Famiglia disfunzionale

Inviata da Giulia · 5 ott 2020

Buongiorno Dottori.
Sono una ragazza/donna di 31 anni e sono una farmacista. Nella mia vita ho avuto tante difficoltà, dovute ad alcune dinamiche familiari dalle quali ho sempre cercato di non farmi ingoiare. Perciò con tanti sacrifici e tanta sofferenza, nonostante i disagi che mi trovavo quotidianamente a vivere, ho sempre lavorato per poter studiare ed aiutare economicamente la mia famiglia.

Posso dire di essere vissuta in una famiglia disfunzionale, mio padre è una persona violenta che non conosce più il limite tra bene e male, ed al quale viene sempre tutto perdonato perché "tanto lui è così" e che ci ha sempre maltrattati. Io ho sempre sofferto molto per il suo carattere e sono stata l'unica che ha sempre reagito, nonostante tutti mi chiedessero di non farlo per non farlo "scattare" e pertanto di conseguenza quella che ha subito maggiormente. Devo dire di essermi sempre ritenuta una ragazza forte, capace di superare ogni problema e di reagire a tutto. Ultimamente però mi rendo conto di essere cambiata, di sentirmi fortemente bloccata dalla paura davanti a situazioni in cui mi sento giudicata(tutto è iniziato con gli ultimi esami universitari e prosegue tutt'ora con il lavoro o con altre situazioni simili), pensare di non valere nulla e di non essere capace di niente.
Inoltre, vorrei costruire una famiglia con l'uomo che amo e con cui sto da sei anni, l'unica persona da cui mi senta amata e rispettata da quando sono nata. A volte nelle discussioni mi capita di arrabbiarmi eccessivamente, alzare molto la voce e sento e mancargli di rispetto. Entro in un circolo vizioso per cui mi rendo conto di sbagliare, ma allo stesso tempo incapace di comportarmi diversamente.
Ho paura di diventare come mio padre, ho paura di creare io stessa una famiglia disfunzionale, di fare soffrire i miei figli e questo mi frena dal crearne una.

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Miglior risposta 6 OTT 2020

Buongiorno dottoressa,
innanzitutto mi permetta di farle i complimenti per aver raggiunto un titolo professionale così importante in circostanze avverse e di farle gli auguri per la sua carriera.
Quello che lei ci descrive del suo comportamento e della sua paura di replicare il comportamento di suo padre, può essere visto come un 'copione' che rischia di ripetersi. Quando questo succede, di solito è per una di queste due ragioni: o perché è l'unico conosciuto o perché c'è qualcosa in quel copione che deve ancora essere compreso.
Una terapia psicoanalitica le consentirebbe di accedere a modi di relazione diversi e gratificanti in virtù delle sue doti personali uniche e anche di scoprire se c'è qualcosa che non è stato compreso nelle relazioni della, o con la, sua famiglia d'origine in modo da potersi lasciare alle spalle le tensioni e le paure. Potrebbe vedere migliorare anche la relazione con la sua famiglia a seguito del suo cambiamento.
dott.ssa Giuliana Gibellini, psicologa psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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25 OTT 2020

Gentile Giulia,
le difficoltà a cui ha accennato hanno certamente lasciato, rispetto ad altri congiunti, ferite più profonde in lei quale probabile capro espiatorio della rabbia/aggressività di suo padre e della dsfunzionalitàdella sua famiglia.
Sicuramente, dopo una prima fase di lotta e di reazione per raggiungere i suoi obbiettivi è subentrata adesso una fase di esaurimento di quella energia e si è fatta strada la paura di poter reiterare lo stile relazionale da lei assorbito nella famiglia di origine anche all'interno della famiglia che desidera formare.
Questa paura, purtroppo, è fondata e suggerisce la necessità di un percorso di psicoterapia individuale per poter elaborare in maniera adeguata i traumi del passato ed affrontare con ottimismo e risorse nuove il suo futuro.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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6 OTT 2020

