e se tutto finisse?

Inviata da Marta.961 · 4 mag 2026 Autorealizzazione e orientamento personale

Ormai è il secondo giorno che penso di finirla qua, che senso ha continuare con una vita che non è degna di essere definita tale? Ho rovinato la vita a chiunque mi volesse bene, e quelle due o tre persone alla quale ancora non l'ho fatto deve solo arrivare quel momento. La mia vita ormai è diventata solo giornate che trascorro solo per passare al giorno successivo il più velocemente possibile, ogni giorno è formato da ansia su ansia che non mi lascia mai in pace, ormai qualsiasi cosa mi crea mille pensieri e ormai sono così tanti che nella mia testa strabordano e non riesco nemmeno a decifrarli. Stamattina volevo solo fare una doccia e come mi guardo allo specchio, non so perché, ma ho iniziato a piangere e a sentire di morire, non riuscivo a respirare, mi sentivo completamente assente dal mondo, ma questo spesso mi succede, mi distacco dal mondo intero anche solo per qualche secondo, ma mi sembra tutto così irreale, ma tornando sul discorso di prima, penso di non essermi mai sentita così male, davvero, mi sembrava che io stessi per morire, mi sono piegata in giù e non riuscivo nemmeno ad alzarmi, mi sentivo bloccata, era come se fossi entrata in un'altro mondo. Ogni giorno peggiora tutto, pensavo che tutto si stesse risolvendo, non vado dalla psicologa da due mesi e stavo anche quasi tornando a parlare con mio fratello, ogni giorno c'era una parola in più scambiata, ma ora basta. Io non posso continuare a vivere così, vorrei solo essere come tutti gli altri ragazzi di 15 o 16 anni, dove il loro problema è quello di trovare il ragazzo o la ragazza, non svegliarsi con i carabinieri che vogliono entrare in casa come sveglia per poi andare a scuola facendo finta che nulla fosse successo. Nessuno capisce mai quanto io mi senta male, e ogni giorno peggiora, ormai ogni sera piango, e la mattina come mi sveglio piango nuovamente, con gli occhi che non stanno quasi nemmeno aperti, ma nessuno se ne accorge, nessuno lo sa, nemmeno mamma che dovrebbe essere la prima a capire che qualcosa in me si è spento, ma lei pensa che a me non me freghi nulla, che io sia felice e spensierata, dice che magari quando mio fratello andrà in galera capirò e che avrò tutto sulla coscienza. Io non resisto più, è tutto così forte, così complesso, vorrei essere solo come gli altri e invece no, ogni giorno mi spengo sempre di più, non riesco più nemmeno a vestirmi, qualsiasi cosa io metta mi fa schifo, mi sento uno sgorbio, con le costole di fuori, le cosce grosse, la pancia che non è piatta, spesso mi sento grossa, ma spesso mi sento troppo magra, passo giorni a vedermi magra e ha mangiare qualsiasi cosa e giorni dove mi sento grossa e non mangio. Non riesco nemmeno a stare con me stessa, come potrò mai superare tutto il resto se nemmeno con me sto bene? se nemmeno me stessa riesco a capire? Forse questa vita non fa per me, forse io non sono adatta a vivere, e non me lo merito nemmeno, mia mamma ha ragione sono una semplice testa di cazzo, o forse, una complessa testa di cazzo, perché nessuno mi capisce, nemmeno la psicologa ci riesce. Io questa vita non me la merito, vorrei solo avere il coraggio di prendere e buttarmi giù da quelle fottute scale nella speranza di smettere di respirare perché se dovessi respirare ancora sarebbe peggio, ci riproverei altre 100 volte nella speranza di riuscirci, tutto solo per non creare più casini, togliere un problema a mia mamma, togliere un problema a mio fratello, togliere un problema a chiunque abbia a che fare con me, perché si, io porto problemi a tutti, come sempre. Più passano le giornate più niente mi basta per stare bene, nemmeno tagliarmi ormai basta, anzi, sto solo che peggio. Se mai io dovessi riuscire nel mio intento, voglio che questo messaggio arrivi a mia mamma, colei che pensava che avessi fatto tutto per attenzioni, che io non stia male, perchè mamma io non riesco a sentirti dire così, e voglio che altre persone, come vitto, amanda, mia sorella, nonni e eli sappiano che vi voglio un mondo di bene, nonostante nessuno di voi sapesse tutto, siete sempre stati nel mio cuore, e sempre lo sarete, anche se spero che presto vi guarderò trionfare da sopra. Grazie di tutto, ma aspetto solo questo momento.

