È normale? Cosa posso fare per me stessa?

Inviata da Camilla · 4 lug 2019

Scrivo qui perché chiedendo a mia madre di poter parlare dal vivo con uno psicologo mi ha riso in faccia, dicendo che esagero.
Sono una ragazza di 18 anni, non sono sola, ho una bella famiglia, ho degli amici che mi cercano, mi vogliono bene e ci tengono a me ma io ho la sensazione di non sopportarli. Non voglio uscire con loro, provo noia se lo faccio e preferisco stare da sola. A volte sogno di avere per amici personaggi di libri o di film che preferisco, ovviamente, a chi mi circonda. Ultimamente ho poca sopportazione di ogni minima cosa che fanno gli altri, la scuola è finita da quasi un mese e ancora non mi passa questo. Ho la sensazione di essere circondata da persone povere di personalità e di spirito, noiose e finte. I miei genitori e alcuni miei amici dicono che secondo loro sono io che ingigantisco i problemi ed è questo il mio difetto, ma non vedo come sia possibile dal momento che in molti casi tendo a sdiminuire le cose più che a ingigantirle (anche se faccio anche questo, ogni tanto). Sarebbe troppo lungo da scrivere come io mi sento, avendolo represso per mesi. Soffro di ansia e di svariate paranoie, questo penso sia importante ma il problema che mi affligge ultimamente è questo: non provo affetto o amore per nessuno e nel momento in cui faccio una gentilezza mi sento in colpa e stupida per averla fatta. Perché? Come posso aiutarmi?

Camilla

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Miglior risposta 7 LUG 2019

Cara Camilla,
sembra che il suo mondo interiore sia diviso in due: da una parte amici fantasticati che soddisfano le sue aspettative, dall'altro persone reali, "povere di personalità" che non arricchiscono la sua vita.
Ha provato a riflettere sul perché si sente in colpa o stupida nel momento in cui fa una gentilezza? Nel suo racconto, sembra emerga una contraddizione: uno stesso comportamento "fare una gentilezza", genera in lei due sensazioni diverse: sentirsi "in colpa" o "stupida".
Il senso di colpa, per esempio, potrebbe essere collegato al fatto che penso delle cose non molto gradevoli "persone finte, povere di spirito" verso amici che devono pur avere qualche aspetto positivo, se al contempo, sono portata ad essere gentile con loro. Dall'altro canto, se mi sento stupida, è forse perchè sono stata gentile verso una persona che ritengo "positiva", ma che non ha risposto al mio atto di gentilezza secondo le mie aspettative, o dalla quale non mi sento considerata, sminuendo, forse il mio gesto.
Forse l'ansia e la sofferenza scaturiscono da sensazioni emotive contrastanti che andrebbero integrate con l'aiuto di una persona che possa guidarla.
Parli alla sua famiglia di quanto l'ansia interferisca nella sua quotidianità e lasciate che sia un esperto a definire se il suo "problema" è più piccolo di come lei lo percepisce. Non si arrenda: è in una fase evolutiva delicata e risolvere questo disagio ora, significa affrontare con più risorse e consapevolezza il suo futuro.
In bocca al lupo,

Donatella Tribuzio

Dott.ssa Donatella Tribuzio Psicologo a Bari

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6 LUG 2019

Gentile Camilla,
sicuramente lei sta attraversando un periodo di crisi personale che la porta anche ad isolarsi e ad evadere nelle fantasie, cosa non buona quando si traduce in una fuga dalla realtà e tendenza eccessiva alle idealizzazioni.
E' anche probabile che a seguito di questa crisi e della scarsa comprensione degli altri prevalga in lei l'emozione della rabbia che le fa avere la sensazione di non provare affetto per nessuno.
Dica a sua madre che sta attraversando un periodo difficile con attacchi di ansia e che per questo le è stato consigliato un percorso di psicoterapia; può darsi che cambierà idea.
In alternativa rivolga al suo medico di base la richiesta di poter fare qualche incontro di psicoterapia all'ASL per i motivi sopracitati.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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