Esperienza, età del terapeuta.

Inviata da segreti10 il 19 apr 2012 Orientamento professionale

Siamo una coppia insieme da 30 anni, con molti problemi di comunicazione. Dopo assillanti richieste di uno dei 2 partner di recarsi da un terapeuta, abbiamo iniziato un percorso che si è rivelato totalmente fallimentare, la stessa terapeuta ha gettato la spugna. Non ci ho mai creduto e, la giovane età della psicologa mi lasciava molto perplesso. Siamo una coppia di 60 anni, insieme da quasi 30. Siamo tutt'ora insieme, pur con i soliti problemi ma, amandoci profondamente.

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Egregio signor Dario,
in tutte le professioni il successo è determinato dalle competenze tecniche e anche dalla esperienza di tante casistiche viste e risolte. Così anche in psicoterapia.
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia (udine)

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Carissimi,
credo che una buona esperienza del terapeuta sia fondamentale. Come però fondamentali sono le motivazioni che devono esserci da parte di entrambi i partner e non uno solo.

Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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è molto importante quando si sceglie uno psicoterapeuta che immediatamente si instauri un rapporto positivo ( gli addetti lo chiamano transfert) sia da parte dell'/ degli utenti sia da parte dell'esperto. Questa ad esempio è la ragione per la quale offro il primo colloquio gratuito: se non penso di essere adatta a prendere in terapia una persona voglio che il paziente ed io ci sentiamo liberi di non intraprendere il percorso. Nel caso vostro cercherei un altro professionista, magari con maggiore esperienza ( a volte è congruente con l'età) Saluti e auguri. Susanna Bertini (Torino)

Dott.ssa Susanna Bertini Psicologo a Torino

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Buonasera, il successo di una terapia non dipende dall'età del terapeuta. E' importante creare una buona relazione terapeutica, sentirsi accolti, capiti e ascoltati. Naturalmente poi è necessario che il terapeuta abbia le competenze professionali necessarie per trattare i casi che decide di prendere in carico.
Nel suo caso credo che non sia stata l'età della terapeuta il problema, ma piuttosto il fatto che lei stesso scrive "non ci ho mai creduto". Perchè? E' sicuro che dipendesse solo dall'età? Inoltre se per lei è importante che il terapeuta sia più maturo, perchè si è rivolto ad una professionista giovane? Io rifletterei su questo

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Gentilissimo, il successo di una psicoterapia dipende da diversi fattori. Tra questi certamente vi è la quantità di casi clinici visti dal terapeuta, ma anche il
Tipo di approccio utilizzato per affrontare il trattamento e la qualità della relazione terapeutica che si instaura coi clienti. È un mix di ingredienti che contente la buona riuscita di un percorso.
Dott.ssa Simona Fascendini
Psicologa Psicoterapeuta
Milano e Colico (LC)

Dott.ssa Simona Fascendini Psicologo a Colico

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Buongiorno,
l'insuccesso di una terapia non è collegato all'etá del terapeuta. Se ci sono le competenze nel gestire un problema, l'etá è irrilevante.
Credo sia opportuno riflettere invece sul fatto che lei non ci ha mai creduto... Se non ci si crede, manca una delle premesse fondamentali che rendono possibile il cambiamento.
è positivo che voi vi amiate, nonostante le difficoltá. Quando ci si ama, un modo per risolvere la situazione lo si trova.
Se ne sentite l'esigenza, provate a recarvi da un/a altro/a terapeuta.
Vi auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (Mantova)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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Carissimo,
io non credo nel fatto che l'età del terapeuta sia un requisito fondamentale per la riuscita di una terapia. Il problema che lei riporta è racchiuso tutto nella frase: "Non ci ho mai creduto".
E' li che risiede il fallimento ed è li che probabilmente il collega ha ritenuto utile interrompere il percorso.

