È doc?

Inviata da Valentina Samà. 13 nov 2017 3 Risposte  · Disturbo ossessivo compulsivo

Salve dottori , qualche tempo fa scrissi su guidapsicologi.it riguardo la mia situazione psicologica, sono una ragazza di 24 anni con doc omosex, almeno questo è quello che mi è stato diagnosticato da una psicoterapeuta della mia città con cui non ho potuto intraprendere un percorso perché troppo costoso. Le premetto che, ora finalmente ne ho preso consapevolezza, non è il primo doc di cui soffro, o meglio dire ho sofferto, i più terribili sono stati riguardanti le malattie, il terrore che nella notte o per strada potessi vedere delle figure mistiche, doc da relazione se così lo si può definire perché in.quel caso è stato un discorso un po diverso e quello che mi ha portata ormai 10 anni fa ad ammalarmi di anoressia da cui ne sono uscita vincente. La mia domanda è perché questo doc si concentra su un'amica in particolare che non è nemmeno la mia migliore amica ma una ragazza con cui ci troviamo spontaneamente bene perché condividiamo la stessa passione (danza) ma nello stesso tempo siamo invidiose l'una dell'altra, un anno fa lei si era distaccata da me perché io sono diventata molto amica della persona di cui era innamorata, gay oltretutto, ora si è riavvicinata e questa cosa mi fa piacere da un lato e mi disturba dall'altro a causa di questo mio doc, ho il terrore che mi possa far piacere perché mi piace e anche se so che questo è un terribile rompicapo e dentro di me so di non provare alcuna attrazione sessuale per il genere femminile, la situazione mi distrugge. Da premettere che noi siamo state legate dal fattore scatenante di questo mio doc, io era innamorata del migliore amico di un ragazzo di cui era innamorata lei, per scoprire alla fine che erano entrambi gay, nonostante ci provassero con.noi in realtà erano loro due che si volevano. Ho sempre guardato le donne ma non con occhio da lesbica o da uomo, ma da semplice donna a cui piace confrontarsi, delle volte magari un po invidiosa o ammirata, e con una bassissima autostima. Stavo meglio, ho cercato di uscirne con le mie forze ma si ripresenta appena sono.un po più stressata o vedo.magari una lesbica di cui ne conosco la natura o una bella ragazza o appena comincio a fare amicizie con ragazze con cui mi trovo particolarmente bene. Io le chiedo, anzi le grido aiuto, mi dia la sua impressione, anche se ho ricevuto una diagnosi mi spieghi perché allora ho questi pensieri ossessivi rivolti a questa specifica amica, anche se ne soffro ormai da due anni ed è sempre cambiato il soggetto su cui mi sono "fissata", tutte ragazze che possedevano una bellezza o una caratteristica fisica che avrei sempre voluto possedere e con cui guarda caso mi ci son trovata bene, di conseguenza è scoppiata la bomba. Attendo una sua risposta e mi dispiace, mi sono dilungata anche se avrei dovuto scriverle tante di quelle altre cose, ma ora sento l'esigenza di ricevere una risp a questa domanda specifica. Cordiali saluti.
1 risposta alla tua richiesta su Ansia

donna

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Gentile Valentina,
occorre che lei si curi, nel senso che si prenda cura del suo malessere, qualunque forma assuma. Da quel che scrive i suoi sintomi cambiano ma l'esito resta molto doloroso e lei non merita di stare così. Due anni sono gli ultimi di una storia che già precedentemente le aveva provocato sofferenza con altre manifestazioni, e sono comunque, anche soli, già troppi da sopportare senza che il tutto abbia uno scopo. Ha provato a contrattare il costo della terapia con quel terapeuta? Può coinvolgere i suoi genitori nella spesa? Ne ha contattati altri allo stesso scopo? Il primo sintomo da cui deve guarire è l'idea che ci sia un costo eccessivo per il suo benessere e che l'unica cosa che possa fare, dopo più di due anni di sofferenza, è chiedere aiuto su un forum.
Se lo desidera mi contatti in privato..
Buona giornata

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Ciao Valentina,
onestamente ci sono molte cose non chiare e che comunque (mea culpa) non riesco a capire nel tuo racconto.
In relazione al tuo stato attuale mi permetto comunque di comunicarti ciò che mi sembra di percepire a riguardo. Ciò che mi salta agli occhi è una sorta di eccessivo attaccamento alla categorizzazione diagnostica che ti è stata attribuita (doc), che sembra provocare una sorta di vizio di visione prospettica dei tuoi vissuti e dei tuoi comportamenti, nel senso che la percezione di come stai e di cosa ti accade attorno sembra, anziché partire da te stessa e dai tuoi vissuti, partire da questo rigido inquadramento diagnostico che, per sua natura, lascia poco spazio alla soggettività dei tuoi vissuti emotivi. In parole povere è come se tu per cercare te stessa stessi rovistando nel contenitore dei sintomi del doc più che in quello della tua interiorità.
La cosa che ti posso suggerire, oltre naturalmente al provare ad intraprendere un percorso terapeutico, magari tentando una contrattazione con la professionista o cercando altri terapeuti meno costosi (per esempio varie associazioni, fra cui anche la nostra, offrono ai soci la possibilità di intraprendere percorsi terapeutici a prezzi sociali calcolati spesso in base al reddito) è quella di cercare di prestare attenzione alla tua soggettività, ai tuoi specifici vissuti emotivi e relativi comportamenti a riguardo del rapporto con questa e con altre persone, senza per forza volerli ricollegare all'inquadramento diagnostico ricevuto (doc) e al concetto di "malattia" ad esso collegato. Preciso che con ciò non è mia intenzione mettere in dubbio il lavoro diagnostico operato dal mio collega, che assumo indubbiamente come valido.
Non so se sono riuscito ad essere chiaro e a spiegarti il mio punto di vista. Spero di si.
Rimango a tua disposizione per ogni altra domanda o richiesta.
Se desideri informazioni su associazioni che si occupano di sostegno psicologico presenti nella tua zona a cui ti potresti rivolgere mi puoi contattare in privato.
Un saluto.

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15 NOV 2017

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Buongiorno Valentina,
Se come scrive le è stata confermata questa diagnosi, la cosa migliore sarebbe lavorarci su in psicoterapia.
Le diagnosi sono solo l'inizio per comprendere i sintomi, ma la soluzione va cercata in un lavoro su di sé e sulla sua storia.

I pensieri che descrive su questa ragazza sono semplicemente tipici del doc, possono "spostarsi" occasionalmente da uno stimolo ad un altro, ma questo segnala solo che il disturbo è ancora lì e che andrebbe affrontato.

Si tratta spesso di un problema di ansia che nasconde altre emozioni, come la vergogna, il senso di inadeguatezza, la colpa o il sentirsi sbagliati, sono solo esempi di pensieri che meriterebbero attenzione e ascolto.

Non aspetti troppo, esistono servizi psicologici gratuiti in ogni città.

Disponibile per maggiori informazioni,
Buona giornata.

Camilla Marzocchi
Bologna BO

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15 NOV 2017

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