Fino a che punto un terapeuta può parlare di sé stesso?

Inviata da Marcantonio · 4 mag 2021

Salve, non capisco il comportamento del mio terapeuta 33enne. Condivide troppo fatti personali. All'inizio non era un problema, anzi, credevo lo facesse per mettermi a mio agio, l'atmosfera in generale nello studio è abbastanza leggera. Si limitava comunque a discutere sulle attività sportive che pratica e sulla sua passione per le arti marziali e la filosofia orientale (che interessa molto anche a me). La situazione però degenera quando tocchiamo l'argomento sessualità. Le ultime volte (l'ho trovato un pò agitato in queste settimane) ha iniziato a raccontare le sue prodezze sessuali! Mi ha raccontato della sua prima volta con la cugina, della sua passione erotica per le donne mature (che io trovo orripilanti), della volta che è stato beccato a toccarsi dalla nonna e altro ancora. Quando discuto sui miei gusti sessuali fa paragoni non richiesti su quello che piace a lui. Io sono abbastanza timido, ho avuto sempre difficoltà a parlare di certi argomenti a causa dell'ambiente restrittivo in cui sono cresciuto e non ho mai fatto educazione sessuale a scuola. Spesso sono in disaccordo con le sue idee decisamente più libertine. Non ho nulla contro di lui però, davvero, trovo insolito da parte di un professionista accennare alla propria vita sessuale! Mi ha fatto venire i complessi di inferiorità, io soffro parecchio il confronto con le altre persone e mi sono sentito a disagio. Ho subito un intervento ai genitali e ho bisogno di qualcuno che mi dia consigli sui miei problemi intimi e con le ragazze. Non ho voglia assolutamente di andare da una terapeuta di sesso femminile, lo trovo troppo imbarazzante. Per il resto è un uomo in gamba, nella vita privata è un istruttore di karate, se ne intende di bullismo (di cui ho sofferto molto da piccolo) e c'è un buon feeling tra di noi. Solo che questo suo atteggiamento goliardico e da spogliatoio mi insospettisce e lo trovo fuori luogo. Sono molto affezionato a lui, mi trasmette protezione, lo vedo come una sorta di fratellone, non riesco ad andargli contro e mi lascio condizionare facilmente dalla sua persona, lo trovo forte. Ho una storia familiare complicata, non ho altri legami maschili nella mia vita. Non è mia intenzione lasciare lo studio, però ho bisogno di fargli notare la questione e dirgli che mi imbarazza. So che negli ultimi tempi sta prestando servizio presso un reparto covid (non mi sembra il tipo di persona adatta a lavorare con anziani e malati sinceramente). Aspetto consigli. Grazie per aver letto.

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Miglior risposta 4 MAG 2021

Gentile Marcantonio,
un terapeuta, durante un percorso psicologico, può parlare di sè, ma solo quando questo è funzionale alla terapia stessa. Questo non è il Suo caso, perchè il comportamento del suo terapeuta lo mette a disagio, con il rischio poi di compromettere le sedute di terapia. Dato che, come ci ha raccontato, tra di voi vi è un buon rapporto e Lei si fida di lui, gli parli apertamente di questo suo disagio. Per il suo terapeuta, venire a conoscenza di ciò è una fonte molto importate di informazioni riguardo a se stesso e al suo modo di porsi in relazione. Gli permetterà di rifletterci e recuperare il rapporto con Lei. Ci faccia sapere! Un caro saluto,
Dottoressa Erica Simoni

Dott.ssa Erica Simoni Psicologo a Parma

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5 MAG 2021

Buongiorno,
credo che quello che lei scrive sia da prendere molto seriamente, in seduta il rapporto tra il terapeuta e il paziente deve essere equilibrato e reciprocamente costruttivo.
Se lei vive del disagio per le esternazioni del suo terapeuta ne parli apertamente e si confronti per riportare il rapporto terapeuti in una dimensione da persona a persona.
Credo che così facendo possa aiutare anche il terapeuta stesso a ritornare nella giusta dimensione di setting terapeutico.
Resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Dr. Massimiliano Compagnone
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Dott. Massimiliano Compagnone Psicologo a Aulla

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