Fine di un amore, come elaborare il lutto amoroso.

Inviata da Lucia · 1 ago 2012 Elaborazione del lutto

Mi chiamo Lucia, e vorrei dei consigli per uscire da questa situazione. La mia era una situazione extra per entrambi...durata parecchi anni, circa dieci.
A casa purtroppo le cose sono parecchi anni che non funzionano, troppo diversi per carattere, lui e un marito padrone condizionato dalla madre e mi ha sempre sminuito e adesso lo fa anche di fronte ai figli.
Dolore ulteriore..comunque un passo alla volta sto mettendo le cose a posto per poter andare via e crearmi una vita indipendente. Per il momento i miei beni sono legati alla sua attività' e chiudere subito perderei parte di essi.
Come posso trasformare il mio dolore per rendermi una persona migliore..devo per forza fare un percorso di psicoterapia?

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Miglior risposta 1 AGO 2012

Cara Lucia,
immagino quanto sia per lei doloroso questa fase di vita, caratterizzata da rotture sia di questa relazione durata tanti anni e del suo matrimonio. Descrive suo marito come un padrone che non ha mai apprezzato le sue qualità, attaccato ancora alla propria mamma, che tende a sminuirla anche davanti ai figli come se questo uomo non l'avesse mai sorretta.
Chiede dei consigli per uscire da questa situazione, qui in questo setting è molto difficile aiutarla in questo processo di cambiamento. Occorre un ulteriore luogo, dove lei possa esprimere il suo stato emotivo, il suo mondo.
Mi ha colpito molto la sua ultima affermazione:"devo per forza fare un percorso di psicoterapia?". L'intraprendere un percorso di conoscenza di se stessi viene iniziato qualora la persona sia motivata a svolgere questo tragitto e non forzata. Certo questo percorso è trasformativo e solitamente porta ad una crescita, perchè cambia le lenti attraverso le quali si guarda il mondo, gli eventi dolorosi vengono significati ed elaborati. Un professionista aiuta la persona in tutto questo, la prende per mano e la conduce in questo sentiero.
UN caro saluto
Dr Elisabetta Bellagamba

Dr.ssa Elisabetta Bellagamba Psicologo a Castiglion Fiorentino

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28 GEN 2014

Gentile signora Lucia,
ogni situazione di abbandono - particolarmente sentimentale, quando "finisce un amore" - porta a elevato disagio fino ad assumere i contorni del disturbo psicologico, in caso di vulnerabilità personale.
Comunqne c'è bisogno di un percorso psicoterapico di "desensibilizzazione" e "rielaborazione" cognitiva e comportamentale, ma anche emozionale di quanto successo.
A monte tuttavia si tratta di capire se anche in passato ci sono state situazioni per cui potrebbe emergere una ipersensibilità all'abbandono, quindi vulnerabilità personologica. Pertanto conviene, sempre a monte, capire oltre alla storia che ha portato all'abbandono anche la storia personale per poi analizzare (assieme al Terapeuta) anche eventuali caratteristiche personologiche significative e determinanti per qualsiasi prognosi.
Infine tutte le informazioni raccolte (anche tramite test psicologici, qualora necessari) diventano molto utili per impostare una strategia terapeutica vincente risolvendo per sempre il disagio contingente che la fa soffrire.
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia (udine)

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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7 AGO 2012

Gentile signora, la psicoterapia non è d'obbligo, però potrebbe esserle utile per riuscire a venire fuori da questa situazione dolorosa!
Un in bocca al lupo!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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6 AGO 2012

Cara Lucia,
quello che sta cercando di fare con tutte le sue forze - rendersi una persona indipendente - è sicuramente doloroso e difficile...di certo una psicoterapia non è mai "obbligatoria" ma può facilitare quel percorso di cambiamento che evidentemente in lei è già in atto; un professionista la aiuterebbe a vedere con più oggetività se stessa e le siuazioni che la riguardano, e allora perchè no? Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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3 AGO 2012

Gent.le lucia
la sua mi sembra effettivamente una situazione molto difficile e dolorosa e andrebbe analizzata attentamente.
Secondo me, aldilà dell'impegno di tempo e denaro che vanno investiti in una psicoterapia, dovrebbe pensare ai vantaggi che ne deriverebbero per lei in quanto potrebbe comprendere la "dinamica" di queste relazioni e soprattutto per quali motivi si è trovata in queste terribili circostanze, da una parte legata ad un marito-padrone e dall'altra con un amante che poi è sparito.
Questo momento così emotivamente duro da gestire, deve dunque insegnarle una lezione importante: che lei è al primo posto nella sua vita in quanto persona di valore.
Pensi che bel passo avanti arrivare a capire, con un valido aiuto, il perchè si è lasciata così tanto maltrattare.
Essere poi, superato tutto, molto più sicura di sè e libera per una relazione decisamente più equilibrata di quelle finora vissute.
Bello no?
Cordialissimi saluti!
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 AGO 2012

