È giusto uno psichiatra per curare un ragazzo di 33 anni da attacchi di panico?

Inviata da Monica. 4 lug 2016 5 Risposte  · Attacchi di panico

Mio figlio di 33 anni soffre da un mese di attacchi di panico tutti i giorni anche 2 volte al giorno. Il medico gli ha consigliato uno psichiatra. Non sappiamo a chi rivolgersi e al momento prende controvoglia lo xanax. Che dobbiamo fare? Sta peggiorando. Noi abitiamo a Prato. Grazie

panico , ragazzo

Miglior risposta

Cara Monica,
nella mia esperienza un percorso terapeutico con uno psicologo puó rivelarsi utile e risolutivo in questi casi. L'aiuto farmacologico puó essere utile, tuttavia trovo particolarmente indicato un lavoro sulle dinamiche che hanno favorito l'insorgere di questo disagio.
La invito pertanto a consultare un terapeuta nella Vostra zona.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Padova

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

Lo psichiatra può andare bene se è anche uno psicoterapeuta, cioè se esercita la psicoterapia, sopratttutto di tipo cognitivo comportamentale. Ora ci sono anche le terapie CC di terza generazione e cioè quelle che implicano anche protocolli che usano la Mindfulness (tecniche per la gestione dei pensieri ossessivi, dell'ansia..etc) che possono essere validissimi aiuti anche in sostituzione del farmaco, qualora si tratti di un caso poco grave. Per cui intanto occorre una buona diagnosi. Io le consiglio un terapeuta di stampo cognitivo comportamentale o anche di approccio psicodinamico ma specializzato in tecniche coroporee come la bioenergetica o la Mindfulness.
Gli attacchi di panico hanno buon esito terapeutico.
I farmaci servono solo come palliativi e spesso peggiorano la situazione, perchè appunto mettono ancora il problema sotto il tappeto invece di aiutare la persona ad uscirne. Inoltre come mai scrive lei e non suo figlio? Lui è motivato? questo è importante. Se non lo è una psicoterapia non voluta serve a poco, per questo spesso si cerca di aggirare l'ostacolo attraverso il solo farmaco.

Un Caro Saluto

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

5 LUG 2016

Logo D.ssa Silvia Michelini D.ssa Silvia Michelini

162 Risposte

119 voti positivi

Buonasera Monica, proprio perché suo figlio prende controvoglia già un ansiolitico, ci potrebbe essere il rischio che, psicologicamente, non voglia più prendere una terapia farmacologica in caso di necessità. Le consiglio di trovare un bravo psichiatra, il quale valuterà se suo figlio abbia necessità o meno di essere seguito ANCHE farmacologicamente. Terminata la visita, sarà probabile che lui stesso conosca uno psicoterapeuta (io le consiglio di scindere i professionisti, per me uno si deve occupare dei farmaci ed un altro della psicoterapia: se poi, entrambi, avessero uno stesso modello teorico di riferimento o similare e lavorassero anche in sinergia, sarebbe l'optimum). Immagino sia spaventata dal consiglio del suo medico, soprattutto se pensa che dallo psichiatra e/o dallo psicoterapeuta vadano solo i casi gravi (cosa che, evidentemente, non è). Quindi, le posso tranquillamente dire che il suo medico, restando a ciò che ci ha comunicato nel post, ha fatto bene il suo lavoro.
Buona fortuna
dott Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

5 LUG 2016

Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

651 Risposte

914 voti positivi

Gentile Monica,
bisogna valutare caso per caso. Spesso una buona psicoterapia è sufficiente di per sè, talvolta però, in presenza di sintomi particolarmente invalidanti, una terapia farmacologica può aiutare a calmare il sintomo nell'immediato.
A mio avviso la cosa importante è non limitarsi alla terapia farmacologica, in quanto può risolvere il sintomo nell'immediato ma non va ad agire sulle cause che possono creare anche ulteriori problemi.
Cordialmente
Dott.ssa Ivana Gallo

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

4 LUG 2016

Logo Dott. Ivana Gallo Dott. Ivana Gallo

14 Risposte

7 voti positivi

Cara Monica,
La terapia farmacologica agisce esclusivamente sul sintomo nell'immediato, ma non è risolutivo. Sicuramente capire il senso e il significato di tale sintomo e soprattutto acquisire delle modalità di gestione dell'ansia fa la differenza. A tale scopo le consiglio di far intraprendere a suo figlio una terapia cognitivo comportamentale. Tenga presente che spesso a seconda della gravità della sintomatologia la terapia farmacologica accompagna la psicoterapia, ma di ciò se ne può parlare serenamente con il terapeuta e lo psichiatra e soprattutto valutate in sinergia come procedere per diminuire o sospendere il trattamento farmacologico nel corso del trattamento. In questo momento probabilmente è stato consigliato lo psichiatra solo per la gravità della sintomatologia.

Un caro saluto


Dott.ssa Mara Di Paolo

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

4 LUG 2016

Logo Dott.ssa Mara Di Paolo Dott.ssa Mara Di Paolo

89 Risposte

205 voti positivi

Domande simili:

Vedi tutte le domande
CURARE ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

2 Risposte, Ultima risposta il 05 Marzo 2019

Dubbi in amore dopo attacco di panico

1 Risposta, Ultima risposta il 20 Marzo 2017

curare l'ansia

2 Risposte, Ultima risposta il 14 Febbraio 2019

Un parere sulla mia storia, su mia moglie e su cosa fare

4 Risposte, Ultima risposta il 29 Settembre 2017

Depressione e felicità

1 Risposta, Ultima risposta il 20 Dicembre 2018

Male incurabile?

4 Risposte, Ultima risposta il 24 Dicembre 2018

Ultimatum continui e convivenza in crisi

3 Risposte, Ultima risposta il 19 Gennaio 2018

Ipocondria, fobie e lutto

3 Risposte, Ultima risposta il 14 Febbraio 2018

Doc omosessuale

1 Risposta, Ultima risposta il 17 Agosto 2016

Perchè non riusciamo a più a comunicare?

4 Risposte, Ultima risposta il 12 Novembre 2018