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Miglior risposta 5 MAG 2026


Buongiorno Marta.

Ho letto con attenzione quello che hai scritto.

Quello che stai vivendo è molto intenso e serio, e merita di essere preso sul serio. Il dolore che descrivi è reale, ma il fatto che tu stia pensando di farti del male è un segnale che non puoi restare sola in questo momento.

Non sei “sbagliata” o un problema: sei una persona che sta affrontando qualcosa di troppo grande da gestire senza supporto.

La cosa più importante adesso non è risolvere tutto, ma metterti in sicurezza: ti invito a contattare al più presto un professionista di fiducia, e a non restare sola.

Se senti che il rischio è forte, chiedere aiuto immediato è importante. Quello che provi può essere compreso e affrontato, ma non da sola.

Se senti il bisogno di parlare, puoi anche scrivermi.
Ti ascolto volentieri. Non devi affrontare tutto da sola.


Un caro saluto
Dott.ssa Afrodite Riolli
Psicologa clinica e di comunità

Afrodite Riolli Psicologo a Modena

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7 MAG 2026

Buongiorno Marta,

dal suo messaggio emerge una sofferenza molto intensa e profonda, che sembra aver raggiunto un punto in cui tutto appare senza via d’uscita. Ma proprio il fatto che lei abbia scritto, che abbia provato a mettere in parole questo dolore, forse dice anche che una parte di lei non vuole soltanto “finire”, ma desidera soprattutto che qualcuno possa finalmente comprendere quanto sta male.
Lei descrive un senso di solitudine enorme, il sentirsi un peso, il percepirsi “sbagliata”. Eppure spesso, soprattutto nell’adolescenza, il dolore psichico assume forme assolute, totalizzanti, come se non ci fosse più spazio per altro. Questo non significa che ciò che sente non sia reale, anzi. Significa però che forse in questo momento il suo sguardo su di sé è completamente attraversato dalla sofferenza.
Mi colpisce anche il contesto familiare difficile che racconta, il clima di tensione, le parole pesanti ricevute, il sentirsi invisibile nel proprio dolore. A volte un ragazzo finisce per portare addosso qualcosa che riguarda anche la storia familiare in cui vive.
In questo momento, però, credo sia importante dirle una cosa con chiarezza: non resti sola con questi pensieri. Sarebbe fondamentale riprendere quanto prima il contatto con la sua psicologa oppure parlarne con un adulto di fiducia, un familiare, un insegnante, qualcuno che possa starle accanto concretamente. Quando il dolore arriva a desiderare la morte, non va affrontato in silenzio.
Lacan diceva che “la parola è già una forma di domanda rivolta all’altro”. Forse questo messaggio è anche questo: una domanda di aiuto.
Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico), eventualmente affiancato da altri sostegni adeguati alla sua età e alla sua sofferenza attuale, può aiutarla a dare un senso a ciò che oggi appare solo insopportabile.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto

Dott. Valentino Moretto Psicologo a Salerno

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7 MAG 2026

Ciao Marta,
quello che stai vivendo in questo momento è molto intenso e doloroso, e nel tuo messaggio si sente tutta la fatica che stai portando da tanto tempo da sola. Non sento una ragazza “sbagliata” o “un problema”, ma profondamente sopraffatta, che sta cercando di reggere emozioni, pensieri e situazioni troppo grandi per essere contenute senza aiuto.

Quando il dolore emotivo diventa così continuo, può succedere che tutto inizi a sembrare irreale, pesante, senza via d’uscita. Anche quei momenti in cui ti senti “fuori dal mondo”, bloccata, senza respiro, possono comparire quando il sistema emotivo è in uno stato di sovraccarico molto forte.

Mi ha colpito molto anche una cosa: continui a descriverti come un peso, come qualcuno che rovina la vita agli altri. Spesso però, quando si cresce in ambienti molto difficili o carichi di tensione, si finisce per sentirsi responsabili di tutto, anche di ciò che in realtà un ragazzo o una ragazza della tua età non potrebbe mai controllare. Ma il dolore che c’è nella tua famiglia non coincide con il tuo valore come persona.

