Farmaci o psicoterapia?

Inviata da Alessio. 11 mar 2017 3 Risposte  · Ansia

Ho 39 anni e praticamente da sempre, soffro di problemi di ansia.
Premesso che sono una persona emotiva, ansiosa e ho la tendenza a pensare molto, rimuginando spesso sulle cose passate o su quelle che devo fare n futuro. Il mio problema nasce qui.
I miei problemi ruotano tutto a un'ansia, a una forte emotività, a un'agitazione interiore così forte, da bloccarmi l'azione...
La mia estrema soggezione, l'imbarazzo che provo davanti alle persone in certe situazioni, al giudizio che posso subire dalle stesse, a una eventuale brutta figura che potrei fare davanti agli altri, mi ha sempre fatto evitare certi ambienti, certe situazioni sociali, etc... Cioè, il rimuginare, il fatto di "anticiparmi" mentalmente a livello interiore, come le cose si presenteranno, è tutto un problema legato all'ansia?
Faccio un esempio: l'andare dal medico (qualsiasi esso sia) - dover ricontrare un parente o un amico che non vedo da anni - un possibile incontro di lavoro, sono causa di un'ansia e una soggezione tremenda e devo veramente forzarmi per andare incontro a queste cose. Naturalmente, c'è una scala di valori dell'ansia: si va da piccole cose in cui è magari controllabile, ad altre più grandi ed importanti.
Ad ogni modo, mi sono recato da uno psicologo e lui sostiene che alla mia età non si possa guarire SOLO con la psicoterapia, dovrei recarmi da uno psichiatra ed eventualmente solo allora, iniziare una psicoterapia.
Ora, io da 5 mesi sono in cura (attraverso il mio medico di base) con paroxetina e le cose sono molto migliorate.
Il tono dell'umore è migliorato e molte ansie si sono attenuate.
Ho provato ad andare da uno psichiatra, ma il mio medico mi ha detto che non è necessario, andare da un privato mi costerebbe veramente troppo.
Faccio questo consulto, per avere un suo parere a riguardo.

1)la cura è adatta per i miei problemi?

2) da tre mesi, ho ridotto la dose a 10 mg al giorno (avevo dei piccoli effetti collaterali e inoltre il famraco mi mandava troppo "su di giri", diciamo), sembra sia sufficiente per aiutarmi a gestire meglio le mie ansie.

3)per quanto tempo, sarebbe lecito continuare la cura, senza incorrere nei problemi della dipendenza? Temo soprattutto questo.
Potrei sospenderla per VALUTARE i possibili miglioramenti ed eventualmente riprenderla dfopo qualche mese, cosa ne pensa?

4 ) alla mia età, avendo questi problemi, si può guarire solo attraverso i farmaci, o potrei prendere in considerazione la psicoterapia?

5) La consapevolezza e i diversi modi di comportarmi, rimarrebbero se sospendessi il farmaco, o rischierei di trovarmi esattamente al punto di partenza ?
Forse, questa è una domanda più di pertinenza psichiatrica, ma la faccio ugualmente.
Chiedo scusa per le domande, ma vorrei se possibile, un parere da tutti voi.
Purtoppo l'unico modo per fare psicoterapia è privatamente e ha dei costi "per me" importanti, quindi non potrei sostenenerla perr 2-3 anni, faccio per dire.

Grazie ancora

Miglior risposta

Gentile Alessio,
per tutto ciò che riguarda il farmaco: le dosi di utilizzo, la durata della cura, la dipendenza, gli effetti collaterali, la eventuale graduale riduzione, il medico che glielo ha prescritto, certamente le saprà dare tutte le risposte di cui ha bisogno. Riguardo invece i problemi da lei esposti: ansia, forte emotività, agitazione, blocco, rimurginìo, direi che il trattamento psicologico è sicuramente indicato. Ci sono specifiche tecniche di rilassamento psico-fisico che costituiscono la terapia elettiva negli stati d'ansia, esse unitamente all'analisi dei vissuti e a prescrizioni comportamentali particolari possono ridurre e risolvere i problemi in tempi brevi. Alcune tecniche possono essere apprese on-line attraverso poche (10-15) video-sedute o altre modalità (sessioni e-mail, o chat) che svolgendosi on-line hanno dei costi più contenuti.
Dott.ssa Maria Giovanna Zocco

