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Emetofobia acuta.. non so come uscirne!

Inviata da Marco · 14 dic 2017 Fobie

Salve a tutti, sono Marco e ho 22 anni... soffro di emetofobia da quando ero molto piccolo... ricordo quasi tutte le volte che ho rimesso, ma quella che mi è rimasta più impressa e stampata nella mente è l'ultima. Ero in terza media e ricordo di aver rimesso con violenza... comunque non ho sofferto subito dopo questo episodio di questa fobia; la prima volta che ho sofferto di ciò è stato circa un anno e mezzo dopo... ricordo che era un capodanno e mi ero fatto prendere dall'ansia non ricordo per che cosa... ricordo me in bagno con i conati, ma che mi sforzavo di non rimettere, e alla fine non ho rimesso.. sono uscito di casa a fare una passeggiata e mi era passato tutto. Da li in poi ho iniziato a soffrirne veramente tanto, ho passato tutto l'anno successivo con questa paura... mangiavo poco, non mangiavo nulla che mi potesse far del male, ma è niente in confronto a come sto adesso. Inoltre ho un'incompetenza del cardias e soffro di un leggero reflusso gastrico (che per me è la morte associata alla fobia). Comunque da quel periodo che sono stato male, ossia nel 2011, poi piano piano ne sono uscito, nel senso che la mia paura c'era ed è rimasta, ma riuscivo a vivere la mia vita serenamente senza mettermi troppi problemi... uscivo, mangiavo fuori, mangiavo di gusto, insomma, non mi ponevo il problema di rimettere anche perchè per tutto questo periodo prendevo alcuni farmaci per il reflusso come Gaviscon, Geffer e Lucen e mi sentivo quasi tutelato e "protetto" da questi farmaci, come se questi farmaci mi proteggessero dalla mia fobia. E' andato tutto bene fino a un mese fa, quando ho avuto una crisi di mal di stomaco improvviso, ho preso tutto quello che potevo prendere, le solite cose, ma non mi hanno fatto nulla.. li ho realizzato che allora quei farmaci non mi potevano "proteggere" da tutto. Questo è successo lontano da casa mia in quanto mi trovavo fuori per studio... ed è successo il 13 e il 14 novembre. Sono tornato a casa e, convinto che fosse un problema di stomaco, sono andato dal gastroenterologo che mi ha prescritto una cura a base di Lucen, Levobren e NoReMiFa... i primi giorni sono andati benissimo, avevo ripreso in mano la mia vita dopo quei giorni che ero stato male. Arriva poi il 27 novembre, dovevo partire per assistere un parente durante un importante intervento... non appena sono partito ecco che tornano i vari mal di stomaco, mal di pancia e tutto il resto che vengono amplificati dalla mia paura di rimettere. Ho passato una settimana fuori casa (obbligatoriamente) da schifo, sono stato malissimo ogni giorno. Tornato a casa mia, nella mia città, decido di andare a fare una seduta da una psicologa/ psicoterapeuta. Al primo incontro abbiamo parlato e le ho spiegato tutto, ha capito il mio problema, la mia fobia, e la seconda volta, ossia il 12 dicembre (due giorni fa) ha deciso di farmi affrontare la fobia/il trauma tramite la tecnica EMDR... la mia paura è stata talmente forte nel ricordarmi quell'avvenimento che mi è venuta una crisi d'ansia/panico mentre ero li con lei, e anche in questo momento, al solo pensiero di ricordare cosa è accaduto, mi viene l'ansia. Purtroppo io non ho il coraggio di affrontare la mia paura del tutto e cancellarla... mi ha proposto anche l'ipnosi, ma ho troppa paura di rivivere quel momento che mi terrorizza cosi tanto. Ho deciso cosi di cercare di curare l'ansia con dei prodotti naturali come Passiflora, Valeriana e Melissa per cercare di rilassarmi il piu possibile, per cercare di agire sull'ansia perchè è quella che poi mi fa scaturire tutto il resto. Ieri sono stato bene durante tutto il giorno, una volta tornato a casa però, intorno alle 23, ho avuto una crisi di ansia/panico per la paura di rimettere, così, dal nulla, senza un motivo preciso...mi sento cosi stupido...
Io sarei felice anche solo di "accantonare" la paura, di metterla da parte cosi come avevo fatto tanti anni fa... vivere la mia vita convivendo con questa fobia al momento che magari sto male, ma non voglio che mi vengano le crisi di ansia in qualsiasi momento della giornata andando ad intaccare la mia quotidianità. I miei genitori e la mia ragazza sono al corrente di tutto ciò, e mi sento terribilmente in colpa perchè vedo che loro soffrono vedendomi stare cosi, perche si sentono impotenti...
Vi scrivo perchè vorrei sapere se esiste qualche percorso psicoterapeutico che non implichi l'utilizzo di farmaci o di queste tecniche che mi facciano rivivere il momento tanto temuto... vorrei solo trovare un modo per accantonare la paura anche senza sconfiggerla del tutto, perche so che per sconfiggerla devo affrontarla, e per affrontarla bene devo ricordare il momento, e io non ho ne la forza ne il coraggio di farlo.
Perdonate la lunghezza del messaggio, ma almeno potete capire la situazione.
Vi ringrazio in anticipo e spero di uscire da questo buio che mi sta nuovamente attanagliando dopo che ero riuscito a venirne quasi fuori.
Gentilmente, Marco.