Un percorso psicoterapeutico può essere la strada per elaborare il dolore in maniera "sana" , per permettere al dolore di seguire percorsi che portino ad un cambiamento positivo come fine del tragitto dell'elaborazione e del definitivo distacco da suo marito. A volte è la vita con le esperienze che ci porta a farci raggiungere la serenità che desideriamo, ma se ciò non accade e siamo travolti dal dolore e non riusciamo a capire la giusta direzione da intraprendere per il nostro bene, è opportuno chiedere un aiuto. La psicoterapia non è un percorso forzato, è un percorso che si intraprende con la consapevolezza che si ha bisogno di un supporto professionale, perchè da soli a volte non si riesce a raggiungere ciò che si desidera e per evitare che percorsi affrontati in maniera errata ci portino strascichi e zavorre nel futuro.

cordiali saluti, D.ssa Angela Bianco

Dott.ssa Angela Bianco Psicologo a Casalecchio di Reno

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2 AGO 2012

Cara Lucia,
di certo è un momento denso di eventi e di scelte importanti per lei. Anche a livello pratico, di organizzazione e di riorganizzazione emotiva di vita.
Una cosa per volta.
La chiusura della Sua relazione extra è sicuramente un evento doloroso; ma la veda così: ora si trova ad aver chiara una situazione matrimoniale che da lungo tempo non la rende serena e che ha lasciato in sospeso, attraverso l'altra rlazione.
Non guardi alla psicoterapia con resistenza e pesantezza: è un aiuto prezioso in questo momento; per essere sostenuta, riacquistare forze e fare chiarezza verso eventuali altre Sue direzioni di vita.
Cari auguri

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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2 AGO 2012

Cara Lucia, il suo dolore potrà essere trasformato in una nuova sensazione di “sentirsi viva” nel momento in cui lei si concederà di cambiare, anche passando da un percorso di psicoterapia. Un percorso che farà chiarezza dentro di lei, nei suoi pensieri e sentimenti, attraverso lo scorrere delle varie attività della vita quotidiana.
Mi sembra di capire che la parte più materiale ed economica invece abbia già iniziato a gestirla al meglio da sola.
Un caro saluto,
dott.ssa Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta – Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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2 AGO 2012

Cara Lucia, il dolore, se giustamente elaborato solitamente ci rende "migliori", ma è proprio questa elaborazione, con tutti i sui significati, che necessita di un accompagnamento, di un catalizzatore. Considerando le difficoltà in cui si trova e la disposizione che mostra a fare un lavoro su di sè le consiglio il percorso psicoterapeutico. Affettuosi saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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2 AGO 2012

Cara Lucia, una psicoterapia non si fa per forza, e' una scelta, un riconoscere di non farcela da soli, di avere voglia di cambiare e rendersi conto di avere bisogno di un aiuto. Il primo passo viene da lei e poi tutto il resto. I miei migliori auguri.

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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1 AGO 2012

Cara Lucia, credo che in questo momento di grande cambiamento e forte evoluzione lei possa attraversare il suo dolore, guardarlo, starci dentro...in questo modo potrà trasformarlo in qualcosa di positivo per sé. Un percorso di psicoterapia non si fa "per forza" (se non in alcuni casi, ma non è il suo!), si fa per piacere, si fa per affrontare al meglio una situazione, si fa per acquisire strumenti nuovi, si fa per scovare risorse che non si sa di avere...ed è un piacere...almeno questo è il mio punto di vista.
In bocca al lupo di cuore. Giuliana dott.ssa Palumbo

Psiche In AscolTo Psicologo a Torino

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1 AGO 2012

Se riconosce da sola le sue risorse e le utilizza, non è necessario un percorso terapeutico. esso è utile e necessario se la persona non riesce a vedere le risorse di cui dispone (e tutti disponiamo di risorse personali). Spesso le crisi sono delle opportunità, se si vuole guardare avanti verso un obiettivo e si è quindi motivati. Si parte da lì.

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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1 AGO 2012

Salve Lucia...
Mi rendo conto di quanto possa essere difficoltoso affrontare la situazione che da tempo si trova a vivere. Ci chiede se "per forza" deve intraprendere un percorso terapeutico. Un percorso terapeutico, in realtà, si sceglie...a volte ci viene consigliato, ma rimane sempre e comunque una scelta personale. Credo che un supporto psicologico potrebbe esserle d'aiuto, ma solo ed esclusivamente se lei ha il desiderio e la motivazione per affrontarlo.
La saluto affettuosamente.
Dott.ssa Stefania Corda

Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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