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Gentile Alessio,
per tutto ciò che riguarda il farmaco: le dosi di utilizzo, la durata della cura, la dipendenza, gli effetti collaterali, la eventuale graduale riduzione, il medico che glielo ha prescritto, certamente le saprà dare tutte le risposte di cui ha bisogno. Riguardo invece i problemi da lei esposti: ansia, forte emotività, agitazione, blocco, rimurginìo, direi che il trattamento psicologico è sicuramente indicato. Ci sono specifiche tecniche di rilassamento psico-fisico che costituiscono la terapia elettiva negli stati d'ansia, esse unitamente all'analisi dei vissuti e a prescrizioni comportamentali particolari possono ridurre e risolvere i problemi in tempi brevi. Alcune tecniche possono essere apprese on-line attraverso poche (10-15) video-sedute o altre modalità (sessioni e-mail, o chat) che svolgendosi on-line hanno dei costi più contenuti.
Un saluto
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14 MAR 2017

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Gentile Alessio,
rispondo alle sue domande. Sí, il fatto di anticiparsi le situazioni che ha elencato, rimuginare, timore di fare brutta figura, provare soggezione sono tutti comportamenti che possono avere a che fare con l'ansia.
Premettendo che in quanto psicologi e non medici la nostra conoscenza dei farmaci c'è ma è generica e limitata, le rispondo in base alle mie conoscenze:
1) la paroxetina è usata spesso in situazioni simili alla sua, quindi dal punto di vista farmacologico si potrebbe concludere che la scelta del farmaco è appropriata alla sua situazione;
2) faccia attenzione a ridurre da solo le dosi, la diminuzione del dosaggio andrebbe sempre concordata col suo medico per evitare spiacevoli effetti collaterali dovuti alla diminuzione brusca del dosaggio. Le suggerisco di parlare col medico che le ha prescritto il farmaco e fargli sapere che 10 mg secondo lei sono giá sufficienti a farla stare meglio;
3) non dirle con certezza dopo quanto tempo si verificano problemi di dipendenza. Consiglio di chiedere anche questo al medico che le ha prescritto il farmaco. Ció che si sa con certezza è che ogni farmaco ha degli effetti chimici sull'organismo, per questo motivo, come scrivevo poco sopra, non lo si puó interrompere da soli senza parlarne col medico;
4) puó anche prendere in considerazione la psicoterapia. 39 anni non è un'etá troppo avanzata per iniziarla, tenga conto che c'è anche chi la inizia a 50 anni ottenendone beneficio; generalmente per chi segue cure farmacologiche e vuole iniziare una psicoterapia, si consiglia di iniziare ad andare dallo/a psicoterapeuta e subito dopo parlare col medico per chiedere la riduzione del dosaggio dei farmaci, in modo che i progressi fatti possano essere attribuiti alla persona e alla psicoterapia e non al farmaco. Inoltre è auspicabile che psicologo e medico che somministra i farmaci rimangano in contatto tra loro per aggiornarsi a vicenda;
5) difficile stabilirlo con certezza, anche questo andrebbe chiesto al medico. Ci sono tempi specifici in cui il farmaco andrebbe portato avanti per poter dare degli effetti stabili e queste tempistiche solo il medico, che ha una conoscenza approfondita di ogni farmaco, le conosce. Puó darsi (ma non è sempre detto) che se inizia una psicoterapia, il medico sia piú propenso a diminuire i farmaci per lasciar spazio agli effetti della psicoterapia. In ogni caso vi sono dei tempi da rispettare tra la diminuzione e la sospensione definitiva del farmaco. Anche in questo caso, meglio seguire il parere del medico.
Consideri infine che non tutte i tipi di psicoterapia durano per anni, alcune terminano e si risolvono anche con tempistiche piú brevi (a volte anche in media tra le 3 e le 20 sedute). Per diluire i costi potrebbe eventualmente concordare con lo/la psicoterapeuta appuntamenti una settimana sí e una no, oppure farsi seguire non in privato ma dai servizi pubblici, ad esempio asl. I costi di uno psicoterapeuta privato per una psicoterapia individuale si aggirano invece in media tra i 50 e i 100 euro (con qualche eccezione) a seduta, variabili in base a posizione geografica, esperienza, etá del terapeuta e servizi offerti.
Le auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

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13 MAR 2017

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