E' solo una crisi esistenziale o l’incapacità di gestire le emozioni?

Inviata da puck il 14 lug 2017 Crisi esistenziale

Chiedo subito scusa della mia prolissità. Sono un ‘uomo’ di 35 anni, cinico, poco aperto, che vive con i propri genitori, senza avere mai avuto una relazione amorosa né amici con cui condividere esperienze di vita, conscio che questa è la conseguenza del mio modo di essere e delle mie scelte/non-scelte.
Fortunatamente ho sempre lavorato dal diploma ad ora e dopo anni di sacrifici economici ho acquistato casa, con mutuo annesso, che sarà in mio possesso il prossimo anno e sono consapevole del fatto che sarà un bel cambiamento.
Premesso questo, quello che voglio raccontare è quello che ho vissuto nell’ultimo anno.
Per cause di incertezze di posizione sul lavoro, di investimenti economici a rischio e alla solita incapacità di relazionare col gentil sesso, mi sono trovato con stomaco chiuso, mancanza di interesse nelle mie attività extra lavoro inclusi passatempi e notti insonni a pensare e ripensare. A novembre per cercare di evadere un po’ da questa situazione, ho fatto un paio di fine settimana in giro con un mio collega e il secondo di questo in compagnia anche di due sue amiche. Durante questo ultimo viaggio, coi pensieri sempre alle mie piccole incertezze, non riuscivo a mangiare nulla per la prima volta nella mia vita e mi sono ritrovato a voler ripensare a dei momenti della vita in cui mi ero sentito felice. Non sono riuscito lì per lì a trovarne mezzo e sono andato in una specie di crisi di nervi, tremolante, con palpitazioni e sudorazione fredda, quasi sull’orlo del pianto. Queste due ragazze appena conosciute, pur non sapendo nulla di me né il motivo di questo mio malessere, hanno cercato di consolarmi, parlandomi, prendendomi per braccio e abbracciandomi. Tutte cose che nella mia vita di distacco dagli altri non avevo mai sperimentato e che mi hanno creato una bellissima sensazione. Però, con la mia capacità di trasformare tutto in nero, ho poi avvertito più problemi nel sentire il calore di queste attenzioni effimere. Di rientro da questo ultimo viaggio ho continuato nel mio mal di vivere, come lo chiamo io, con in aggiunta tutta una serie di sintomi tra cui stomaco chiuso, insonnia, umore giù, mancanza di appetito e perdita di peso, mancanza di concentrazione e lucidità. Poi in un momento di crisi (pensieri che avevano per tema il suicidio, senza intenzioni suicide) mi sono rivolto al mio medico di base che mi ha subito etichettato come depresso e mandato dallo psichiatra. Ho fatto solo 7 sedute, poiché se voleva vedermi piangere bastava che me lo chiedesse … solo il parlare delle cose che mi hanno segnato durante l’infanzia mi fa stare male … e ovviamente c’è riuscito.
Questo periodo è durato circa 4-5 mesi e non l’ho raccontato a nessuno, ho cercato di tenerlo nascosto per quanto possibile agli altri. A distanza di qualche altro mese mi sento fisicamente meglio, dormo, mangio e sono più presente, più lucido. Ho ripreso attività fisica e mi sono messo a leggere molto. Ovviamente la mia vita sociale non è cambiata e come sempre passo la mia esistenza coi miei pensieri. Il problema è che mi ritrovo spesso con le lacrime agli occhi senza motivo apparente e con lo stato d’animo che oscilla tra il vuoto e il triste, incapace nemmeno di arrabbiarmi o provare altro. Al massimo ho la sensazione di indossare una maschera e non c’è giorno in cui non mi venga il pensiero che non ho un motivo per desiderare di vedere quello seguente.

Chiedo ancora scusa per la lungaggine, ma probabilmente ho anche il nuovo bisogno di condivisione, sapendo che fa solo parte della natura umana.

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Gentile Puck,

per poterla aiutare sarebbe importante avere alcune informazioni. Sta attualmente seguendo una terapia farmacologica? Hai mai consultato uno psicoterapeuta?
La sua situazione è caratterizzata da una condizione di spiccata sofferenza e sono convinta che se lei l'affrontasse potrebbe ottenere dei grandi risultati ed essere finalmente pienamente soddisfatto della sua vita.

Mi risponda pure privatamente
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento

Cordialmente,

Dott.ssa Silvia Picazio
Psicologa e Psicoterapeuta
Cognitivo-Comportamentale

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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