famiglia assente nella malattia

Inviata da Marco · 25 lug 2019

Buongiorno,
vi illustro nel modo più breve possibile la questiore. sono sempre stato il non preferito dai miei genitori. Ho sempre saputo che mio fratello era figlio unico . mia madre l'ha pure ammesso in diverse occasioni che ha sempre preferito lui. D'altra parte lui è sposato e ha dato dei nipoti ai miei genitori. Lui è sempre stato quello tranquillo, che andava in chiesa. Io ho fatto errori nella vita, come fanno tutti, ma lui no. Lui è il figlio perfetto che va sempre aiutato economicamente e non solo
Ho sempre convissuto con tutto questo. Mi sono fatto la mia vita e ho cercato di non dare peso, trattando sempre nel rispetto i miei e mio fratello.
Questo fino a 4 anni fa.
Nel 2015 mi sono ammalato di leucemia e sono stato sottoposto a trapianto di midollo. Tuttora non mi sono ancora ripreso. da allora in poi le differenze con mio fratello sì che hanno avuto un peso. La malattia le ha portate fuori violentemente.
Uscito dal trapianto avevo bisogno di aiuto,ma i miei erano scocciati perchè quotidianamente ospitavano i nipoti (nonostante mia cognata lavorasse solo al mattino), quindi io davo fastidio. Non mi hanno mai accompagnato a visite. non hanno mai parlato coi medici,nonostante avessero potere decisionale e stessi per morire (avevo già firmato le carte per eventuali cure palliative).Mai aiutato quando mi sentivo male o ero al pronto soccorso. mia madre mi ha sempre detto che lei si occupava delle preghiere e di andare in chiesa. Fortunatamente avevo ed ho la mia compagna che non mi ha mai lasciato solo, ma anche lei avrebbe avuto ed ha bisogno di respirare ogni tanto. Insomma è stata più difficile la battaglia contro l'anaffettività dei miei che contro la malattia. Non vado nei dettagli perchè dovrei scrivere un'enciclopedia su tutto quello che mi hanno fatto in questi anni di lotta alla sopravvivenza.
ma come può essere che chi ti ha messo al mondo non si preoccupi per la tua salute?come si può non capire che avrei avuto bisogno del loro sostegno?anche solo di parole di incoraggiamento...
come possono fare continue differenze?
ho provato di tutto: sono anche sparito per un po' e loro sono andati per il paese e dai vicini a dire che ero cattivo perchè non chiamavo mai i genitori.
come possono non aver compreso la mia sofferenza fisica?

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Miglior risposta 25 LUG 2019

Gentile Marco, le sono vicino umanamente. E' stato, ed è, molto bravo a gestire la sua malattia. Purtroppo, la malattia stessa mette in campo reazioni imprevedibili da parte dei propri familiari. Se sono sereni ed hanno affrontato le proprie ansie possono dare una mano, altrimenti può anche succedere il contrario, purtroppo.
Le suggerisco di non disperdere le sue energie soffrendo per questo. Si appoggi serenamente a chi può aiutarla, magari cercando un/a psicoterapeuta con esperienza di sostegno a casi come il suo, per esempio ad un terapeuta specializzato in psico-oncologia.
Abbia cura di sé
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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26 LUG 2019

Caro Marco,

Leggo nelle tue parole tutta l’incredulita’ di fronte al comportamento dei tuoi genitori, al mancato sostegno che ti hanno dato nonostante la grave malattia che hai dovuto affrontare. Dici di non essere mai stato il figlio preferito e parli di un fratello “perfetto” che a differenza tua non compie mai errori.
Immagino che questo sia per te motivo di grande sofferenza! Hai affrontato e stai affrontando una battaglia importante, è comprensibile che tu senta forte il desiderio di avere vicini gli affetti più cari.

Purtroppo è molto difficile cambiare gli altri, soprattutto i nostri genitori. Quello che possiamo fare è provare a cambiare il nostro modo di stare in relazione con gli altri: proteggendoci, allontanandoci quando necessario, accettandoli per quello che sono, perdonandoli anche a volte, senza lasciare che tutto questo comprometta la nostra serenità.

È proprio questo che ti auguro!
In bocca al lupo per tutto davvero di cuore.

Dott.ssa Roberta Speziale Psicologo a Roma

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