Figlio di 8 anni che piange in continuo

Inviata da Cinzia · 10 nov 2016 Psicologia risorse umane e lavoro

Buongiorno, scrivo perché sono completamente demoralizzata dal comportamento di mio figlio, al punto da non sapere più cosa fare. Piange per qualsiasi motivo, per una figurina, per una partita persa alla Wi u, perché non ha voglia di studiare e fare i compiti. Ho cercato in tutti i modi di fargli capire che non si piange senza motivo, gli porto l'esempio di suo fratello di 6 anni e mezzo che è sempre contento, nonostante essendo più piccolo, riceve sempre i rimasugli di vestiti e di giochi di suo fratello. E' arrivato al punto che quando il fratello maggiore piange per una figurina, lui gli regala le sue... Ieri sera ha pianto un'ora perché non voleva studiare una pagina e mezza di italiano, messo in castigo, sgridato, niente continuava a piangere. Alle 9 e mezza quando era ora di andare a letto ha iniziato a dire che voleva studiare al che io mi sono rifiutata e l'ho mandato a dormire. Mi sono detta, riposando, domani mattina ci svegliamo 10 minuti prima e studiamo insieme. Stamattina dinuovo capricci e pianti, al punto che non volevo neanche più mandarlo a scuola... Purtroppo mi accorgo che qualunque sia la mia reazione non ottengo risultati, né con la linea dura, né cercando di essere comprensiva... Sono davvero preoccupata

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Miglior risposta 11 NOV 2016

Cara Cinzia, ho anch'io un nipotino di 8 anni con il quale è difficile interagire. Si lamenta, piagnucola per nonnulla mentre il fratellino più piccolo è sempre contento come una pasqua. Cosa fare? Organizzare con lui la giornata può essere un espediente. Poche regole, contrattate insieme ma fatte rispettare. Per cui un po' di relax al ritorno da scuola, compiti e poi svago. Magari inserire qualche piccola novità come far venire un amichetto per una pizza e magari prepararla insieme. Non fare paragoni con il fratellino ma responsabilizzarlo e dargli l'importanza di essere il primogenito. Piccole cose, tranquillità ma fermezza. Sarà sicuramente un bambino molto sensibile e mi rendo conto dello stress che può dare. Se in qualche mese, magari favorendo un po' l'emancipazione come iscriverlo agli scout o farlo dormire da qualche amico o parente, la situazione non dovesse migliorare. potreste fare, lei e suo marito, qualche colloquio con uno psicologo dell'età infantile. Anche favorire la complicità fra suo figlio e il padre può essere senz'altro utile, come fare piccoli lavori insieme o uscire per un cinema. Auguri dr. Annalisa Lo Monaco

Dott.ssa Annalisa Lo Monaco Psicologo a Roma

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11 NOV 2016

Gentile Cinzia,
forse il suo bimbo si sente costantemente paragonato al fratello minore, sempre sorridente e felice. E voi usate la "linea dura" e "la linea morbida" in un'altalena di situazioni e vostro figlio non sa più cosa aspettarsi. Probabilmente è un bimbo un po' ansioso, che ha bisogno di sicurezza e rinforzi positivi, ma i messaggi che riceve sono : tuo fratello è più bravo di te... adesso ti coccolo... adesso ti metto in castigo... tutte situazioni che lo destabilizzano e metterebbero in ansia chiunque, e lui in particolare... e alla fine manifesta il disagio col pianto. Vi consiglio di farvi aiutare da uno psicologo della zona che vi aiuterebbe ad analizzare le singole situazioni, a vedere le dinamiche che si innescano e portano al pianto con l'obiettivo di disinnescare le catene di eventi. Vi aiuterà inoltre ad organizzare forse meglio la giornate creando ruotine rassicuranti che tengono sotto controllo l'ansia del bambino.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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10 NOV 2016

Cara Cinzia,
anche se puó essere difficile per lei comprenderli o immaginarli suo figlio probabilmente sentirà di avere dei motivi per sentirsi triste ed arrabbiato e quindi piangere. Immagino sia difficile capire come poterlo aiutare senza prima avere chiaro il perché di questo suo atteggiamento. La inviterei a considerare la possibilità di rivolgervi ad un terapeuta che possa esservi utile in questo. Nel frattempo le suggerisco di considerare la possibilità che il confronto con il fratellino minore sempre contento possa non far sentire suo figlio compreso, sopratutto se partiamo dal presupposto che lui si senta giustificato a piangere e sentirsi frustato dal momento che probabilmente un motivo sente di averlo.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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