Emozioni negative e vita

Inviata da Gakick · 4 mar 2018 Depressione

Buongiorno, sono un ragazzo di 24 anni e vivo ormai da tempo un malessere costante. Cercherò di descrivermi schematizzando questo messaggio, perché so che per una valutazione completa è necessario conoscere diversi aspetti della vita e perché non sono in grado di sintetizzare efficacemente le mie emozioni.

Salute: Dormo poco e male da anni. Per me è quasi diventata normalità riposare 5 ore a notte, con relative conseguenze sulla lucidità e sulla possibilità di vivere bene il giorno successivo. E’ una cosa che sono consapevole di dover cambiare per convenienza mia stessa, ma che non riesco a cambiare. Faccio abuso di cannabis, che accostata alla visione di un film o a tempo speso al Pc nelle ore notturne, diventa quasi un rituale da praticare prima di dormire. Fumo tabacco, e sto notando gli effetti negativi sulla prestazione sportiva, il che mi fa rabbia e forse mi motiva ad agire.. ma non con abbastanza forza e costanza. Al tempo stesso ho un’ottima prestanza e forza fisica per natura, ma oltre agli allenamenti che ho ripreso dopo un lungo fermo, conduco una vita sedentaria. Sono la reincarnazione della gola, mangio tanto ed in modo sregolato, e la mia “sfortuna” è che ho un metabolismo molto veloce che mi mantiene esteticamente sempre in forma.

Famiglia: Situazione complicata, matrimonio andato avanti per inerzia. I miei non si amano e da che ho memoria litigano costantemente. Ho cercato di cambiarli in passato, di capire perché si comportassero in tale modo, ma senza successo. Alla fine ho compreso che non devono essere fatti miei. Loro non amano se stessi, e di conseguenza non hanno potuto darmi amore. Mia madre vive sottomessa all’aggressività di mio padre, cioè, è consapevole che lui è un tipo problematico e pratica oppressione psicologica, ma non ha mai avuto la forza di lasciarlo. Ne prima di concepire me, ne dopo. Mio padre è prepotente, autoritario, chiuso mentalmente. Le brutte parole sono all’ordine del giorno, gratuite e su qualsiasi cosa. Critica la pasta e ceci di mia madre e non la mangia perché è insipida, molle, etc etc.. ma direbbe che il cibo non si butta, per rispetto ai poveri. Dice che non si fa male al prossimo, ma ci tratta senza empatia. Non vede le cose belle, ma le brutte è sempre pronto a criticarle con cattiveria. Insomma è incoerente come personaggio. Lo avverto come un peso nella mia quotidianità, perché non è una persona sana che può dare rispetto e amore, e non riesco a provare neanche la minima ammirazione. In casa sono sempre seccato, intollerante a ciò che mi dicono.. mia colpa, ma il loro comportamento non rispecchia il ruolo genitoriale, ma un tentativo forzato di esso.

Lavoro: Lavoro insieme a lui, mio padre. Non avendo io conseguito gli studi fino al diploma, quando avevo 16 anni aprì una ditta di edilizia. Scelta che non appoggiai con la mia testa, ma semplicemente non avevo le idee chiare e mi buttai. E’ sempre stato un inferno, che vivo da anni. Giudizi costanti, pretesa di perfezione, non tolleranza agli sbagli con reazioni cattive. Nel mentre io, frustrato, non ho mai dato il meglio di me. Avrei potuto imparare il triplo in questo mestiere, ma non è stato così. Troppo orgoglioso per poterlo ascoltare, per come mi tratta. Siamo caratteri opposti: Lui pensa “prevenire è meglio che curare”, io penso che voglio avere la possibilità di provare e sbagliare, per poi imparare. Con lui ogni sbaglio è l’ultima cosa al mondo. Lui avrebbe dovuto essere il mio capo, il mio maestro.. nel lavoro e nella vita. Ma non può. Non ne è capace. Ci vuole una certa capacità per fare il capo, e tra le prime il rispetto. Che lui non ha. Nel lavoro litighiamo sempre per le stesse cose: Io vorrei fare più da solo, e lui me lo impedisce opprimendomi e preoccupandosi di tutte le conseguenze immaginarie di un mio ipotetico sbaglio. Anche su cose che sa che so fare, non mi da fiducia, deve esserci sempre il suo tocco. Quindi io non mi sento la responsabilità di dover fare le cose in prima persona, perché ogni intuizione o pensiero che faccio autonomamente deve filtrare per la sua testa e approvazione. E questo mi fa rabbia, perché lo pretende. Pretende di guidarmi come un burattino, e sputa sui pensieri differenti. Io mi sono sempre ribellato a ciò, gli ho sempre risposto a tono, ma di fatto sono sottomesso. Mi sono chiesto, l’altro giorno.. se decidessi definitivamente di chiudere la ditta, tra me e lui, cosa rimarrebbe.. dato che l’unica cosa che ci lega e che gli permette di giudicarmi, è proprio il fatto che chi può insegnarmi quel che mi serve per essere del tutto autonomo in questo mestiere è lui. E questo potere che detiene su di me è l’unica cosa che mi lega a lui, perché dal punto di vista personale mi ha sempre trattato male, non come un padre. E lo compatisco ma non lo perdono, dato che tutt’ora non chiede scusa per niente. Sta apposto con la coscienza.

