E' possibile che io mi stia ammalando mentalmente?

Inviata da Arya il 11 dic 2017 Crisi esistenziale

Salve sono Arya, ho ventuno anni e non sono italiana.
In questo momento mi trovo in una situazione in cui non riesco a prendere nessuna decisione per la mia vita e continuo a scappare dalla realtà in cui mi trovo senza fare nulla. Anzi, una cosa faccio, guardare solo film e serie tv. Voglio raccontare la mia storia nella speranza che qualcuno di voi mi possa dare una risposta razionale e medica su quello che percepisco e di cui soffro.
Prima di arrivare in Italia all'età di sette anni, nel mio paese d'origine si può dire che io abbia subito una molestia sessuale a partire dall'età di quattro anni, questo da quello che ricordo. Una ragazza di età tra 15 e 16 anni che viveva accanto a casa mia, mi portava nella sua abitazione, mi faceva vedere video pornografici, metteva le mie mani nelle sue parti intime per fare quello che potete immaginare, e mi toccava. Certe volte portava me e la mia migliore amica a casa sua e ci faceva fare queste cose insieme. Ma non è stata l'unica. Un'altra ragazza, che era vicino alla nostra famiglia, quando veniva a casa nostra, diceva come scusa che di voler dormire con me, ma appena ero sotto le coperte mi faceva mettere le mie mani nelle sue parti intime. Queste azioni sono continuate finché non sono andata via da lì. Non ho mai detto nulla perché mi hanno fatto credere che fosse una cosa normale, finché non sono cresciuta e quasi verso i sedici anni mi sono resa conto del significato di quello che mi è accaduto da piccola. Inoltre verso i dodici anni, quando sono ritornata nel mio paese d'origine per una breve vacanza, mi è capitata quasi la stessa cosa con un uomo di 25 anni. Mi portò da una parte e cercò di toccarmi, ma scappai in tempo. Da quella situazione, non riuscì più ad uscire da casa, avevo paura. E nella maggior parte della mia adolescenza ho sofferto di depressione per vari motivi, scolastici, famigliari ecc. C'è stato un momento in cui ritornavo da casa e piangevo per terra. Sentivo solo dolore e tristezza. Ho vissuto un periodo in cui pensavo che tutti mi avevano abbandonato. Ero infelice. Per di più si è aggiunto anche il senso di non appartenere a nulla; ovvero non mi sentivo né italiana né del mio paese d'origine. Non riesco tutt'ora a capire chi sono e dove appartengo. Tutto questo periodo travagliato in cui ero felice, di dare il max e piena di sogni e momenti in cui ero terribilmente triste, vuota e senza alcun desiderio di fare qualcosa. Inoltre non ho mai avuto una amicizia che sia durata a lungo. Non ho mai avuto una relazione con uomo, perché nel momento in cui stava per iniziare facevo un passo indietro o venivo rifiutata da loro. Ho passato anche la maggior parte della mia vita insicura su cosa volessi fare nel futuro. Ho iniziato l'università e non l'ho terminata perché non mi piaceva più e avevo smesso di studiare. Per di più non riesco più a fare amicizie. Non voglio uscire, non voglio fare nulla. Questo mi sta portando in una situazione così drammatica da rendere la mia famiglia instabile. Non ne ho mai parlato con nessuno dei miei abusi da piccola. E non ne voglio parlare con nessuno che io conosca. Certe volte ho dei pensieri brutti quando sto male, come fare male a me stessa. Una volta quando ero alle medie ho tentato di soffocarmi e sono anche scappata via a causa del mio rendimento scolastico. Ero mi trovo nella stessa situazione. Sento una forte pressione esterna e interna che mi sta consumando dato che sono giovane e che devo fare qualcosa. Questo è il riassunto.

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Cara Arya,
dalla storia che racconti e che riassumi, si percepisce il forte dolore emotivo che tu hai portato dentro per lungo tempo.
Quello che racconti ed il modo in cui lo fai, sottolinea una grande voglia di affrontare questo "nodo" che in qualche modo ha determinato poi gran parte delle scelte più o meno consapevoli della tua vita. Ovviamente affrontarlo non è indolore, ma proprio perchè sei consapevole del grosso peso che arreca alla tua vita e motivata forse a dare un senso a quello che è successo e ti sta succedendo, penso tu possa pensare di affrontare un percorso psicoanalitico che ti permetta di affrontare questi traumi e di collocarli nel giusto spazio interiore, senza che influenzino ulteriormente la tua vita futura.

