Errori: scelte rimandate pensando al futuro migliore

Inviata da Alessio · 3 ago 2015 Crisi esistenziale

Buongiorno, Vi scrivo per cercare di spiegarvi il mio stato d'animo. Negli ultimi dieci giorni ho raggiunto uno stato di completa confusione mentale, ora proverò a spiegarvi cosa è a oggi la mia vita. In primis vi scrivo che sono un padre di 44 anni divorziato con un figlio di 21 anni ed una figlia di 13, ho mantenuto un buon rapporto con la ex consorte da sempre, rapporto imperniato su di una buona gestione dei figli; la nostra separazione è avvenuta ormai da una decina d'anni, col passare del tempo entrambi abbiamo iniziato delle nuove relazioni che da parte mia si è sviluppata con una splendida persona con la quale ho passato momenti indimenticabili e di spensieratezza (sempre guardando in primis le nostre responsabilità, essendo anche Lei madre di una ragazzina di 13 anni ed anch'essa divorziata).
Ora arrivo agli stati dolenti della mia vita, la mia Ex nel 2008 mi chiede di accompagnarla al San Raffaele di Milano per sottoporsi a dei controlli medici approfonditi avendo nei giorni passati riscontrato alcune problematiche nel serrare le mollette da bucato e nel impugnare una penna. Passata una settimana nel sopra citato centro, ritorniamo al nostro "paese"; nell'anno successivo continua/mo ad effettuare ogni tanto degli accertamenti alle Molinette di Torino, passati alcuni mesi le viene diagnosticata la crudele SLA, Lei da questo momento continua la sua vita vivendo nella propria casa (la casa in cui abbiamo convissuto prima della separazione), la malattia aveva allora un decorso lento quasi impercettibile tant'è che continuva a lavorare a praticare i suoi hobby a frequentare i suoi compagni ecc
Tutto ciò fino ad un paio di anni fa, quando la SLA la obbliga ad essere bloccata e dipendente da altri (qui non mi allungo consono che voi conoscete il decorso della malattia). Lei verrà da questo momento aiutata in tutto da assistenti in casa 12/13 ore al giorno per gestire lei e la casa, da mio figlio, dalla sorella, da mia figlia, dalla madre, dal sottoscritto, dal compagno ecc..
Così proseguiamo per glia anni a seguire; nel mentre la mia relazione prosegue con questo macigno giunto alla mia ex, la mia compagna comprende pienamente la situazione arrivando al punto di dirmi che è giusto interrompere per le mie responsabilità, ma io ho bisogno di lei, inconsciamente mi da forza per continuare a sorridere ogni tanto e egoisticamente anche qualche volta a cercar di non pensare. Così non mi stacco anzi mi attacco a lei sempre di più, senza però per mio errore dirle quanto lei sia importante per me.
Negli ultimi 5/6 mesi però vi è un cambiamento in lei, il suo lavoro inizia a divenire assillante e per lei stressante, la gestione di sua figlia dopo il lavoro quasi ingestibile, la poca presenza del padre per motivi lavorativi, non ci permettono più di avere momenti di stacco per noi. In questi momenti in lei scatta la voglia di casa, famiglia e la presenza di un uomo che pensi a lei, cosa a cui io avevo già pensato e detto perché anche mia volontà: io però mi trovo al momento in una situazione di figli, maggiormente figlia, questa da settembre inizierà terza media e poi dovrà decidere quale istituto superiore scegliere, valutate che io vivo in un paesino ove non vi sono istituti superiori quindi la decisione sarà verso il capoluogo(quasi certamente), città dove per sorte o per fortuna vive la mia compagna. Secondo punto da non sottovalutare, il discorso economico io avevo in programma di acquistare una casa appena nel 2017 mi sarebbe terminato il mutuo della proprietà del Ex, casa che lascerò a mio figlio immediatamente se lui la vorrà essendo studente universitario(al momento viaggiante per chiari motivi).
In breve la mia compagna mi incolpa per non decisione ed in lei si rompe il legame per me dieci giorni fa mandandomi a..... (lascio a voi i punti di sospensione).
Questo mi crea turbe notevoli essendo lei la donna che ritengo mi abbia fatto conoscere il sentimento di AMORE vero, sentimento da me probabilmente prima solo immaginato nei miei sogni, compreso il mio matrimonio avvenuto per la nascita di mio figlio, ad una età di 22 anni (ero un bambino che doveva prendersi responsabilità più grandi di lui).
I problemi però come ben ho appreso negli anni non muovono da soli. Negli ultimi 3/4 mesi la mia ex moglie ha iniziato giustamente a vedere la possibile sua dipartita, cosa che tutti conosciamo ma il problema per me maggiore è sorto nella giornata di ieri, nella settimana scorsa io mio figlio la mia e ex e la sua assistente medica ci siamo incontrati perché a lei voleva e giudicava più giusto alla sua morte che mia figlia stesse con la sorella (sorella con due figlie) così si sarebbe sentita più tranquilla. Io ho detto chiaramente che tutto era possibile per il bene di mia figlia ma avrei voluto che sentissimo anche il suo punto di vista (è vero a solo 13 anni). Il giorno successivo ci siamo parlati in una riunione familiare il sottoscritto la bambina il ragazzo e la mamma. Risultato mia figlia è attaccatissima a me, ma dice alla madre che non si sente a suo agio a parlare di problemi femminili con me, a bisogno di una figura femminile. Qui il caos nel mio cervello!
Mia figlia è affezionata alla mia compagna e a sua figlia, ma ora la compagna non c'è più, io con tutte i miei pensieri passati di cercar di far andar bene tutto per il bene degli altri, ora mi trovo ad aver perso la compagna e a veder la possibilità di perdere anche la figlia e vederla ai week end e nelle feste comandate.
Ho atteso fino ad ora per creare una nuova casa famiglia perché credevo giusto rinunciando a vivermi la storia, in attesa del momento giusto per tutti, ora capisco che ho totalmente sbagliato ed ho perso anni della vita. Perché? Cosa sarà di me ora? Scusate la forse non totale chiarezza ma non è facile riuscire a mettere in poche righe un "vita" così incasinata. (fosse tutto qui).
Se riuscite ad intuire il mio stato d'animo vi prego scrivetemi.