In questo momento, più che restare sola dentro questi pensieri, credo sia importante chiedere aiuto concreto. Anche se hai interrotto il percorso, prova a ricontattare la tua psicologa o un adulto di cui ti fidi e a dire chiaramente quanto stai male. Non devi gestire tutto questo da sola.

E se senti che il rischio di farti del male diventa troppo forte, chiedi subito supporto ad un adulto vicino a te o contatta il 112. La tua sicurezza adesso viene prima di tutto. Come ti hanno consigliato i professionisti prima di me.

Ti mando un pensiero di vicinanza.

Dott.ssa Elisa Raso
Psicologa
Specializzanda in psicoterapia

Elisa Raso Psicologo a Aosta

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7 MAG 2026

Salve Marta, buongiorno. Quello che stai vivendo è proprio forte e può sembrare non ci sia un rimedio.
Quello che la dott.ssa Valeria di Stasi ti ha detto è utilissimo in ogni sua parte.
I piccoli esercizi aiutano nell'esperienza quando i pensieri negativi prendono il sopravvento, utilizzali davvero.
Però è importante che tu chieda ad aiuto a chi può dartelo perché la vita può sembrare che non valga la pena quando viviamo in un contesto malato dove finiamo per ammalarci anche noi, ma tu sei qui che chiedi aiuto e questo fa di te una persona in cerca di una speranza.
Non sei né esagerata né sbagliata, il tuo contesto è troppo, ma loro non hanno gli strumenti per capire quanto tutto questo ti sta facendo male.
Un grande abbraccio Marta e rimango a disposizione per qualsiasi richiesta
Silvia Chiavacci

Dott.ssa Silvia Chiavacci Psicologo a Firenze

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6 MAG 2026

Buongiorno Marta,

grazie per averci scritto su questo portale ed essersi confidata.
La Dottoressa Valeria Di Stasi le ha risposto in maniera esaustiva e completa.
Mi dispiace per ciò che sta vivendo e il suo sentire.
Resto disponibile se vorrà iniziare un percorso psicologico di supporto emotivo per gestire al meglio tale situazione.

Cordialmente.

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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6 MAG 2026

Ciao Marta, le tue parole sono cariche di angoscia e tutto questo che descrivi non può certo dipendere da te, non è colpa tua se l’ambiente intorno non é sensibile alle tue richieste di affetto. Perché tu provi affetto, ad esempio per tuo fratello con cui hai ricominciato a parlare. Se ci sono dei momenti molto bassi quando si pensava che sarebbe stato tutto bello, questo non significa che tu non sia all’altezza della situazione. Tu non sei il problema per gli altri, anzi sei una ricchezza di sentimenti e pensieri generosi di cui gli altri sono i beneficiari. Se stai male, hai il diritto di sentirti giù, gli altri sono sicuramente interessati alla tua intelligenza, non devi preoccuparti di questo. Anche la tua psicologa sicuramente sta aspettando che tu le dica queste cose e se lei vorrà chiedere aiuto ad altre persone, questo sarà di aiuto per te. C’è bisogno di sostenerti e darti coraggio a farti sentire preziosa perche lo sei veramente. Lo si sente da come parli in termini profondi. Le tue parole sono piene di forza di vita che puoi dare agli altri e a coloro che hanno meno facilità nell’entrare in profondità con sè stessi. Quindi parlane ancora con qualcuno, prima di tutto con la tua terapeuta, questo momento passerà come sono passati gli altri e tu diventerai più forte e potrai vedere le cose con altri occhi. Il momento in cui si vive qualcosa, non è lo stesso che verrà subito dopo. Conosci il detto del filosofo greco Eraclito del V secolo avanti Cristo che dice che noi non ci immergiamo mai nella stessa acqua del fiume che scorre ?
Tutto cambia e anche questo momento cambierà e tu scoprirai nuove cose di te e di come poter stare in contatto con altri che ti stimano, ti apprezzano e ti amano. Perché tu sei importante come un tesoro grande e pieno di vita.
Ciao Marta, ti siamo tutti vicini qui e anche nel mondo intorno a te puoi trovare chi tiene a te.
Buona ripresa
Dott. Pietro Salemme

Dott. Pietro Salemme Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Gentile Marta,
quello che stai vivendo è molto pesante, e si sente tutta la fatica e il dolore che ti porti dentro. Non sei sola in questo, anche se adesso sembra così.
Quando arrivano pensieri di farti del male è importante non restarci da sola: prova a dirlo a qualcuno di cui ti fidi (anche tua mamma, un familiare, un insegnante) oppure contatta subito un aiuto. In Italia puoi chiamare il 112 oppure il Telefono Amico (02 2327 2327).
Il fatto che tu abbia scritto questo messaggio significa che una parte di te sta ancora cercando aiuto.
Rimango disponibile,
dott.ssa Covini Sofia