Resto a disposizione per qualsiasi consulenza,
un caro saluto.

Dott.ssa Elisabetta Giuli
Firenze

Dottoressa Elisabetta Giuli Psicologo a Campi Bisenzio

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Gentile Arya,
gli episodi di abuso che riferisci e il contesto ambientale e familiare probabilmente sfavorevole (almeno riguardo al tema della tutela e della fiducia) in cui sei vissuta hanno di sicuro condizionato negativamente la tua vita dal punto di vista psicologico in merito all'autostima e al tono dell'umore.
All'epoca eri una bambina alla mercè di eventi avversi senza possibilità di comprendere certe cose e prendersi cura di sè essendo questo un compito genitoriale.
Oggi però, sebbene ancora molto giovane, hai più capacità di orientamento e di decidere sulla tua vita senza sentirti necessariamente in un vicolo cieco, condannata senza scampo dagli eventi passati.
Ammetto che non è facile perchè non hai delle basi forti ma ti esorto a farti coraggio e cercare una tua strada che può essere quella di riprendere gli studi oppure cercare un lavoro.
Non è poi chiaro cosa intendi quando dici che la tua chiusura e la tua inerzia ti sta portando in una situazione così drammatica da rendere la tua famiglia instabile. In che senso instabile?
Senza dubbio hai bisogno urgente di aiuto psicologico per emergere dal peso del passato ed essere accompagnata con delicatezza e competenza a trovare una tua possibilità di autorealizzazione.
Una volta tanto puoi fare ai tuoi genitori o familiari una richiesta e cioè quella di sostenerti per un percorso di psicoterapia ma in caso di difficoltà economica puoi rivolgerti al servizio pubblico di psicoterapia dell'ASL o del Consultorio Familiare di competenza territoriale.
L'importante è non rinunciare a chiedere aiuto e cercare una possibilità di riscatto da un passato avverso e infelice, possibilità che certamente esiste.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Arya,
gli episodi di abuso infantile che riferisci e il contesto familiare probabilmente non favorevole (almeno riguardo al tema della tutela e della fiducia) hanno di sicuro condizionato negativamente la tua vita dal punto di vista psicologico in merrito all'autostima e al tono dell'umore.
Allora eri una bambina alla mercè di eventi avversi ed ovviamente incapace di comprendere certe cose e prendersi cura di sè.
Oggi però, sebbene ancora molto giovane, hai più capacità di orientamento e di decidere sulla tua vita senza sentirti in un vicolo cieco condannata dagli eventi passati.
Ammetto che non è facile perchè non hai delle basi forti ma ti esorto a farti coraggio e cercare una tua strada che può essere quella di riprendere gli studi oppure cercare un lavoro.
Non è poi chiaro cosa intendi quando dici che la tua chiusura e la tua inerzia ti sta portando in una situazione così drammatica da rendere la tua famiglia instabile. In che senso instabile?
Senza dubbio hai bisogno urgente di aiuto psicologico per emergere dal peso del passato ed essere accompagnata con attenzione e competenza a trovare una tua possibilità di autorealizzazione.
Pertanto puoi chiedere ai tuoi genitori o altri familiari di sostenerti per un percorso di psicoterapia ma in caso di difficoltà economica puoi rivolgerti al servizio pubblico di psicoterapia della ASL o del Consultorio Familiare di competenza.

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Arya,
La tua storia è certamente dolorosa e tu sembri sprofondare sotto il peso degli abusi che hai subito e che ti perseguitano. Io pero' voglio dirti che si puo' e si deve reagire, e questo dipende molto dall'ottica con cui guardiamo agli eventi pur traumatici della nostra vita: davvero pensi che una giovane come te non abbia più speranze? Che sia destinata alla solitudine quasi come punizione per ciò che le è successo suo malgrado? Che il futuro non le possa riservare nessuna felicità? Io non lo credo, penso invece che tu sia caduta in una spirale negativa da cui non vedi via d' uscita, ma dalla quale puoi risalire, magari facendoti aiutare da una persona che sappia indirizzarti verso una visione diversa e più favorevole della tua vita. Il consiglio che ti do è di non rinunciare a vivere, ma di lottare con tutte le tue forze chiedendo eventualmente aiuto per uscire da questo stato di malessere e isolamento.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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