Figlio che accetta la sottomissione completa dalla ragazza

Inviata da Leonardo · 11 mar 2016 Terapia di coppia

Mio figlio 28 anni laureato, mantiene una relazione con una ragazza 23 anni laureata, in maniera molto travagliata con eccessi di gelosia da entrambe le parti continui invii di messaggi in chat corredati da insulti e quant'altro. Con un continuo non ti voglio più vedere da parte di lei e un continuo ti prego per favore ..... fino a quanto: "va bene vediamoci chiariamo...." Il tutto finisce che lui si presenta col regalo (cena in, fine settimana in spa) dopo 48 ore ricomincia il gioco del gatto col topo. Lui è allo sfinimento è dimagrito tantissimo mangia poco e fuma continuamente. Non accetta che io e mia moglie gli diciamo di farsi vedere da un psicologo, la ragazza non vuole nemmeno che lo vediamo poiché lui abita fuori per ragioni di lavoro. Temiamo possa diventare una condizione senza ritorno.

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Miglior risposta 14 MAR 2016

Caro Leonardo
in effetti, se questo è il comportamento di suo figlio, è appropriato preoccuparsene in quanto il ragazzo sembra essere caduto in una dipendenza affettiva molto dannosa per lui.
A monte della relazione ci deve essere un "incastro caratteriele" dei due che vede lui, molto poco sicuro di sè e che si affida a cose esterne per far presa sulla ragazza ( egali, cene e spa) e per recuperare (fa pensareche non si dia un valore proprio come persona ma per quello che può materialmente offrire); la ragazza, invece, mi sembra essere la figura della classica narcisista che molto vuole e poco da e che mette esclusivamente la sua persona e i suoi interessi come prioritari nella relazione.
Entrambe le posizioni "complementari" creano un circolo vizioso assai forte e diffcile da interrompere.
Suo figlio ne è molto svantaggiato.
Da ciò dovrebbe ricavare il senso di un lavoro su di sè necessario e urgente.
Se non ascolta voi, provate a fargli parlare da qualcuno che lui stima e che gli è vicino.
E' importante che lui comprenda la necessità di essere seguito.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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14 MAR 2016

Gentile Leonardo,
personalmente penso che prima di star bene "in coppia" bisogna star bene con se stessi. Dividere la vita con un'atra persona non vuol dire sottomettersi al partner ma condividere col partner mantenendo la propria autonomia. È vero anche che queste sono solo affermazioni un po' generiche e che le coppie giovani necessitano di sperimentarsi per capire che cos'è "il volersi bene". Ma in questa rubrica, non potendo addentrarci troppo nel personale, si cerca di dare spunti di riflessione positiva. Concludendo il mio "spunto" è quello di ricordare a suo figlio che deve amare se stesso e non lasciarsi andare, che può cambiare se stesso in meglio ma non la sua partner se lei non lo vuole. In bocca al lupo.
D.ssa Benedetti Sara

Dott.ssa Sara Benedetti Psicologo a Provaglio d'Iseo

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14 MAR 2016

Gentile Leonardo,
da quel poco che lei ci scrive, si desume che non ci sia un buon rapporto da parte sua e di sua moglie col ragazzo e tanto meno con la fidanzata.
Comprendo la sua preoccupazione ma è inutile, come lei già ha verificato, insistere nel fornire buoni consigli.
Forse lei potrebbe avere maggiori probabilità di ascolto con il consigliare un sostegno psicologico alla coppia anzichè individuale affinchè possano essere apprese migliori abilità comunicative senza scambi aggressivi e/o rese incondizionate.
In alternativa, potrebbe lei stesso avvalersi di un sostegno psicologico per essere guidato con continuità, grazie ad una maggiore mole di informazioni fornite, su come relazionarsi a suo figlio e alla fidanzata per riavvicinarsi emotivamente a loro ed essere tenuto più in considerazione per i suggerimenti che potrà poi dare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 MAR 2016

Gentile Leonardo,
Capisco pienamente quanto possa essere difficile sentirsi impotenti verso la sofferenza di vostro figlio. Ciò che penso è che la scelta di intraprendere un percorso terapeutico (se necessario, o un sostegno psicologico) può partire solo e soltanto da vostro foglio... insistere, forse, potrebbe solo accrescere il rifiuto di farsi aiutare e allontanarvi. Stargli vicino e cercare di comprenderlo può essere intanto una via percorribile anche se difficile.
Saluti
Dott.ssa Valentina Ciampi Cioni
Livorno

Dott.ssa Valentina Ciampi Cioni Psicologo a Livorno

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12 MAR 2016

Buongiorno, comprendo molto bene la preoccupazione per una relazione così travagliata e il consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico è certamente per tenente! Certamente nel loro gioco relazionale ci saranno dei vantaggi che voi ignorate; generalmente coppie con queste modalità di continua messa alla prova, si ritrovano su un'altro piano ... da genitore non ostacolerei apertamente la loro unione, mi dimostrerei interessato a creare le condizioni affinché loro possano stare meglio e suggerirei pian piano di chiedere loro un aiuto, da un terapeuta di coppia, per capire cosa gli impedisce di superare i loro battibecchi in modo meno aggressivo! Vi propongo di sottolineare che sapete quanto lui tenga a lei e certamente sarà una ragazza speciale se nonostante tutto la relazione prosegue.... in situazioni analoghe mi è capitato di seguire la coppia genitoriale e attraverso loro si è giunti al figlio/a! Spero di esserle stato di aiuto e le auguro un buon lavoro.

Dott. Carlo Enrico Livraghi Psicologo a Arezzo

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11 MAR 2016

Buongiorno Leonardo,
mi spiace molto per la preoccupazione che percepisco dalle sue parole. Mi rendo conto che questa situazione di impotenza vi faccia soffrire, ma purtroppo il desiderio d farsi aiutare deve partire da suo figlio. Spiegategli che siete preoccupati per lui e che temete che questa situazione diventi cronica.
Un caro saluto

dott.ssa Miolì Chiung
Studio di Psicologia Salem
Milano - Agrate - San Donato M.se

Anonimo-125892 Psicologo a Milano

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