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Miglior risposta 11 SET 2015

Gentile Alessio,
quando si rompe un nucleo familiare e la buona armonia di una famiglia, tutto quello che può accadere dopo, per quanto possa sembrare bellissimo, non può mai ripagare ciò che si è perso e non ci possono essere più certezze nei rapporti dopo che quella che era la certezza per eccellenza, cioè la certezza rappresentata dal matrimonio, è svanita. Lei però allude ad un matrimonio quasi forzato perché era stato concepito un bambino e lei aveva solo 22 anni. Tuttavia mi è difficile pensare che lei ha avuto una vita matrimoniale sempre infelice anche perché a distanza di anni ha avuto un'altra figlia e non aveva sempre 22 anni!
Dico questo solo perché non vorrei che lei, idealizzando troppo il secondo rapporto, sia portato a squalificare completamente il primo. Ad ogni modo, so bene che nel tempo le cose possono cambiare ma penso anche che tuttora non ci sia la cultura dell'aiuto psicologico alle coppie in crisi e la soluzione più facile è quella della rottura e successivo inizio di altre storie, nella convinzione, a volte certezza, che siano tutt'altra cosa, fino a quando non si scopre che spesso non è così.
Ora il passato è passato, e sfortunatamente la sua ex- moglie ha una malattia seria e invalidante tanto da sentire il bisogno di essere rassicurata su certe cose e in particolare sul futuro della vostra ragazzina tredicenne, chiedendo, se ho capito bene, che venisse affidata alla sua propria sorella (zia della ragazzina e cognata a lei) mentre lei avrebbe forse voluto tenerla con sé insieme alla sua compagna e alla figlia di quest'ultima se questa donna non avesse deciso di rompere (ho capito bene?).
Orbene, il mio punto di vista è che innanzitutto lei non si deve disperare se questa seconda compagna ha deciso di rompere perché si è sentita trascurata e/o si è spazientita e stancata di aspettare; con tutto quello che è successo, il fatto che non è stata in questo periodo al centro delle attenzioni mi sembra il minimo e non si capisce tanta intolleranza quando prima era sembrata tanto comprensiva e tollerante. In secondo luogo, non si lasci impressionare o suggestionare né dalle parole di sua moglie che pensa che la ragazzina starà meglio con la sorella e nemmeno dalle parole di sua figlia stessa (poco più che bambina), e cioè che non si sente a suo agio a parlare di problemi femminili con lei. Sua figlia potrà parlare di tutti i problemi femminili che vuole con la zia o con altri riferimenti femminili possibili (ammesso e non concesso che non se ne possa parlare anche con un padre) ma deve vivere con lei perché altrimenti il legame forte che ancora ha con lei, progressivamente si estinguerà e lei è un uomo e un padre responsabile e altruista e non merita questo!
Lei dice di aver sbagliato tutto ma non credo sia vero. Forse lei, insieme alla ex-moglie, ha solo sbagliato, come tantissimi padri e madri, nell'arrendersi troppo presto alle prime difficoltà coniugali scegliendo la scorciatoia anziché farsi aiutare a ricucire gli strappi per mantenere la famiglia unita.
Ora come ora non deve scoraggiarsi pensando di aver perso tutto. Rimanga vicino ai suoi figli che sono la priorità e lasci che la sua seconda donna faccia le sue scelte liberamente assumendosene la responsabilità.
Se ne ha la possibilità, non rinunci ad un supporto psicologico per lei e la sua famiglia.
Cordiali saluti

