E se non riuscissi a lasciarmi andare in terapia?

Inviata da ISa · 16 dic 2015 Orientamento professionale

Salve a tutti,
sono R. ho 30 anni e sono in terapia con una psicologa da 1 anno. Premetto che ho deciso di andare in terapia per problemi legati al lavoro e allo stress emotivo che comportava. Nel tempo la situazione è migliorata ma non perché siano cambiate le mie condizioni lavorative ma perché grazie alla mia terapeuta sono riuscita a cambiare il mio modo di pormi. Nel corso dei mesi siamo passati dai problemi sul lavoro a quelli personali, al rapporto con la mia famiglia e al mio modo di relazionarmi con gli altri. Negli ultimi tempi sono terrorizzata all'idea di dipendere da lei e non appena succede di avere una seduta un pochino più empatica ho voglia di scappare e di lasciare la terapia. C'è una parte di me che vede la terapeuta come una mamma amorevole (un mio punto debole?..si lo so ne abbiamo già parlato) e l'altra parte che per paura del rifiuto vuole scappare. Il mio dubbio è però che rinunciando ora alla terapia rinuncerei anche alla possibilità - quella che mi sono data un anno fa decidendo di andarci per la prima volta - di imparare a gestire questo genere di situazioni. Posso avere un consiglio?

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Miglior risposta 16 DIC 2015

Gentile R.,
hai già avuto modo di verificare che, col lavoro di psicoterapia, sei riuscita a modificare certi tuoi pensieri e comportamenti disfunzionali sul posto di lavoro.
Ora è il momento di trattare temi personali e familiari che sono emotivamente più forti ma il processo terapeutico ( per destrutturazione e ristrutturazione ) è lo stesso e non vi sono motivi per pensare che non avrai uguale giovamento anche riguardo alle tue dinamiche familiari.
Ti suggerisco pertanto di andare avanti con fiducia fino al raggiungimento di quest'altro importante obbiettivo terapeutico cioè di relazionarti meglio ai tuoi familiari e alle altre persone al di là del contesto lavorativo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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30 GIU 2017

Buongiorno,

se prova ad affrontare questi temi con il suo psicologo sono sicura che valuterete insieme il da farsi per queste difficoltà.
Buona giornata

Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologo a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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22 DIC 2015

Salve,
è chiarissimo, soprattutto a chi come me è avezzo a lavorare sul transfert. Credimi, se ne sentono di tutti i colori (che qui è impossibile descrivere, dato lo spazio concesso). Se tu fossi una mia paziente, sarei molto soddisfatta nel vederti a questo punto. Comprendo che la resistenza ti metta di fronte ad un disagio e , meno male che da qui noi serviamo per dare la 'spintarella' per il verso giusto. Questo è il momento più importante del tuo percorso con la tua terapeuta ed interrompere sarebbe come se da un aereo verso una certa destinazione, tu scendessi al primo scalo per prenderne un altro. Qundi, con la metafora, ti ho risposto. Buon proseguimento e comunque a disposizione.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa- psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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18 DIC 2015

Carissima R.
intraprendere un percorso terapeutico non é una passeggiata e a volte nel corso delle sedute si possono avere difficoltà maggiori che in altri periodi. Accade a volte quando ci si avvicina a punti salienti della propria storia...
Un anno non é tantissimo e a fronte di notevoli passi in avanti abbandonare a questo punto non é consigliabile.
Piuttosto discuta con la terapeuta sei Suoi dubbi e delle Sue reazioni, questo sarà utile per il percorso.
Ci sono punti focali, nodi da sciogliere più duri di altri, un passo é riconoscerli, un altro è lavorarli.
Si dia del tempo.

Saluti.
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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17 DIC 2015

Cara Lettrice,
potrebbe chiedersi che cosa le permetterebbe di ottenere lasciare la terapia, che cosa le permetterebbe di ottenere parlare con la sua psicologa del suo dubbio...

Non sembra essere un caso che, proprio ora, in cui sono affrontate tematiche relazionali, diventi più difficile stare nella relazione.

Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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16 DIC 2015

Cara R85,

quello che descrivi è molto naturale che accada in uno studio di psicoterapia e nella relazione con uno psicoterapeuta.
Importante è che tu comunichi (come hai già fatto) qualcunque dubbio e preoccupazione alla tua terapeuta: è parte della psicoterapia stessa...

Il nostro sistema psichico (che tende alla omeostasi, ossia al mantenimento di una condizione di relativa stabilità interna) di fronte al nuovo,
si arresta e può boicottare tutto ciò che può provocare un cambiamento.
Non pensi che di fronte a dei passi avanti che tu riconosci aver fatto grazie alla psicoterapia e a questi ultimi cambiamenti relativamente positivi, il tuo sistema psichico sta cercando di boicottare la psicoterapia?

Concediti del tempo e confrontati con la tua psicoterapeuta!
In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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16 DIC 2015

Carissima
mi sembra che la terapia stia funzionando e procedendo per il verso giusto con modalità sane e corrette.
Dopo il lavoro che hai fatto finora stai arrivando, insieme alla terapeuta, al nocciolo della questione e cioè a questo "conflitto nucleare" che riguarda importanti fasi di sviluppo a partire dall'infanzia.
E' risaputo che: si può trarre un notevole beneficio da un esame pratico del suo conflitto nucleare nel transfert (questo è riferito principalmente nella situazione di psicoterapia breve, ma è valido anche per altri orientamenti).
Quindi continui con molta motivazione il percorso e si apra ad una comunicazione sempre più profonda nell'analisi del conflitto stesso.
Superando questo forte dolore insito nel conflitto e sopportando la frustrazione del momento, il "processo" sarà superato bene.
Cordiali saluti Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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16 DIC 2015

Carissima R, probabilmente non è ancora pronta a rinunciare alla terapia; quello che lei descrive è una situazione normale all'interno di un percorso psicologico. Evidentemente la sua terapeuta le sta fornendo delle basi importanti e solide che le hanno permesso di modificare parti di sè. Secondo me, lei è diventata consapevole di questo cambiamento e non è ancora pronta a "camminare da sola" in quanto teme una ricaduta. La sua terapeuta che la conosce, e che sicuramente è a conoscenza dei suoi progressi, saprà cosa risponderle; il mio consiglio pertanto, è quello di parlare con lei di questa sua paura e di ciò che sta provando affinchè possa cambiare o modificare il proseguo del trattamento.
Cordialmente
Dr.ssa Gloria Godioli
Pavia

Dr.ssa Gloria Godioli Psicologo a Pavia

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