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E' colpa mia

Inviata da saretta il 20 gen 2019

Ho sempre avuto problemi nel dire di no, una cosa che sta diventando sempre più pesante. Un po' per timidezza, un po' per non sembrare cattiva non riesco a far valere la mia parola. Mi scuso in precedenza per i termini che andrò ad utilizzare, non saranno tecnici o dettagliati ma cercherò di spiegare l meglio ciò che mi è capitato. Mi ero appena lasciata con il mio primo amore, una relazione di 4 anni in cui ho messo anima e corpo quindi stavo cercando di rimettere i tasselli del puzzle al proprio posto. Un mio amico si è proposto di passare del tempo assieme per parlare e raccontarci alcune cose (dato il fatto che ci vediamo raramente visto che abitiamo molto lontani l'uno dall'altro). Mi ha proposto di dormire assieme (in letti separati) visto che ha prenotato una stanza per rimanere un paio di giorni per vedere anche altre persone. Ho accettato e abbiamo passato una bella serata, è stato gentilissimo e non ha insistito per dormire insieme. La mattina seguente mi sono svegliata e lui è entrato nel mio letto per abbracciarmi. Ha iniziato a fare battute sul fatto che la mattina fosse più eccitato del normale e scherzava ipotizzando su come avrei reagito in un ipotetico atto sessuale. In primo luogo ho riso ma allo stesso tempo non mi piaceva molto quel modo di scherzare così ho iniziato a rispondere in maniera più distaccata e passiva (proprio perché non avevo coraggio e forze per far valere la mia opinione). Ha iniziato ad abbracciarmi e diventare più insistente mentre parallelamemte si scusava per il suo atteggiamento e si allontanava. Ad un certo punto ha iniziati a chiedere "cosa succede se tu metto una mano tra le gambe?" questa domanda mi ha mandato in tilt perché anche volendo dire di no, non trovavo il modo per formulare la risposta. Gli ho detto "niente" alla seconda domanda Ho risposto "non faccio niente" e avanti così fino a quando non ha iniziato a toccarmi. Quello che faceva mi provocava piacere ma non volevo fino in fondo che quella cosa accadesse. Poi ha iniziato a fare battute sui preservativi, ironizzava sul fatto che fossero li pronti all'uso. Io stavo in silenzio e lui ogni tanto si bloccava e diceva "non capisco se tu voglia o meno, non parli, non vorrei fare qualcosa che non vuoi". Io ero letteralmente bloccata non riuscivo a ragionare e dire la mia, poi lui ha esordito con un "però devo dire che mi eccitta di più questo tuo silenzio" e li mi sono sentita morire. Lui è stato gentile, è stata tutta colpa mia perché dovevo solamente parlare e dire di no, mi sento quasi di meritare una punizione. Lui poi mi ha chiesto letteralmente se volessi fare sesso e ormai vinta da me stessa ho risposto "fa quello che vuoi, basta che mi lasci il cuscino sulla faccia" e lui l'ha presa sul ridere e ha fatto quello che voleva fare. Io intanto piangevo e per fare in modo che finisse prima ho pensato di aiutarlo stupidamente con dei versi palesemente finti ma come se non bastasse alla fine dell'atto me l'ha pure rinfacciato con un bel "mi è piaciuto quando da silenziosa hai iniziato ad essere più rumorosa". Vorrei non fosse mai successo e non riesco a perdonarmi di essermi fatta questo, lui non ha colpe e io non riesco ad affrontare quello che mi è successo.