Amici/ società: Esco poco e non ho amici fissi. Stranamente però sono capace di conversare, ho un umorismo sempre apprezzato, appaio sicuro, spesso risulto piacente alle donne. Il mio guscio è estremamente sicuro di se, e la gente lo prende per quel che appare. Ma io so che si tratta di una sicurezza fittizia. Perché tutto lo stress causato dai problemi detti sopra grava su di me, impegna le mie risorse, quel pomeriggio la stanchezza fa si che io trovi una scusa per rimandare l’uscita, l’altro il poco sonno più le critiche giornaliere di mio padre mi pesano, e non ho la voglia di uscire e trascorrere svago con gli altri. Ma “mentre” sto in mezzo alla gente sono diverso che a casa. Scherzo, rido, cerco di interagire, vivo uno stato d’animo più “accettabile”, pur se comunque influenzato dallo spirito con cui vivo il resto.

Per i motivi detti sopra, è come se intimamente io credessi di valere.. non mi sento il nulla, ma allo stesso tempo la mia autostima è altalenante, variabile, situazionale. Tocca picchi alti, e poi sprofonda nella fragilità. Non sono felice e soddisfatto, e anche se ho preso consapevolezza di diversi problemi, non trovo la durezza per compiere il primo passo. Quindi vi pongo una domanda sciocca: In una realtà parallela, impegnarsi a risolvere i problemi che ho scritto uno ad uno sarebbe la soluzione? Cercare gradualmente di dormire di più. Valutare ed agire sulla questione lavorativa, lasciando la ditta e trovandomi disoccupato e senza titoli, ma libero dal peso di mio padre. Spingere sulle parti di me che mi piacciono, e provare a farle materializzare nella pratica. E’ questo che devo fare? Posso provare a farlo in autonomia, o non ha senso ed è necessario l’aiuto di qualcuno che conosca la mente a livello tecnico? Per qualche strana ragione se mi sentissi dire “si”.. sarei più sicuro e determinato a farlo.

Chiedo perdono per la lunghezza del messaggio, ma una risposta competente potrebbe davvero aiutarmi a livello motivazionale. Grazie anticipate

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Miglior risposta 5 MAR 2018

Gentile Gakick,
Dalla tua lettera emerge chiaramente il tuo profondo desiderio di operare dei cambiamenti sostanziali nella tua vita. Gli equilibri che hanno funzionato fino ad ora ti appaiono ingombranti, pesanti, inutili.
Hai delle risorse che ti permettono di "sentire" che tutto ciò appesantisce inutilmente la tua esistenza. Spesso, però, al desiderio di cambiamento non segue subito la sua effettiva realizzazione, che ha bisogno di step graduali, di contesti specifici nei quali poter operare i cambiamenti che si desiderano.
E' utile, in questi casi, affidarsi a persona professionalmente capace e affidabile, in modo da poter essere affiancati e aiutati nel percorso di cambiamento che si desidera. Non tocco, nello specifico, i vari problemi che hai esplicitato nella tua richiesta, poiché diventerebbe troppo lunga la risposta, percepisco, però, una buona conoscenza delle tue potenziali risorse, che depone a favore di una possibile riuscita del tuo percorso di cambiamento.
Ti auguro di trovare al più presto, uno psicoterapeuta che ti aiuti e si affianchi a te in questo lavoro.
Dott.ssa Milena Angeli Padova

Dott.ssa Milena Angeli Psicologo a Padova

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5 MAR 2018

Cara Gakcik, quanta sofferenza....il fatto che tu abbia deciso di scrivere qui denota peró che vuoi provare a riprenderti in mano la tua vita e farne qualcosa di bello. Sicuramente hai tutte le risorse per farcela e raggiungere gli obiettivi che ti poni, ma senza dubbio una psicoterapia potrebbe sostenerti e accompagnarti in questo viaggio con e dentro te stesso. Auguri di cuore, dott.ssa Daniela Cannistrâ.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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