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Errore del terapeuta

Inviata da turbofan il 10 ott 2015 Orientamento professionale

Ciao a tutti sono anche io affetto da doc e volevo raccontare un episodio ossessivo. Avevo un idea ossessiva che si trascinava da anni fin dalla nascita dei bambini. Temevo che per un mio errore potesse essere successo uno scambio di bambini (il che è assolutamente da escludere viste le procedure severe per identificare il neonato e legarlo alla madre) e nella quale temevo di poter essere responsabile di avere causato un guai.o Dopo molto penare sono riuscito a raccontare la cosa a mia moglie che mi ha rassicurato (ma anche riferire un fatto è compulsione ? credo di si perchè serve comunque a rassicurarci). Ora in terapia ho parlato con il mio medico riferendo il fatto a titolo di cronaca non in quanto virale e lui per tutta risposta mi dice: Ma come fa tua moglie a rassicurarti ? Lei partorisce e che ne può sapere ?devi anzi essere tu a rassicurare lei.
Mi cade il mondo addosso e questo pensiero di dover riferire a mia moglie quello che ha detto il medico non mi abbandona MAI, tanto che sono entrato anche in depressione (mi ha dato zoloft 200 mg al giorno!), come faccio a dimenticare questo pensiero ?
Penso infatti che se non dovessi riuscire a risolverlo non mi rimarrebbe che morire.
In questo momento sto soffrendo moltissimo in quanto dovrei dire a mia moglie, che a suo tempo già mi rassicurò sull'immaginario tema dello scambio bambini, che il dottore ha detto che non può rassicurarmi e quindi io sento la necessità di riferire a lei quanto detto dal medico per mettere in guardia mia moglie e dirle che non può fidarsi nemmeno di se stessa ma occorre un esame, che ne so, del dna o quant'altro. L'unica soluzione sarebbe quella di prendere finalmente coscienza del fatto che non è mai esistito alcun problema ma è tutto frutto della mia malattia, ma dire a mia moglie e quindi eseguire una compulsione sembra sempre la strada piu facile e rapida per uscire dall'ossessione.....è difficilissimo resistere.
Inoltre in seduta ho anche accennato al fatto che mia moglie mi aveva rassicurato circa un fatto dicendomi che non era peccato e il terapeuta mi ha detto “ma sua moglie non è mica il Papa !” e quindi dato che il terapeuta è una autorità ora dovrei avvertire mia moglie che deve rivedere la sua cultura religiosa (premetto che mia moglie è molto colta in materia)
E’ assolutamente da sconsigliare il riferire a mia moglie di quanto sopra ?

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Gentile lettore,
non sicapisce bene se il medico che la sta seguendo è un medico di base, uno psichiatra o uno psicoterapeuta e guardi che la differenza tra queste tre figure professionali è notevole.
Se si tratta di uno psichiatra prescriverà eventualmente (come sembra sia stato fatto) dei farmaci antidepressivi da associare ad una psicoterapia cognitivo-comportamentale per ridurre la sua sintomatologia ossessivo-compulsiva.
Il D.O.C. è una patologia abbastanza difficile da curare perchè qualsiasi cosa, anche detta dal terapeuta, può innescare pensieri intrusivi e ossessivi e le capacità logiche che anche lei ha ben sviluppate non bastano per bloccare i pensieri intrusivi irrazionali che nascono in una struttura di personalità rigida.
La psicoterapia cognitiva e comportamentale si avvale di tecniche di esposizione e prevenzione della risposta compulsiva per contrastare questi sintomi ma l'ideale sarebbe riuscire ad ammorbidire la rigidità strutturale della personalità e questo richiede un lungo e paziente lavoro di psicoterapia.
Quanto alla sua domanda, se coinvolgere o meno sua moglie nei suoi pensieri ossessivi, dipende un pò dalla sua (di sua moglie) personalità e capacità di rassicurarla piuttosto che farle venire altri dubbi. Così negli esempi che ha portato, sarebbe, a mio avviso rassicurante se sua moglie nel primo caso riguardante il vostro bambino le dicesse, estremizzando, che non c'è bisogno di fare alcun test del DNA perchè voi gli vorrete comunque bene a prescindere perchè lo state crescendo e, nel secondo caso del presunto peccato, le dicesse che in confessione tutti i peccati possono essere perdonati e condonati quando non c'è cattiva fede e si sbaglia perchè si è limitati.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Innanzitutto ringrazio di cuore tutti quelli che si sono interessati al mio caso e che mi hanno dato un po’ di coraggio.
Sicuramente mi avvierò verso una terapia con un’ altra persona nella speranza che le cose vadano finalmente nel verso giusto.
Per il momento non scrivo altro salvo riprendere l’argomento più a fondo, grazie ancora a tutti!

