E' bene parlarne con lo psicoterapeuta se si leggono libri di psicoterapia?

Inviata da Tania Hox · 1 lug 2013 Orientamento professionale

Salve a tutti!
Da pochissimo ho cominciato il mio primo percorso psicoterapeutico con una dottoressa specializzata in analisi bioenergetica - cosa che ho scoperto leggendo online il suo curriculum. Da allora mi sono interessata a questo tipo di analisi, e oltre ad informarmi come posso su internet, sto leggendo qualcosina di A.Lowen in merito. Di questo, tuttavia, non ho parlato alla psicoterapeuta: cosa dovrei fare? Dirglielo? Esito in quanto, non avendo avuto esperienze precedenti di psicoterapia, non so se questo mio "informarmi" sia producente ai fini della riuscita della terapia stessa; inoltre non vorrei che il mio atteggiamento fosse scambiato per "presunzione" dalla psicoterapeuta - vista anche la mia giovane età a fronte dei suoi anni di carriera!
Tuttavia in certi momenti mi sento come se le stessi "nascondendo" qualcosa, qualcosa che potrebbe essere al contrario utile alla terapia! Vi porto un esempio pratico: quando nella scorsa seduta lei ha cercato il contatto con le mie mani, ha osservato che erano fredde e mi ha chiesto se così fossero anche i miei piedi...io SAPEVO si stava riferendo al carattere schizoide, perché appunto io stessa, leggendo di bioenergetica mi ci ero identificata. Però sono rimasta in silenzio e ho fatto finta che non ne sapessi niente.
Pensavo, nella prossima seduta, di dirle di quanto ho letto, e di dirle che sapevo a cosa si stava riferendo, nonostante avessi "simulato ignoranza", diciamo così...!
Faccio bene o male? E se poi lei in realtà non si riferiva a quello? :/
Grazie!

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Miglior risposta 7 LUG 2013

Grazie a tutti per le esaurienti risposte!
In effetti ho parlato in seduta con la mia psicoterapeuta delle mie letture, sia dei dubbi che avevo avuto circa il riferirle o meno di tali miei "approfondimenti personali". Credo sia stato molto produttivo, in quanto abbiamo discusso più approfonditamente della motivazione che mi aveva spinto a informarmi sul tipo di terapia da lei utilizzati e sui suoi metodi, e anche del perché avevo avuto dubbi circa il parlargliene apertamente. Mi ha invitato ad essere più... "spontanea" insomma! :) E anche a chiederle chiarimenti circa la terapia in ogni momento qualora ne sentissi il bisogno - sempre fermo restando che leggere un libro di psicologia può essere comunque costruttivo e interessante. Sento che questo "excursus" ha migliorato la nostra relazione paziente-terapeuta; d'ora in avanti sento sarò più libera nell'esprimerle le mie curiosità/perplessità/bisogni :)
Ancora grazie mille a tutti!
Tania

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8 LUG 2013

Credo non ci sia proprio niente di male nel condividere con la tua terapeuta le tue letture e le tue conoscenze. Sono una psicoterapeuta analista bioenergetica e (come per qualsiasi altra impostazione terapeutica) "anche se le teorie" sono una base di riferimento non sempre sono correlate a processi terapeutici, che sono sempre unici (data l'individualità della storia di chi chiede aiuto) e acquistano il "loro" senso nel qui ed ora della relazione terapeutica. Parlane senza problemi magari può essere occasione di spunto per alcune importanti riflessioni.

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8 LUG 2013

Ottimo tania,
lei sembra essere molto recettiva alla psicoterapia.

Buon cammino..

