È possibile vivere un lutto con 10 anni di ritardo?

Inviata da Ishtar · 24 mar 2021

Gentili dottori,
è possibile vivere un lutto con 10 anni di ritardo? Mi spiego.
Ho 32 anni ed esattamente 20 anni fa (quindi all'età di 12 anni) ho conosciuto un ragazzo che in seguito si è trasformato nel mio primo fidanzatino. Ovviamente è stata una storia innocente, fatta più di amicizia che di rapporto di coppia, ma ci volevamo bene e siamo stati importanti l'uno per l'altro. A un certo punto abbiamo intrapreso strade diverse e quindi ci siamo lasciati. Lui poco dopo si è fidanzato con una ragazza che da lì a qualche anno sarebbe diventata sua moglie e la madre di suo figlio. Io ho continuato per la mia strada e quando è capitato ho sempre pensato con piacere a quel periodo, perché rappresentava una fase felice  e spensierata della mia vita.
Circa 10 anni fa, questo ragazzo è stato accoltellato da un balordo. Quando ho ricevuto la notizia la mia reazione è stata molto fredda. Non riuscivo a sentire niente e quasi mi sono sentita in colpa per questo. Poi, con il passare delle ore e dei giorni, ricordo di essere stata male e triste, ma il mio dolore non mi sembrava giustificato, in quanto pensavo al dolore che doveva provare la moglie.  Dopo il funerale, a cui ho partecipato, ho cercato di non pensarci più e con il tempo ho dimenticato. Dopo questa disgrazia pensare a lui e al periodo in cui ci frequentavamo e agli amici dell'epoca non è stato più piacevole come un tempo, perché inevitabilmente dovevo fare i conti con la sua morte. Quindi ho sempre evitato di richiamare alla mente quei ricordi. E così sono trascorsi 10 anni.
Qualche giorno fa, per via di alcuni eventi che si sono verificati, mi sono scontrata di nuovo con la sua storia e il suo ricordo. Da allora non faccio altro che pensare a lui, al modo in cui è morto, a quali siano stati i suoi ultimi pensieri, a cosa ha provato quando ha capito che stava morendo e che avrebbe lasciato soli sua moglie e suo figlio. Non faccio altro che immaginare tutto il suo dolore. Poi, ho iniziato a ripercorrere con la mente tutti i momenti che abbiamo condiviso insieme, sono arrivata a disseppelire i diari dell'epoca che ancora conservo. E provo un dolore immenso nel pensare che non ha potuto vedere crescere suo figlio. Era una persona buona e so che sarebbe stato un padre affettuoso. Quando ero piccola mi piaceva immaginare come sarebbe stato incrociarci per strada a distanza di tanti anni e vedere a che punto fossero arrivate le nostre vite. Ecco il pensiero che questo non potrà più accadere mi addolora enormemente oltre a crearmi un senso di vuoto.
Ora, con gli occhi gonfi di lacrime, vi domando se è  normale dopo tutti questi anni provare un dolore così forte, come se lui fosse morto l'altro ieri. E se devo preoccuparmi per questa mia reazione così eccessiva.
Grazie di cuore per l'ascolto.
Cordiali saluti

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Miglior risposta 25 MAR 2021

Buonasera Ishtar,
La negazione è una delle fasi del lutto ed è una risposta assolutamente normale in situazioni molto dolorose. Attualmente invece sembra nella fase della disperazione. I tempi nell'elaborazione sono molto vari, è possibile che il modo in cui è avvenuta la morte abbia trasformato la perdita in un litto complicato, ad alto impatto emotivo e difficile da integrare in memoria. È come se avesse vissuto un trauma che è rimasto "bloccato" tra i suoi ricordi e allo stesso tempo fa pressione per uscire.
Credo potrebbe esserle utile una terapia emdr.
Saluti

Dott.ssa Nuzzolese Antonella Psicologo a Matera

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24 MAR 2021

Cara Ishtar,
la nostra mente non funziona sempre in modo lineare e comprensibile, ma quello che accade ha spesso legami con emozioni profonde o messe da parte perche' troppo dolorose e non elaborate del tutto. E puo' capitare che, quando meno ce lo aspettiamo, viviamo un'esperienza che ci riporta improvvisamente a quei vissuti e ci costringe a guardarli in faccia e a prenderli in considerazione. Credo sia questo quello che le sta capitando: si dia tempo ma affronti quanto le sta succedendo per capirne meglio i significati piu' profondi. Un supporto psicologico potrebbe esserle di aiuto in questo percorso di comprensione e approfondimento.
Buon cammino. Cordiali saluti.
Dr.ssa Ilaria Bedini.

Dott.ssa Ilaria bedini Psicologo a Reggio Emilia

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24 MAR 2021

Cara
Non pensi di avere un problema nel vivere e provare tali emozioni. Affrontare la perdita di un persona non e mai cosa facile soprattutto se non si è riusciti a chiudere il cerchio. Mi spiego meglio, lei ha scritto che ha sempre immaginato di incontrare questo ragazzo per poter scambiare delle parole, parlare delle esperienze che avete vissuto e di dove la vostra vita era arrivata, magari il non aver potuto chiudere realizzando questa azione le fa sentire oggi forte ancora il dolore del distacco, simboleggiando anche la chiusura con una fase della sua vita verso cui lei magari prova ancora una forma di nostalgia
Provi ad elaborare questi pensieri e queste emozioni facendosi supportare se lo ritiene opportuno da un professionista
Rimango a sua completa disposizione

Dott.ssa Barbara Iurato Psicologo a Modica

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24 MAR 2021

Carissima, tutto ciò che non viene elaborato, è quindi cacciato dalla nostra mente, perché tanto doloroso, ritorna, quando meno ce lo aspettiamo, e vincola e limita la nostra vita e il nostro equilibrio. É molto importante darsi tempo per elaborare i nostri vissuti, che rischiano di divenire sempre piú grandi dentro noi e a farci sempre piú male. Trovo possa esserLe utile un percorso di supporto psicologico che La guidi ad affrontare questa perdita, per darsi modo di vivere il piú serenamente possibile il Suo presente.
Le auguro buona fortuna.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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