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Buongiorno.
Le consiglio di parlare con chi la segue (come medico? Terapeuta? Questa parte sarebbe da chiarire e mi auguro che sia chiara nella vostra relazione di cura) di quanto ha scritto. E questo non solo per confrontarsi su un ipotetico "errore", ma soprattutto per analizzare le sue proiezioni in merito alle frasi del suo terapeuta e le sue conseguenti emozioni. Spesso accade che, a causa di un disturbo, il modo di interpretare il mondo e le intenzioni altrui viene deformato. Lavorare su questo è un buon punto di partenza. Il suo modo di vivere le frasi del suo medico in questo momento non fanno altro che farla avviluppare su ulteriori dubbi, domande, incertezze, che sono caratteristiche del suo disturbo. Credo dunque che dovrebbe aprirsi a un confronto franco con chi la sta curando.
Cordialmente
Mara Gallo

Dr.ssa Mara Gallo - Psicologa Psicologo a Torino

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Chiedo scusa, ma mi permetto di notare fra le righe, e dalla scelta del titolo del suo quesito, che lei -nella difficoltà di gestire dei pensieri intrusivi, che chiaramente la fanno soffrire- ha già in parte trovato una chiave di lettura a ciò che le è stato detto, proponendolo come un "errore" del medico. E questo é un primo punto. Secondariamente parla di medico e prescrizioni, ed è ovvio che di tratti perciò di un percorso che segue con un dottore (credo e spero sia uno psichiatra) a causa del suo DOC, e anche questo è chiaro. Ciò che mi appare meno chiaro è, questo medico è effettivamente uno psicoterapeuta che sta effettuando con lei un percorso regolare, costante, continuo, in cui riflettete e maturate insieme aspetti che la aiutano a "stare" meglio nei suoi sintomi, poi, nella vita quotidiana o no? Può essere, caro signore, che sia un meraviglioso medico il suo dottore, ma che non abbia ne la preparazione ne la sensibilità per aiutarla a gestore tutto questo, rispetto alla sua sensibilità. E questo lo può giudicare solamente lei, che lo vede e lo "sente" in seduta insieme, e che sa con che accordi ci vedete e con quale preparazione e curriculum il dottore lavora (non sempre la nomea positiva è sinonimo di "possedere" ciò che serve a noi).. Perciò, prima di porsi il problema di parlare con sua moglie di ciò che lei non é (tipo il Papa), provi a parlare col dottore di ciò che ha "sentito" emotivamente, dopo questi interventi indelicati, e se ha bisogno di conforto e confronto, a sua moglie dica che si è sentito così, e questo l'ha fatta sentire addolorato e dispiaciuto e deluso, ma non verso sua moglie, verso il dottore! E rifletteteci insieme. Andare in terapia non è peccato, e anzi, affrontata nel modo giusto può essere anche molto apprezzabile per lei a livello di risultati; ma questa potrebbe non essere la terapia "giusta". Potrebbe pensare di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, anche non medico ma psicologo, per il percorso e per il discorso farmacologico di continuare a rivolgersi al suo medico, da cui va ora.

Si ricordi sempre che un conto sono i suoi sintomi, che fanno parte della malattia e quando potenti, che sicuramente la mettono in crisi e la addolorano profondamente; e un conto è lei, CHE NON È LA SUA MALATTIA, ma che ha varie parti di se emotive, al suo interno, e anche se alcune sono malate e provocano sintomi, altre sono sicuramente sane e possono attivarsi per aiutarla a capire, come in questo caso è successo, che cosa sia "giusto" e chs cosa sia "sbagliato" per lei.

Spero di esserle stata di aiuto

Dott.ssa Elena BELLIA
Psicologa & Psicoterapeuta
Savona Provincia e Genova città

Dott.ssa Elena Bellia Psicologo a Albenga

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