È normale ciò che sento?

Inviata da Giulia Pinzone il 4 ago 2017 Violenza di genere

Ciao!
È da un po di tempo che sto affrontando un periodo difficile.
Ho provato a parlare dei miei problemi con mia madre, con amici, con mia cugina, ma tutti quanti mi hanno sempre ripetuto che è una fase normale della mia età, che tutto prima o poi passerà o addirittura che io esageravo a descrivere alcuni sentimenti che provavo. Da quel momento e dal fatto che ho provato a parlarne più volte di ciò non è cambiato nulla, così mi sono chiusa in me stessa sentendomi ancora più sbagliata di quanto non mi sentirsi già prima.
Però prima di una risposta vorrei anche spiegare il motivo di questa mia tristezza se così si può definire.
Fin da molto piccola ho assistito alle pesanti e violente litigate dei miei genitori, mio padre è sempre stato molto violento nei confronti di mia madre, insulti, spinte, schiaffi, minacce...pensate ad una bambina di 3 anni che assiste a tutto questo e anche molto frequentemente. Più crescevo, più le litigate aumentavano e io mi sentivo sempre più in colpa, sempre più sbagliata soprattutto quando il motivo di quelle loro litigate ero io.
Così fin da piccola sono sempre stata una bambina motlo timida, chiusa, che non parlava con gli estranei, nemmeno con gli altri bambini a volte. Questo è stato anche motivo del fatto che alle elementari non avevo amici, perché non riuscivo a parlare con gli altri e nemmeno con gli insegnanti. In tutti e 5 gli anni di elementari credo di essermi relazionata solo con 2-3 bambini.
Spesso venivo presa in giro, ritenuta strana e questo ovviamente aggravava sempre di più la situazione.
Alle medie la situazione non è cambiata di molto, magari avevo più "amici" (non li definito nemmeno tali) ma gli insulti e le prese in giro aumentavano pure sotto gli occhi degli insegnanti che non facevano nulla per aiutarmi; e anche a casa la situazione andava peggiorando.
In seconda media credo di aver subito un grande cambiamento, anche se agli occhi degli altri può sembrare un cambiamento banale beh per me non lo è affatto.
Durante quel periodo avevo iniziato a essere meno timida per quanto mi fosse possibile, iniziavo a rispondere male alle offese, a quando qualcosa non mi andava bene, persino ai miei genitori rispondevo male quando mi imponevano di far qualcosa.
Così tutti si meravigliarono della nuova me che era nata, i miei genitori non capivano il motivo di tali comportamenti e mi rimproveravano sempre più spesso a volte dandomi anche schiaffi o comunque usando la violenza, nonostante per fortuna non lo facessero spesso ma oltre a questo iniziarono a loro volta a offendermi, a insultarmi.
Però io all'inizio ero un pò orgogliosa di quella nuova me che non si faceva mettere i piedi in testa anche perché sembrava di essermi fatta degli amici una volta per tutte.
Poi però tutto si è dimostrato inutile, quelli che mi sembravano amici si sono rivelati il contrario e la situazione a casa peggiorava sempre di più.
Immaginate andare a scuola con nessun amico di cui potersi fidare, sentirsi soli, imperfetti, sbagliati in mezzo a tutta quella gente che sapeva solamente puntare il dito; e poi tornare a casa dovendosi subire gli insulti dei genitori, le sfuriate di mio padre verso mia madre e mia madre che di conseguenza di sfogava con me dandomi la colpa dei comportamenti di mio padre, come se non avesse fatto così già da prima della mia nascita.
Finita la seconda media ho iniziato a soffrire veramente, non avevo amici, non potevo contare nell'affetto dei miei genitori e nemmeno di altri parenti. Ero e mi sentivo totalmente sola, imperfetta, mi guardavo allo specchio e mi facevo schifo. Vedevo quelle grosse cosce, quella pancetta, sentivo le voci di tutti quegli insulti, mi sentivo sbagliata, ero sbagliata. Ho iniziato con i primi taglietti, non erano tagli veri e propri, non sono mai stati profondi sono sempre stati solo superficiali.
Più tempo passava più continuavo a sentirmi sbagliata, imperfetta. Uscivo anche per fare delle semplici commissioni e vedevo tutti felici, con i propri amici o con i propri genitori e tutto ciò mi faceva sentire ferita. Ero delusa di me stessa perché pensavo che se tutti si comportavano in quel modo allora il problema doveva essere mio. Così avevo valutato come metodo per far finire tutto ciò il suicidio, pensavo costantemente a un metodo per mettere fine a tutto ciò, e tutto questo a solo l'età di 12 anni...
Iniziò la terza media e la situazione non era migliorata per niente rispetto agli anni precedenti. La situazione o rimaneva la stessa o addirittura peggiorava, niente amici, genitori che ti insultavano pesantemente, prese in giro, giudizi, minacce e con questo aumentava sempre di più anche la voglia di farla finita. Ogni giorno cercavo un metodo su internet per mettere fine alla mia vita senza soffrir troppo, non volevo soffrire pure durante la mia morte.
Qualche mese dopo l'inizio della scuola, più precisamente durante il mese di novembre mio padre iniziò per la prima volta ad usare la violenza (in realtà si trattava solo di spinte anche se erano così forti da darmi cadere a terra) , fin'ora era stata solo mia madre ad alzare le mani nei miei confronti.
Mia madre allora non ci vide più e inizia a fermare mio padre ogni volta che lui volesse farmi del male. Così le minacce di morte di mio padre nei nostri confronti aumentarono e né mia madre né io ce la facevamo più a vivere in quella situazione così presimo la decisione di andare via di casa di nascosto e fuggire a casa dei miei zii che praticamente si trovavano da tutt'altra parte dell'Italia, quindi era un viaggio abbastanza lungo da fare anche perché non saremmo potute andare in aereo visto le gravi condizioni economiche.
Così dopo un lungo viaggio in treno durato tipo 1 giorno e mezzo/2 arrivammo a destinazione. Quello segnò l'inizio di una nuova vita o almeno così sembrava. Sarei dovuta andare in una nuova scuola, con nuovi amici, nuovi insegnanti e poi non avere più una casa ma vivere dai tuoi zii tutto ciò aumentava solo l'ansia e la pressione.
A scuola non mi sono trovata molto bene con i miei compagni o almeno dipende dai periodi. Mentre con i voti devo dire di essere peggiorata di tanto, se prima avevo la media del nove pieno anzi quasi dieci adesso collezionavo insufficienze. Nonostante ciò sono riuscita a recuperare.
Mia madre non era più violenta con me e non mi offendeva più come prima a parte delle volte in cui le ho confessato alcune cose come ad esempio la possibilità che io fossi bisessuale.
Comunque per tutto questo tempo mi sono sempre sentita e mi sento un misto di ansia, paranoie, imperfezioni, tristezza...tutte cose negative. Non vedo nulla di positivo né in me né nella mia esistenza.
Tutti sembrano non capirmi o addirittura non volermi capire e tutto ciò mi fa stare così male.
Anzi se prima provavo qualcosa anche se era un'emozione negativa come quelle accennate prima adesso non sento più nulla, assolutamente.
Non mi sento partecipe di questo mondo, della mia vita, e ora come ora sto solo attendendo qualche miglioramento, davvero ne ho bisogno perché non ce la faccio più a sopportare tutto questo, nonostante la mia giovane età.
Vivo in una fase di assoluta monotonia, noia, stanchezza, non mi escono nemmeno le lacrime e quei pochi attimi in cui torno a provare qualcosa sono solo frustrazione, malinconia...