Cordialmente
Dott.ssa Laura Tullio

Dott.ssa Laura Tullio Psicologo a Ciampino

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Buongiorno,
come hanno già sottolineato alcuni colleghi, l'età e l'esperienza dei terapeuti non incidono in modo diretto sulla buona riuscita della terapia, A maggior ragione nelle terapie di coppia, le variabili da considerare sono moltissime e in alcuni casi non si tratta di "gettare la spugna" ma di prendere atto dell'impossibilità del prosieguo della terapia di coppia per una serie di elementi. Talvolta dopo questa decisione vengono consigliati percorsi di psicoterapia individuale.
Cordialità

Dott.ssa Greta Mozzanica Psicologo a Verano Brianza

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Gentili coniugi 60enni, ma quando non ci si crede, come afferma nella mail, in una terapia di coppia, significa che si hanno delle resistenze - inconsce e anche no, visto che affermate di non crederci - le quali remano contro alla soluzione della vostra situazione. Inoltre, dalla mia esperienza professionale (di anni ne ho 64 e 30 di professione), posso tranquillamente spiegare a una coppia che si presenta in studio che lo psicoterapeuta non è un prete. Perciò non ci si deve "aspettare" dalle sedute di coppia che la coppia torni a stare insieme come si spera, ma, spesso sena crederci. Bensì la psicoterapia di coppia serve a chiarire ai due coniugi se la loro relazione ha delle possibilità di proseguimento, ovviamente sulla base dei dati e delle informazioni che si raccolgono da ambedue, oppure se è una coppia che non esiste più e non avrebbe motivo di continuare la vita in comune. Lo psicologo-psicoterapeuta è un esperto di dinamiche di comunicazione, può aiutare ad esempio a comunicare meglio e questo, se i problemi sono in quest'ambito, si possono risolvere. Ma se i problemi sono irrecuperabili, certo che lo psicologo puo' gettare la spugna. La sfera di cristallo che cambia la realtà non è dello psicologo, che invece ha un compito chiarificatore. Queste sono cose da chiarire molto bene all'inizio di ogni percorso, affinchè non ci si crei una aspettativa fasulla di soluzione magica di problemi che, mi par di capire, nemmeno voi (o lei che è lo scrivente) avevate la motivazione a risolvere.
Dott.ssa Paola Federici - Psicologa psicoterapeuta a Binasco (Mi)

Centro Psicologico della Dott.ssa Paola Federici Psicologo a Binasco

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Non credo che il fallimento della terapia sia stato dovuto al'età della psicologa, ma dal suo "non crederci inizialmente" che chiaramente ha boicottato l'intero lavoro. Nella terapia di coppia occorre scardinare i ruoli e gli schemi su cui si poggia il conflitto e molto spesso, soprattutto dopo 30 anni, a nessun va di cambiare una comoda poltrona per una sedia di spine.
A volte i SINTOMI le lotte, i conflitti apportano vantaggi inconsci a noi come singoli, fosse anche, riconfermarci i nostri schemi di relazione fallimentari. Immagino che le assillanti richieste fossero chiaramente non molto accolte dall'altra parte e per far partire una terapia di coppia, la domanda deve essere chiara e accolta da entrambi. Tra l'altro lei viene qua a dire NON CI HO MAI CREDUTO ed ecco che non ha funzionato, per poi addossare le colpe alla giovane età del terapeuta. Se fosse realmente così avrebbe spinto per cambiare terapeuta in corso d'opera invece ha atteso o inconsciamente desiderato un fallimento, per dimostrare al suo partner che forse, "la terapia non serve a nulla". Se siete felici e vi amate, non vi resta che accettare che i problemi di comunicazione non si possono risolvere.
Nella sua domanda non si evince una richiesta ma una frase affermativa che cerca di convincere noi terapeuti che voi vi amate nonostante tutto. E io ci credo e le auguro in bocca al lupo.
Un Caro Saluto

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Gentile Utente, i temi legati alla coppia sono molti e complessi, gli equilibri, talvolta squilibrati, possono essere uno dei modi di stare insieme. La delega della risoluzione dei propri problemi alla psicoterapia non è ciò che dovrebbe motivarvi. In ogni caso, scegliendo un professionista a cui affidarsi, è bene valutare quale sia la sua specializzazione, ne esistono moltissime ed alcune sono più adeguate di altre per il lavoro di coppia (sistemico-relazionale).