Buonasera Giulia
Non è frequente anzi piuttosto raro che partecipi con uno mio contributo a questa sezione di Guida Psicologi ma la lettura della sua storia sopratutto nella parte finale che incrocia la storia personale appesantita anche da" zavorre" che vengono dal suo passato cioè dalla sua storia famigliare con il desiderio seppur ambivalente di costruzione di una propria dimensione di coppia positiva che pare abbia i numeri (anche se magari necessita di un accompagnamento) per svincolarsi dalla "coazione a ripetere" di freudiana memoria e costruire una nuova propria famiglia che non sia , come teme, la replica di errori del passato già vissuti sulla propria pelle, mi ha coinvolto e mi ha motivato a risponderle. Mi limiterò a poche note anche per non sovrappormi ad argomenti già messi in campo: 1) Il rapporto con i genitori è sempre ambivalente da una parte si prendono le distanze dalle loro parti "malate" che ci provocano sofferenza, dall'altra inevitabilmente e spesso inconsciamente assorbiamo-incorporiamo da loro modalità di agire,reagire, comportarsi simili a loro perchè purtroppo abbiamo inevitabilmente assorbito-"imitato" dei modelli comportamentali che seppur poi giudicati sbagliati da adulti sono entrati dentro di noi. L'aspetto positivo della sua mail è la parte finale in cui lei mostra consapevolezza di questa "parte oscura" che ha assorbito , che non sempre è sotto controllo e che potrebbe mettere a rischio la positiva relazione sentimentale che lei ha costruito insieme al suo fidanzato.E concludo con questo messaggio di speranza: la sua consapevolezza di queste parti "negative" di sè è comunque un buon presupposto una buona leva motivazionale al cambiamento non solo personale ma, in una dinamica di coppia per co-costruire una realtà personale e famigliare nuova, non certo quella del "mulino bianco" ma migliore perchè chi ha avuto davanti ai propri occhi esperienze negative , come dice nelle sue note di preoccupazione non vuole farle rivivere sui propri figli che in fondo sono anche la parte "idealizzata di sè" di ciò che non siamo stati ma che vorremmo essere per e tramite i nostri figli. Un sincero augurio di incoraggiamento
Dr.Cesarano Fernando

Dr. Cesarano Fernando Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Clinico Psicologo a Gallarate

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6 OTT 2020

Buon giorno Giulia, credo che Tu abbia compreso che le dinamiche familiari, diciamo con i genitori, che hai vissuto quando eri piccola e,naturalmente anche nella prima e primissima infanzia, poichè i Tuoi genitori era così anche prima dei Tuoi primi ricordi, sono la causa delle Tue attuali sofferenze e disturbi. Il problema è che questi vissuti traumatici precoci costituiscono nuclei traumatici inconsci e quindi inaccessibili alla coscienza se non con u in percorso francamente psicoanalitico.
Non parlo di psicoterapia che si ferma agli strati superiori. L'analisi, se ben condotta, permette di raggiungere quelle orofondità e disattivare quei traumi. E' un percorso impegnativo e non breve, ma è l'unico che risolve i traumi profondi che, come ben descrivi, si esprimono in età adulta con comportamenti, emozioni, sofferenze, non affrontabili con la volontà cosciente ( altrimenti nessuno starebbe male. Non credi ? )
Questo è quanto Ti suggerisco e resto a Tua disposizione. Un caro saluto
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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6 OTT 2020

Gentile Giulia,
è possibile che le manifestazioni emotive: rabbia, mancanza di rispetto verso il suo compagno e l’entrare nel circolo vizioso di cui fa cenno abbiano a che fare con la sua storia evolutiva (clima familiare, aggressività subita).
Mi sembra che abbia mobilitato risorse per contrastare, realizzare i suoi studi, lavoro e aiutare la sua famiglia, ma a quanto ha rinunciato, accantonato? Forse le sue paure sono il segnale di accantonamenti, sospesi, credo che un aiuto psicoterapeutico le sarebbe utile per conoscere, considerare la sua paura e circolo vizioso.
Rimango a disposizione.
Dr.Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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6 OTT 2020