Dott.ssa Sofia Covini Psicologo a Milano

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5 MAG 2026

Ciao Marta,
Ho letto il tuo messaggio e non è possibile non cogliere quanto tu stai soffrendo. Da quello che scrivi si sente chiaramente quanto il dolore sia intenso, continuo e difficile da sostenere. Non è “esagerato”, non è “per attirare attenzione” ma ciò che provi è reale, profondo, merita di essere ascoltato e preso sul serio. Quello che descrivi come il pianto continuo, l’ansia che non ti lascia tregua, il senso di distacco dalla realtà, il sentirti intrappolata nel tuo corpo e nei tuoi pensieri è qualcosa che può far sentire completamente sopraffatti e quando tutto si accumula così, è comprensibile che la mente cerchi una via di fuga da questo dolore. Ma il fatto che tu sia qui a scrivere tutto questo, con così tanta lucidità e sincerità, è un segnale importante: una parte di te non vuole davvero finire tutto, ma vuole essere vista, capita e aiutata. Vuole che qualcuno riconosca quanto stai male. E io lo vedo.
Non sei assolutamente un problema da eliminare. Sei una persona che sta attraversando qualcosa di molto pesante, in un contesto familiare complicato e con un carico emotivo enorme per la tua età. Nessuno merita di sentirsi così sola dentro, soprattutto quando fuori sembra che nessuno si accorga di nulla. Hai detto una cosa molto importante ovvero che prima stavi facendo dei piccoli passi come tornare a parlare con tuo fratello. Questo significa che dentro di te esiste una capacità di movimento, anche se ora sembra tutto bloccato. Il fatto che tu non veda più la psicologa da due mesi potrebbe aver lasciato uno spazio vuoto proprio mentre avevi più bisogno di supporto. Se non ti sei sentita davvero capita da lei, è assolutamente legittimo pensare di cambiare professionista. Non tutte le relazioni terapeutiche funzionano allo stesso modo, e trovare qualcuno con cui sentirsi davvero al sicuro può fare una grande differenza e non è assolutamente cosa scontata. Ma non interrompere il percorso, non devi affrontare tutto questo da sola.
Mi sento di suggerirti tre piccoli passi concreti, senza pretendere che risolvano tutto, ma come punti di appoggio e di inizio:

- Rompi il silenzio con una persona reale. Anche se sembra impossibile, prova a dire a qualcuno che ti senti così male. Non devi raccontare tutto: basta anche dire “non sto bene, ho bisogno di aiuto”. Può essere un adulto, un familiare meno coinvolto, un insegnante, o un’altra figura di riferimento. Il dolore cresce nel silenzio.

- Cerca supporto immediato nei momenti più intensi. Quando senti che i pensieri diventano troppo forti o che potresti farti del male, è importante non restare sola. In Italia puoi chiamare il Telefono Amico (02 2327 2327) o il Numero Verde per il supporto psicologico (800 833 833). Sono gratuiti e anonimi, e ci sono persone preparate ad ascoltarti senza giudizio.

- Ricomincia da micro-azioni, non dalla perfezione. In questo momento non devi “stare bene” o “risolvere tutto”. Anche solo fare una cosa piccola alzarti, bere qualcosa, uscire per 5 minuti, scrivere quello che senti è già abbastanza. Il tuo valore non dipende da quanto riesci a funzionare.
Infine, voglio dirti una cosa con molta chiarezza.. quello che stai vivendo può migliorare, anche se ora sembra impossibile. I pensieri che hai su te stessa di essere un problema, di non meritare non sono assolutamente verità, ma il riflesso di quanto stai male in questo momento. Inoltre sappi PUOI non sentirti più sola, inizia col chiedere aiuto attraverso un percorso di sostegno psicologico, ricomincia da te perché ti meriti di essere felice e di poter conseguire tutto ciò che vorresti per te. Hai sofferto tantissimo per tutto questo tempo, concediti la possibilità di non soffrire più in questo modo cosi pervasivo.
Un caro saluto.