Kyklos Centro Multidisciplinare Psicologo a Scandicci

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Gentile Segreti10, l'esperienza conta in tutte le professioni, ma facciamo attenzione al fatto che andare da uno psicologo non significa delegargli la soluzione del proprio problema. è possibile che la collega abbia avuto difficoltà a lavorare con voi, ma questo può essere dovuto a molti fattori. Forse è stato commesso qualche errore tecnico, forse non si è riusciti a condividere una concettualizzazione chiara del caso, forse non si è riusciti a costruire insieme una domanda realistica o a trovare le risorse necessarie a perseguirle.

Indipendentemente da tutto questo, in una terapia di coppia, diversamente dalla psicoterapia individuale, i partner devono lavorare anche molto autonomamente e raggiungere tale collaborazione è uno degli obiettivi principali della psicoterapia di coppia. Forse è coerente con la vostra domanda o forse no, ma anche un lavoro che risolve la questione contingente senza rendervi "più coppia" è un lavoro che rimane eccessivamente superficiale e quindi poco lungimirante.

indipendentemente dall'esperienza psicoterapica insoddisfacente, continuate a impegnarvi come coppia e non sarà tempo sprecato.

Per quanto riguarda l'esperienza del terapeuta, colleghi con 30 o 40 anni di esperienza non sono necessariamente più competenti dei colleghi più giovani, anzi; ma se vuole scegliere un collega in base agli anni di esperienza, ne cerchi uno che esercita da una decina d'anni, è un buon equilibrio tra esperienza clinica, aggiornamento professionale e motivazione al lavoro di psicoterapia.

Cordiali saluti

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l'età è qualcosa di molto variabile.
Ci sono colleghi giovani aggiornati alle migliori tecniche terapeutiche come colleghi anziani rimasti datati ai loro metodi vecchi decenni, e viceversa: colleghi anziani molto aggiornati e colleghi giovani ancora inesperti.

Ma oltre a questo c'è un aspetto che va considerato prima di tutto:

l'età del professionista con cui ci sentiamo più a proprio agio.

Mi domando quanto lei si sia sentito a suo agio nel parlare di sé con una collega così giovane..

Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta Psicologo a Lucca

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Cara Segreti
mi imbatto in questa domanda a cui non avevo ancora risposto:
Certamente che l'età del terapeuta ha un forte impatto sia sulla comprensione che sulla gestione pratica di casi clinici.
Come in ogni attività vogliamo mettere cosa significhino 30 anni di esperienza rispetto a una persona, magari brava e aggiornata, ma alle prime armi?
Non per nulla che la supervisione di casi clinici viene fatta dai più anziani ai più giovani, non si è mai visto il contrario e anche le analisi personali e le docenze vengono svolte in questo modo.
E lo dico con tutto il rispetto verso i colleghi più giovani, ma niente nel lavoro, in qualsiasi lavoro, può sostituire l' esperienza. E' il buon senso che lo dice e inoltre spesso i più anziani sono più umili, l'umiltà si è un poco persa ai giorni d'oggi.
Un caro saluto Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentilissimo utente
l'età della professionista non influenza molto il buon esito o meno della terapia. Posso informarla che un giovane teraputa è molto più aggiornato e molto meno stanco di grandi pietre miliari del campo. Evidentemente non è la terapeuta che fa per vostro. I terapeuti non vanno bene per tutte le tipologie di pazienti. Non getti la spugna e provi ad informarsi su un altro psicologo che faccia al caso vostro.
Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Bonaccio

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Credo che l'età del terapeuta non voglia dire nulla, conosco colleghi giovani e molto preparati, certe volte molto di più di senior

