Esperienza di affiancamento/Volontariato

Inviata da PortoBene · 8 gen 2026 Orientamento professionale

Salve! A ottobre ho conseguito la laurea in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva (L-24). Non ho svolto il TPV e, di conseguenza, non sono iscritta all'Albo B. Sono un po' indecisa sul da farsi e prima di iniziare la magistrale o il tirocinio, mi piacerebbe osservare il mestiere da vicino. Mi chiedevo se, in relazione alla mia attuale situazione, fosse ugualmente possibile per me svolgere un'esperienza di affiancamento o volontariato (quindi di osservazione senza intervento diretto) presso uno psicologo iscritto all'Albo A, psicoterapeuta, ecc.

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Miglior risposta 9 GEN 2026

Sì, è possibile, anche nella tua situazione attuale, svolgere un’esperienza di affiancamento/volontariato a scopo osservativo, ma con alcuni limiti molto chiari.

In Italia non esiste un divieto normativo che impedisca a una laureata triennale in L-24, non iscritta all’Albo, di osservare il lavoro di uno psicologo o psicoterapeuta. Quello che non è consentito è qualunque forma di intervento, valutazione, colloquio clinico, restituzione o utilizzo del titolo di “psicologa”. L’esperienza deve rimanere puramente osservativa e formativa.
Nella pratica, ciò che puoi fare dipende soprattutto da come viene strutturata l’esperienza e dalla disponibilità del professionista. È abbastanza comune che psicologi o psicoterapeuti accettino:

- affiancamenti informali di osservazione (per esempio osservare la gestione dello studio, la relazione con i pazienti, la conduzione di gruppi o il lavoro d’équipe),
- volontariato in contesti non clinici (associazioni, cooperative, sportelli di ascolto senza conduzione autonoma),
- partecipazione come uditrice a riunioni, supervisioni di gruppo o attività psicoeducative, previo consenso informato e rispetto della privacy.

Il punto più delicato riguarda le sedute cliniche: l’osservazione è possibile solo se il paziente fornisce un consenso esplicito e scritto e se il tuo ruolo è chiaramente definito come osservatrice in formazione. Molti professionisti, per tutela, preferiscono comunque evitare osservatori in seduta individuale, mentre sono più aperti nei gruppi, nei contesti educativi o nei servizi.
Dal punto di vista formale, questa esperienza non può sostituire né anticipare il TPV né essere riconosciuta ufficialmente come tirocinio, ma è assolutamente legittima come orientamento professionale prima di scegliere se iniziare la magistrale o il tirocinio post-lauream.

Se posso darti un suggerimento pratico: quando contatti un professionista, presentati in modo molto trasparente, spiegando che non cerchi un ruolo operativo, ma uno spazio di osservazione per comprendere meglio il lavoro clinico e fare una scelta più consapevole sul tuo percorso futuro. Questo viene spesso visto come un segnale di maturità, non di indecisione.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Trieste

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12 GEN 2026

Ciao , la sua domanda è molto pertinente e mostra una buona riflessività sul proprio percorso. In assenza di TPV e di iscrizione all’Albo B, non è possibile svolgere attività cliniche né di tirocinio formale, ma in molti contesti è comunque possibile concordare esperienze di affiancamento osservativo o volontariato, purché non prevedano intervento diretto, uso di test, colloqui autonomi o accesso non autorizzato a dati sensibili. Alcuni professionisti accettano osservatori per attività psicoeducative, riunioni d’équipe, progetti sociali o contesti non clinici, previa firma di accordi di riservatezza e con il consenso degli utenti quando necessario. Questo tipo di esperienza può essere utile per orientarsi, ma non sostituisce il tirocinio professionalizzante. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

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12 GEN 2026

Gentile utente,
Sì, è possibile svolgere esperienze di affiancamento/volontariato di tipo osservativo, a determinate condizioni.
È possibile se non c’è intervento diretto sull’utenza, il ruolo è chiaramente definito come osservativo/formativo, non c’è alcuna ambiguità sul suo status e se lo psicologo ospitante è iscritto all’Albo A ed è consapevole del tipo di collaborazione.

Parliamo quindi di osservazione del lavoro clinico (quando eticamente e legalmente consentito), partecipazione a riunioni d’équipe, supporto organizzativo, studio di casi a posteriori (in anonimo), affiancamento nella progettazione, documentazione, ricerca, formazione.

In quali contesti è più facile farlo?
Nella pratica, queste esperienze sono più realistiche in alcuni ambiti rispetto ad altri.
Sono più accessibili cooperative sociali, centri diurni, comunità educative, servizi per minori o disabilità, associazioni di volontariato, progetti psicoeducativi o di prevenzione.
Qui spesso il ruolo è definito come volontaria / osservatrice / supporto educativo / supporto alla progettazione.
Più complesso (ma non impossibile): studi privati di psicologi/psicoterapeuti.

Come presentare correttamente la richiesta?
Ti suggerisco di essere molto chiara e professionale, ad esempio:
“Sono laureata triennale in Psicologia (L-24), non iscritta all’Albo.
Prima di intraprendere magistrale e TPV, vorrei fare un’esperienza di osservazione e affiancamento, senza alcun intervento clinico, per conoscere meglio la pratica professionale.”
Questo tutela te, tutela il professionista ed evita fraintendimenti legali ed etici.