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Miglior risposta 15 DIC 2017

Gentile Marco,
in generale per superare le fobie ( e quindi anche l'emetofobia) occorre partire dal presupposto che l'atteggiamento rigido di rifiuto assoluto del sintomo correlato è, soprattutto all'inizio, controproducente.
Quindi, in una fase iniziale, è preferibile avere nei confronti del sintomo un atteggiamento di compromesso, come di chi è disposto sì a concedere a questo "scomodo compagno" diritto di esistenza ma senza farsi bloccare e paralizzare nelle sue principali aree di funzionamento che sono quella familiare, sociale e lavorativa.
Nel frattempo deve essere avviato un lavoro di psicoterapia che consenta di risalire alle cause iniziali del disagio che si esprime con questo sintomo e, nel mentre aumentano autostima e tolleranza alla frustrazione, occorre affrontare le situazioni potenzialmente fobiche non con la tecnica "full immersion" che si è dimostrata essere per lei troppo stressante bensì in maniera più graduale con la tecnica "step by step".
E' possibile fare ciò con una psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 DIC 2017

Gentile Marco,
la sua descrizione parte da sintomi fisici: vomito, gastralgie che sono manifestazioni psicosomatiche di ansia, paure, fobie che ben descrive e che io credo vadano affrontate perché possono essere all’origine dei suoi malesseri. I tamponamenti con farmaci sono sintomatici, e sinceramente credo che alla sua età non vadano considerati.
Credo abbia fatto bene a rivolgersi a un terapeuta, ma le tecniche ipnotiche e EMDR l’anno spaventato, e dal suo scritto ricco e denso mi sembra sia più adatta una terapia psicoanalitica.
Non si alieni nel circolo vizioso dell’uso di farmaci, credo debba trovare significati e risorse personali per affrontarle.
Spero di esserle stata d’aiuto, mi occupo molto spesso nella mia pratica professionale di situazioni come la sua.
Buona giornata
Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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15 DIC 2017

Buongiorno Marco,
Dal suo racconto emerge tutta la sua sofferenza per quadra situazione e la reale compromissione che quadra fobia ha avuto e sta avendo tuttora sulle sue principali aree di funzionamento ( sociale, familiare, lavorativo)
L'ansia la sta portando a evitare diverse situazioni e ha "produrre" pensieri e giudizi negativi su di sé cHe creano un circolo vizioso di paura di avere paura di vomitare
Le suggerisco di rivolgersi ad un terapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale, che la possa aiutare a gestire in modo più funzionale la su paura, i suoi pensieri in modo da ridurre l'evita mento delle situazioni sociali per paura che si ripresenti l'episodio temuto.
Un saluto
Francesca Soddu

Dott.ssa Francesca Soddu Psicologo a Como

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15 DIC 2017

Caro Marco,
dalle sue parole emerge il forte disagio e la sofferenza che la situazione le crea. Non è facile vivere con questa paura.
Come ha detto, per poter risolvere il problema bisogna affrontarlo, ma si può fare arrivandoci in maniera diversa e graduale, con approcci differenti. L'EMDR è un'ottima tecnica, ma probabilmente ora non fa al caso suo. Ritengo che l'utilizzo di prodotti naturali sia solo un palliativo poco utile al fine di un'adeguata gestione della situazione. Sarebbe consigliabile per lei una psicoterapia che l'aiuti a comprendere quali siano le cause sottostanti a questa difficoltà manifestata, rispettando i suoi tempi, in modo tale da far sì che in futuro non le accadano più episodi del genere.
Rimango a disposizione per ulteriori informazioni.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Malmesi (BG e MI)

Dott.ssa Alessandra Malmesi Psicologo a Bergamo

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15 DIC 2017

Gentile Marco,
il suo racconto è molto dettagliato e ha descritto con coraggio elementi che immagino essere di enorme sofferenza. Sebbene questo spazio non si dimostri idoneo per la disamina di una problematica che pare assumere le caratteristiche del profondo e dell'invalidante, mi sentirei di consigliarle di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta o a uno psichiatra/psicoterapeuta, chiarendo la sua necessità di intervenire con una tecnica non invasiva. Sono convinto che i colleghi che incontrerà sapranno concordare insieme a lei il miglior modo per giungere all'approfondimento e alla graduale soluzione del suo fastidio. La tecnica EMDR che le è stata proposta mi pare un buon modo per approcciarsi alla tipologia di problema che riporta; tuttavia se ha avvertito intenso disagio durante la formulazione della stessa potrebbe essere una buona idea discuterne direttamente con il/la terapeuta in questione. L'utilizzo di prodotti naturali come quelli da lei citati, trovo non possa essere una soluzione efficace alla situazione complessa che racconta, semmai elemento di ulteriore supporto ma sempre e comunque se consigliato/suggerito da un professionista. La invito quindi a rivolgersi ad un terapeuta che possa concordare con lei un buon modo condiviso di lavorare sul problema. Ci tenga comunque aggiornati sugli sviluppi, qualora possa essere per lei di giovamento.
Cordiali Saluti.

Dott. Alessandro Gullotta - Psicologo Clinico Psicologo a Torino

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