Dott. Luca Iovane - Psicologo Psicologo a Roma

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Ci sono molti fattori che influiscono sulla buona riuscita di una terapia, e limitare la responsabilità alla giovane età della terapeuta mi sembra limitante.
Certo, l'esperienza del terapeuta aiuta, ma sono altrettanto importanti la buon relazione tra psicologo e paziente...e soprattutto la predisposizione di quest'ultimo al cambiamento.
Vi consiglio di non "gettare la spugna" anche voi ma di cercare un altro buon terapeuta con cui iniziare un nuovo percorso...con maggiore consapevolezza che il cambiamento deve avvenire in voi.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Elena Cocchetti

Dott.ssa Elena Cocchetti Psicologo a Pogliano Milanese

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Generalmente l'età del o della terapeuta, non inficia il percorso terapeutico anche perché, in molte Scuole di Specializzazione vi è la convinzione che, prima il giovane specializzato incontra un caso difficile (che non è il vostro, immagino), prima comincia a sforzarsi di trovare un suo stile terapeutico e del risorse personali che lo/a aiutino a non aver timori rispetto a problemi importanti. Anche se un terapeuta è uscito ieri (sto estremizzando) da una Scuola, è stato formato teoricamente e praticamente (attraverso tirocini in cui faceva psicoterapia), dunque, in questo senso, io non mi allarmerei. Certo, se andiamo sull'esperienza, il discorso cambia un pochino (anche se non molto, ho conosciuto terapeuti "esperti" che era meglio che chiedessero la p. Iva ed altri molto giovani, ma con voglia di fare ed autostima professionale che aumentava di caso in caso). Quindi l'importante non è tanto l'età quanto l'aggancio terapeutico tra terapeuta e paziente/i. Per questo, consiglio sempre di provarne due o tre prima di decidere con chi intraprendere un percorso che potrebbe essere di grande sofferenza (parlo in generale) ed abbastanza lungo, dunque, se possibile, meglio evitare perdite di tempo.
Buona fortuna,
Massimo Bedetti, Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Post razionalista.

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Non credo ci si possa limitare ad ipotizzare la buona riuscita o meno di un percorso terapeutico dall'età dello specialista; molti sono i fattori che influiscono sul percorso psicologico che una persona, coppia o famiglia si trova/ano ad affrontare.
Una buona "compliace" tra specialista e paziente spesso è la base affinché la terapia abbia buon esito, la competenza tecnica oltremodo influisce molto come fattore, infine non dimentichiamo la disposizione o meno al cambiamento.
Cordiali saluti.

Dr. Giovanni Tempesti

Dr. Giovanni Tempesti Psicologo a Poggibonsi

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Gentili signori,
sono uno psicoterapeuta anziano e dopo aver letto le risposte dei tanti colleghi che mi hanno preceduto mi piaceva poter dare anche il mio parere. Innanzitutto sono d'accordo con chi di loro dice che una terapia di coppia in cui uno dei due non è motivato parte già male; sono anche d'accordo che non è tanto l'età del terapista quanto la sua formazione e la costruzione di una buona alleanza terapeutica i fattori principali del buon esito di una psicoterapia.
Sono certo che a tutti gli psicologi, anche ai più esperti, è capitato di incassare il drop-out (= l'abbandono) da parte di un certo numero di pazienti, semplicemente perché essi mettevano in atto un meccanismo di delega totale e non erano disposti a spendere per il tempo necessario energie sufficienti per modificare i propri postulati e cambiare i propri comportamenti. Al sottoscritto più di una volta è capitato di incrociare pazienti "impermeabili" con atteggiamenti più o meno palesi di "sfida" (magari non sarà questo il suo caso!) e che hanno anche fatto molte sedute con scarso risultato.
Se esistono, come esistono, pazienti intrattabili (e terapisti con dei limiti) è evidente che la psicoterapia non è per tutti!.
Detto ciò lei mi sembra lievemente contraddittorio perché mentre denuncia "molti problemi di comunicazione" parla di amore profondo che dura da 30 anni.
Intanto ci sono molti tipi e molte qualità di amore ed esistono anche i cosiddetti "incastri" in cui il legame si regge tutta la vita proprio su certe disfunzioni ma è anche chiaro che se un legame si regge su una disfunzione è un legame difettoso la cui cura potrebbe richiedere troppo impegno e indurre nei soggetti troppa ansia.
Che a lorsignori piaccia o no, i problemi di comunicazione non sono certo un indice di un legame immacolato e perfetto. Piuttosto è vero che la perfezione è difficilmente raggiungibile in un rapporto di coppia ed allora, come loro dimostrano, si può vivere "sufficientemente" bene anche con qualche piccola area di incomunicabilità.
Probabilmente nel loro caso, semplicemente, non vi erano indicazioni tanto pressanti da dover intraprendere una psicoterapia e chi dei due ha insistito tanto non se ne è reso conto.
Cordiali saluti