Bene credo di aver raccontato un pò quella che è la storia generale della mia breve vita, dato che sono una ragazzina all 'inizio della propria adolescenza.
Delle cose che vorrei dire e che non ho accettato prima è il fatto che io ho sempre voluto andare da uno psicologo, perché credo possa essere l'unica persona di cui possa avere piena fiducia e da cui non essere giudicata raccontando tutti i miei problemi.
Tutt'ora vorrei andarci ma mia madre non vuole, pensa che sia solo una perdita di tempo e di soldi. E pensare che io sto pure prendendo in considerazione l'idea di diventare psicologa/psicoterapeuta o psichiatra tutto ciò mi fa ridere ma va beh.
Un'altra cosa che non so se possa importare o meno è il fatto che nonostante appunto la mia giovane età (13 anni) abbia subito tante volte molestie sessuali dai miei compagni o da ragazzi qualche anno più grande.
E continuano ancora...tutto ciò mi fa sentire come se fossi un oggetto, e abbassa davvero la mia autostima che è sempre stata a terra fin da bambina.
Quindi vorrei sapere un pò da voi se è normale il fatto che io mi senta frustrata, stanca, debole, triste, annoiata, senza speranze e i pensieri di suicidio che non sono affatto dimuminuiti nel tempo.
(Anche se devo ammettere che a volte sento il contrario di tutte queste emozioni, ma non molto spesso).
Ah vorrei pure far notare che ho sempre avuto problemi di ansia, (difficoltà a respirare, sudare, tremare) ma a mia madre non importa dice che è normale ma io non credo affatto, soprattutto se provo ansia per cose anche banali come parlare con uno sconosciuto, uscire di casa, uscire con amici, mangiare davanti ad altra gente, mostrarmi davanti ad altri e così via.
Davvero non so cosa posso fare per migliorare tutto ciò...

