Durante la quarantena ho vissuto giorni di ansia che dopo poco sono svaniti.

Inviata da Alessia · 27 lug 2020

Salve a tutti sono una ragazza di 23 anni, a febbraio di quest'anno ho conseguito la laurea triennale in scienze biologiche. Fino a prima della quarantena non ho mai sofferto di attacchi d'ansia se non prima di un esame, comunque svaniva appena l'esame terminava . Io seguivo l'università da fuori sede e quasi sempre stavo da sola in casa perché le mie amiche/coinquiline ritornavano nelle proprie case ogni settimana mentre io no. Passavo tutte le giornate ad immaginare il giorno della mia laurea come se quel giorno avessi raggiunto la felicità eterna. Dopo qualche giorno dalla laurea mi resi conto che non era cambiato nulla nella mia vita, che dopo la gioia iniziale tutto era ritornato come sempre. Per tutti i 4 anni dell'università mi ero dedicata a coronare quel sogno e ho messo così tutto da parte. Tutte i miei "problemi" sono iniziati in quarantena. Non facevo altro che pensare che avevo dedicato così tanto per l'università da non aver coltivato nessun altro interesse, mi sono sentita vuota priva di motivazione. A quel punto iniziai a farmi delle domande, su cosa mi rendeva felice e di certo la mai felicità dipende dalla mia famiglia. Un notte mi svegliai con il cuore in gola ed una paura assurda di perdere mia mamma, non riuscivo a calmarmi. Iniziai a rimuginare su questo fatto e al solo pensiero che a causa del virus stavano morendo tante persone lontane dai propri cari mi rendeva estramemente triste. Durante questi giorni già abbastanza tristi, io e i mei compaesani siamo stati travolti da un evento disumano, una nostra concittadina è stata uccisa brutalmente dal fidanzato. Questo evento mi turbò tantissimo, io a Lorena la conoscevo. Amava tantissimo la vita, a luglio si sarebbe dovuta laurea in medicina. Io quelle notti non riuscii a dormire perché nella mia testa non facevo altro che rivedere me e lei quando giocavamo da bambine. Non riuscivo a capire come un ragazzo che apparentemente l'amava da morire l'avesse uccisa così. Dopo poco tutti iniziarono a dire che lui fosse pazzo. La notte non riuscivo a dormire facilmente, perché di giorno magari guardavo film a letto e mi riposavo, quindi la notte pensavo a come "questo" fosse impazzito. Iniziai a farmi domande su come si ci diventa "pazzi" su come si fa ad uccidere una persona che ami. Tutte queste domande mi portarono a pensare che se lui è impazzito possiamo impazzire tutti e che magari Lorena amava la vita più di me e che lei non sarebbe dovuta morire, iniziai a fare brutti pensieri. A me non preoccupava tanto che potessero impazzire le persone a me vicine, ma che impazzissi io e di conseguenza potevo fare del male ai miei cari. Questi pensieri mi hanno scossa, questi pensieri ritornavano spesso ed iniziai ad avere ansia dei miei pensieri, iniziai ad essere nervosa ed irrequieta, avevo paura dei miei pensieri, non volevo più pensare. Ovviamente non si può non pensare, perché è un dono bellissimo, ma in quel momento pensavo fosse la cosa giusta e ciò mi agitava tantissimo. Non volevo stare da sola con me stessa, la notte non riuscivo a dormire e di giorno rimanevo sul letto. Durante la giornata ero assalita dall'ansia dalla paura che fossi affetta da qualche patologia. Iniziai a rimuginare che magari stavo diventando schizofrenica, bipolare etc. Nella mia testa passavano troppe informazioni in poco tempo e la paura mi rendeva irrequieta e sentivo la testa pesante e confusa come se i pensieri non fossere miei e che non avrei potuto gestirli.
