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Figli che hanno visto i genitori fare sesso

Inviata da Veronica · 24 ago 2016 Ansia

Salve, sono una ragazza di quasi 19 anni con due genitori che si vogliono bene e due fratelli, uno più grande e l'altro più piccolo. Quando ero piccola, intorno ai sette anni forse, vidi per la prima volta i miei genitori fare sesso mentre accompagnavo in camera mio fratello più piccolo. Per me quella fu un'esperienza che mi segnò tantissimo, perchè da quel momento in poi cominciai a vedere i miei genitori sotto una nuova luce, ad odiarli anche, e (mi vergogno a dirlo), ma per sfogarmi nei miei diari scrivevo che mia mamma era una poco di buono e mio padre faceva schifo. Alcuni di questi sentimenti si rivolgevano anche nei confronti di mio fratello piccolo (perchè lo percepivo come frutto di un loro rapporto sessuale). Intorno a quel periodo cominciai anche a masturbarmi anche se non sapevo che fosse masturbazione (in realtà lo facevo anche da piccolissima, mi dice mia madre, ma poi ho smesso e successivamente ho ripreso). Li ho visti fare sesso, a volte, anche di pomeriggio, mentre un secondo prima ero con loro, e, quando chiedevo spiegazioni la giustificazione di mia mamma era: "è quello papà voleva", cosa che me la faceva odiare anche di più. Non ne ho mai parlato con nessuno, perchè sapevo che era normale che due genitori che si amano devono fare sesso, ma io non riuscivo ad accettarlo. Intorno agli undici anni e mezzo, ne parlai con mamma e papà. Loro erano molto preoccupati e si sentivano in parte in colpa e quindi mi promisero che non avrebbero più fatto sesso. Lì per lì pensavo che il problema si fosse risolto, ma un anno dopo, i miei genitori, pensando che ormai mi fosse passata, ricominciarono ad avere rapporti sessuali chiudendo la porta, e riaprendola a fine rapporto (prima la porta non era mai stata chiusa). Per me il problema divenne insostenibile, avevo paura di andare a dormire, ebbi una sorta di ossessione per la quale in ogni momento avevo paura che potessero fare sesso (spiavo tutte le notti per vedere se chiudevano la porta, non volevo che andassero al supermercato da soli per paura che comprassero preservativi, e cercavo in tutti i modi di tenerli separati).
Non ce la facevo più e, nonostante mia madre non fosse tanto d'accordo, decisi di rivolgermi ad una psicologa intorno ai 15 anni. Ci vedevamo all'inizio ogni quindici giorni, poi dopo un mese (perché non potevo permettermi di pagare settimanalmente). Dopo poche sedute cominciò a manifestarsi in me un'ansia incontrollata sulla scuola, e quindi da un problema se ne passò ad un altro. Le sedute sono durate otto mesi circa, e in queste parlavamo, lei mi dava consigli su come dovessi comportarmi. Poi dovetti smettere per ragioni economiche. Nonostante la psicologa avesse detto ai miei di chiudere la porta per tutta la notte, in modo da lasciarmi abituare all'idea che i miei genitori potessero fare sesso, i miei non l'hanno mai fatto per non farmi soffrire e da allora non fanno sesso.
Sono stata bene per un anno, dopo il quale è ricominciata quell'ansia incontrollata e ingestibile rivolta alla scuola. Non volevo andare da uno psicologo perché cominciai a non fidarmi, dal momento che pur essendomi rivolta a uno specialista un anno prima, continuavo ad avere problemi, e quindi andai da un neurologo che mi diede dei farmaci che, a mio parere, sono serviti davvero a poco.

Ora mi trovo a diciannove anni quasi a non accettare ancora la sessualità, nè l'affetto tra i miei genitori, e sopratutto mi trovo da circa un anno ad avere un'ansia generalizzata sulle amicizie, come se volessi che le mie amiche fossero solo per me, e come se avessi paura che non mi considerino abbastanza importante, tipo come se mi tradissero. E' una cosa assurda, che non racconto nemmeno a nessuno perchè mi prenderebbero per pazza.
Io ora ho tanta paura, perchè vorrei guarire da quest'ansia, dalle mie paure e ossessioni, e allo stesso tempo penso che sia tutto collegato inconsciamente a questo mio problema col sesso mai risolto.
Per questo motivo ho parlato con i miei e ho spiegato loro che forse sarebbe meglio che chiudessero la porta, pur tenendo comportamenti moderati durante il giorno, anche perchè ultimamente mi ritornano spesso in mente questi ricordi negativi vissuti da bambina.
Io vorrei solo essere sana e serena, ho tanta paura che è qualcosa che non potrò più risolvere e che mi segnerà per sempre, e questo pensiero mi fa stare ulteriormente male.
Cosa mi consigliate? Potrò mai guarire e stare bene per sempre?
Scusate per il messaggio troppo lungo.