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Gentile Giulia,
è davvero spiacevole e doloroso ciò che hai finora vissuto e che hai raccontato ma ti esorto a non scoraggiarti anche perchè il peggio sembra essere passato e perchè nonostante i tuoi momenti di crisi prevale in te la voglia di reagire e di vivere come è giusto che debba essere.
Mi sembra di capire che tua madre si comporta in modo ambivalente nei tuoi confronti e siccome gli zii che vi hanno accolto devono essere delle brave persone forse dovresti chiedere a loro di essere sostenuta per un aiuto psicologico in ragione di tutto quello che hai dovuto sopportare.
Dovresti argomentare al meglio questa tua esigenza invitandoli anche a persuadere tua madre del fatto che un sostegno psicologico è importante.
Puoi anche verificare se vi sono i presupposti tramite il medico di base per un percorso di psicoterapia presso l'ASL oppure rivolgerti allo psicologo scolastico se esiste nella tua scuola.
Devi capire che anche se finora non sei stata molto fortunata, hai ancora tutta la vita da vivere e tutto il tempo per acquisire quelle capacità che per adesso non hai : pertanto ti esorto a non cedere a pensieri autolesionistici!
Fondamentale è poi il tornare ad applicarti allo studio come primo passaggio positivo dei futuri cambiamenti.
Anche il desiderio di poter studiare in seguito la psicologia e diventare, da grande, una psicologa-psicoterapeuta non dovrebbe farti ridere ma essere preso in seria considerazione perchè mi sembra un modo molto buono di arrivare al bene attraverso il male dando uno scopo utile e concreto alle sofferenze affrontate.
Cordiali saluti.
Dr, Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Ciao Giulia,
Grazie per averci raccontato la tua storia.
Le emozioni negative che senti e i pensieri ricorrenti di suicidio sono normali e molto frequenti a seguito di storie di violenza subite in famiglia. Spesso la mente produce questi pensieri come una soluzione definitiva o una via di fuga dal dolore o all'impotenza. Vanno però presi sul serio e affrontati con l'aiuto di un esperto.
Ora che sei più al sicuro in casa sarebbe una buonissima idea rivolgerti ad uno psicologo e iniziare un percorso per ritrovare un po' di serenità e benessere con l'aiuto di un professionista.
Inoltre la tua descrizione indica una grande lucidità e maturità nel comprendere le situazioni che hai vissuto e le loro conseguenza, dunque in questo momento meriti di avere uno spazio di ascolto tutto per te.

Se non puoi permetterti uno psicologo, cerca un consultorio nella tua città o associazioni che offrono supporto a giovani che come te vivono difficoltà in famiglia.
A Bologna e in provincia esiste ad esempio l'Associazione Agevolando, puoi partire dal loro sito e chiedere riferimenti nella tua città. Di solito loro aiutano anche a mediare con i genitori quando non sono favorevoli, come nel tuo caso, al percorso psicologico.

Datti tempo per mettere ordine alle emozioni che senti e per trovare le energie per andare avanti per la tua strada. Anche per studiare psicologia se vorrai.

A disposizione per eventuali dubbi o informazioni,
Buona giornata.

Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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