Dott.ssa Chiara Ilardi

Chiara Ilardi Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Ciao Marta, che ne pensi di chiedere aiuto professionale? Farsi aiutare da uno psicologo è un segno di coraggio e non di debolezza.
Prenditi cura della tua salute mentale, vedrai che passo dopo passo la situazione cambierà, ma devi convincerti di metterti in gioco per salvarti e uscire da questo circolo vizioso!
Ti saluto
Simona Corinto
Psicologa Clinica
Ricevo anche online

Simona Corinto Psicologo a Mazzarino

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5 MAG 2026

ciao Marta, Mi dispiace davvero tanto che tu stia attraversando un dolore così profondo e travolgente. Leggere le tue parole fa capire quanto tu ti senta sola, stanca e schiacciata da situazioni che nessun ragazzo o ragazza della tua età dovrebbe affrontare da solo.

Ti senti come se fossi un peso, ma quello che descrivi — l'ansia che toglie il respiro, il senso di distacco dalla realtà, il rapporto difficile con lo specchio e i conflitti in famiglia — non è colpa tua. È il segno che stai portando un carico troppo pesante per una persona sola.

Ti prego, prima di fare qualsiasi cosa, fermati un momento. Non sei sola, anche se in questo istante sembra che nessuno veda il tuo dolore.
Esistono persone preparate che possono ascoltarti subito, senza giudicarti, e che vogliono aiutarti a trovare un po' di aria in tutto questo fumo.Quello che hai provato stamattina davanti allo specchio — quel non riuscire a respirare e sentirsi in un altro mondo — assomiglia molto a un forte attacco di panico o di ansia acuta. È un’esperienza terrorizzante, ma è una reazione del tuo corpo a uno stress che è diventato insopportabile. Si può curare, si può tornare a respirare. Datti un'altra possibilità oggi. Chiama uno dei numeri che ti ho scritto sopra. Parlare con qualcuno che non fa parte della tua famiglia e che è un esperto può aiutarti a mettere ordine in quei pensieri che "strabordano" e a sentirti meno frammentata.
Non devi risolvere tutto oggi. Devi solo superare i prossimi minuti, le prossime ore. C'è una parte di te che ha scritto questo messaggio perché vuole essere ascoltata, perché vuole che il mondo sappia quanto è difficile. Quella parte di te merita di essere protetta.
dott.ssa Giulia di Simone ricevo a Palermo e anche on line

Dott.ssa Giulia Di Simone Psicologo a Palermo

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5 MAG 2026

Buongiorno cara
Non ti scoraggiare mai, nella vita si cade e ci si rialza.
A volte ci sono i no.
Ma vale sempre la pena di vivere.
Parla con mamma e dirgli che stai attraversando, un brutto momento fatti aiutare da una psicoterapeuta.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Mi dispiace davvero tanto leggere quello che stai vivendo. Non è “solo tristezza”: quello che descrivi è un dolore fortissimo, continuo, che ti toglie il respiro, ti confonde i pensieri e ti fa sentire sola anche quando sei in mezzo agli altri. E in mezzo a tutto questo ti stai anche portando addosso un senso di colpa enorme, come se fossi tu il problema per tutti, ma da quello che racconti si vede chiaramente che stai affrontando situazioni pesanti, stressanti e dolorose, molto più grandi di te.

Quella sensazione che hai avuto, quando ti guardavi allo specchio e non riuscivi a respirare, quando ti sentivi “in un altro mondo”, non è che stai impazzendo o che non sei adatta a vivere. È qualcosa che può succedere quando l’ansia e il dolore diventano troppo intensi, una specie di attacco molto forte in cui il corpo e la mente si scollegano per proteggersi. Fa paura, sì, ma non significa che stai per morire davvero, anche se sembra così reale in quel momento.
Quello che mi preoccupa di più è quanto ti senti senza via d’uscita e quanto stai pensando di farti del male. Quando dici che vuoi buttarti giù dalle scale o che aspetti solo quel momento vuol dire che stai arrivando a un limite davvero pericoloso. E proprio per questo è importante che tu non resti sola ad affrontarlo.
So che hai scritto che nessuno capisce, che nemmeno tua mamma si accorge di quanto stai male e che anche con la psicologa non ti sei sentita capita fino in fondo. Ma questo non significa che non ci sia nessuno che possa davvero aiutarti. A volte serve trovare la persona giusta o tornare da qualcuno che già conosci dicendo chiaramente: “sto molto peggio di prima, ho paura di farmi del male”. Due mesi senza vedere la psicologa, con tutto quello che sta succedendo, sono tanti. Tu adesso hai bisogno di qualcuno accanto, non di affrontare tutto da sola.
Ti chiedo una cosa importante: c’è qualcuno, anche una sola persona, a cui puoi scrivere o parlare adesso? Anche solo per dire “non sto bene, ho bisogno di aiuto”. Può essere tua mamma, un altro familiare, un amico oppure puoi chiamare un servizio di aiuto come il Telefono Amico Italia (02 2327 2327) o il numero di emergenza 112 se senti che potresti farti del male. Non devi arrivare a quel punto da sola.
E nel frattempo, proprio adesso, prova a fare una cosa molto semplice: rallenta il respiro, inspira piano contando fino a 4, trattieni un attimo, poi espira lentamente contando fino a 6. Anche se sembra inutile, può aiutare il corpo a calmarsi un minimo quando tutto è troppo.

