletta su questo. Credo anche che debba tener presente che questo professore ha un ruolo definito da rispettare e che abbia già condiviso molto nel rapporto extra scolastico. Penso che il Suo bisogno di tenerlo in stretta e quasi esclusiva relazione Le dìa il segnale che forse nella Sua vita la dimensione affettiva va nutrita nelle Sue relazioni. In famiglia e al di fuori. Un caro augurio

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3 AGO 2017

Logo Dott.ssa Elisa Fagotto Dott.ssa Elisa Fagotto

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