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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8 LUG 2013

Buongiorno gentile Tania,
ha fatto bene ad aprirsi con la sua terapeuta! Siamo lieti che questo servizio che offriamo le è stato d'aiuto! Buon percorso!
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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4 LUG 2013

Buongiorno Tania
non credo che ci sia nulla di male se lei è curiosa e vuole saperne di più dell'orientamento della sua psicoterapia. può parlarne anche con la sua terapeuta senza vergognarsi o sentirsi in colpa: la curiosità è normale. inoltre riuscire a parlare sinceramente in terapia è un elemento fondamentale.

cordiali saluti
dott.ssa Manuela Vecera

Dott.ssa Manuela Vecera Psicologo a Torino

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2 LUG 2013

gent.le Tania,
il percorso di psicoterapia è fatto per verbalizzare le proprie paure, dubbi, incertezze, anche sulla terapia stessa. Uno degli ingredienti per un percorso fruttuoso è proprio.
Il bisogno emotivo di " essere un bravo paziente" è molto frequente e ha a che fare con qualche spinta a compiacere l' altro da se', per evitare il giudizio negativo, la punizione, la delusione, per assecondare aspettative, investimenti e altro.
Sarà molto utile per lei e per la terapeuta verbalizzare quanto scrive.
Non è fruttuoso invece preoccuparsi oltremodo, deducendo approssimativamente e ipoteticamente delle diagnosi tra sè e sè. Crea solo ansia.
Inoltre informarsi, leggere riguardo a temi di terapia è un diritto ed una libertà.
Ma..pian piano, cominci a fidarsi della sua terapeuta!
Faccia semplicemente la paziente.
Pian piano il senso di dover tenere "il timone" della terapia svanirà e ne troverà ancor piu beneficio!
un augurio,
cordialmente

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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2 LUG 2013

Gentile Utente,
sarebbe utile parlare di questo insieme alla sua psicoterapeuta. Le letture in materia di psicologia e psicoterapia possono essere interessanti, ma sono sostanzialmente diverse dalle finalità del trattamento psicoterapico. Queste letture non è detto che siano utili, talvolta possono essere una difesa o una resistenza al trattamento stesso. Per quanto riguarda il passaggio dove scrive a proposito del "carattere schizoide", le suggerisco anche qui di parlarne con la Collega ed evitare l'autodiagnosi.

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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2 LUG 2013

Buongiorno,

sono convinta che possa essere utile a lei e alla sua terapeuta comunicare in terapia le sue letture. E' normale avere il desiderio di informarsi sull'orientamento di riferimento del terapeuta e, anzi, è assolutamente importante confrontarsi sulle teorie e le tecniche dell'approccio all'interno del quale si opera. La sua terapeuta potrebbe aiutarla consigliandole testi adeguati e mirati alle sue difficoltà e chiarirle i suoi dubbi.
Inoltre, sarebbe di aiuto a rafforzare a la relazione terapeutica.

buon proseguimento,
dott.ssa Silvia Guglielmetti

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2 LUG 2013

Gentile Tania, il tuo dubbio è più che lecito, infatti, tutti i pensieri che possono attraversarti durante la relazione terapeutica, specialmente se ansiogeni o legati al dubbio e alla colpa, qualora non venissero espressi rischierebbero di essere controproducenti per la buona riuscita della terapia. Inoltre, letture su argomenti così delicati, superficiali e slegate da un'esperienza pratica di anni, possono sì, fornire un quadro generale di quanto si sta andando ad affrontare, ma anche intimorire, confondere e contaminare un pò il lavoro terapeutico. Sentiti libera di esprimerti poiché nel rapporto psicoterapeutico non esistono controindicazioni all'espressione verbale del proprio mondo interiore. Un saluto. Dott.ssa S. Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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1 LUG 2013

Gentile Tania,
non sappiamo a cosa si riferisse la sua psicoterapauta e le autodiagnosi sono il più delle volte pericolose.
Quanto alle letture sull'argomento sono invece sono utili e può tranquillamente comunicarlo alla collega. Informarsi è sempre un arricchimento ed oltre a promuovere lo scambio con il professionista le permette di interiorizzare i passaggi terapeutici.
Un saluto
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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1 LUG 2013

Cara tania,
sicuramente c'è da capire cosa la porta a nascondere e a compiacere l'altro significativo. La relazione terapeutica sia basata sul fatto che il paziente possa portare tutto ciò che desidera, quindi anche le sue curiosità...le sue emozioni e i dubbi di cui ha scritto su questo sito...perché tutto ciò fa parte del suo cammino verso la piena autonomia.

Buona terapia.

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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