Dr.Gennaro Fiore
Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno,
fallimentare nel senso che non è riuscita a farvi riappacificare ? Non necessariamente è quello lo scopo della terapia, penso che sia importante arrivare a capire se e quanto la persona che ci è accanto è importante per noi. A volte guardarsi fino in fondo porta a prendere altre decisioni. L'età del terapeuta conta solo nella misura in cui voi vi sentite a vostro agio e compresi. Se l'età ha lasciato nelle vostre menti dubbi e perplessità forse sarebbe stato meglio rivolgersi altrove. Non per l'età in sè, per quello che muoveva in voi....

Dott.ssa Daniela Cremonini Psicologo a Boissano

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Probabilmente il percorso non è stato fallimentare ma ha invece portato alla consapevolezza che la vostra coppia funziona proprio in questo modo " con i soliti problemi ma con un profondo amore". L'età e l'esperienza del terapeuta sono un dato da prendere in considerazione, insieme a molti altri, ma ciò che da successo in una terapia è anche e soprattutto la motivazione dei pazienti a mettersi in discussione.
Dr.ssa Erminia Cioffi , psicologa psicoterapeuta familiare. Salerno, Agerola (Na)

Dottoressa Erminia Cioffi Psicologo a Salerno

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Gentile utente,

il successo di una terapia è basato sulle competenze tecniche del professionista, dalla relazione terapeutica e dalla motivazione dell'utente a vedere, mettersi in gioco con spirito critico e a cambiare. Un lavoro su di sè e sulla coppia richiede un investimento di energie, richiede tempo e denaro e se la motivazione è carente gli obiettivi difficilmente vengono raggiunti.
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Buon giorno,
dallo scarso contenuto della domanda, non è facile dare una risposta soddisfacente : secondo la mia non breve esperienza, mancano dei dettagli importanti come vero il motivo del disagio che vi ha spinto in psicoterapia, o meglio, che ha fatto cedere uno dei due alla assillante richiesta dell'altra per andarci. La resistenza iniziale ha ha superficialmente accreditato l'alibi della giovane età della collega, per me irrilevante e che del resto si sarebbe potuto risolvere cercando i numerosissimi colleghi anche più anziani di voi. Potreste sempre riprovare, tanto per non lasciare le cose in sospeso! Quello che sento di positivo e fondamentale è che tra voi ci sia l'amore, grazie al quale potreste 'sportivamente' intraprendere una esperienza psicoterapica come una piacevole avventura. Restando a disposizione per ulteriori comunicazioni vi saluto caramente.
Dott..a Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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Mai avrei immaginato dopo anni di ricevere ancora risposte al mio quesito e,di essere tuttora in testa alla classifica delle risposte,davvero numerose.Ma davvero è un argomento così interessante? Ringrazio infinitamente chi mi ha dedicato un pò del suo tempo.Nel nostro rapporto le cose procedono come sempre e come in tutti i rapporti di coppia tra alti e bassi,nel contesto però di un sentimento solido e profondo.Quando uscivo dagli incontri ero inviperito, ora quando ci penso, mi viene da sorridere.Grazie ancora

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Caro Amico, capisco bene quello che dici. Io sono sposato da 35 anni.
E' inevitabile avere momenti di attrito o discussioni anche accese.
La cosa veramente importante è avere stima reciproca.
E , come Tu dici, "amandoci profondamente".
Allora un psicologo, che Vi dia fiducia, può aiutarVi a trovare un miglior equilibrio di coppia.
Cordialmente

Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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