Un chiarimento importante (che spesso confonde)
Non esiste una figura ufficiale di “osservatrice clinica” regolamentata dall’Ordine.
Quello che si fa rientra in volontariato, collaborazione informale, esperienza orientativa.
Per questo è fondamentale che non sia presentata come “tirocinio”, non sia presentata come “formazione professionalizzante” e non venga confusa con il TPV.

Un consiglio onesto da psicologa
Usa questa fase non per “imparare a fare lo psicologo” (non è ancora il momento), ma per osservare il setting, capire il carico emotivo del lavoro, vedere come il professionista gestisce sé stesso, i confini, il tempo, capire se quel modo di lavorare ti risuona.
Questo ti darà molto più di quanto possa immaginare.

Resto a disposizione, anche online.
Un caro saluto.
Dottoressa Martina Miranda

Martina Miranda Psicologo a Poggiomarino

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9 GEN 2026

Salve,
sì, è possibile svolgere esperienze di affiancamento o osservazione anche senza TPV e senza iscrizione all’Albo B, purché si tratti di attività non cliniche e non operative, quindi solo osservative.

Dipende molto dalla disponibilità del professionista e dalla struttura: spesso si parla di volontariato, frequenza volontaria o affiancamento informale, da concordare direttamente, chiarendo bene limiti e ruolo (niente colloqui, niente test, niente interventi). Può essere un buon modo per orientarti prima di scegliere magistrale o tirocinio.

Ti consiglio di contattare direttamente psicologi/psicoterapeuti o strutture (studi, cooperative, centri) presentando la tua motivazione all’osservazione e all’apprendimento.

Saluti

Dott.ssa Federica Vitale Psicologo a Roma

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9 GEN 2026

Gentilissima, grazie per essersi rivolta a noi innanzitutto. Comprendo la sua fatica nel decidere cosa fare rispetto al lavoro futuro, date anche le molte opportunità e specializzazioni che il nostro lavoro offre! la risposta è complessa, perchè dipende da molti fattori. Quello che le consiglierei è di informarsi presso l'ordine degli psicologi della sua regione, dove trova inoltre l'elenco dei professionisti che accolgono tirocinanti.
Saluti
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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9 GEN 2026

Buongiorno,
il suo è un dubbio molto comprensibile e condiviso da molti neolaureati che, concluso il percorso triennale, sentono il bisogno di osservare più da vicino la professione prima di compiere scelte formative successive. Il desiderio di “vedere come si lavora” è legittimo e può rappresentare un passaggio utile per orientarsi con maggiore consapevolezza.

Dal punto di vista formale, in assenza di iscrizione all’Albo B e del TPV, non è possibile svolgere attività che prevedano intervento clinico, valutazione, presa in carico o contatto diretto con l’utenza in qualità di psicologa. Tuttavia, questo non esclude in modo assoluto la possibilità di fare esperienze di affiancamento o osservazione, purché siano chiaramente definite come tali e rispettino i limiti deontologici e normativi della professione.
In alcuni contesti è possibile concordare con uno psicologo iscritto all’Albo A, o con una struttura, un’esperienza di tipo osservativo o di volontariato non clinico, ad esempio in ambito organizzativo, educativo o di supporto alle attività di ricerca, segreteria o progettazione. Anche l’osservazione indiretta del lavoro clinico, come la partecipazione a riunioni d’équipe, supervisioni o momenti formativi interni, può talvolta essere consentita, sempre nel rispetto della privacy degli utenti e con il consenso esplicito dei professionisti coinvolti.

È importante però essere consapevole che non tutti i contesti accettano questo tipo di affiancamento, proprio per ragioni di tutela dell’utenza e di responsabilità professionale. Molto dipende dalla disponibilità del singolo professionista o della struttura e dalla chiarezza con cui viene definito il ruolo dell’osservatore, che deve restare esterno all’intervento e privo di qualsiasi funzione operativa sul piano psicologico.
Se il suo obiettivo è orientarsi rispetto alla magistrale o al futuro professionale, può essere utile anche affiancare queste esperienze a colloqui informativi con psicologi o psicoterapeuti di diversi ambiti, per comprendere meglio le differenze tra i contesti di lavoro e i percorsi formativi richiesti. In ogni caso, quando deciderà di proseguire, il TPV e la magistrale rappresentano passaggi fondamentali per accedere in modo pieno e tutelato alla professione.

La fase di incertezza che sta attraversando è fisiologica e non indica un ritardo o una difficoltà, ma un tempo di riflessione. Prenderselo con attenzione può aiutarla a costruire un percorso più coerente e soddisfacente nel lungo periodo.

Un caro saluto,
Dott.ssa Grazia Melchiorre - Psicologa clinica

Dott.ssa Grazia Melchiorre Psicologo a Pescara

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9 GEN 2026

Gentile PortoBene,
una possibilità sarebbe svolgere delle ore di volontariato o un tirocinio presso una comunità psichiatrica, come una comunità per minori o per la salute mentale.
Questo le consentirebbe di fare attività generali (non strettamente legate all'ambito della psicologia non essendo iscritta all'Albo) ma magari di assistenza e compagnia agli ospiti della comunità.
In questo modo potrebbe osservare gli ambienti e il lavoro che in essi viene svolto.
Può provare a cercare nella sua zona ambienti di questo tipo ed entrare in contatto con il responsabile e/o lo/a psicologo/a/psichiatra di riferimento spiegando la sua situazione.

Dott.ssa Mazzilli Marilena

Dott.ssa Mazzilli Marilena Psicologo a Canelli

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