E' confuso o la devo smettere di sperare?

Inviata da Beatrice · 15 mag 2020 Terapia di coppia

Salve,
Sono stata lasciata ad ottobre dopo una storia di 6 anni (la mia prima storia e la sua più importante), io 25 anni, lui 28. Un periodo in cui c’era poco equilibrio e la decisione da parte sua di rompere. Attualmente credo sia dovuto al fatto che, dopo essere stato in erasmus lo scorso anno, volesse continuare la vita di gruppo e non dar conto ad un partner, voleva stare da solo, finire gli esami e laurearsi ‘’in pace’’. Ovviamente ho sofferto tantissimo ma non l’ho mai assillato né fatto cavolate, siamo grandi e mi ritengo matura, anche se molto ferita. A gennaio provo a riparlarci (per messaggi se lo cercavo era normale e tranquillo, sempre un piacere per lui sentirmi) dato che avrei voluto ricucire il nostro rapporto e lui mi dice che non se la sente, che ci ha pensato ma non trova le motivazioni per ripartire, che qualcosa dentro di lui non era più come prima. Decido di lasciar perdere, di dedicarmi a me stessa (ho perso mesi di studio perché non riuscivo a concentrarmi) e di non cercarlo. A febbraio per un lutto nella mia famiglia ovviamente mi cerca e mi scrive spesso, ma non ho dato tanto peso alla cosa, cercavo di non illudermi proprio perché ero sicura lo facesse solo per il lutto ricordandomi le parole di gennaio. Sempre a febbraio arriva la sua laurea, un messaggio freddo e frettoloso per invitarmi alla seduta (mentre per mess era sempre stato normale, divertente, sereno) messaggio che mi ha fatto rimanere molto male dopo un percorso fatto insieme e decido di non andarci. Dopo qualche giorno gli chiedo se voleva mandarmi i ringraziamenti della tesi, in cui ovviamente c’ero (un ringraziamento molto sentito e bello, almeno quello) e lì riprende a chiacchierare dicendomi che è stato male del fatto che non c’ero, che il giorno del suo ultimo esame ha pianto come un bambino perché dopo tanti anni io non ero lì per ‘’colpa’’ sua, ma che ha dovuto ascoltare i sentimenti. Rimaniamo che ci saremmo visti per un caffè. Una settimana dopo, dopo aver festeggiato con i suoi amici, degli amici in comune che tengono molto ad entrambi mi dicono che aveva bevuto tanto e a fine serata, piangendo si è lasciato scappare un ‘’mi manca Bea’’. Ci risentiamo per il caffè in sospeso ad inizio marzo ma inizia la quarantena e non possiamo. Da lì inizia a cercarmi più spesso, per messaggi abbiamo una forte intesa, dovuta anche al fatto che ci conosciamo da tanto e bene, riusciamo a parlare di tutto , per ore, senza farci problemi. A me fa piacere, quindi lo lascio fare. Una sera mi scrive che stava vedendo vecchie foto e gli era salita una forte tristezza, inizia a ricordare i momenti belli, i viaggi e fa così per qualche giorno, ricordando anche litigi scemi di anni fa o altri episodi. Si interessa dell’esame che faccio, mi chiede com’è andata e dentro di me si stava riaccendendo la speranza. A metà aprile gli chiedo se mi scrivesse per noia o per altro e lui dice che ovviamente non sarebbe mai per noia, ma tergiversa.. inizia a dire che se lo chiedeva anche lui il perché ma ‘’fuggo da me stesso’’, ‘’non posso darti risposte così su due piedi’’ ‘’sono cose difficili perché anche se da solo sto bene ci penso e mi faccio le domande’’.. non lo sa ma capisce che non è normale.. parliamo anche del fatto che grazie alla separazione io sono cresciuta, ho capito che ero troppo gelosa e troppo dipendente da lui. Gli ho chiesto se mi scrivesse in amicizia e mi ha detto di no ovviamente e che posso stare tranquilla che non c’è nessun altra se è lì a parlare con me. Entrambi diciamo che stiamo bene quando parliamo, siamo sereni e siamo noi stessi ma lui dice che ho ragione e non è una cosa che può andare avanti così e che mi cercherà solo per cose importanti. Da qui sparisce per 3 settimane (palesandosi solo con like sui social che in questi mesi continuava a mettere). E ovviamente io stavo ricadendo nel tormento, nella speranza essendo rimasta comunque col dubbio. Quando gli chiedo di chiarirmi questi dubbi, perché a me sembrava un modo per riavvicinarci mi ripete le parole di gennaio, che sono solo bellissimi ricordi, che lui per me ci sarà sempre, che non mi cancellerà dalla sua vita, ma che sta bene da solo, è felice e sereno e se voleva riprovarci me lo avrebbe detto o me lo dirà lui stesso, ma al momento non sente la spinta giusta per riprovarci. Gli dico che a questo punto è meglio tagliare questo filo che continua ad unirci perché per 6 mesi ci siamo sempre sentiti e implicitamente sapevamo che c’eravamo l’uno per l’altra, era una sorta di ‘’sicurezza’’. Io non so se ho fatto bene a fare questo discorso ma non porta a nulla un rapporto in cui si ricordano i momenti bellissimi senza la voglia di ricrearli, non lo capisco, non ci sono rancori o grossi problemi. Gli ho detto che se la nostra storia avrà qualcosa da raccontarci di nuovo lo sentiremo entrambi , ma ora devo guardare al presente e al futuro. E ovviamente da qualche giorno sto di nuovo male. Ho fatto la scelta giusta? O non avrei dovuto chiedere per forza risposte? Sembra in lotta con se stesso ma poi messo di spalle al muro diventa sicuro di non volerci riprovare.

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Miglior risposta 15 MAG 2020

Buon pomeriggio, ho letto con attenzione quanto ha scritto e credo non debba nutrire molti dubbi sulla bontà della decisione recentemente presa.
Seppur si tratta di una scelta in parte dolorosa per lei, credo abbia una doppia valenza: è l'unica che le consentirà nuovamente di riprogettare la sua vita;
forse consentirà al suo ex, un po' confuso circa i sentimenti che prova nei suoi confronti, di fare maggior chiarezza
Tenga duro
Cordiali Saluti
Dott. Masucci A.

Dott. Armando Masucci Psicologo a Avellino

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22 MAG 2020

Gentile Beatrice,
quando in una relazione sentimentale interviene una crisi ci sono sempre delle spiegazioni anche se a volte non sembrano chiaramente comprensibili .
Questo ragazzo ha certamente delle problematiche irrisolte che dovrebbe approfondire con l'aiuto di un professionista.
Per quanto riguarda lei, a mio parere ha fatto bene a farlo definire per decidere in quale direzione orientare la sua vita e non dovrebbe pentirsi o avere dei dubbi in merito.
Il dolore per questa decisione alquanto sofferta passerà nella consapevolezza di aver fatto la cosa giusta.
In caso di necessità può avvalersi anche lei di un sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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