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È giusto seguire i sogni a discapito di una visione più concreta della vita?

Inviata da Lilli · 11 apr 2018 Psicologia risorse umane e lavoro

Buona sera.
Mi piacerebbe confrontarmi con voi per quanto riguarda la mia situazione attuale.
Sono una ragazza di 25 anni, neolaureata in ambito grafico alla triennale all’Accademia di Belle Arti. Ho cominciato l’Accademia con 2 anni di ritardo perché dopo il diploma, conseguito con la giusta tempistica, mi sono presa un anno sabbatico in cui ho fatto servizio civile e l’anno dopo ho frequentato per un anno l’indirizzo di informatica all’università.
L’anno successivo mi sono iscritta all’Accademia e, una volta laureata, ho deciso di non continuare e di non prendere la laurea magistrale perché ritenevo che come insegnamento i professori non potessero più darmi quello che desideravo, visto e considerato che ho sempre voluto studiare per imparare e non per il “pezzo di carta”. L’indirizzo scelto in Accademia mi ha dato molte soddisfazioni, ed è sempre stata la mia passione perché univa la mia artisticità all’ambito tecnologico.
La mia famiglia mi ha sempre supportata nelle mie passioni e desideri, una fortuna che in pochi possono dire di avere.
Ma pensate che sia giusto perseguire i propri sogni a discapito di una visione un po’ più concreta? Mi spiego meglio. Io non mi ero mai davvero informata sugli ambiti lavorativi che mi interessavano una volta uscita dall’Accademia. Sì, amo ciò che ho studiato, ma la maggior parte dei grafici vive lavorando da free-lance. Io invece non sono assolutamente portata per lavorare in proprio. Preferisco un ambito lavorativo e di carriera dove c’è la reale possibilità di avere un impiego a tempo indeterminato, anche se questo vuol dire partire dal basso con stage o contratti determinati. Invece nell’ambito grafico, questa prospettiva non c’è.
E qui sono divisa tra il mio essere una sognatrice e la mia parte concreta e pratica. Ho una terribile paura di non avere mai in futuro una sicurezza economica. Questa cosa mi paralizza. Ci sono giorni in cui penso di potercela fare, perché nella vita le strade sono infinite. Altri in cui invece sento di aver sbagliato a non continuare e prendere la magistrale, come stanno facendo alcune mie amiche, così da poter entrare nell’ambito dell’insegnamento e avere un piano B.
Siccome però non sono troppo nei tempi, in Accademia c’è la frequenza obbligatoria oltre che tantissimi progetti a gruppo, sono divisa tra il voler ricominciare prima che sia troppo tardi (considerata l’età) e il fatto che sarebbero altri 2/3 anni di studio senza lavorare, finirei a 28 anni e non potrei a quel punto propormi molto alle aziende. Non ho nessuna esperienza lavorativa, se non il servizio civile, e si sa che le aziende cercano giovani con esperienza. In realtà l’idea di ricominciare l’Accademia è più un no che un sì, ma non vorrei pentirmene.
È come se in questi anni non avessi pensato ad un futuro lavorativo ma soltanto a fare quello che mi piaceva. Mentre le mie amiche che hanno continuato, almeno hanno pensato a crearsi qualche solida base su cui puntare sempre, anche se la magistrale in Accademia non offre loro maggiori competenze di quelle che hanno con la Triennale. Un piccolo sacrificio, che io non ho mai tenuto in considerazione perché volevo diventare un grafico, non importava come. Eppure il mondo del lavoro mi ha chiarito subito la situazione, ovvero che non è come immaginavo.
Sono veramente in un limbo, tant’è che sto prendendo in considerazione l’idea di iscrivermi alla magistrale di storia dell’arte all’Università, così da poter dare gli esami da non frequentante e aprirmi la porta verso l’insegnamento alle medie o ai licei, e nel mentre lavorare. Il problema è che non sono sicura che con la mia triennale potrò essere ammessa alla magistrale di un altro indirizzo e ateneo.
Insomma, tirando le somme, ho davvero paura per il mio futuro. Vorrei avere una sicurezza economica che il mio percorso di studi molto raramente offre, ma ormai è tardi quello che è fatto è fatto.
So di andare contro il pensiero di molti, ma ora come ora vedo un futuro con alcune mie amiche che potranno sempre contare sul fatto di avere una laurea magistrale e potranno comunque tentare i concorsi per l’insegnamento mentre io sarò l’amica che cerca di sopravvivere con qualsiasi lavoretto le capiti a tiro, anche non coerente con il mio ambito lavorativo. O che semplicemente mi ridurrò a fare un lavoro di vendita (con tutto il rispetto per questo lavoro) che però non mi soddisfa per niente. Per lo meno la via dell’insegnamento mi sarebbe piaciuta perché sarei rimasta nell’ambito artistico e avrei potuto sempre provare ad entrare grazie ai concorsi.
Ho paura di vedere la mia vita che non si realizza perché ho voluto cocciutamente fermarmi e non fare la magistrale, per un capriccio, mentre le mie amiche potranno sempre contare sul fatto di poter provare un concorso grazie alla loro scelta saggia ed al fatto che si sono sacrificate per un futuro più roseo.
Non riesco a prendere una decisione sul mio futuro perché penso di aver sbagliato percorso universitario, di non essere stata nemmeno un briciolo razionale e di dovermi alla lunga accontentare di un lavoro che non voglio fare. La totale incertezza non mi fa vivere molto serenamente.

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Miglior risposta 12 APR 2018

Cara Lilli, sembrerebbe dalle suore parole dhenlei stia in una fase di evoluzione del ciclo di vita con tutte le domande , i dubbi , le paure che tale passaggio comporta. Le cose che si muovono dentro di lei sono molte e di diversa natura ma la questione principale sembrerebbe essere una paura del futuro in termini di realizzazione personale. Io credo che uno nella vita sceglie quando sceglie e fare degli errori sia umano quanto tanto auspicabile per fare esperienza e evolversi. Le consiglio comunque di farsi seguire anche per un breve periodo e farsi aiutare a rimenttrre in ordine le sue emozioni e le sue priorità. Cordialmente le auguro buona giornata

Dott.ssa Di Segni Fabiana Psicologo a Roma

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