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Gentile Saretta,
personalmente ritengo che il suo racconto lasci adito a qualche perplessità anche se il correlato senso di colpa non è utile in alcun modo e quindi già solo per questo motivo dovrebbe essere eliminato.
Innanzitutto c'è da chiedersi se anche nel suo primo rapporto durato quattro anni non ha mai detto un "no" nelle inevitabili molteplici interazioni o richieste che le saranno state sicuramente rivolte.
In secondo luogo, passare del tempo insieme al suo amico per parlare e raccontarsi alcune cose non richiedeva certo di farlo necessariamente di notte condividendo una stanza sia pure con letti separati.
Quindi, anche senza dover dire di no, avrebbe potuto chiedere spiegazioni per questa richiesta a dir poco strana e insolita.
Tuttavia, se ammette che i toccamenti del ragazzo le procuravano piacere non si capisce perchè dovrebbe pentirsene con nociva dissociazione mente-corpo e parlare quasi di punizione auto-inflitta.
D'altra parte, al momento clou, non è stata in silenzio ma ha dato l'o.k. in modo ironico o scherzoso salvo subito dopo a pentirsi piangendo ma contemporaneamente facendo versi palesemente finti (suppongo falsi gemiti di piacere) pensando di affrettare i tempi perchè forse lui era in difficoltà!...
In tutto questo mi sembra che lei sia alquanto confusiva e che il suo problema principale non sia tanto la timidezza quanto una forma di incongruenza e di conflitto interiore (dovuto forse a censura inconscia) che le ha causato disagio psicologico.
In ogni caso, le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia come opportunità di crescita personale e relazionale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico,psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Saretta, mi dispiace per l'accaduto e penso anch'io che debba assolutamente lavorare sulla sua autostima e su quello che chiamiamo assertività, cioè appunto dire di no. Per far questo deve rivolgersi ad un/una esperta terapeuta cognitivo-comportamentale, che le proporrà degli esercizi pratici di difficoltà graduata. Anche se penso che ci fosse una certa ambivalenza nei confronti del suo amico, nondimeno dovrebbe imparare ad avere adeguata attenzione verso sé stessa. Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Cara Saretta,
quello che è successo è molto spiacevole. Le responsabilità sono da ascrivere ad entrambi in quanto questo suo amico ha approfittato del suo non parlare per avere una relazione sessuale con lei. Lei avrebbe dovuto avere la forza di opporre un no. E qui veniamo al punto del problema. Che è, come ha scritto all'inizio, di timidezza, di non sapere dire di no. Lei ha da intraprendere un profondo viaggio alla scoperta di sé per capire quali sono le forze che bloccano gli impulsi aggressivi, ovvero quelli che ci permettono di opporre dei no alle richieste che non ci piacciono. Tutto questo va espletato mediate un ricorso ad un bravo psicoanalista della sua zona o meglio ancora presente sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

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Cara Saretta,
quello che è successo è molto spiacevole. Le responsabilità sono da addebitare ad entrambi: lui ha approfittato di una situazione poco chiara e lei non ha avuto la forza di opporre un no.
All'inizio della lettera lei parlava della difficoltà a dire dei no, di timidezza. Credo che su questo punto occorra lavorarci a lungo e in profondità per evitare il ripetersi di simili spiacevoli episodi.
Le consiglio pertanto di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o meglio ancora presente sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

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Carissima,
quello che è successo è molto brutto, ma deve insegnare qualcosa.
E cioè quello che lei ha scritto all'inizio del suo messaggio. Lei soffre di timidezza e non sa dire di no.
Intendiamoci, la responsabilità di quello che è accaduto, e che lei ha descritto con dovizia di particolari lungamente, è di entrambi. Del ragazzo che ha approfittato di una ragazza bloccata emotivamente. E sua che non ha saputo dire di no.
Al fine di non ripetere più simili episodi lei deve aumentare la sua autostima e imparare a opporre dei rifiuti quando le vengono proposte scelte che non vuole effettuare.
Le consiglio pertanto di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o meglio ancora presente sul sito ma che usi Skype.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

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Ciao Saretta. Un brutto incidente di percorso. Forse è venuto il momento che ti sforzi di cambiare questa tua difficoltà a dire di no altrimenti quando davvero vorresti dirlo come nella esperienza che hai descritto, non ti riesce. Ti suggerisco un modo molto semplice. Ogni giorno, quando ti trovi in una situazione in cui vorresti dire 'no' prova a rispondere:'Scusami, vorrei ma non posso'. Quando avrai imparato a dire questo comincia a dire: "Scusami ma preferisco di no". E infine "No". Comincia oggi, altrimenti ti troverai in situazioni ancora peggiori.
Cari saluti.
Dott. Andrea Bottai

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