Tu non sei un “problema” da togliere. Il fatto che tu stia soffrendo così tanto non significa che non meriti di vivere, significa che stai vivendo qualcosa di estremamente difficile e hai bisogno di supporto vero, concreto. E il fatto che tu abbia scritto tutto questo, così pieno, così vero, vuol dire che una parte di te non vuole sparire, ma vuole essere capita.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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5 MAG 2026

Buongiorno Marta,

mi sento molto toccato dalle tue parole. Penso che esprimendoti in questo modo sia chiaro che quello a cui ti riferisci, con questi pensieri, sia qualcosa di molto profondo, delicato, a cui portare molto rispetto. Sento che nelle tue parole c'è un dolore che sembra diventato insopportabile. Il fatto di sentirti sola, schiacciata da responsabilità che non dovrebbero appartenere a una ragazza della tua età, e quanto sia estenuante dover fingere che vada tutto bene mentre il mondo ti crolla addosso, mi fa sentire e penso ti faccia sentire davvero inerte di fronte alla vita.

Quello che hai provato stamattina è sintomo di allarme del corpo, che non sta dicendo che sei sbagliata ma che sta chiedendo aiuto perché il peso che porti è troppo per chiunque. In questi casi penso che sia importante comprendere che sei una vittima di circostanze più grosse di te, come le situazioni che stai vivendo.

Per questo vorrei dirti direttamente che non sei sola, che come qualche collega ha riportato ci sono dei numeri, dei servizi di professionisti a cui riferirti per essere aiutata (tra cui includo anche il servizio di Psicologia dell'Età Evolutiva della tua ASL nel territorio di riferimento), ma ci siamo anche noi che possiamo, qui, nel nostro piccolo spazio, risponderti e pensare a come aiutarti. Penso che sia davvero molto importante che per non sentirti sola, ad affrontare questo, tu possa fare richiesta e ad esprimerti con quante persone sia necessario affinché tu stia meglio. Per questo vorrei davvero consigliarti, dal mio profondo del cuore e col massimo rispetto, che in questo delicato momento, tu possa concederti la possibilità di affidarti e fare in modo che siano gli altri a sorreggere te.

Un grande augurio, spero tu possa superare al meglio questo periodo.
Per qualsiasi aspetto rimango a disposizione.

Dott. Andrea Mandis Psicologo a Torino

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5 MAG 2026

Cara Marta, ti rispondo un po' fuori dalle righe: la morte non risolve nulla, al di là di ogni credo religioso, la nostra coscienza porta con sé le nostre esperienze che prima o poi dobbiamo risolvere. Risolvere vuol dire prendersi cura della nostra parte più autentica, che nasce con tante capacità e aspirazioni, che possono essere oscurate dall'impatto con l'ambiente in cui cresciamo e iniziamo ad apprendere fin da piccoli che non andiamo bene così come siamo, che siamo sbagliati, o peggio ancora, che siamo "un danno". Purtroppo capita che anche chi si deve prendere cura di noi ha dei problemi irrisolti a sua volta e non riesca ad ascoltarci e comprenderci.
Riprendi i contatti con la tua terapeuta e se tu fossi una mia paziente direi ai tuoi genitori di contattare anche altre figure professionali perché non è umano soffrire così tanto, ci sono altri rimedi di emergenza che possono attenuare almeno ansia e senso di vuoto per poi poter lavorare meglio in terapia.
Ti auguro il meglio e che tu possa tornare al più presto a riscoprire te stessa.
Dottoressa Aniela Corsini

