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È stress o no? Sono confusa

Inviata da Valeria · 25 ott 2016 Stress

Salve a tutti,
Ho bisogno di un consiglio per capire se si tratta di stress/esaurimento per quello che sto passando, qua sotto racconto la mia storia... è un po' lunghetta però.

Ho vissuto a Londra per un anno dove ho fatto un lavoro sociale molto pesante ma che adoravo (con senzatetto e casi di malattia mentale), i primi due mesi ero felicissima e non ero mai stata così bene (era un mio sogno da sempre andare a Londra), tutto d'un tratto ho iniziato a stare malissimo, avevo i sintomi della febbre ma senza febbre, con debolezza forte e giramenti di testa.
Sono andata dal medico e mi disse che era solo stress e che dovevo riposarmi, che poi mi sarebbe passato (il problema è che non potevo prendere troppi giorni di malattia).
Ho continuato a stare malissimo fino a che per necessità interne mi hanno spostata di ruolo in un'area meno pesante e dopo un po' ho iniziato a stare meglio e credevo finalmente che il malessere se n'era andato; dopo però due mesi purtroppo mi è rincominciato tutto e peggio di prima (vertigini ancora più forti e malesseri fisici più accentuati) sono ritornata dal medico che mi ha prescritto antidolorifici ma che mi hanno solo peggiorato la situazione, quindi ho smesso di prenderli.
Tutta questa storia è continuata in maniera discontinua fino a che mi mancava un mese a ritornare in Italia, ho iniziato a stare meglio e quindi ho pensato "ah ok sarà la mia testa allora", ma il problema è che nemmeno un mese dopo mi è tutto riniziato.
Tutti insistono che è un problema psicologico, ma se così fosse non mi sarebbe dovuto cessare definitivamente una volta cessata la mia attività lavorativa e il ritorno in patria? Sono molto confusa...

Alcune premesse:
1. nonostante fosse un lavoro pesante mi piaceva un sacco e lo facevo volentieri,
2. i miei superiori mi trattavano benissimo,
5. ho sperimentato la vita con coinquilini e stavo meglio che con i miei,
4. riuscivo a gestire bene le mie risorse economiche quindi non ero con l'acqua in gola da quel punto di vista,
5. adoravo la vita Londinese
6. non avevo problemi né di insonnia né di inappetenza
7. le analisi del sangue erano sempre a posto.

Insomma stavo bene, non avevo turbe psicologiche!!
Non capisco cosa ci sta che non andava e che continua a perseguitarmi ancora ora senza motivo...
Riuscite a dare una delucidazione ad una ragazza (ormai) disperata e molto confusa?

Un caro saluto

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Miglior risposta 25 OTT 2016

Gentile Valeria,
per quanto il lavoro, la cittá, la tua condizione economica, i colleghi ti piacessero, non è sempre facile per il nostro corpo adattarsi velocemente a un nuovo stile di vita, lontano da casa, famiglia e amici, dovendo magari fare uno sforzo in piú per imparare una lingua che non è la propria lingua madre, avendo ritmi diversi e mansioni pesanti. Puó essere che il tuo corpo abbia risentito di tutto questo e che ora che sei tornata in Italia ti serva un po' di tempo per riadattarti alla vita di prima. Queste che ti ho riportato sono solo ipotesi che ho formulato sulla base di ció che racconti.
Il mio suggerimento è di far passare un po' di tempo (uno-due mesi) per vedere se la situazione si risistema da sola, una volta che ti sei riabituata a stare in Italia.
Se i tuoi problemi fisici persistono, approfondisci gli esami medici e se anch'essi danno esito negativo, parlane con uno/a psicologo/a della tua zona.
Tieni presente che non si va dallo psicologo solo perché si hanno delle "turbe psicologiche", ma il percorso con uno psicologo puó rivelarsi utile anche nei casi di stress, affaticamento e problemi che si manifestano nel corpo senza che gli esami medici riscontrino nessuna anomalia.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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1 NOV 2016

Il distacco dalla cultura di appartenenza può essere traumatico, anche se magari odiamo il nostro paese e ci ha sempre affascinato quello in cui siamo andare. Il dramma degli italiani che fanno all'estero e si sentono sperduti in un nuovo contesto è un problema sempre attuale.
Il suo lavoro rientra nelle professioni d'aiuto, che sono gli ambiti più a rischio burnout. Veda se questa è solo una fase di adattamento al nuovo ruolo e luogo, se è solo una fase potrebbe finire a breve, se c'è qualcosa di più distruttivo sarebbe bene cercare un aiuto psicologico per un nuovo adattamento. Può trovare professionisti sul luogo, "autoctono" e se cerca bene può trovare un altro italiano che è scappato da quelle parti come lei in cerca di lavoro. Può anche cercare aiuto per consulenze in Italia via skype, ci sono psicologi comunque bravi che non le snobbano.

Dott.tancredi Pascucci Psicologo a Roma

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27 OTT 2016

Gentile Valeria,
hai raccontato del tuo entusiasmo in questa esperienza di lavoro sociale all'estero durata un anno ma non hai raccontato nulla della tua vita familiare di prima se non che a Londra "con i tuoi coinquilini stavi meglio che con i tuoi".
Ciò lascia supporre che probabilmente a casa i rapporti interpersonali con i tuoi non erano proprio ottimali e questa può essere stata una delle ragioni a spingerti di andare all'estero.
Se a questo aggiungi che lavorare con i senzatetto e i malati di mente senza una adeguata preparazione può essere effettivamente pesante e stressante dal punto di vista emotivo, si può spiegare il tuo cedimento psicologico stante l'esclusione di patologie organiche.
Ora che sei ritornata in Patria e in famiglia avrai sufficiente tempo e modo per riflettere sulla qualità delle tue interazioni interpersonali e qualora la mia ipotesi fosse valida puoi iniziare una terapia individuale o, meglio ancora se possibile, sistemico relazionale con la tua famiglia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 OTT 2016

Salve Valeria, tenga in considerazione che ogni cambiamento (sia negativo che positivo) può essere potenzialmente stressante perché richiede un adattamento ad una condizione diversa rispetto alla precedente. In questa prospettiva anche il suo ritorno in Italia potrebbe essere stressante. Il suo problema potrebbe essere effettivamente lo stress eccessivo che ha vissuto in questo periodo. Tuttavia, non escluderei la presenza di difficoltà personali che potrebbero essersi accentuate proprio in virtù di queste condizioni stressanti. Ad esempio, alcuni sintomi che riporta sono presenti anche nelle persone che hanno difficoltà a gestire l'ansia.

Dott.ssa Erica Tinelli Psicologo a Orte

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