Gentile Giulia,
a volte le ferite del passato tornano a galla, soprattutto quando abbiamo vissuto in famiglie altamente disfunzionali, lei rappresentava l'elemento ribelle mi sembra d capire, il capro espiatorio della situazione. La svalutazione era forte ed intensa in passato, ora lei agisce altresì nel presente emozioni come rabbia e aggressività . Occorre riconoscere in primis queste emozioni negative, accoglierle senza legittimarle arrivando ad una trasformazione profonda. Dietro ogni ferita c'è qualcosa che attende di essere ascoltato ed accettato, accolgliendo dentro di se queste emozioni negative relative al passato tutto si trasforma. Forse è arrivato il momento di lasciar andare questo passato prendendo consapevolezza del proprio valore e allegerendo i carichi emotivi presenti.
Cari saluti,
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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6 OTT 2020

Cara Giulia,
lei ha resistito e combattuto a lungo, esponendosi anche in prima persona...però forse ora non è più il tempo. Questo non è di per sè un male, dipende da come deciderà di accogliere i sintomi di blocco e di paura che stanno ora emergendo, questo momento potrebbe essere per lei l'occasione di invertire la rotta, pensare a lei e a creare la sua di vita. Certamente, per la complessità umana, per le domande che lei pone e per quello che ha vissuto è opportuno e consigliabile lasciarsi affiancare da uno specialista.
Un caro saluto.
Viola Ballabio

Dott.ssa Viola Ballabio Psicologo a Milano

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6 OTT 2020

Buongiorno Giulia,
grazie di esserti rivolta a noi.
Da ciò che ci racconta mi sembra che ultimamente stia vivendo un periodo in cui non si riconosce più come la persona forte, resiliente ed assertiva che, anche purtroppo a causa e per obbligo di sofferte dinamiche familiari e contestuali da lei descritte, era abituata ad impersonare. Mi sembra che la Giulia più agguerrita che si ergeva con energia contro i soprusi subiti, a testa alta nonostante le ferite, oggi abbia lasciato spazio ad una Giulia più fragile e spaurita, forse un po’ più timorosa e scoraggiata dall’altro. Leggendola mi è venuto da pensare a lei come ad un guerriero stanco, la cui armatura logora per le mille battaglie ormai si scalfisce anche solo per il colpo di una freccia. E l’immagine mi ha suscitato molta tenerezza.
Oltre alle battaglie esterne mi sembra inoltre che lei stia combattendo anche internamente, contro parti di sé che purtroppo ritrova così familiari.
Mi viene da dire che si è purtroppo già ritrovata a dover combattere in infanzia e adolescenza un nemico esterno, e quel nemico ormai lo conosce bene, mentre adesso che sente di doverne affrontarne uno interno si sente, legittimamente, più confusa e spaventata.
Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a conoscere e comprendere meglio da una parte la Giulia ferita che si scoraggia di fronte al giudizio dell’altro e che si toglie valore, dall’altra, la Giulia le cui reazioni la spaventano. Vedere meglio le proprie parti di sé ci aiuta ad unirle in qualcosa di nuovo ed unico, un tutt’uno che ha legittimità ad esistere e ad esprimersi.

E non essendo più ignote, probabilmente quelle parti di noi non ci faranno più così paura.

Se dovesse decidere di iniziare un percorso di psicoterapia,
le auguro buon viaggio.
Resto a disposizione se necessario.