Dott.ssa Aniela Corsini Psicologo a San Benedetto del Tronto

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5 MAG 2026

Gentile Marta,
Grazie per la condivisione!
Il dolore che descrive sembra essere profondamente legato a vissuti di colpa, impotenza e convinzioni patogene di essere un peso o una fonte di sofferenza per gli altri. La pressione familiare, il trauma, il senso di non essere vista e compresa possono intensificare la disperazione fino a far apparire la morte come unica via di fuga. In realtà, questa sofferenza segnala un sovraccarico emotivo estremo, non una reale assenza di valore. Le esperienze dissociative, l’ansia intensa e l’autolesionismo rappresentano tentativi di gestire emozioni insostenibili. È fondamentale interrompere l’isolamento e chiedere immediato supporto a figure protettive o professionisti. Le credenze di essere sbagliata o irrecuperabile non definiscono chi sei, ma riflettono ferite profonde che necessitano cura. Un percorso terapeutico adeguato può aiutare a costruire sicurezza, elaborare il trauma e sviluppare nuove modalità di regolazione emotiva. Anche se ora sembra impossibile, la sofferenza può essere compresa e trattata.
Un caro saluto..
Dr.ssa G. Bolzoni

Dott.ssa Gabrielle Bolzoni Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Marta,
Mi colpisce molto la profondità di quello che stai raccontando.
Quello che hai scritto è un dolore che non si finge. È il racconto di qualcuno che sta lottando da sola da troppo tempo, che ha tenuto dentro emozioni più grandi della sua età e che adesso non ha più spazio per contenerle. Non sei “drammatica”, non sei “esagerata”: sei esausta. E quando una persona è così stanca, la mente inizia a raccontarle che non c’è più via d’uscita. Ma quella voce non è la verità, è la disperazione che parla al posto tuo.

Tu non vuoi davvero sparire. Tu vuoi smettere di soffrire così. È diverso. E questo significa che c’è ancora una parte di te che sta chiedendo aiuto, che vuole essere ascoltata, che vuole essere capita. Lo hai fatto qui, adesso, e questo è un segnale enorme di forza, non di debolezza.

Quello che stai vivendo non è qualcosa che devi affrontare da sola. Nessuno al mondo, a quindici o sedici anni, dovrebbe portare sulle spalle il peso di un fratello in difficoltà, la paura dei carabinieri alla porta, la sensazione di non valere niente, il corpo che cambia e che non riconosci più, il dolore di non sentirsi vista da chi dovrebbe proteggerti. È troppo per chiunque, figuriamoci per te che stai ancora cercando di capire chi sei.

Quando dici che ti senti “spenta”, che non riesci più a vestirti, che il tuo corpo ti sembra sempre sbagliato, che piangi la sera e la mattina, che ti senti fuori dal mondo… questi non sono capricci. Sono segnali che la tua mente è sovraccarica e ha bisogno urgente di qualcuno che ti aiuti a rimettere ordine. Non perché sei fragile, ma perché sei stata forte da sola per troppo tempo.

E non è vero che sei un problema per gli altri. Sei una ragazza che sta soffrendo e che non ha ancora trovato un adulto capace di vedere davvero quello che sta succedendo dentro di lei. Ma questo non significa che non esista qualcuno che può farlo. Significa solo che non l’hai ancora incontrato, o che non hai avuto lo spazio per dirgli tutto quello che hai scritto qui.

Tu meriti un luogo sicuro dove poter parlare così, senza paura di essere giudicata o fraintesa. Meriti qualcuno che ti aiuti a capire cosa sta succedendo nella tua testa e nel tuo corpo, che ti accompagni passo dopo passo, che ti faccia sentire che non sei sbagliata, che non sei sola, che non sei un peso.

E adesso, in questo momento preciso, la cosa più importante è che tu non resti da sola con questi pensieri. Parlane con un adulto di cui ti fidi, subito: un familiare, un insegnante, un medico, chiunque possa starti accanto fisicamente. Non devi spiegare tutto, basta dire: “Sto male e ho bisogno che qualcuno stia con me”. È un passo piccolo, ma è un passo reale verso la vita.

Tu non sei finita. Sei in un punto in cui la sofferenza è così forte che ti fa credere che non ci sia più niente da fare. Ma c’è. E tu hai appena fatto la cosa più importante: hai chiesto aiuto. Questo significa che una parte di te vuole restare, vuole capire, vuole respirare ancora.