Dr. Gennaro Fiore
Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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4 AGO 2015

Carissimo Alessio,
dal suo racconto emerge che lei si e' assunto molte responsabilità, al punto di dimenticarsi di se stesso e dei propri desideri.
Mi sembra che abbia rinunciato a molte cose,ma e' davvero ciò che desidera?

Parli con sua figlia, un'adolescente ha indubbiamente bisogno di una figura femminile in certi momenti della propria vita ma ha anche bisogno di suo padre. Per la presenza femminile potrete trovare una soluzione e rimane il fatto che potrà rivolgersi alla zia anche se vivrà con lei che e' il padre.

Parli anche con la sua compagna e si spieghi con lei, magari potete ricominciare con altri presupposti.

Può anche pensare di rivolgersi a uno psicologo per riuscire ad elaborare il carico di questi anni e per poter fare delle scelte più vicine ai suoi desideri.

Non si scoraggi.

Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Fornari

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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4 AGO 2015

Il suo messaggio è lunghissimo, ma l'ho letto attentamente. Diciamo subito che lei ha bisogno subito di un consulente psicologo, esperto in problemi di affidamento di figli minori e giuridici, perché c'è di mezzo una figlia minore della quale bisogna individuare le necessità e le scelte migliori per il futuro. Inoltre lei stesso ha i suoi diritti e un esperto in tali problematiche le occorre per individuare i passi da compiere per non perdere sua figlia. Inoltre la consulenza psicologica le occorre per mettere un po' d'ordine nella sua vita. Lei stesso parla di caos nel suo cervello. E ci credo!! Tante sono le problematiche che ci ha riferito, che qualunque persona nella sua situazione si troverebbe in difficoltà. Non può farcela da solo ha bisogno di aiuto.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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3 AGO 2015

Caro Alessio,
quello che ci fa arrivare con il suo messaggio è dolore, confusione, incredulità, senso di ingiustizia, rassegnazione al dolore e tanta energia indirizzata al bene degli altri.

L'impressione è che non si sia mai occupato veramente di se stesso e abbia rivolto la sua attenzione ai bisogni altrui.

Penso lei debba parlare apertamente con sua figlia del timore di perderla e del suo desiderio di condivdere con lei una fetta di vita più ampia di qualche weekend. Le parli a cuore aperto, come ha fatto con noi e la lasci libera di scegliere il meglio per sè in questo momento di vita.
Come ha vissuto sulla sua pelle le cose cambiano e una scelta ora non lo è necessariamente per sempre. Ci scrive che la relazione con la madre della ragazza è buona e quindi non avrete difficoltà ad essere flessibili.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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