Dott.ssa Caterina Berti

Dott.ssa Caterina Berti Psicologo a Torino

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6 OTT 2020

Gentilissima Giulia, dalle tue parole si evince come la tua vita fino ad ora sia stata particolarmente sofferta. Ti sei trovata con da piccola ad affrontare una situazione “più grande di te” ed ora ti rendi conto di quanto le dinamiche famigliari disfunzionali abbiamo inciso sulla tua persona tanto da finire talvolta per assumere gli stessi comportamenti che tu stessa trovi insopportabili e per di più proprio con l’unica persona che senti esserti davvero vicina. Tutto ciò è normale alla luce di quanto vissuto fino ad ora. Da professionista mi sento di consigliarti vivamente un percorso di psicoterapia con l’obiettivo di ritrovare un equilibrio più funzionale e un maggior benessere. Il rischio è altrimenti di cadere sempre di più in questo circolo vizioso allontanando proprio le persone alle quali tieni di più. Fare psicoterapia significa sperimentare la possibilità di relazioni diverse, funzionali.
Se vorrai io sono a disposizione e in alternativa ti auguro davvero buona fortuna.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Mocchi

Dottoressa Claudia Mocchi Psicologo a Bergamo

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6 OTT 2020

Salve Giulia,
La sua è una storia molto toccante. Ho la sensazione che lei ci abbia raccontato una piccola parte di ciò che viveva nella sua famiglia, senza scendere troppo nel dettaglio e credo che lo abbia fatto in protezione della sua famiglia. Sarebbe un atteggiamento più che naturale. Quello che mi viene da chiederle è dove lei abbia messo la protezione per sé stessa. Dice che era l'unica ad affrontare suo padre e prenderne di più le conseguenze. Chi la difendeva? Lei oggi si sente insicura e si arrabbia esageratamente, ma la rabbia è un emozione primaria, istintiva e rappresenta in tutte le specie animali, l'attacco per difendersi. Credo che la aiuterebbe parlare di questo, della sua sofferenza e del modo in cui ha strutturato quella impalcatura dentro di lei che la fa sentire "al sicuro".
Crescere significa esporsi al mondo e forse è questo ciò di cui lei ha paura.
Le auguro una buona strutturazione,


Dr.ssa Michaela Mortrera

Dr.ssa Michaela Mortera Psicologo a Civitanova Marche

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6 OTT 2020

Pensare in termini di famiglia disfunzionale è come fare del concime ad una pianta, la faccio crescere a dismisura.
Tralasciare il perché ed orientarsi invece su cosa e come posso fare per creare una famiglia secondo i miei valori cocente di orientarsi al raggiungimento di obiettivi che mi fanno stare bene, veramente bene.
Si è fatta risucchiare per anni dalla sua famiglia d'origine e andando a fondo vdi quei perché non ha risolto il disagio personale nei suoi confronti.
Si conceda ora la possibilità di lavorare su di sé affinché i suoi valori siano il principio fondante della sua coppia

Dott.ssa Maria-Francesca D'amico Psicologo a Selvazzano Dentro

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6 OTT 2020

Buongiorno. La parola chiave nella Sua situazione è responsabilità: della propria famiglia d'origine, del proprio percorso, delle possibili sofferenze che potrebbe arrecare ad altri. Il senso di stabilità personale passa anche da qui, tanto che Lei oggi "non si riconosce": è bloccata, timorosa, soffre il giudizio dell'Altro. Ma se diviene eccessiva, è proprio essa stessa a bloccare la via. C'è una bella progettualità ideale che va ora implementata e concretizzata e sembra che ci siano tutte le risorse per farlo. Valuti un consulto psicoterapeutico: con un percorso apposito potrà sbloccarsi dalle paure. E non tema: il fatto stesso che si ponga il problema è indice, di per sè, della scarsa probabilità con la quale potrà rimettere in atto circoli viziosi che ha vissuto quando era ragazzina. Cordialità, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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5 OTT 2020

Buon giorno Giulia, ha già fatto esperienza di psicoterapia? Mi sento con onestà di dirle che sarebbe opportuna, perchè viste le sue esperienze di vita è più che comprensibile che lei viva emozioni forti, paure intense e reazioni che le sembrano incontrollabili. Comprendo anche il suo desiderio di non replicare certi modelli nella sua futura famiglia: questo è possibile, ma richiede un buon lavoro di consapevolezza. Da soli possiamo farcela, in alcuni periodi però può diventare utile farsi accompagnare. Se può, ci pensi. Un caro saluto.

Dott.ssa Simona Rao Psicologo a Sesto San Giovanni

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