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Miglior risposta 24 AGO 2016

Gentile Veronica,
mi dispiace che questo problema del passato non sia ancora stato risolto e che abbia ripercussioni tuttora nella sua vita.
Penso che abbia fatto bene a dire ai suoi genitori di chiudere la porta di notte e a tenere comportamenti moderati durante il giorno. Probabilmente ha ragione a dire che si tratta di un problema non risolto, per il quale è necessario consultare un terapeuta. Mi dispiace che gli incontri con la psicologa l'altra volta non siano andati bene e abbia dovuto interrompere il percorso insieme. Se ritiene che comunque qualche progresso sia stato fatto con quella psicologa, la invito a ricontattarla e riprendere il percorso, altrimenti, se non si è trovata bene, valuti la possibilitá di intraprendere il percorso con un altro/a terapeuta. Suggerirei anche qualche seduta ai suoi genitori separatamente da lei, per imparare a gestire la situazione con lei e anche tra di loro all'interno della coppia. Oppure c'è anche la possibilitá di intraprendere un percorso di terapia familiare tutti assieme.
Con il confronto con dei professionisti e non interrompendo la terapia prima di averla conclusa, penso che ci siano buone probabilitá di tornare a stare bene.
Le auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Mantova

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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25 AGO 2016

Gentile Veronica, per molti bambini osservare, anche solo di sfuggita, i genitori mentre hanno un rapporto sessuale, è profondamente disturbante, e ci sono ragioni inconsce profonde per questa reazione, tanto forti da produrre i disturbi che descriv, e da impattare su tutto lo sviluppo vitale..
Si possono superare con la psicoterapia. Non certo con un incontro di un'ora una volta ogni quidici giorni. Occorre un lavoro più intenso. Il problema dei soldi in realtà è un falso problema. Considera che disturbi come quello che Tu soffri possono essere seriamente invalidanti verso la qualità della vita, le relazioni, la possibilità infine di farsi una propria famiglia. Quanto e più di una grave affezione organica per la quale certo si troverebbero i soldi necessari. Quindi cerca di trovare le risorse necessarie per un lavoro psicoterapeutico efficace (quello precedente non sembra esserlo stato, vero ?) . Con un lavoro serio e necessariamente intenso ce la farai a superare quel trauma.
Con molti auguri, Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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25 AGO 2016

Gentile Veronica,
Freud parla di "scena primaria" quando ad un bambino accade casualmente di vedere i genitori fare sesso e ciò può rappresentare un trauma se il bambino interpreta quello che vede come un atto di violenza.
In alternativa può interpretarlo come un momento di condivisione importante in cui lui è stato da sua madre tradito ed escluso ed anche ciò può essere vissuto traumaticamente originando il "complesso di Edipo".
Poi, nel tempo, tutto viene elaborato correttamente ed il complesso edipico viene superato.
Quando ciò non accade come nel suo caso e persistono sintomi di disagio psicologico è molto probabile che le cause siano da ricercare in carenze o problemi anche non riconosciuti (e non più riguardanti direttamente la sessualità dei genitori) all'interno delle relazioni intra-familiari.
Pertanto il suggerimento è per un percorso di psicoterapia familiare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 AGO 2016

Cara Veronica,
da quello che ha scritto immagino che nella sua infanzia e adolescenza debbano esserci stati dei momenti molto dolorosi e difficili da comprendere da sola. Credo, anche per la sua giovane età, che gran parte della sua sofferenza nasca dal clima familiare in cui vive e dalla presenza di alcune problematiche relazionali. Pertanto ritengo che il suo precedente percorso terapeutico possa essere fallito anche perchè dedicato solo a lei. Ritengo invece che nel suo caso sarebbe più indicata una terapia familiare, in cui parlare delle cose che non vanno bene e risolverle insieme. Le consiglio pertanto di parlare con i suoi genitori e di fissare un appuntamento da un terapeuta che possa accogliere ed ascoltare la sua famiglia.
Se dovesse avere delle difficoltà economiche, può anche rivolgersi al policlinico o all'asp di riferimento, in quanto il sistema sanitario nazionale fornisce anche le terapie familiare (ovviamente potrebbero allungarsi i tempi d'attesa).
Le faccio un grande in bocca al lupo.

Dott.ssa Monia Crimaldi
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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