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È possibile riuscire a sentirsi meglio senza l'aiuto di nessuno?

Inviata da sara fiscal il 30 mar 2016 Relazioni sociali

Buongiorno, sono una ragazza di vent'anni e da qualche mese mi sento sempre più triste e svogliata. Da molti anni (5-6) non ho amici a causa del mio forte carattere, che io considero essere una maschera per coprire quello che sento dentro di me. In questi anni ho passato momenti, anche mesi, in cui piangevo ogni sera prima di andare a letto e desideravo farmi del male fisicamente, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo. Mi sono sempre sentita diversi dagli altri ma vorrei precisare che non ho mai subito comportamenti di violenza fisica o psicologica da parte degli altri. Il tutto parte da dentro di me, da come mi sento nei confronti delle persone. Ho difficoltà a legare con i miei coetanei, si può dire che dopo le scuole medie non ho mai più avuto amicizie vere, per paura di soffrire o perchè mi aspettavo troppo. Ora ho 20 anni e non ho nemmeno un amica con cui parlare, sento di essere arrivata ad un punto in cui non riesco più a comunicare con nessuno, neanche con me stessa. Piango tutte le sere, ho lo stomaco perennemente chiuso, il mio umore cambia drasticamente nel giro di pochi minuti e non voglio vedere nessuno, neanche i miei famigliari. Voglio solo starmene da sola, chiusa nella mia camera. Da qualche mese ho iniziato ad auto lesionarmi, principalmente sul polso, ma anche sui fianchi e sui piedi. Mi fa stare bene solo nel momento in cui lo faccio e sono consapevole del fatto che questa non è una soluzione, ma non riesco a smettere, è più forte di me.
La mia situazione famigliare non è delle migliori, i miei genitori litigano, io non parlo con mio padre.
Nessuno sa della mia situazione, anche perchè non ho nessuno se non la mia famiglia, con la quale non riuscirò mai a parlare perchè in questi anni ho costruito la perfetta facciata di ragazza forte, menefreghista ed egoista.
Ma io mi chiedo: come fa mia madre (che è a casa con me tutto il giorno) a non accorgersi, o meglio a non domandarsi, perchè non ho amici, perchè preferisco la compagnia dei libri, perchè non voglio trovarmi un lavoro. Perchè non capisce che c'è qualcosa che non va? Lei crede semplicemente che io sia una fannullona, ma la realtà è che io mi sento morire dentro ogni giorno.
Mi chiedo se c'è qualcosa che possa fare, una qualsiasi cosa, anche se forse io sono la prima a non voler andare avanti.
Ho considerato l'idea di rivolgermi ad uno psicologo della mia città, a recarmi in consultorio, ma ho paura, non riesco ad aprirmi e non sono sicura di riuscire a raccontare a qualcuno la mia storia.
Chiedo solo un consiglio, buona serata!

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Gentile Sarah,
tu dici che tutto parte da dentro di te e che non hai mai subìto violenza psicologica ma poi continui e dici che i tuoi genitori litigano, che non parli con tuo padre e quindi neanche lui parla con te e che tua madre non si accorge del tuo vero malessere, ti considera una persona negativa e ti disprezza.
Ebbene, tutto questo non rappresenta forse una forma di violenza psicologica sia pure indiretta? Pensi di essere nata con i "cromosomi" della negatività?
La tua domanda iniziale cioè se è possibile riuscire a sentirsi meglio (o a guarire) con le proprie forze senza l'aiuto di nessuno è interessante.
La mia risposta è : " sì, è possibile ma molto, molto difficile! "
Infatti, è possibile leggendo e integrando libri e argomenti di psicologia ma intanto anche qui ci si avvale dell'aiuto implicito e indiretto degli autori che ti offrono la loro esperienza e le loro conoscenze.
E' vero che i libri non ti tradiscono mai come invece possono fare le persone e pertanto sono più affidabili ma sono anche meno vivi e interattivi mentre noi abbiamo bisogno di vivere (possibilmente bene) e di interagire con gli altri.
Questa, purtroppo, è una cosa che al momento tu sai fare poco e male tant'è che per sentirti viva hai bisogno di avvertire il dolore del taglio!
Devi vincere la tua inerzia e la tua sfiducia totale e, quello di rivolgerti ad un bravo psicologo-psicoterapeuta, mi sembra un ottimo punto di partenza e sarà il professionista a metterti a tuo agio.
Fatti coraggio ed inizia questa esperienza positiva, forse la prima, per te.
Sei molto giovane e la tua vita può cambiare in meglio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno cara ragazza lei ha sempre fatto tutto da sola mettendosi pesi e pesi sulle piccole spalle fin da bambina; sua mamma e suo papà sembrano assorbiti da un conflitto che gli impedisce di vedere e riconoscere il disagio che lei sta vivendo. Probabilmente tutti voi state soffrendo ognuno rinchiuso nel proprio guscio senza possibilità di condividere le vostre emozioni e il vostro dolore. Io penso che la sua consapevolezza possa essere una apertura di questo guscio quindi uscendo e incontrando un professionista si potrà rendere conto che affidarsi e condividere è proprio il passaggio necessario per la sua crescita e il suo benessere.
Dott.ssa Silvia Rotondi

Dott.ssa Silvia Rotondi Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara,

un vecchio adagio dice più o meno così:
"se continui a fare le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati"

Cosa rischi a rivolgerti a uno psicoterapeuta della tua città?
Nulla, direi.
A volte il solo parlare è già di per sè terapeutico; fidati e affidati.

Il tuo corpo e la tua mente ti stanno inviando dei segnali importanti di malessere: accoglili.
Coraggio!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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Gentile ragazza,
non abbia paura di consultare uno psicologo o di doversi aprire con lui. Questo professionista è abituato a dover interpretare anche il linguaggio non verbale e pertanto a comunicare anche con chi parla poco.
Lei si rende conto da sola che la sua situazione è critica, non esiti perciò a consultare un professionista di sua fiducia che sappia aiutarla. Sarebbe probabilmente tuttavia meglio se tutta la famiglia si recasse dallo psicologo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Cara Sarah,
si fa una domanda molto utile nel chiedersi se c'è qualcosa che potrebbe fare per sé.

Ebbene, c'è.

Provi a concedersi qualche minuto per pensare a come si sente quando sta chiusa in camera e quando si taglia: che cosa le permette di ottenere quel comportamento? Quale effetto positivo ne deriva?

Una volta rintracciato questo effetto positivo, può pensare ad attività che le offrano un effetto simile, anche meno forte, ma simile. Le elenchi e ne inserisca anche di irrealistiche: è la sua lista e si può divertire ad esagerare. Tuttavia, nella lista, vanno messe anche cose piccole e fattibili. La più piccola, tra queste, la faccia.

E' un punto di partenza che la può aiutare a sentirsi meglio e a ridurre i momenti di lesionismo. Nel frattempo, Sarah, si conceda una cosulenza psicologica. Anche presso la asl o il consultorio. Oppure online. Ci sono tante possibilità diverse, ma non faccia tutto da sola: è faticoso e, spesso, meno efficace.

Mi faccia sapere come procede, se le va.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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