Durante questi giorni io non mi sentivo più me stessa, come se non mi ero mai resa conto di chi ero e cosa facevo lì (anche se sapevo benissimo chi ero e cosa facevo lì), iniziai a farmi domande esistenziali sul mondo, non trovavo il senso a nulla. La mia vita era diventata estramemente triste ed insignificante. Temevo di non riuscire più a provare gioia. Io cercavo di raccontare a mia mamma quello che stavo vivendo, avevo paura che mi chiudessi in me stessa e che non sarei più riuscita ad avere una vita normale. Mia mamma ogni giorno mi chiedeva come stavo ed io le dicevo che stavo male ma che primo o poi sarebbe passato. Un giorno mia madre dopo la mia solita risposta mi disse "ma se questa sensazione non passa più cosa farai? Cerca di vivere normalmente non dando troppo peso a quello che senti. Non concentrarti sul tuo battito cardiaco accelerato, sui tuoi pensieri, ai tremolii devi vivere come facevi prima". Iniziai così a cercare di risolvere il mio problema, dicevo di non riconoscermi e quindi decisi di mettermi davanti lo specchio e come una stupida inizia a ripetermi "mi chiamo ______ ho 23 anni sono ___". Mi veniva da ridere perché sapevo benissimo chi ero, però ridevo e non lo facevo da tempo. Anche se quelle gambe, viso etc non le sentivo mie iniziai a curarmi, a truccarmi etc. Piano piano ho iniziato un corso di mediazione online che mi ha aiutato tantissimo. Sono riuscita da sola a superare l'ansia, poi la paura di avere l'ansia, poi la paura di avere paura. Però io non conosco come funziona le mente e se quello che ho passato può significare qualcosa per questo ho deciso di condividere cosa ho passato. Ho deciso di intraprendere un percorso con la psicologa del consultorio per conoscermi meglio. Anche se adesso sto decisamente meglio ho paura, in alcuni momenti della giornata, che possa rivivere tutte quelle brutte emozioni, a volte non riesco a gestirmi bene e quindi mi inizio ad agitare, il mio cuore batte più forte, poi immagino mia nipote e cerco di pensare cose belle. Mi sento tradita dalla mia mente, come se mi avesse fatto un torto. Mi sono sempre ritenuta una persona forte e questo mi ha destabilizzata. Il fatto che in quel periodo studiavo una materia dedicata alle malattie mentali e neurogenerative non mi ha aiutato. Credevo che le avessi tutte io. Sono una persona che se ha paura di qualcosa o ha ansia magari inizialmente mi sento terrorizzata ma dopodiché cerco di fare di tutto come se quelle emozioni non mi toccassero più di tanto. Però a volte è difficile. Ci sono dei momenti in cui io mi sento rilassata e la mia mente mi fa ricorda ad es a quella volta che ho letto un libro riguardante il DOC e inizio a rimuginare e inizio ad immaginare cose che mi agitano. Oppure a quella volta che ho visto un video di un ragazzo schizofrenico che raccontava la sua vita, quando fantastico (tipo a letto prima di dormire) un po' inizio ad avere paura e mi passa il sonno, oppure se sento un rumore mentre sono in casa inizio a farmi domande " e se lo sento solo io?" Mi faccio domande inutili tipo "e se lo vedo solo io? Se quello che vedo io non lo vedono gli altro? Se quello che penso io non pensano gli altri?''. Ho sviluppato una certa paura verso qualunque malattia, se magari sono stata troppo ferma es ho un formicolio al piedi ho paura. Cerco di non dar peso a questi pensieri anche se a volte è dura. La paura più grande e quella di continuare a pensare queste cose in eterno che non mi permettono di essere del tutto spensierata. Ho bisogno un parere da qualche esperto.
Ringrazio chi ha letto la mia storia se ha qualche consiglio da darmi è ben accetto. A breve inizierò un percorso per ristabilire un equilibrio interno. Avevo bisogno di raccontare quello che ho vissuto e mi sento già meglio.

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