E quella parte, Marta, vale la pena di essere ascoltata.

Se vuoi sono qui per qualsiasi tuo dubbio, domanda o consiglio

Un abbraccio
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica, del Lavoro
Risorse Umane, Organizzazioni
Ricevo Online

Arianna Bagnini Psicologo a Città di Castello

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5 MAG 2026

Ciao Marta,
quello che stai vivendo è molto forte e fa davvero male, e si sente da come scrivi. Non sei “esagerata” né “sbagliata”: sei sopraffatta da troppe cose tutte insieme. Ansia continua, pensieri che non si fermano, momenti in cui ti senti staccata dalla realtà, il rapporto difficile in casa, il modo in cui ti vedi… è tantissimo per una persona sola, figuriamoci a 15-16 anni.

Voglio dirti una cosa chiara:
il fatto che tu stia pensando di farla finita non significa che vuoi morire, significa che vuoi smettere di stare così.
E questo è diverso. E soprattutto è qualcosa su cui si può intervenire.

Quello che descrivi stamattina (non respirare, sentirti fuori dal mondo, piegata a terra) sembra proprio un attacco molto forte di ansia o panico con derealizzazione. Fa paura, tantissima, ma non è pericoloso e passa, anche se in quel momento sembra di morire.

Adesso però la cosa più importante non è spiegare, ma tenerti al sicuro.
Non devi stare da sola con tutto questo.

Ti chiedo una cosa concreta, subito:
c’è qualcuno con cui puoi parlare adesso, anche solo per dirgli “non sto bene”?
Può essere tua mamma, un adulto di fiducia, un parente, un insegnante. Anche se pensi che non capiscano, dirlo è meglio che restare in silenzio.

Se non riesci con qualcuno vicino, puoi contattare un aiuto diretto:
– Telefono Amico Italia: 02 2327 2327
– oppure il 112/118 se senti che potresti farti del male

Non devi arrivare al punto di “resistere da sola”.

Un’altra cosa importante:
le parole che ti sono state dette (“sei un problema”, “capirai quando…”) fanno male e lasciano segni. Ma non definiscono chi sei. Non sei un peso. Sei una ragazza che sta soffrendo e che non è stata capita abbastanza.

Sul corpo e sul cibo, anche lì si vede che sei in lotta con te stessa. Non è perché “non vai bene”, è perché dentro di te c’è una tensione fortissima che si sposta anche lì.

E una cosa molto concreta per questo momento, adesso:
prova a fare qualcosa di semplice per tornare un minimo nel presente, tipo
– mettere i piedi per terra e sentire il contatto
– respirare lentamente contando fino a 4
– stringere qualcosa tra le mani

Non risolve tutto, ma può abbassare un po’ l’intensità.

Marta, davvero:
questa fase può cambiare, anche se adesso ti sembra impossibile.
Ma non puoi affrontarla da sola.

Scrivimi ancora se vuoi, ma intanto prova a fare quel primo passo: far sapere a qualcuno che non stai bene.

Un caro saluto,
Dott.ssa Valeria Di Stasi
Psicologa clinica
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5 MAG 2026

Buongiorno,
mi dispiace davvero tanto leggere quanto stai male. Si sente tutta la tua fatica, la confusione, il dolore che ti porti dentro ogni giorno… ed è tanto, troppo da sostenere da sola.
Quello che stai vivendo è molto intenso, ma non significa che tu sia “sbagliata” o che non meriti di vivere. Significa che in questo momento stai soffrendo profondamente e hai bisogno di aiuto vero, vicino, concreto.
Ti prego, non restare sola con tutto questo. Anche se può sembrare difficile, prova a dirlo a qualcuno di fidato: tua mamma, un familiare, o un adulto che possa esserti accanto adesso. E se puoi, contatta subito anche un professionista o un servizio di emergenza: non è esagerato, è prenderti cura di te.
Il fatto che tu abbia scritto questo messaggio è importante: una parte di te sta chiedendo aiuto, e quella parte va ascoltata. Non devi sparire per smettere di far soffrire gli altri. Tu non sei un problema da eliminare.
Resto qui, ma è fondamentale che tu possa avere qualcuno accanto a te anche nella realtà, subito. Non affrontare tutto questo da sola
Un abbraccio
Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo
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Fioldisa Signorino Gelo Psicologo a Torino

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